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Teheran 2

Churchill, Roosevelt e Stalin  Teheran (28 novembre - 1° dicembre 1943)



Prima seduta della Conferenza

dei capi dei governi di Unione Sovietica, Stati Uniti e Gran Bretagna

 

28 novembre 1943

 

 

Inizio della seduta ore 16, termine ore 19,30.

 

Roosevelt Essendo il più giovane fra i capi di governo qui presenti, vorrei permettermi di parlare per primo. Tengo ad assicurare i membri della nuova famiglia, i membri della pre­sente conferenza, riuniti attorno a questa tavola, che noi tutti ci siamo qui riuniti per un solo scopo: vincere la guerra il più rapidamente possibile.

 

Tengo a dire ancora alcune parole a proposito dello svol­gimento dei lavori della conferenza. No:n abbiamo l'intenzione di pubblicare alcunché di quanto qui verrà detto; ma noi ci rivolgeremo gli uni agli altri come ad amici, apertamente e sin­ceramente. Penso che questa conferenza sarà coronata da suc­cesso e che le tre nazioni, unite nell'attuale guerra, rafforze­ranno i loro legami e creeranno le premesse di una stretta coo­perazione delle generazioni future. I nostri stati maggiori pos­sono esaminare le questioni militari, mentre le delegazioni, no­nostante l'assenza di un ordine del giorno, potrebbero egual­mente esaminare altri problemi quali, per esempio, quello della organizzazione del mondo dopo la guerra. Tuttavia, se voi non lo volete, possiamo non trattarli.

 

Prima di passare ai nostri lavori, vorrei sapere se il signor Churchill desidera dire qualche parola sull'importanza di que­sto incontro e sul suo significato per l'umanità.

 

 

Churchill Si tratta di una grandiosa concentrazione di for­ze mondiali come mai si era verificata finora nella storia dell’umanità. La soluzione del problema della riduzione della durata della guerra, della conquista della vittoria, del futuro de­stino dell'umanità è nelle nostre mani. Prego perché noi si sia degni della considerevole possibilità che Dio ci offre di servire l'umanità.

 

 

Roosevelt Il maresciallo Stalin vuol dire qualche cosa?

 

 

Stalin Salutando la conferenza dei rappresentanti dei tre governi, vorrei fare alcune osservazioni. Penso che la storia ci colmi di favori: essa ha posto nelle nostre mani grandi forze e vaste possibilità. Spero che adopreremo ogni mezzo perché in questa conferenza — nella misura dovuta e nel quadro della cooperazione — siano utilizzati questa forza e questo potere clic ci sono stati affidati dai nostri popoli. Ed ora, mettiamoci Al lavoro.

 

 

Roosevelt Forse debbo cominciare tracciando un quadro generale della guerra e dei bisogni della guerra nella fase at­tuale. Ne parlerò, beninteso, dal punto di vista degli Stati Uniti. Anche noi speriamo, come l'impero britannico e l'Unione So­vietica, in una pronta vittoria. Vorrei cominciare da un quadro di quella parte della guerra che riguarda maggiormente gli Stati Uniti più che l'Unione Sovietica o la Gran Bretagna. In­tendo riferirmi alla guerra del Pacifico, nella quale gli Stati Uniti sopportano il peso essenziale della guerra, aiutati dalle truppe australiane e neozelandesi...

 

Passando ad una questione più importante e che interessa maggiormente l'Unione Sovietica, quella dell'operazione attra­verso la Manica, tengo a dire che noi abbiamo stabilito i nostri spiani durante gli ultimi diciotto mesi, ma che a causa dell'in­sufficienza del tonnellaggio non ci è stato possibile fissare la data di questa operazione. Non vogliamo soltanto traversare la Manica, ma inseguire l'avversario in profondità. La Manica è una difficile fascia d'acqua che esclude la possibilità di lanciare una spedizione prima del 10 maggio; per cui il piano stabilito a Quebec si basava sul fatto che la spedizione avrebbe dovuto svolgersi attorno al 1° maggio del 1944. In tutte le operazioni di sbarco, si tratterà di bastimenti speciali. Se procederemo a operazioni di sbarco di grande ampiezza nel Mediterraneo, bisognerà forse differire di 2 o 3 mesi la spedizione attraverso la Manica. Perciò vorremmo che i nostri colleghi sovietici ci dessero il loro consiglio su tale questione e ci dicessero anche come impiegare nel migliore dei modi le truppe che si trovano nella regione del Mediterraneo, tenendo tuttavia conto che vi sono poche navi in questa regione. Non vogliamo però rinviare la data dell'invasione attraverso la Manica che, al piú tardi, ai mesi di maggio o di giugno. Vi sono tuttavia parecchi luoghi ove le truppe anglo-americane potrebbero essere impiegate: in Italia, nella regione dell'Adriatico, in quella del mar Egeo o per assistere la Turchia se essa entrasse in guerra. Noi dob­biamo decidere qui su tutto ciò. Vorremmo moltissimo aiutare l'Unione Sovietica e distogliere una parte delle truppe tedesche dal fronte sovietico. Noi vorremmo che i nostri amici sovietici ci consigliassero sul modo migliore di rendere piú leggera la loro situazione.

Il signor Churchill desidera aggiungere qualche cosa?

 

 

Churchill Vorrei chiedere il permesso di rinviare il mio intervento e di pronunziarmi dopo il maresciallo Stalin. Tengo, nel medesimo tempo, a dire che io sono d'accordo in linea di principio con quanto è stato detto dal presidente Roosevelt.

 

 

Stalin Per quel che riguarda la prima parte del discorso del signor presidente, che si riferisce alla guerra nella regione del Pacifico, vi è da dire che noi, russi, salutiamo i successi che le truppe anglo-americane hanno conseguito e conseguono nel Pa­cifico. In quanto alla seconda parte del discorso del signor pre­sidente, che riguarda la guerra in Europa, ho alcune osserva­zioni da fare.

Anzitutto alcune parole per esporre come abbiamo con­dotto e come conduciamo le operazioni dopo l'offensiva tede­sca di luglio. Entrerò forse nei particolari, ma potrei abbre­viare il mio intervento.

 

 

Churchill Siamo pronti ad ascoltare tutto quel che inten­dete direi.

 

 

Stalin Debbo dire, fra l'altro, che abbiamo noi stessi pre­parato una offensiva in questi ultimi tempi. I tedeschi ci hanno preceduto; ma poiché ne avevamo preparata una ed avevamo concentrato forze importanti, abbiamo potuto, dopo aver re­spinto l'attacco tedesco, passare rapidamente noi stessi all'of­fensiva. Debbo dire che, quantunque si pensi che noi pianifi­chiamo ogni cosa in anticipo, noi non ci aspettavamo i successi che abbiamo conseguito in agosto e in settembre. Contro la nostra aspettativa, i tedeschi si sono dimostrati più deboli di quanto non prevedessimo. Secondo i nostri servizi d'informa­zione, attualmente, i tedeschi hanno sul nostro fronte 210 divisioni, e sei divisioni sono in corso di trasferimento. Vi sono inoltre cinquanta altre divisioni non tedesche comprese quelle dei finlandesi. I tedeschi hanno dunque sul nostro fronte 250 divisioni in tutto, delle quali dieci ungheresi, una ventina di finlandesi e sedici o diciotto divisioni romene.

 

 

Roosevelt Quali sono gli effettivi di una divisione te­desca?

 

 

Stalin Le divisioni tedesche comprendono da ottomila a novemila uomini, senza contare le forze ausiliari. Con queste, la divisione comprende da dodicimila a tredicimila uomini. L'anno scorso, vi erano sul nostro fronte 240 divisioni di cui 179 tedesche. Quest'anno, vi sono sul nostro fronte 260 divi­sioni, delle quali 210 tedesche, e sei altre divisioni tedesche vengono trasferite sul fronte. Dalla parte dei russi operano da 300 a 330 divisioni. In tal modo noi abbiamo un maggior numero di divisioni dei tedeschi e dei loro satelliti. Queste forze in più sono destinate a operazioni offensive. Altrimenti verrebbero escluse. Ma, col tempo, la differenza fra il numero delle divisioni russe e tedesche si riduce. Inoltre, ciò che crea grandi difficoltà è il fatto che i tedeschi distruggono tutto in nodo barbaro nel corso della loro ritirata. Ciò ci crea diffi­coltà per il rifornimento delle munizioni. È questa la causa del rallentamento della nostra offensiva. Nel corso delle tre ultime settimane, i tedeschi hanno compiuto alcune operazioni offen­sive in Ucraina: a sud e a ovest di Kiev. Ci hanno ripreso Zhi­tomir, importante nodo ferroviario. Ne è stata data notizia. Ci riprenderanno probabilmente in questi giorni Korosten, al­tro cento ferroviario importante. In quella regione i tedeschi hanno cinque nuove divisioni corazzate oltre le precedenti tre divisioni corazzate, cioè in tutto otto divisioni corazzate, oltre ventidue o ventitré divisioni di fanteria e divisioni motoriz­zate. Il loro obiettivo è la riconquista di Kiev. Avremo quindi da affrontare alcune difficoltà.

 

Questo per la parte riguardante le nostre operazioni estative.

 

Alcune parole adesso sul luogo dal quale sarebbe deside­rabile che le forze anglo-americane aprissero le loro operazioni in Europa per alleggerire la situazione sul nostro fronte. Sba­glio forse, ma noi russi abbiamo considerato che il teatro ita­liano non fosse importante che per assicurare la libera naviga­zione degli alleati nel Mediterraneo. È solo da questo punto di vista che il teatro italiano delle operazioni militari è impor­tante. È quel che abbiamo pensato e quel che continuiamo a pensare. In quanto al lancio di un'offensiva direttamente con­tro la Germania partendo dall'Italia, noi, russi, consideriamo che il teatro italiano non convenga. Di conseguenza, le cose si presentano in modo tale che il teatro italiano è importante per assicurare la libertà di navigazione nel Mediterraneo, ma non serve per nulla per le ulteriori operazioni contro la Germania, poiché le Alpi sbarrano la via e disturbano la circolazione in direzione della Germania. Noi, russi, stimiamo che il migliore risultato potrebbe essere ottenuto colpendo il nemico a par­tire dal nord o dal nord-ovest della Francia. Anche delle ope­razioni nel Mezzogiorno della Francia sarebbero più efficaci di un'offensiva in Italia. Sarebbe una buona cosa se la Turchia fosse pronta ad aprire la strada agli alleati. Partendo dai Bal­cani, vi sarebbe una minore distanza per raggiungere il cuore della Germania. Non vi sono ostacoli quali le Alpi o la Manica. Ma è la Francia che è il punto più debole della Germania. Cer­tamente,si tratta di una operazione difficile, e i tedeschi si difenderanno furiosamente in Francia; pur tuttavia è questa egualmente la migliore soluzione. Tali sono tutte le mie os­servazioni.

 

 

Churchill Da tempo ci siamo intesi con gli Stati Uniti per attaccare la Germania dal nord o dal nord-ovest della Francia e, a tale scopo, procediamo a vasti preparativi. Sarebbe necessario citare molte cifre e molti fatti per mostrare perché non abbiamo potuto attuare queste operazioni nel 1943. Ma noi abbiamo deciso di attaccare la Germania nel 1944. Il luogo dell'attacco è stato scelto nel 1943. Si tratta per noi adesso di avere i mezzi per trasportare gli eserciti in Francia attraverso la Manica alla fine della primavera del 1944. Le forze che noi potremo con­centrare a tale scopo in maggio o in giugno, comprenderanno sedici divisioni britanniche e diciannove divisioni americane. Ma i loro effettivi sono superiori a quelli delle divisioni tede­sche delle quali ha parlato il maresciallo Stalin. Queste divi­sioni saranno seguite dal grosso delle forze ed è previsto nell’operazione Overlord che, durante i mesi di maggio, giugno e luglio, faremo traversare la Manica a circa un milione di uomini. Con gli eserciti che si trovano nel Mediterraneo e nell'oceano Indiano, questo è tutto ciò che noi, inglesi, pos­siamo metter su, (dato che abbiamo quarantasei milioni di abi­tanti) oltre gli effettivi delle nostre forze aeree. Il completamen­to delle divisioni dipende dagli Stati Uniti. Ma la data da me indicata è ancora lontana. Sarà fra sei mesi. Nel corso delle mie conversazioni con il presidente, ci siamo interrogati sul modo migliore di impiegare le nostre forze nel Mediterraneo per aiu­tare i russi senza pregiudicare l'operazione Overlord, in modo che essa possa essere attuata nel tempo previsto o forse con un lieve ritardo. Abbiamo già inviato sette divisioni che hanno già dato le loro prove, ritirandole dalla regione del Mediter­raneo, ed una parte delle navi da sbarco per l'Overlord. Pure tenendo conto di ciò ed anche del cattivo tempo in Italia, bisogna dire che siamo un po’ delusi di non aver ancora preso Roma. Il nostro primo obiettivo è la presa di Roma e noi rite­niamo che una battaglia decisiva verrà combattuta in gennaio e che noi la vinceremo. Il generale Alexander, comandante del 15° gruppo di armate, posto sotto gli ordini del generale. Eisen­hower, considera che è assolutamente possibile vincere la bat­taglia per Roma. In quell'occasione, riusciremo forse ad im­padronirci e a distruggere da undici a dodici divisioni nemiche. Non abbiamo l'intenzione di spingerci più oltre in Lombardia o di penetrare in Germania attraverso le Alpi. Noi pensiamo soltanto di progredire un po’ verso il nord, fino alla linea Pisa-Rimini; dopo di che potremo procedere agli sbarchi nel mezzo­giorno della Francia o attraverso la Manica.

 

La successiva questione principale consiste nel persuadere la Turchia ad entrare in guerra. Ciò permetterebbe di aprire le comunicazioni attraverso i Dardanelli e il Bosforo, e noi po­tremmo rifornire la Russia attraverso il mar Nero. Inoltre, ciò ci permetterebbe di utilizzare gli aerodromi turchi per com­battere il nemico. Forze poco importanti sarebbero sufficienti per occupare Rodi e le altre isole. Potremmo allora stabilire un contatto diretto con i russi e rifornirli con continuità. Fino ad oggi, noi non abbiamo potuto inviare verso i porti setten­trionali della Russia che quattro convogli, poiché non vi era un sufficiente numero di navi di scorta; ma se la via del mar Nero fosse aperta, potremmo rifornire regolarmente i porti meridionali russi.

 

 

Stalin Bisogna dire che questi convogli non hanno subito perdite, poiché non hanno incontrato il nemico sul loro cam­mino.

 

 

Churchill Con quale mezzo potremmo obbligare la Tur­chia ad entrare in guerra? Che cosa dovrebbe fare? Dovrà at­taccare la Bulgaria e dichiarare guerra alla Germania? Dovrà intraprendere operazioni offensive o non dovrà avanzare in Tra­cia? Quale sarà la posizione dei russi nei confronti dei bulgari, che si ricordano sempre che la Russia li ha liberati dai turchi? Quale influenza avrà questo fatto sui romeni che già da oggi cercano un mezzo per uscire dalla guerra? Quale influenza avrà sull’Ungheria? Sono questi alcuni problemi sui quali i nostri amici russi hanno, naturalmente, il loro punto di vista.

 

Le nostre operazioni nella parte orientale del Mediterra­neo presentano interesse per il governo sovietico? Esse porte­rebbero forse ad un certo ritardo nell'operazione attraverso la Manica. Noi non abbiamo ancora, per il momento, una deci­sione precisa a tale riguardo e siamo venuti qui per risolvere questo problema.

 

 

Roosevelt Esiste ancora un'altra possibilità. Sarebbe for­se opportuno procedere ad uno sbarco nel nord dell'Adriatico, quando gli eserciti sovietici si avvicineranno a Odessa.

 

 

Churchill Se prendiamo Roma e blocchiamo la Germania dal sud, noi potremo passare poi alle operazioni nell'ovest e nel mezzogiorno. Queste operazioni non sono state ancora ela­borate nei particolari. Potremmo costituire una commissione incaricata di studiare questa questione e di redigere un docu­mento molto particolareggiato.

 

 

Stalin Ho alcune domande da porre. Ho ben capito che vi sono trentacinque divisioni per l'operazione di invasione del nord della Francia?

 

 

Churchill Si, è giusto.

 

 

Stalin Prima di scatenare questa operazione di invasione, si prevede un'operazione sul teatro italiano per occupare Ro­ma; dopodiché ci si propone di mettersi sulla difensiva in Italia.

 

 

Churchill Si; noi ritiriamo, già da ora, sette divisioni dall'Italia.

 

 

Stalin Ho compreso che voi vi proponete, inoltre, tre altre operazioni di cui una di sbarco nella regione dell'Adriatico.

 

 

Churchill L'attuazione di queste operazioni sarà forse utile ai russi. Dopo il ritiro di sette divisioni dalla regione del Mediterraneo, noi disporremo di trentacinque divisioni per invadere il nord della Francia. E avremo inoltre da venti a ventitré divisioni del nord dell'Italia.

 

Tengo a ripetere che il problema del trasferimento delle forze indispensabili è il più preoccupante. Come ho già fatto osservare, l'operazione Overlord verrà scatenata con trentacin­que divisioni. In seguito, questi effettivi verranno aumentati grazie alle divisioni giunte dagli Stati Uniti e che saranno da cinquanta a sessanta. Tengo ad aggiungere che le forze aeree britanniche e americane in Gran Bretagna saranno raddoppiate o triplicate nel corso dei sei prossimi mesi. Inoltre si lavora senza soste per accumulare le forze in Gran Bretagna.

 

 

Stalin Ancora una domanda. Ho ben capito che, oltre l'operazione tendente a prendere Roma, si prevede un'altra operazione nella regione dell'Adriatico e egualmente un'ope­razione nel sud della Francia?

 

 

Churchill Si pensa di attaccare il sud della Francia nel momento in cui le operazioni Overlord saranno state iniziate. A tale, scopo si utilizzeranno le truppe che potranno esser libe­rate in Italia. Ma questa operazione non è stata elaborata in tutti i suoi particolari.

 

 

Stalin Ancora una domanda. Se la Turchia entra in guerra che cosa verrà intrapreso in tal caso?

 

 

Churchill Posso dire che non ci vorrebbero più di due o tre divisioni per occupare le isole lungo la costa occiden­tale della Turchia, affinché le navi per i rifornimenti possano recarsi in Turchia e anche per aprire la via del mar Nero. Ma la prima cosa che faremo sarà l'invio ai turchi di venti squadriglie aeree e di parecchi reggimenti di difesa antiaerea, il che può esser effettuato senza recar danno alle altre ope­razioni.

 

 

Stalin A mio parere, la cosa migliore sarebbe di prendere l'operazione Overlord come base di tutte le operazioni da at­tuare nel 1944. Se si procedesse simultaneamente ad uno sbarco nel sud della Francia, i due gruppi potrebbero ricongiungersi sul territorio francese. Ecco per quale motivo sarebbe bene che due operazioni fossero effettuate: l'operazione Overlord e uno sbarco nel mezzogiorno della Francia per sostenerla. Nel medesimo tempo, l'operazione nella regione di Roma potrebbe servire come diversione. Sbarcando le truppe nel nord e nel sud della Francia, e congiungendo queste forze, se ne potrebbe accrescere la potenza. Per la Germania, la Francia è un punto debole. In quanto alla Turchia, io dubito che entri in guerra. Non entrerà in guerra qualunque sia la pressione che eserciteremo su di lei. Questo è il mio parere.

 

 

Churchill Intendevamo la questione in questo modo: il governo sovietico è fortemente interessato a che la Turchia sia costretta ad entrare in guerra. Noi non riusciremo forse a costringere la Turchia a farlo, ma dobbiamo far ogni tentativo per tale scopo.

 

 

Stalin Sì; dobbiamo tentare di costringere la Turchia ad entrare in guerra.

 

 

Churchill Io sono d'accordo con le considerazioni del maresciallo Stalin, secondo le quali non è desiderabile che noi disperdiamo le forze; ma se abbiamo venticinque divisioni nella regione del Mediterraneo, possiamo egualmente destinare da tre a quattro divisioni e venti squadriglie alla Turchia, tanto pi ú che queste truppe sono, in ogni caso, impegnate adesso per la difesa dell'Egitto e che sarebbe possibile spostarle verso nord.

 

 

Stalin Venti squadriglie sono molte. Naturalmente, sa­rebbe bene che la Turchia entrasse in guerra.

 

 

Churchill Temo che in questo periodo di sei mesi, du­rante il quale potremmo prender Roma e prepararci alle grandi operazioni. in Europa, il nostro esercito resti inattivo e non operi una pressione sul nemico. Ho paura che, in tal caso, il parlamento mi rimproveri di non aiutare i russi.

 

 

Stalin Io penso che l'Overlord è una grande operazione. Essa sarebbe notevolmente facilitata e sarebbe certamente effi­cace se fosse sostenuta nel mezzogiorno della Francia. Perso­nalmente mi impegnerei a fondo in tal senso. Mi porrei sulla difensiva in Italia, rinunzierei a prender Roma e sferrerei una operazione nel mezzogiorno della Francia per allontanare le forze tedesche dal nord della Francia. Due o tre mesi dopo, sferrerei un'operazione nel nord della Francia. Questo piano assicurerebbe il successo dell'operazione Overlord; i due eser­citi potrebbero congiungersi, il che aumenterebbe la loro forza.

 

 

Churchill Potrei citare ancora altri argomenti, ma voglio soltanto dire che saremmo più deboli se non prendessimo Ro­ma. Inoltre, per effettuare l'offensiva aerea contro la Germania, è necessario raggiungere la linea Pisa-Rimini. Vorrei che tale questione fosse esaminata dagli specialisti militari. La battaglia di Roma è già in corso e noi riteniamo che potremo prendere la città in gennaio. Rinunziare a prender Roma costituirebbe una disfatta per noi e io non potrei spiegarlo alla Camera.

 

 

Roosevelt Potremmo attuare l'Overlord a tempo se non ci fossero operazioni nel Mediterraneo. Se ci saranno opera­zioni in questo mare, ciò ritarderà l'inizio dell'operazione Over­lord. Io non vorrei ritardare l'operazione Overlord.

 

 

Stalin L’esperienza delle nostre operazioni ci dice che il successo sopravviene quando i colpi sono portati da due lati, e anche che una operazione intrapresa da un solo lato non è mai abbastanza efficace. Per tale motivo noi ci sforziamo di colpire il nemico da due lati, affinché sia costretto a trasferire le sue forze ora in una direzione ora in un'altra. Penso che, egualmente in questo caso, sarebbe bene che l'operazione fosse condotta dal sud e dal nord della Francia.

 

 

Churchill Personalmente sono completamente d'accordo; ma ritengo che potremmo intraprendere azioni di sabotaggio in Jugoslavia ed anche costringere la Turchia ad entrare in guerra, indipendentemente dall'invasione nel sud e nel nord della Francia. Considero personalmente come nettamente in­cresciosa l'inattività del nostro esercito nella regione del Me­diterraneo. Per questo non possiamo garantire che la data del 1° maggio sia strettamente rispettata. Sarebbe un grave errore fissare questa data. Non posso sacrificare le operazioni nel Mediterraneo soltanto per mantenere la data del 1° maggio. Naturalmente noi dobbiamo raggiungere un certo accordo a questo proposito. La questione potrebbe essere esaminata dagli specialisti militari.

 

 

Stalin Bene. Noi non pensavamo che sarebbero stati discus­si problemi puramente militari. Per cui i rappresentanti dello Stato maggiore generale non ci hanno accompagnato. Ma penso che il maresciallo Voroscilov e io stesso potremo sistemare la cosa.

 

 

Churchill E la questione della Turchia? Forse possiamo egualmente sottoporla all'esame degli specialisti militari.

 

 

Stalin È una questione altrettanto politica quanto mili­tare. La Turchia è alleata della Gran Bretagna: mantiene ami­chevoli relazioni con l'URSS e con gli Stati Uniti. Non bisogna più che la Turchia continui a giocare fra noi e la Germania.

 

 

Churchill Avrei forse sei o sette domande riguardanti la Turchia. Ma vorrei prima rifletterci sopra.

 

 

Stalin Bene.

 

 

Roosevelt Naturalmente sono favorevole a che si obblighi la Turchia a entrare in guerra: ma se fossi al posto del presidente turco, ne domanderei un prezzo tale che non potremmo pagarlo se non a danno dell'operazione Overlord.

 

 

Stalin Bisogna cercare di costringere la Turchia a fare la guerra. Essa ha molte divisioni inattive.

 

 

Churchill Noi tutti nutriamo sentimenti di amicizia l'uno per l'altro, ma naturalmente vi sono divergenze fra noi. Ci vuole tempo e pazienza.

 

 

Stalin È giusto.

 

 

Roosevelt Dunque, gli esperti militari si riuniranno domani mattina, e la conferenza terrà una seduta alle quattro.

 

 

 

Lend Lease pilota sovietico e Bell P-39 Aircobra 

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