1940 - giugno dal n.1 al n. 20

BOLLETTINI DI GUERRA 

 

 

11 giugno 1940

 

Modalità di diramazione del Bollettino di guerra

 

Il comunicato sul corso delle operazioni sarà diramato alle 10.

 

 

 

 

 

 

15 giugno 1940

 

Variazione dell’orario di diramazione del Bollettino di guerra

 

Da oggi 15 giugno il Bollettino del Quartier Generale delle Forze armate sarà diramato alle ore 13 e conterrà tutto quanto concernente lo svolgimento delle operazioni sino alle ore 24 del giorno precedente.

 

 

 

 

 

 

19 novembre 1940

 

Contegno da tenere durante l’ascolto del Bollettino di guerra

 

Il Foglio di disposizioni n. 5 del P.N.F. in data 19 novembre 1940-XIX, reca tra l'altro:

Nei pubblici ritrovi, allorchè viene trasmesso per radio il Bol­lettino di guerra, i fascisti presenti lo ascoltino in piedi. Il pubblico non tarderà a uniformarsi a questa esempio di compren­sione e di stile.

 

 

 

 

 

1 - 12 giugno 1940

Alle ore 24 del giorno 10 il previsto schieramento delle forze di terra, del mare e dell'aria era ordinatamente compiuto. Unità da bombardamento della R. Aeronautica, scortate da formazioni da caccia, hanno effettuato alle prime luci dell'alba di ieri ed al tramonto violenti bombardamenti sugli impianti militari di Malta, con evidenti risultati, rientrando incolumi quindi alle rispettive basi. Nel frattempo altre unità si sono spinte in ricognizione sul territorio e sui porti dell’Africa settentrionale. Al confine della Cirenaica un tentativo di incursione da parte della aviazione inglese è stato respinto; due ve­livoli nemici sono stati abbattuti.

 

 

Isola di Malta foto aerea

 

Malta in una foto della ricognizione aerea italiana; l’isola e i suoi centri strategici sono i toponimi più citati nel Bollettino di guerra italiano. Neppure i due massicci interventi offensivi della Luftwaffe riusciranno a neutralizzare uno dei punti nevralgici della strategia inglese nel Mediterraneo, improvvidamente non occupato nelle prime settimane di guerra quando l’operazione poteva essere compiuta pressoché senza colpo ferire.

I numeri indicano: 1. forte San Leonardo, 2. forte San Vincenzo, 3. fortino Grazia, 4. fortino San Pietro, 5. fortino rosso, 6. batteria Renella, 7. forte Ricasoli, 8. forte S. Angelo, 9. arsenale militare, 10. arsenale civile, 11. serbatoi di benzina, 12. dogana, 13. forte Sant’Elmo, 14. polveriera, 15. caserma Florian, 16. deposito siluri, 17. forte Tigne, 18. forte Manoel, 19. forte Garetud, 20. forte Spinola, 21. forte San Luciano, 22. deposito benzina, 23. idroscalo di Calafrana, 24. aeroporto di Halfra,

25. aeroporto di Mikabba.

 

 

2 - 13 giugno

Sviluppando il previsto piano la R. Aeronautica ha effettuato altre azioni di bombardamento su basi aeree e navali nemiche. Di par­ticolare importanza l'azione su Biserta e l'azione notturna su Tolone. A Biserta vasti incendi sono stati provocati, danni agli impianti con­statati e apparecchi a terra colpiti, nove dei quali si possono consi­derare inutilizzabili. Tutti i nostri apparecchi sono rientrati alle ri­spettive basi. Nel Mediterraneo nostri sommergibili hanno silurato un incrociatore ed una petroliera da 10 mila tonnellate avversaria. A Tobruk, presso il confine della Cirenaica, un tentativo di attacco aereo - navale inglese è stato respinto dalle nostre forze di terra, navali e aeree; lievi danni agli impianti ed affondamento di un nostro piccolo dragamine. Nell'Africa Orientale Italiana incursioni aeree ne­miche sugli aeroporti di Asmara, Gura, Adi Ugri, Agordàt. Scarsi danni al materiale ed una decina di morti tra nazionali e indigeni addetti ai campi. Da ulteriori accertamenti i velivoli abbattuti dalla nostra caccia nella giornata di ieri nel cielo della Cirenaica sono sa­liti a sei accertati. Velivoli nemici, probabilmente inglesi, hanno ef­fettuato voli notturni su talune città dell'Italia settentrionale; le bom­be lasciate cadere su Torino, città aperta, hanno prodotto pochi danni e qualche perdita tra la popolazione civile. Di questa azione nemica verrà dato un resoconto particolare.

 

3 - 14 giugno

Attività di piccoli reparti su alcuni tratti del fronte alpino; un ten­tativo nemico di impossessarsi del colle Galisia é stato respinto. Nel Mediterraneo centrale sommergibili nemici hanno tentato senza ri­sultato di contrastare i movimenti della nostra flotta. Due sommer­gibili nemici sono stati colpiti e uno seriamente danneggiato. Pro­seguendo la sua azione la R. Aeronautica ha effettuato un efficace bombardamento delle basi aeree della zona di Tunisi; complesse azioni offensive sono state effettuate contro le basi di Hyères, mi­tragliando da bassa quota i velivoli di quell'aeroporto e bombar­dandone quindi gli impianti militari, contro la base di Faiance in Provenza e gli impianti militari della base di Tolone; un velivolo non é rientrato alla base. E' proseguita intensa l'attività di ricogni­zione sulle basi e sui territori nemici. Nell'Africa Settentrionale Ita­liana attacchi nemici appoggiati da carri armati contro nostri posti di confine alla frontiera egiziana sono stati respinti. Il pronto in­tervento dell'aviazione ha distrutto alcuni carri armati e danneg­giati altri. Nell'Africa Orientale Italiana all'alba del giorno 11 truppe nemiche del Kenia appoggiate da fuoco di artiglieria e da bombar­damento aereo hanno attaccato dalla zona di Moiale; l'attacco é stato nettamente respinto con lievi perdite; tra i prigionieri rimasti nelle nostre mani un ufficiale e un sottufficiale inglesi. La nostra aviazione ha bombardato Porto Sudan, il porto e l'aeroporto di Aden e il campo di fortuna di Moiale; due apparecchi non sono rientrati. In­cursioni aeree nemiche in Eritrea con lievi danni ai materiali; un apparecchio nemico é stato abbattuto.

 

4 - 15 giugno

Sulla fronte alpina é stato perfezionato il previsto dispositivo occu­pando talune località d'oltre confine; tentativi nemici di ostacolare l'azione sono stati respinti e sono stati catturati alcuni prigionieri. All'alba del giorno 13 unità della nostra marina si scontravano con una formazione navale nemica composta di incrociatori e siluranti. Ne è seguito un combattimento durante il quale sono entrate in azione anche le difese costiere della R. Marina. La torpediniera Calatafimi ha colpito con siluri due grosse cacciatorpediniere, una delle quali é affondata. Località della riviera ligure sono state colpite dal tiro delle navi nemiche: si contano alcuni morti e feriti tra la popolazione civile. La R. Aeronautica, nonostante le avverse Condizioni atmosferiche, ha effettuato un nuovo e efficace bom­bardamento contro le opere militari di Malta e compiute numerose ricognizioni sulle basi nemiche. Un sommergibile nemico é stato affondato da nostri idrovolanti. Nell'Africa Settentrionale Italiana il nemico ha rinnovato i suoi attacchi con numerosi elementi coraz­zati contro nostri posti di confine alla frontiera egiziana. Gli at­tacchi sono stati contenuti e la efficace azione della nostra aviazione con mitragliamenti e lancio di spezzoni a bassa quota ha ottenuto sensibili risultati. E' stata intensa l'attività di ricognizione aerea sul territorio tunisino.

Nell'Africa Orientale Italiana l'aviazione, oltre a numerose ricogni­zioni oltre il confine, ha effettuato nella notte sul 13 incursioni a on­date sulla base aereo - navale di Aden, colpendo in pieno gli obiettivi e abbattendo un velivolo da caccia nemico; un nostro apparecchio non ha fatto ritorno. Nelle ore pomeridiane ha bombardato poi la base aerea di Wajir distruggendo tre apparecchi sul campo e dan­neggiando gravemente gli impianti. Tutti gli apparecchi sono rientrati. Nel pomeriggio del 12 e nella notte del 13 gli inglesi hanno bombardato il villaggio di Gobuen e l'aeroporto di Assab senza arrecare notevoli danni.

L'aviazione nemica ha effettuato alcune incursioni notturne su ta­lune città dell'Italia centrale e settentrionale. I particolari vengono dati con apposito comunicato.

 

5 - 16 giugno

Sulla frontiera alpina sono tuttora in sviluppo azioni di ricognizione che si svolgono tutte oltre confine, inutilmente contrastate dall'avver­sario, che ha lasciato nelle nostre mani prigionieri ed armi auto­matiche.

Nel Mediterraneo, Marina ed Aviazione continuano la loro attività con risultati sempre più efficaci e promettenti. Mentre la radio in­glese confermava ufficialmente la perdita dell'incrociatore Calipso di cui era stata data notizia nel bollettino n. 2, nostre siluranti in una nuova azione vittoriosa contro sommergibili nemici, ne affon­davano uno. Nel contempo la nostra aviazione, confermando il suo spirito aggressivo, prende dovunque l'iniziativa. Con sicuro successo sono stati effettuati numerosi bombardamenti contro le basi aeree francesi e le opere portuarie della Corsica, contro l'Arsenale di Bur­mola (Malta) ed una vasta audace azione offensiva da parte di set­tanta velivoli da caccia sulle basi aeree di Cannet des Maures e di Cuers Pierrefeu nella Francia meridionale. Quaranta velivoli avver­sari sono stati distrutti, una parte in violenti combattimenti, un'altra parte al suolo. Un grande deposito di munizioni saltava in aria e numerosi incendi si sviluppavano. Notevole la reazione avversaria: cinque nostri velivoli non sono rientrati alle basi. Nell'Africa set­tentrionale sono in corso violente azioni contro forze inglesi che, appoggiate da numerosi carri armati, avevano tentato un attacco in direzione Sidi Azeiz. Nell'Africa orientale nostre unità aeree hanno bombardato le basi aeree di Berbera e di Mandera; nel cielo di Mas­saua due velivoli inglesi, che tentavano una incursione, sono stati abbattuti. Nella notte del 15 il nemico ha effettuato le solite incur­sioni aeree sul territorio metropolitano. Su Genova è stata lanciata qualche bomba che ha prodotto danni limitati ed alcune vittime tra la popolazione civile. Quattro velivoli nemici sono stati abbat­tuti dalla artiglieria contraerea di Genova.

 

 

Fronte Occidentale carro L.3 (C.V.35)

 

Ansaldo - FIAT C.V.33 (L3)

 Caratteristiche: lunghezza m, larghezza m, altezza m, peso 3,2 t, protezione 12 mm, velocità 43 km/h, autonomia 120 km, armamento 2 da 8 mm , equipaggio 2.

Durante le brevi operazioni sul fronte alpino nel giugno 1940 gli L3 del XXXIII reggimento vennero impiegati, con obiettivo l’occupazione della cittadina di Saez, nella Val d’Isère. Avanzando su una strada strettissima in fila indiana incontrarono una zona minata, che comportò la distruzione del primo carro della colonna e la morte dei due uomini dell’equipaggio. Agli altri L3, rimasti sotto il tiro delle artiglierie francesi, non rimase che invertire la marcia.

 

 

6 - 17 giugno

La nostra aviazione ha nella giornata di ieri bombardato le basi navali e i campi di aviazione di Malta, della Corsica e della Tunisia. In combattimento aereo un caccia inglese è stato abbattuto. L'avia­zione nemica si è limitata a qualche incursione, quasi sempre con velivoli isolati lanciando, specie di notte, bombe su città ed in aperta campagna. A Savona un morto e qualche ferito tra la popolazione civile. A Cagliari l'incursione nemica ha causato danni ad alcuni capannoni del campo di aviazione: sei avieri morti ed una tren­tina feriti. A Palermo, al levarsi della nostra caccia, la formazione aerea nemica si é dileguata rinunciando all'attacco. Sulle Alpi attività sempre più intensa delle nostre ricognizioni. In Africa setten­trionale sono in pieno sviluppo con esito favorevole azioni terrestri ed aereo - navali contro forze inglesi.

Nell'Africa orientale cospicua attività aerea contro basi aeree e na­vali del Sudan e del Kenia con notevoli risultati: alcuni apparecchi distrutti a terra e danni agli impianti. Qualche incursione effettuata dal nemico ha causato pochi danni agli impianti e, a Dire Daua, alla ferrovia.

 

7 - 18 giugno

Nella notte fra il 16 e il 17 sono stati eseguiti efficaci bombardamenti sulla base navale di Biserta, sugli obiettivi militari di Malta e su aeroporti della Corsica. Nostri sommergibili hanno affondato due petroliere nemiche delle quali una di grosso tonnellaggio. In Africa settentrionale proseguono le operazioni al confine cirenaico. In Africa orientale sono state eseguite con successo numerose operazioni aeree bombardando basi aeree ed obiettivi militari dell’alto Sudan. Tutti i nostri apparecchi sono rientrati; tre velivoli nemici sono stati di­strutti al suolo ed un caccia è stato abbattuto in combattimento. Qualche incursione dell'aviazione avversaria senza alcun danno ap­prezzabile; un velivolo è stato abbattuto in fiamme. Il nemico ha rinnovato nella notte di ieri incursioni aeree colpendo obiettivi non militari. A Milano sono stati danneggiati caseggiati ed un ospizio di suore: due morti ed alcuni feriti tra la popolazione civile; in Liguria la difesa contraerea ha abbattuto quattro apparecchi nemici.

 

Armstrong Whintley

 

Armstrong Whitworth “Whitley”

Caratteristiche: motore Rolls Royce Merlin X da 1.130 cv, apertura alare 25.60 m, luntighezza 22.09 m, altezza  m, superficie alare 114.5 mq,  peso a vuoto 8.800 kg, massimo 12.800 kg, velocità massima km/h  366 a 5.400 m, tangenza 7.300  m, autonomia 2.600 km, armamento:5 mitragliatrici da 7.7 mm, 3.180 kg di bombe, equipaggio: 5 componenti.

Capostipite dei bombardieri pesanti inglesi ebbe la prerogativa di essere il primo bombardiere a colpire la Germania e l’Italia ed a sorvolare Berlino. Dal punto di vista tecnico aprì, nell’ambito della specialità,  l’era del monoplano a carrello retrattile con armamento difensivo situato in torrette poste a prora e poppa, che sarebbe divenuto abituale per tutti i successivi velivoli. Ritirato dai reparti da bombardamento fu il Coastal Command a utilizzare il Whitley nella versione G.R.VII, dotata di radar A.S.V. Mk.II e serbatoi di maggiore capacità. Così equipaggiati i Whitley operarono sull’Atlantico e sul mare del Nord contro gli U-Boot. Altri esemplari vennero utilizzati dal Transport Command per il traino alianti ed il lancio di paracadutisti. La produzione totalizzò 1.824 esemplari.

 

8 - 19 giugno

Nostri aerei della ricognizione marittima hanno affondato un som­mergibile nemico. Nello scacchiere dell'Africa settentrionale situa­zione immutata. In Africa orientale una colonna inglese appoggiata da carri, che aveva cercato di infiltrarsi nelle nostre linee, inalbe­rando il tricolore, è stata efficacemente contrattaccata e dispersa. La nostra aviazione ha attaccato basi aeree nemiche incendiando tre velivoli; apparecchi nemici hanno bombardato un villaggio agri­colo uccidendo tre donne ed alcuni bambini. Il nemico ha eseguito nella notte di ieri incursioni aeree con lancio di alcune bombe su centri della Liguria e del Piemonte. Non si lamentano vittime; danni lievissimi.

 

9 - 20 giugno

Nel Mediterraneo, numerose basi aeree e navali: Biserta, Ghiso­naccia, Borgo, Aiaccio, Campo dell'Oro, Calvi, Bonifacio, Porto Vecchio sono state soggette alla continua azione di bombardamento e mitragliamento da parte della nostra aviazione: notevoli danni; tutti i nostri velivoli sono rientrati. Un altro cacciatorpediniere fran­cese di 2500 tonnellate è stato silurato ed affondato da un nostro sommergibile.

Nell'Africa settentrionale proseguono le operazioni al confine cire­naico, con l'attiva partecipazione dell'aviazione che ha distrutti di­versi carri armati nemici; in combattimento è stato abbattuto un ve­livolo inglese; due nostri velivoli da caccia non sono rientrati.

Nell'Africa orientale sono state bombardate le basi nemiche di Aden, Zeila, Porto Sudan ed altre nel Sudan e nel Kenia, provocando in­cendi e distruggendo velivoli al suolo. Un nostro velivolo non è rientrato. Il nemico ha ripetuto le incursioni aeree sulla Liguria e sulla Sardegna; nessuna vittima né danni sensibili.

 

10 - 21 giugno

Durante la notte sul 21 le basi navali di Biserta e di Malta sono state nuovamente sottoposte ad intensi e precisi bombardamenti aerei. Continue ricognizioni dell'aviazione sorvegliano le basi navali ed aeree del Mediterraneo. Nell'Africa settentrionale sono tuttora in corso operazioni al confine orientale; complessivamente, per quanto le operazioni si siano limitate al piccolo campo tattico, il nemico ha perduto oltre dieci velivoli ed una quarantina di carri armati. Nella scorsa notte è stato inoltre effettuato un violento bombardamento sulla base aerea di Marsa - Matruh provocando gravi danni e vasti. incendi. Nell'Africa orientale durante una infruttuosa incursione sulla nostra base aerea di Iavello sono stati abbattuti altri due veli­voli inglesi. Il nemico ha notevolmente ridotto le sue incursioni aeree sul territorio nazionale: una sola bomba, in aperta campagna, e caduta presso Imperia.

 

11 - 22 giugno

Nel Mediterraneo Marina e Aviazione intensificano ovunque la loro attività: tre piroscafi nemici dei quali due armati sono stati affondati dai sommergibili; un incrociatore, facente parte di una formazione, è stato colpito, a oriente delle Baleari, dai nostri bombardieri; durante il giorno e la notte a ondate successive sono state violente­mente bombardate le basi di Biserta e di Marsiglia. A Biserta un incrociatore è stato colpito, l'arsenale danneggiato, depositi di nafta

incendiati. A Marsiglia, non minori i danni subiti da quella base. In Africa settentrionale violente azioni aeree hanno raso al suolo Marsa Matruh, sede di alti comandi inglesi e colpito efficacemente località e formazioni nemiche. Un'azione nemica su Tobruk ha col­pito in pieno quella infermeria della R. Marina; si deplorano alcuni morti e feriti fra medici, infermieri e ricoverati. Un apparecchio ne­mico è stato abbattuto dalle batterie contraeree della Marina. Nell'Africa orientale numerose azioni sulle basi nemiche di Porto Su­dan, Uareb e su fortini e campi del Kenia. Durante una incursione del nemico su Dire Daua un apparecchio inglese è stato abbattuto. Alcune incursioni nemiche sul territorio metropolitano, specie dell’Italia settentrionale e della Sicilia, quasi tutte senza lancio di bombe, salvo che a Ciriè (Torino) e a Livorno dove sono state colpite abi­tazioni nel centro della città, senza vittime.

 

12 - 23 giugno

La nostra aviazione prosegue le sue operazioni in ogni settore del Mediterraneo. Nella notte del 22, con brillantissima azione e senza alcuna perdita, malgrado la violenta reazione contraerea e la lunga transvolata sul mare, è stata efficacemente bombardata la base na­vale di Alessandria d'Egitto, dove è rifugiata la squadra inglese. E' stata altresì battuta la base di Biserta. Raggiunte e bombardate sono state anche, nonostante il maltempo, navi nemiche in navigazione nel Mediterraneo occidentale, sorvegliato dalle incessanti ricogni­zioni a vasto raggio che si sono estese a tutto il bacino mediterraneo. Un nostro velivolo non è rientrato.

Nell'Africa settentrionale le azioni si sono risolte a nostro vantaggio; intensa attività della nostra aviazione contro autoblindate e forma­zioni nemiche; un grosso quadrimotore nemico è stato abbattuto. Nell'Africa orientale i nostri dubat hanno abbattuto in fiamme un velivolo inglese. Il nemico ha bombardato la città di Trapani col­pendo esclusivamente abitazioni private. Risultano venti morti e trentotto feriti, tra i quali donne e bambini e tre soli militari. La nostra caccia ha raggiunto i velivoli avversari abbattendone due.

 

Fronte Occidentale 1940 Alpino

 

13- 24 giugno

Sulla fronte alpina dal Monte Bianco al mare le nostre truppe hanno iniziato l'attacco il giorno 21. Formidabili apprestamenti difensivi in rocce d'alta montagna, la reazione fortissima da parte del nemico deciso ad opporsi alla nostra avanzata e le condizioni atmosferiche del tutto avverse, non hanno diminuito lo slancio offensivo delle nostre truppe, che hanno conseguito dovunque notevoli successi. Mentre con ardite particolari azioni i nostri reparti si sono impa­droniti di talune munite opere, quali ad esempio il forte Chenaillet presso BrianSon e Razet nella Bassa Roja, nostre intere unità hanno raggiunto il fondo delle Valli Isére, Arc, Guil, Ubaye, Tinea, Vesubia, penetrando fra i sistemi fortificati dell'avversario e minac­ciando dal rovescio l’intera fronte nemica. L'avanzata delle nostre truppe prosegue su tutta la fronte. Nel basso Tirreno un cacciasom­mergibili ha affondato un sommergibile nemico. La nostra avia­zione, prodigatasi nel concorso alle operazioni terrestri malgrado le difficili condizioni atmosferiche, ha proseguito inoltre nella gior­nata di ieri le sue azioni offensive bombardando l'aeroporto di Micabba (Malta) e l'arsenale di Biserta. Due nostri velivoli da caccia non sono rientrati. Nell'Africa settentrionale sono stati ripetuti i bombardamenti delle basi di Marsa Matruh e Sidi el Barrani ed è stato molto efficacemente bombardato e spezzonato un forte raggruppa­mento di carri armati e di automezzi inglesi. Tutti i velivoli sono rientrati alle basi. Nell'Africa orientale sono state bombardate le basi aeree di Gibuti e Berbera e truppe nemiche nel Kenia. Qualche incursione nemica senza risultati su Massaua, Assab e Dire Daua. Nel pomeriggio di ieri il nemico ha effettuato un bombardamento sulla città di Palermo senza recar danno agli obiettivi militari e causando tra la popolazione civile venticinque morti e centocinquan­tatre feriti. Un velivolo è stato abbattuto dalla nostra caccia.

 

14 - 25 giugno

Alle ore 1,35, in seguito alla firma della Convenzione d'armistizio, sono cessate le ostilità tra l'Italia e la Francia in tutti gli scacchieri metropolitani e d'Oltremare. Un nostro sommergibile ha affondato un piroscafo nemico di ottomila tonnellate. Un nostro sommergibile dislocato in Mar Rosso non ha fatto ritorno alla base. Nell'incursione area nemica su Tripoli, nessun obiettivo d'interesse militare è stato colpito. Le bombe sono cadute su case del vecchio quartiere ebraico, facendo una ventina di vittime.

Un'incursione aerea nemica su Cagliari, con lancio di una trentina di bombe, non ha recato alcun danno alle cose; pochi feriti. Due tentativi di incursione verso Palermo sono stati impediti dalla nostra taccia, che ha costretto alla fuga i velivoli avversari. La guerra con­tinua contro la Gran Bretagna e continuerà sino alla vittoria.

 

15 - 26 giugno

Nulla da segnalare sulle fronti metropolitana e dell'Africa setten­trionale. Nell'Africa orientale tentativi inglesi, infruttuosi, di bom­bardare Asmara e Dire Daua; due velivoli nemici abbattuti. Un tentativo di incursione su Napoli è stato sventato dall'intervento della caccia e della difesa contraerea che hanno messo in fuga il nemico.

 

16 - 27 giugno

Nostre formazioni da bombardamento si sono avvicendate su Malta sottoponendo nuovamente gli obiettivi aereo - navali dell'isola ad in­tensa azione distruttiva. Tutti i nostri velivoli sono rientrati alle basi di partenza. Nell'Africa settentrionale ripetute azioni aeree contro depositi ed automezzi. Tutti i velivoli sono rientrati. Unità della nostra marina hanno bombardato la base inglese di Sollum con no­tevole efficacia.

Incursioni aeree nemiche su Massaua e Assab non hanno conseguito alcun risultato.

 

17 - 28 giugno

Vivaci e brillanti azioni di aviazione nell'Africa settentrionale e orientale italiana. Retrovie nemiche e reparti motorizzati inglesi sono stati efficacemente bombardati e danneggiati al confine della Ci­renaica.

In combattimenti aerei un aeroplano inglese è stato costretto ad at­terrare dal cielo di Asmara; l'equipaggio incolume è stato fatto pri­gioniero. Un apparecchio è stato abbattuto e due seriamente danneg­giati sul cielo di Assab.

 

18 - 29 giugno

Un nostro sommergibile ha affondato con azione di siluro e di can­none un piroscafo armato di 10.000 tonnellate, che navigava sotto scorta. Nell'Africa settentrionale è stato effettuato un efficacissimo bombardamento di un campo a sud di Marsa Matruh, mitragliando truppe, colpendo installazioni e distruggendo una ventina di appa­recchi al suolo. Tutti i nostri velivoli sono rientrati.

 

Italo Balbo

 

19 straordinario - 29 giugno

Il giorno 28, volando sul cielo di Tobruk, durante una azione di bombardamento nemica, l'apparecchio pilotato da Italo Balbo è pre­cipitato in fiamme. Italo Balbo e i componenti dell'equipaggio sono periti. Le bandiere delle Forze Armate d'Italia si inchinano in segno di omaggio e di alto onore alla memoria di Italo Balbo, volontario alpino della guerra mondiale, Quadrunviro della Rivoluzione, trasvolatore dell'Oceano, Maresciallo dell'Aria, caduto al posto di combattimento.

 

20 - 30 giugno

Notevole attività di nostre colonne alla frontiera cirenaica; è stata occupata qualche località respingendo attacchi di formazioni moto­rizzate nemiche. In combattimenti aerei sono stati abbattuti quattro apparecchi nemici; alcuni uomini degli equipaggi sono stati fatti prigionieri. Due nostri apparecchi non sono rientrati alle basi. Du­rante l'incursione aerea sul campo di Tobruk, che ha recato danni insignificanti, la nostra caccia prontamente intervenuta, ha abbattuto due velivoli nemici; un terzo è stato probabilmente abbattuto. Un'al­tra incursione sul campo di Massaua non ha recato alcun danno: un velivolo nemico è stato abbattuto dalla difesa contraerea.


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