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Foto album guerra di Grecia

Fronte greco - albanese vista da Savoia Marchetti SM.79


Una visione della tormentata orografia albanese ripresa dalla feritoia della mitragliatrice battente il settore in depressione di un Savoia Marchetti SM.79 “Sparviero”. La campagna militare iniziata il 28 ottobre 1940 vede macroscopiche leggerezze politiche, diplomatiche, militari che porteranno al sostanziale fallimento delle operazioni belliche. La campagna vedrà il risolutivo intervento nella primavera del 1941delle forze armate tedesche.

 

 

 Ugo Cavallero e Roberto Farinacci

 

Aeroporto di Tirana il generale Ugo Cavallero (al centro) con il gerarca Roberto Farinacci (a sinistra) ed un ufficiale superiore. Nominato capo di Stato Maggiore generale il 6 dicembre 1940 in seguito alle dimissioni di Badoglio. Il 30 dicembre assume il comando gruppo d'armate in Albania in sostituzione del gen. Ubaldo Soddu, occupandosi esclusivamente di tale fronte fino alla primavera 1941. Cavallero riesce a evitare la rotta completa delle nostre truppe bloccando a fine gennaio 1941 l'offensiva greca. Fallisce invece la controffensiva in Val Desnizza del marzo 1941, voluta di concerto con Mussolini nella speranza di anticipare l'oramai imminente intervento tedesco.

 

 

 Savoia Marchetti SM.79 “Sparviero” guerra di Grecia


Savoia Marchetti SM.79 “Sparviero” guerra di Grecia

 

Savoia Marchetti SM.79 “Sparviero” guerra di Grecia


Savoia Marchetti SM.79 “Sparviero” guerra di Grecia

 

Principale velivolo da bombardamento della Regia Aeronautica all’entrata in guerra il Savoia Marchetti SM.79 “Sparviero” svolge anche sul fronte greco-albanese un importante ruolo. Sin dal 28 ottobre 1940 i trimotori battono porti (Patrasso, Pervesa, Salonicco), l’aeroporto di Tatoi, nodi stradali e ferroviari. Lo sfavorevole andamento delle operazioni terrestri costringerà ad un utilizzo più marcatamente tattico, a sostegno dei reparti in difficoltà. Nei primi giorni della campagna gli SM.79 agiscono spesso, come d’abitudine nel conflitto spagnolo, privi di scorta affidando alla velocità lo scampo; ma in breve si scontrano sempre più frequentemente con la caccia avversaria, che svolge crociere d’interdizione in quota e sovente in grado di attaccare da posizione  favorevole. All’inizio delle ostilità i reparti su SM.79 sono la 200a e 201a squadriglia (42° gruppo 12° stormo, Gtottaglie), 252a e 253a squadriglia (104° gruppo 46° stormo, Tirana), 254a e 255a squadriglia (105° gruppo 46° stormo, Tirana).

 

 

 

 FIAT BR.20 “Cicogna” guerra di Grecia


FIAT BR.20 “Cicogna” guerra di Grecia

 

Più limitato l’impegno del FIAT BR.20 “Cicogna”, la 47a e 48a squadriglia (37° gruppo 13° stormo) ad esempio, intervengono sino al marzo 1941 da Grottaglie effettuando azioni a carattere tattico su numerosi obiettivi tra cui Argirocastro, Tepeleni, Kelcyre, Podgorani, quota 1308 del Mali Trebescines. Data la natura degli obiettivi vengono utilizzate bombe dirompenti da 15 kg. Il BR.20 presenta il pregio della grande stabilità in atmosfera agitata e della struttura interamente metallica. Nella prima foto il velivolo presenta le postazioni difensive dorsale e quella “a mandibola” in depressione estratte. Il bombardiere è utilizzato nel settore anche dalle 276a e 277a squadriglia (116° gruppo 37° stormo, Galatina).

 

 

 Savoia Marchetti SM.81 “Pipistrello” guerra di Grecia


CRDA Cant. Z.1007 bis Alcione monoderiva guerra di Grecia


Il Savoia Marchetti SM.81 “Pipistrello” è il più anziano velivolo da bombardamento utilizzato dalla Regia Aeronautica nel secondo conflitto mondiale (primo volo l’8 febbraio 1935), impegnato prima in Etiopia e poi in Spagna. Previsto già in fase progettuale come trasporto, il suo impiego in tale ruolo assume importanza vitale sul fronte greco-albanese, con lancio di materiali strategici e rifornimenti sulle linee.

Operano su SM.81: 220a e 221a squadriglia (55° gruppo 37° stormo BT, Galatina), 51a e 69a squadriglia (39° gruppo 38° stormo BT, Valona), 202a e 203a squadriglia (40° gruppo 38° stormo BT, Valona).

 

 

 CRDA Cant. Z.1007 bis Alcione monoderiva guerra di Grecia

 

CRDA Cant. Z.1007 bis Alcione monoderiva guerra di Grecia

 

CRDA Cant. Z.1007 bis: il più serio problema dell’ottimo velivolo dell’ingegner Filippo Zappata, destinato a sostituire il Savoia Marchetti SM.79 nel ruolo di bombardiere in quota al passaggio dello “Sparviero” alla costituita specialità degli aerosiluranti, è nella struttura interamente lignea, soggetta a deformazioni e scollamenti se esposta a forti escursioni termiche. Valido l’armamento difensivo (quattro mitragliatrici: due da 12,7, due da 7,7). La campagna di Grecia vede il primo utilizzo consistente dell’Alcione che ha visto un limitato impiego con il CAI in Belgio (5 esemplari con la 172 a squadriglia autonoma RST) e contro Malta (47° stormo da Trapani - Chinisia).

Operano su Cant. Z.1007 bis: 204a e 205a squadriglia (41° gruppo 12° stormo BT, Brindisi), 260a e 261a squadriglia (106° gruppo 47° stormo BT, Grottaglie), 262a e 263a squadriglia (107° gruppo 47° stormo BT, Grottaglie).

 

 

FIAT G.50 “Freccia”  guerra di Grecia


FIAT G.50 “Freccia”  guerra di Grecia

 

Primo velivolo italiano da caccia monoplano a carrello retrattile il FIAT G.50 “Freccia” risulta di complessa messa a punto per gli ignoti problemi aerodinamici propri ai primi monoplani. Nonostante presenti velocità e armamento inferiori ai contrapposti Hurricane inglesi l’utilizzo dei G.50 risulta intenso: ad esempio il 154° gruppo autonomo con base  a Devoli svolge compiti di interdizione e protezione dei reparti di prima linea, di intercettazione, e scorta ai Ro.37 del 5° gruppo, anch’essi dislocati a Devoli, durante le lunghe ricognizioni offensive in territorio nemico. Al termine del ciclo operativo il reparto annovera all’attivo 4.274 ore di voli bellici, 52 aerei nemici abbattuti ed altri 29 probabili. Il velivolo presenta comunque notevoli caratteristiche di robustezza, come testimoniato dal singolare episodio occorso al G.50 pilotato dal ten. Menichelli: in uno scontro con un Gloster Gladiator della R.A.F. egli si porta troppo sotto il velivolo avversario che lo urta con l’elica  danneggiandogli gravemente la fusoliera, il timone direzionale ed asportando il piano ed il timone di quota. Mentre il Gladiator precipita al suolo, Menichelli, riesce a riprendere il controllo della macchina, entrata in vite, ed a tornare alla base di partenza con un volo di 200 km su territorio nemico.

Operano su G.50: 152a squadriglia (2° gruppo 6° stormo CT, Grottaglie), 354a e 355a squadriglia (24° gruppo autonomo CT, Berat), 361a e 395a squadriglia (154° gruppo autonomo CT, Berat).

 

 

 FIAT CR.42 “Falco”  guerra di Grecia


FIAT CR.42 “Falco”  guerra di Grecia

 

Nonostante la formula biplana a carrello fisso ormai pienamente superata Il FIAT CR.42 “Falco” viene impiegato dalla Regia Aeronautica – a eccezione di quello russo – su tutti i fronti operativi italiani della seconda guerra mondiale. Su quello greco può misurarsi pressoché alla pari con il Gloster Gladiator in numerosi duelli manovrati.

Il 14 novembre 1940 il sottotenente della 363a squadriglia Ernesto Trevisi decolla su allarme con altri due CR.42 alla segnalazione dell’avvicinarsi di due pattuglie di PZL. Della terna solo Trevisi e il Sergente Pirchio riescono a decollare. Pirchio, preso tra le raffiche, deve ritirarsi quasi subito per le ferite riportate. Rimasto solo Trevisi combatte a lungo, con determinazione riuscendo ad avere ragione di uno degli avversari e colpendone un altro prima d’essere sopraffatto. Nel 1959, anche a seguito della testimonianza del leale avversario che lo abbattè, alla memoria dell’eroico sottotenente la medaglia d’argento sarà commutata in oro.

Reparti su FIAT CR.42 “Falco”: 364a (Valona) e 365a (Argirocastro) squadriglia (150° gruppo 53° stormo CT), 375a squadriglia (152° gruppo 54° stormo CT, Tirana)

 

 

 Aer. Macchi C.200 “Freccia” guerra di Grecia

 

Aer. Macchi C.200 “Freccia”. Secondo monoplano a carrello retrattile ad essere adottato falla Regia Aeronautica vede anch’esso impiego sul fronte greco in formazioni miste con G.50 e CR.42. Nella foto esemplari del 153° gruppo autonomi “Asso di Bastoni”.  Il distintivo del reparto ha origini prebelliche, essendo già stato adottato dal XXII gruppo caccia dell’Aviazione Legionaria in Spagna.

Reparti su Aer. Macchi C.200 “Freccia”: 73a squadriglia (9° gruppo 4° stormo CT, Brindisi), 356a squadriglia (21° gruppo 51° stormo CT, Bari), 362a e 369a squadriglia (22° gruppo autonomo CT, Tirana), 370a squadriglia autonomo CT (Foggia),  371a (Valona) e 372a (Brindisi) squadriglia autonomo CT (152° gruppo. 54° stormo), 373a (Bari) e 374a (Grottaglie) squadriglia (153° gruppo autonomo).

 

 

IMAM Ro.37 guerra di Grecia


IMAM Ro.37 guerra di Grecia

 

 IMAM Ro.37 guerra di Grecia


IMAM Ro.37 guerra di Grecia


IMAM Ro.37 guerra di Grecia


La campagna di Grecia è la grande giornata dell’IMAM Ro.37. Le ricognizioni armate sono eseguite da uno o due aerei per missione, talora portati a quattro quando deve essere fornito un più massiccio appoggio tattico. Generalmente si compie il rilevamento a vista o fotografico delle postazioni nemiche, per poi scendere a mitragliare e spezzonare. Il carico offensivo è costituito da 12 bombe di 12 kg. o da 72 spezzoni di 2 kg. Altri interventi sono compiuti per controllare il tiro delle nostre artiglierie e lanciare rifornimenti a presidi rimasti isolati.

Per la versione del velivolo dotata di motore a cilindri in linea FIAT A.30 è il battesimo del fuoco, essendo stato preferito in Etiopia e Spagna l’utilizzo della versione bis munita del meno vulnerabile motore radiale Piaggio. Citiamo per tutti un episodio avvenuto il mattino del 2 dicembre 1940, quando un solitario Ro.37 bis della 42a squadriglia intento a contenere, mitragliando e spezzonando, un attacco al fianco delle nostre linee è impegnato da tre Gladiator. L'osservatore, Cap. del R.E. Michele Milano, si difende a lungo, poi mentre l'aereo precipita in fiamme, anziché cercare salvezza spende l’ultimo attimo per lanciare la macchina fotoplanimetrica contenente il prezioso risultato della missione. L’eroico gesto riceve l’attribuzione del massimo riconoscimento al Valor Militare.

Reparti su IMAM Ro.37: 31a e 39a squadriglia (5° gruppo OA, Devoli), 114a (Tirana) e 25a (Coritza) squadriglia (70° gruppo OA), 42a (Valona) e 120a (Argirocastro) squadriglia (72° gruppo OA), 31a e 35a squadriglia (68° gruppo OA, Pegini).

 

 

 

 Caproni Ca.311 guerra di Grecia


Caproni Ca.311 guerra di Grecia


Caproni Ca.311 guerra di Grecia

 

Successore del Ro.37 il Caproni Ca.311 vede un impiego estremamente più limitato, contrappuntato dal successivo, largo impiego nei cicli controguerriglia in Jugoslavia.

Reparti su Caproni Ca.311: 87a squadriglia (65° gruppo OA, Tirana)

 

 

 Junkers Ju.87 “Stuka” “Picchiatelli” guerra di Grecia


Junkers Ju.87 “Stuka” “Picchiatelli” guerra di Grecia


Junkers Ju.87 “Stuka” “Picchiatelli” guerra di Grecia


Junkers Ju.87 “Stuka” “Picchiatelli” guerra di Grecia


Junkers Ju.87 “Stuka” “Picchiatelli” guerra di Grecia


Junkers Ju.87 “Stuka” “Picchiatelli” guerra di Grecia

 

Dopo il prevedibile fallimento del bombardiere in picchiata Savoia Marchetti SM.85 la specialità viene equipaggiata con il celebre, ed ottimo, velivolo tedesco Junkers Ju.87 “Stuka”. Per l’elevata precisione di tiro i “Picchiatelli” ottengono in campo tattico risultati nettamente migliori dei bombardieri in quota. Con grande efficacia sono battuti postazioni di artiglieria, ponti, ferrovie, strade, obiettivi a stretto contatto con le nostre linee, per i quali risulta indispensabile la massima precisione. Le versioni dello Ju.87 utilizzate sul fronte greco sono la B-2 e la R-1, caratterizzata da due serbatoi supplementari sub alari in luogo del carico bellico. Il papero in picchiata, riportato sulla carenatura del semicarrello è il simbolo del 101° gruppo autonomo BaT. Prelevati a Graz e Klgenfurt gli aerei recano ancora le insegne tedesche. La loro sostituzione avviene di solito a Lonate Pozzolo, risulta comunque evidente l’obliterazione con vernice più scura.

Reparti su Junkers Ju.87: 236a e 237a squadriglia, Ju.87 B-2 (96° gruppo autonomo BaT, Galatina), 209a e 239a squadriglia, Ju.87 R-1 (97° gruppo autonomo BaT, Galatina), 208a (Ju.87 B-2) e 238a (Ju.87 R-1) squadriglia (101° gruppo autonomo BaT, Galatina).

 

 

 FIAT G.18V I-ELFO del Nucleo Comunicazione Aviolinee (n.c. 1, MM. 60430)

 

Tirana, sbarco di alpini dal FIAT G.18V I-ELFO del Nucleo Comunicazione Aviolinee (n.c. 1, MM. 60430).

 

 

Savoia Marchetti SM.73 Nucleo Comunicazioni dell’Ala Littoria 

 

Tirana, alpini appena sbarcati da un Savoia Marchetti SM.73 del Nucleo Comunicazioni dell’Ala Littoria.

 

 

 Savoia Marchetti SM.81 “Pipistrello” guerra di Grecia


Savoia Marchetti SM.81 “Pipistrello” guerra di Grec


Savoia Marchetti SM.81 “Pipistrello” guerra di Grec

 

Utilizzo di Savoia Marchetti SM.81 “Pipistrello” come trasporti.

 

 

 Savoia Marchetti SM.75 n/c. 32042 (ex I-LEGA) 602a squadriglia (47° gruppo T)

 

Tirana, novembre 1940. Savoia Marchetti SM.75 n/c. 32042 (ex I-LEGA) della 602a squadriglia (47° gruppo T). L’aereo proviene dall’utilizzo in Libia da parte della 610a squadriglia. Per tutta la durata della seconda guerra mondiale l’SM.75 costituirà una dei principali velivoli da trasporto della Regia Aeronautica.

 

 

 Junkers Ju.52/3m del III/KG.z.b. V1 guerra di Grecia

 

Prima ancora del diretto intervento nella primavera del 1941 i tedeschi aiutano fattivamente l’alleato in difficoltà. Dall’8 dicembre 1940, 53 Junkers Ju.52/3m del III/KG.z.b. V1 si portano da Wesendorf a Foggia per integrare i velivoli da trasporto italiani. Durante 50 giorni di attività, senza subire perdite, compiono 4.028 missioni, trasportando a Tirana 30.000 soldati e 4.700 t. di rifornimenti e riportando in Italia 8.346 feriti.

 

 

 Caproni Ca.111 RC. della 354a squadriglia (24° gruppo 52° stormo)

 

Tirana, gennaio 1941: Caproni Ca.111 RC. adibito al supporto logistico della 354a squadriglia (24° gruppo 52° stormo). Il precario funzionamento dell’Isotta Fraschini Asso 750 relega il comunque anziano velivolo (primo volo nel febbraio 1932) a compiti ausiliari. Identica sorte spetta al di poco successivo Ca.133. La croce di Savoia di grandi dimensioni è propria ai velivoli di costruzione o revisione CMASA.



Caproni Ca.133S I-BULA 


Caproni Ca.133S I-BULA


Caproni Ca.133S I-BULA

 

 Caproni Ca.133S sanitario guerra di Grecia

 

In Albania, nell'ambito della campagna contro la Grecia, inizia il sistematico impiego dei Caproni Ca.133 sanitari. Dal 1° novembre 1940 il Ca.133 S MM.60184 I-BULA (maresc. pil. Lino Crotti, serg. magg. Marc. Nicola Cavacece, primo av. mot. Cesare Costantini) è a disposizione del Comando Aeronautica dell'Albania. Dei 5.757 soldati feriti, ammalati, colpiti da assideramento rientrati in Italia per via aerea i due Ca.133S ne trasportano 207. Questi ultimi effettuano collegamenti tra Valona e Brindisi il 18 gennaio 1941, fra Tirana e Brindisi il 27-29-31 gennaio, 3-5-16-21-26 febbraio, 14-20-26 marzo. Un ulteriore Ca.133S è prelevato a Roma-Littorio (Urbe) il 30 marzo ed i collegamenti proseguono pressoché giornalieri per tutto il mese di aprile. Il 28 maggio è compiuta l'ultima missione trasportando 6 feriti da Atene a Tirana.


 

 Bristol Blenheim Mk,I abbattuto dalla caccia nei pressi di Devoli

 

Bristol Blenheim Mk,I abbattuto dalla caccia nei pressi di Devoli.

 

 Hawker Hurricane Mk.I catturato a Mostar


Hawker Hurricane Mk.I catturato a Mostar

 

Proveniente dall’aeroporto di Mostar questo Hawker Hurricane Mk.I in transito nell’aprile 1941 da Tirana verso l’Italia reca ancora matricole ed insegne Jugoslave. Presso l’aeroporto di Ciampino l’aereo è ispezionato da Benito Mussolini e dal generale Francesco Pricolo. Basato a Guidonia l’Hurricane viene portato in volo da numerosi piloti del Centro Sperimentale. Incidentato in un atterraggio a carrello retratto all’inizio del 1943 la difficoltà di riparazione ne determina l’accantonamento in hangar.



Credito immagini: Archivio Centrale dello Stato – Istituto Luce

 

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