1940 - ottobre dal n. 116 al n. 146


1161 ottobre

Nell'Africa settentrionale aerei nemici hanno effettuato incursioni. A Tobruk alcune bombe hanno causato un ferito e danni limitati. La difesa contraerea della R. Marina ha abbattuto un apparecchio. Su un campo di aviazione si lamentano sei morti e sei feriti e, anche qui, lievi danni. La nostra caccia è riuscita a intercettare la forma­zione nemica al ritorno, abbattendo un tipo Blenheim; un secondo è stato probabilmente abbattuto e un terzo sebbene ripetutamente col­pito ha potuto allontanarsi. Ricognizioni aeree sulla rotta della nave da battaglia colpita dai nostri aerosiluranti, di cui è stata data no­tizia nel bollettino n. 115, hanno riscontrato estesissime chiazze di nafta. Nel Sudan anglo - egiziano nostri velivoli hanno bombardato tende e autoblindo a ponte Butanà e le stazioni ferroviarie di el Hagiz e di Aroma distruggendo vagoni carichi. Aerei nemici hanno effettuato un'incursione su Gura, danneggiando un padiglione vuo­to; nessuna vittima. Un velivolo nemico è stato abbattuto in fiamme dalla nostra caccia.

 

117 - 2 ottobre

Nell'Africa settentrionale nostri elementi celeri in ricognizione han­no rintracciato e ricuperato alcuni carri armati e motociclette ab­bandonate dal nemico a sud di Sidi el Barrani durante la sua fuga.

Da nuovi accertamenti risulta che due sono gli aerei nemici abbat­tuti dalla nostra caccia durante le incursioni segnalate nel bollettino n. 116. Risulta inoltre che, oltre ai tre velivoli nemici abbattuti du­rante il combattimento aereo citato nel bollettino n. 115, altri due velivoli inglesi, fortemente danneggiati dal fuoco dei nostri bom­bardieri, sono stati costretti ad atterrare nell'isola di Creta. L'avia­zione avversaria ha effettuato alcune incursioni causando cinque fe­riti presso Bugbug ed un ferito a Tobruk; danni lievissimi. Nel Mediterraneo centrale il nostro sommergibile Medusa ha abbattuto un quadrimotore inglese tipo Sunderland. Nel Mediterraneo orien­tale la nostra aviazione ha attaccato una formazione navale, compo­sta di due incrociatori. L'idroscalo di Aden è stato bombardato da una nostra formazione aerea. Tutti i nostri velivoli sono rientrati. L'aviazione nemica ha bombardato Gherilli (Somalia), senza causare vittime ne danni; e la ferrovia presso la galleria di passo Harar (a nord - est di Dire Daua), uccidendo un ascaro e senza causare alcun danno materiale.

 

118 - 3 ottobre

Nell'Africa orientale, durante un'incursione aerea nemica su Gura, che non ha causato vittime ne danni, due velivoli nemici sono stati abbattuti. Altre incursioni aeree su el Uasch e Buna (Kenia) e su Assab hanno causato complessivamente tre morti e nove feriti; danni materiali non rilevanti.

 

119 - 4 ottobre

Nel Sudan anglo - egiziano nostre formazioni aeree hanno bombar­dato capannoni ed apprestamenti difensivi nella zona di Roseires ed un accampamento ed un caposaldo nemici nella zona di Gallabat. L'aviazione nemica ha effettuato incursioni su Berbera, Afmadù, el Uasch e sulle stazioni ferroviarie di Agordàt e di Aiscia; un nuovo tentativo di incursione in queste ultime località è stato respinto dalla nostra caccia. Sono stati causati tre morti, tra i quali una donna indigena e cinque feriti; danni materiali limitati.

 

120 - 5 ottobre

Durante una ricognizione offensiva sull'isola di Malta si è svolto un combattimento tra la nostra caccia e quella avversaria; un velivolo nemico tipo Gloster è stato abbattuto, un altro, tipo Hurricane, e stato probabilmente abbattuto. Un nostro velivolo non è rientrato. Nell'Africa settentrionale nostre colonne celeri hanno posto in fuga nuclei nemici di carri armati e di autoblindate a sud - est di Sidi el Barrani. L'aviazione nemica ha bombardato Bardia e Tobruk cau­sando scarsi danni e nessuna perdita; altra incursione sul porto di Bengasi ha causato tre morti e ventotto feriti tra civili e militari; una maona è stata affondata. Due velivoli nemici sono stati abbat­tuti, uno dei quali dalle batterie contraeree della R. Marina.

Nell'Africa orientale una nostra pattuglia scontratasi col nemico a Diff (sud - sud - est di Wajir) lo ha respinto. Incursioni aeree nemi­che hanno avuto luogo nei pressi di Metemma, causando un morto e quattro feriti, su Nacfa, Ghinda, Asmara causando lievi danni e nessuna vittima. A Metemma un aereo è stato abbattuto; un nostro velivolo da caccia è stato abbattuto, il pilota si è salvato col para­cadute.

 

121 - 6 ottobre

Due sommergibili nemici sono stati affondati: uno da un nostro sommergibile; l'altro dai nostri mas. Nell'Africa settentrionale una nostra numerosa formazione aerea ha sottoposto a violento ed in­tenso bombardamento gli apprestamenti nemici a Marsa Matruh con­seguendo imponenti risultati; un aereo nemico, incontrato al ritorno, e stato probabilmente abbattuto; tutti i nostri velivoli sono rientrati. Nel Mar Rosso nostri aerei hanno bombardato obiettivi militari sull’isola di Perim. Aerei nemici hanno bombardato Aiscia ed Assab senza causare vittime; lievi danni materiali.

 

IMAM Ro.37bis

IMAM Ro.37bis

motore Piaggio P.X R. cv. 700, apertura alare m 11.08, lunghezza m 8.56, altezza m. 3.14, superficie alare mq. 18.55, peso a vuoto  kg. 1.525, massimo kg. 2.360, velocità massima km/h. 314 a 3.000 m, tangenza m 7.000, autonomia km 1.300, armamento 3 mitragliatrici da 7.7 mm, 144 kg. di bombe o spezzoni.

 

 

122 - 7 ottobre

La stessa flottiglia di mas citata nel bollettino n. 121 ha affondato un altro sommergibile nemico. Nel Mar Rosso un convoglio nemico, scortato da incrociatori e cacciatorpediniere, è stato bombardato da una nostra formazione aerea. Nell'Africa orientale attività di nostre pattuglie oltre Cassala e nella zona di el Zuan (ovest di Om Ager). L'aviazione nemica ha bombardato Gallabat uccidendo quattro ascari e ferendone sei. Altre incursioni aeree su Otumlo (Massaua) e su Metemma hanno causato tre morti e due feriti tra i nativi, distrug­gendo qualche capanna. Un sommergibile nemico emerso nei pressi di Savona ha sparato alcuni colpi di cannone sulla città colpendo abitazioni private e causando un morto e sei feriti tra la popolazione. Danni materiali lievi.

 

123 - 8 ottobre

Un nostro sommergibile ha affondato una vedetta armata inglese. Nel Mediterraneo occidentale è stato silurato un nostro piroscafo mercantile di 1800 tonnellate. Nell'Africa orientale uno scontro di pattuglie svoltosi ad el Katulo (Kenia) si è risolto a nostro favore; il nemico è stato posto in fuga con sensibili perdite. Nel Mar Rosso una nostra formazione aerea ha nuovamente bombardato il convo­glio di piroscafi già attaccato nella giornata precedente. Altri nostri aerei hanno bombardato la stazione radio di Uadi Jusuf (a nord - est di Ghedaref) e nuclei di armati nemici presso il confine del basso Sudan. Tutti i nostri velivoli sono rientrati.

 

124 - 9 ottobre

Nostre formazioni aeree hanno attaccato il silurificio di La Valletta ed i depositi di carburante di Calafrana, a Malta; si è svolto un com­battimento tra i nostri velivoli e quelli da caccia nemici, uno dei quali è stato abbattuto in fiamme. Un nostro velivolo non è rientrato. Nell'Africa settentrionale attività di colonne celeri. Nostri velivoli d'assalto hanno spezzonato e mitragliato un nucleo motorizzato ne­mico presso Bir Kamsa (70 chilometri a sud di Sidi el Barrani) immobilizzando tre autoblindate; un nostro velivolo non è rientrato. Incursioni aeree nemiche su Tobruk e Bardia non hanno causato vit­time né danni. Nell'Africa orientale nostre pattuglie hanno posto in fuga formazioni di cavalieri sudanesi al confine eritreo. Il convoglio nemico già bombardato nel Mar Rosso è stato nuovamente raggiunto e bombardato da una nostra formazione aerea. Un piroscafo colpito ha abbandonato il convoglio dirigendo a velocità ridotta verso la costa sud - egiziana.

 

125 - 10 ottobre

Nell'Africa settentrionale l'aviazione nemica ha lanciato bombe a To­bruk causando tre morti e sei feriti; danni lievi. Un aereo nemico e stato abbattuto dalla difesa contraerea della R. Marina. Nell'Africa orientale nostri reparti hanno sorpreso e posto in fuga forze nemi­che a Uar Deglò (Kenia). Una nostra formazione aerea ha effet­tuato un'incursione presso Golobati (sud - est di Wajir) spezzonando accampamenti nemici. Un'altra formazione ha bombardato impianti, imbarcazioni e magazzini portuali nel porto di Aden. L'aviazione nemica ha lanciato bombe su Cheren, Buna, Decamerè, Gura, Mai Edagà senza causare vittime nè danni e ad Assab, dove si sono avuti due morti e qualche ferito tra nazionali ed indigeni.

 

126 - 11 ottobre

Una nostra formazione aerea ha bombardato il campo di aviazione di Porto Sudan colpendo al suolo una quindicina di aerei inglesi. Il nemico ha tentato senza alcun successo due incursioni nel nostro territorio dell'Africa orientale. Una prima, condotta con mezzi mec­canizzati nella zona tra Abu Gamel e Tessenei (Eritrea) è stata fa­cilmente dispersa. Una seconda, condotta in forze da due distinte colonne provenienti da Wajir e da Arbajahn, le quali, appoggiate da forze aeree, puntavano su Buna (Kenia), è stata nettamente re­spinta. Il nemico, le cui perdite non sono precisate, si è ritirato prontamente. Incursioni aeree nemiche su Gura, Toselli e Decamerè hanno causato lievi danni; due donne sono state ferite.

 

127 - 12 ottobre

Nell'Africa settentrionale una nostra colonna celere in ricognizione ha catturato due carri armati, abbandonati dal nemico con l'arma­mento completo. Nostri aerei hanno bombardato, a est di Sidi el Bar­rani, le installazioni aeronautiche e ferroviarie di Maaten Bagush ed apprestamenti militari del nemico ad el Qasaba. Tutti i nostri velivoli sono rientrati. L'aviazione nemica ha bombardato la città di Bengasi, Bardia e Sidi el Barrani, causando complessivamente cin­que feriti; danni notevoli alle abitazioni ed alla cattedrale di Ben­gasi, lievi danni altrove. Nell'Africa orientale incursioni aeree su Bur Gavo (Somalia), Neghelli, Asmara, Gura, Adi Ugri ed Assab. Nessuna vittima; danni limitati.

 

Africa settentrionale obice da 75/18

 

128 - 13 ottobre

Nostre siluranti in pattuglia nel canale di Sicilia hanno arditamente attaccato durante la notte tra 1'11 e il 12 corrente notevoli forze navali inglesi nelle vicinanze di Malta. Un incrociatore nemico proba­bilmente del tipo Neptune è affondato; altri gravi danni sono stati inflitti alle unità avversarie, che si sono successivamente allontanate. Noi abbiamo perduto due torpediniere da 600 tonnellate l'una e un caccia da 1400 tonnellate. Gran parte degli equipaggi sono stati sal­vati. Nelle prime ore del mattino nostre formazioni aeree, partite alla ricerca delle unità avversarie, le raggiungevano mentre si dirigevano verso levante e le sottoponevano ad intensa azione di bom­bardamento. Nonostante la violentissima reazione delle artiglierie delle navi, quella degli aerei levatisi in volo dalla nave portaerei che faceva parte della formazione navale nemica e le avverse condizioni atmosferiche, la nostra aviazione poteva conseguire notevoli risultati. La nave portaerei è stata colpita a prua da una bomba di grosso ca­libro e un incrociatore pesante è stato danneggiato sulla fiancata si­nistra. Due velivoli da caccia nemici sono stati abbattuti; un nostro velivolo non è rientrato. Nell'Africa settentrionale nostre colonne celeri spintesi fino a 30 chilometri ad est di Sidi el Barrani si sono scontrate con piccole unità di carri armati ed autoblindate avversarie, che hanno ricacciato. La nostra aviazione ha bombardato durante la notte il campo di aviazione di Maaten Bagush e gli impianti di el Dabà (est di Marsa Matruh) con evidenti risultati; malgrado la violenta reazione contraerea, tutti i nostri velivoli sono rientrati. Incursioni aeree nemiche su Bardia e sui porti di Derna e di Tobruk hanno causato lievi danni; nessuna vittima. La nostra caccia, in crociera sul cielo di Tobruk, ha intercettato una formazione aerea nemica abbattendo un velivolo tipo Blenheim e colpendone gravemente altri due. Nell'Africa orientale nostre pattuglie hanno respinto elementi avversari autotrasportati che si dirigevano verso il confine eritreo. La nostra aviazione ha bombardato opere fortificate nemiche a Lod­war (ovest del lago Rodolfo), le opere aeroportuali di Wajir e, sul Mar Rosso, un incrociatore nemico da 10.000 tonnellate di scorta ad un convoglio. Tutti i nostri velivoli sono rientrati. Aerei nemici han­no lanciato bombe su Gura, Neghelli, Asmara ed el Uasch; nessuna vittima, danni lievissimi.

 

129 - 14 ottobre

Nell'Africa settentrionale autoblindate nemiche hanno tentato un attacco a sud - est ,di Sidi el Barrani e sono state nettamente respinte dal fuoco delle nostre artiglierie. Nostre formazioni aeree hanno attaccato i campi inglesi di aviazione di Fuka e di el Dabà (Egitto) con visibili risultati, specie al campo di el Dabà sorpreso in piena attività di volo notturno. Tre navi hanno bombardato le nostre po­sizioni nella zona di Sidi el Barrani senza causare perdite né danni. Un attacco aereo condotto in forza dal nemico su Tobruk è stato accolto da intensa e precisa reazione contraerea, che ha reso il tiro avversario notevolmente impreciso; è stata colpita una baracca, al­cune linee telefoniche sono state interrotte ed è stato ucciso un uomo. Nell'Africa orientale una nostra formazione aerea ha rinnovato il bombardamento di Lodwar provocando un incendio. Le opere por­tuali di Perim, nel Mar Rosso, sono state ripetutamente bombardate e centrate dai nostri aerei, provocando vasti incendi. L'aviazione ne­mica ha bombardato Giavello, Magi, Gura e Toselli causando lievi danni; nessuna vittima. Aerei nemici hanno attaccato il porto di Porto Lago a Lero centrando la chiesa cattolica e altri edifici civili e causando complessivamente 34 morti e 20 feriti. Nessun danno ri­levante agli obiettivi militari. Due velivoli nemici sono stati abbattuti.

 

130 - 15 ottobre

Le navi nemiche, già duramente colpite nei precedenti scontri navali ed aero - navali, sono state ancora raggiunte nel Mediterraneo orien­tale dalla nostra aviazione, che ha conseguito notevoli risultati mal­grado la violenta reazione contraerea ed i combattimenti sostenuti con la caccia nemica levatasi dalla nave portaerei. Un nostro velivolo ha silurato un incrociatore nemico sotto la torre prodiera; una nave trasporto è stata colpita in pieno da una bomba di medio calibro. Altri gravi danni sono stati inflitti alle navi e sono in via di accer­tamento attraverso l'esame delle fotografie.

Nell'Africa settentrionale nostre formazioni aeree hanno effettuato bombardamenti sui campi inglesi di el Dabà, Fuka, Maaten Bagush e Seir Abu Smeit, con evidenti risultati e distruggendo al suolo un aereo. Pattuglie nemiche sono state respinte ad est di Sidi el Barrani. L'aviazione nemica ha bombardato nuovamente Bengasi colpendo gli abitati presso il porto e nel centro della città. La nostra caccia e la difesa contraerea prontamente intervenute hanno ostacolato l'azione nemica. Nessun danno agli obiettivi militari. Danni notevoli a otto case civili, due feriti. Altre incursioni su Bardia e Sollum hanno causato un ferito; nessun danno notevole.

Nell'Africa orientale nostri aerei hanno bombardato e spezzonato apprestamenti difensivi nemici a Monte Rejan, ad Otrub ed a sud di Cuora; un nostro velivolo in ricognizione su Aden veniva attac­cato dalla caccia nemica ed abbatteva in combattimento un velivolo tipo Gloster. Aerei inglesi hanno lanciato bombe su Decameré causando lievi danni e tre feriti; due velivoli nemici sono stati ab­battuti. Altre incursioni aeree del nemico presso Bur Gavo, a Saga­neiti, Senafè, el Uasch, Gimma e Gura non hanno causato vittime né danni.

 

131 - 16 ottobre

La scorsa notte il nostro sommergibile Toti in missione nel Medi­terraneo centrale, avvistato un sommergibile inglese della classe Per­seus, lo attaccava decisamente col cannone. Ne seguiva un violento combattimento fino a brevissima distanza, durante il quale il nostro sommergibile colpiva il nemico con il cannone e con le mitragliere e quindi, portandosi con rapida manovra in posizione favorevole, lo silurava. L'unità nemica, colpita in pieno, affondava inabissandosi verticalmente con la prora in alto. Il nostro sommergibile non ha avuto nessuna perdita fra il personale ed ha riportato solo danni del tutto irrilevanti alle sovrastrutture leggere.

I sommergibili nemici della classe Perseus, di tipo oceanico, dislo­cano 1500 tonnellate in superficie e 2000 in immersione, sono armati con otto lanciasiluri, un cannone da 102 millimetri e due mitragliere. Nell'Africa settentrionale la nostra aviazione, nonostante le avverse condizioni atmosferiche, ha bombardato i campi di aviazione ne­mici di Bir Kenays, el Dabà, Assab, Maaten Bagush, Fuka e Bir Abu Smeit, e baraccamenti nemici a Marsa Matruh, centrando tutti gli obiettivi malgrado l'intensa reazione contraerea. Tutti i nostri velivoli sono rientrati. Il nemico ha rinnovato le incursioni aeree su Bardia, Sollum, Derna e Bir Sofafi (sud - ovest di Sidi el Barrani) causando complessivamente un morto e cinque feriti; un'altra incur­sione aerea notturna su Bengasi, eseguita in più ondate, non ha causa­to vittime; danni notevoli alle abitazioni, un motoscafo affondato nel porto. In zona Giarabub un nostro caccia ha abbattuto un appa­recchio nemico tipo Lysander. Nell'Africa orientale incursioni aeree nemiche su Ras Gasar (Massaua), Dire Daua ed Hargheisa non hanno causato vittime né danni.

 

132 - 17 ottobre

II Comandante del sommergibile Toti che ha affondato il sommer­gibile nemico tipo Perseus di cui al bollettino n. 131 è il capitano di corvetta Bandino Bandini. L'incrociatore inglese silurato da un aero silurante di cui è stata data notizia col bollettino n. 130 è, secondo quanto ha annunciato l'Ammiragliato inglese, il Liverpool. Tale incrociatore è di 9300 tonnellate ed è armato con dodici cannoni da 152, otto da 102 e con sei tubi lanciasiluri e tre aerei cata­pultabili. Nell'Africa settentrionale scontri di pattuglie con esito a noi favorevole. Nostri aerei hanno bombardato i campi di avia­zione nemici di Fuka, Qasaba, el Dabà ed apprestamenti nemici nelle zone di Maaten Bagush e di Marsa Matruh. Malgrado la vio­lenta reazione contraerea sono stati conseguiti ottimi risultati. Tutti i nostri velivoli sono rientrati. L'aviazione nemica ha bombardato violentemente la città di Tobruk con bombe esplosive ed incendiarie causando danni a qualche impianto ed a quarantacinque case di abi­tazione e distruggendo nove baracche. Nessuna vittima. Qualche bomba lanciata su Derna non ha causato vittime ne danni. Nell'Afri­ca orientale una nostra banda ha attaccato un posto inglese a sud-est di Daga River Post. Il nemico è fuggito precipitosamente abban­donando armi, munizioni e salmerie. Nostri aerei hanno bombardato gli impianti militari dell'isola di Perim ed il campo di aviazione di Ghedaref. Su quest'ultimo una nostra formazione ha eseguito inoltre un attacco di sorpresa a volo radente distruggendo undici aerei ivi dislocati, facendo esplodere un deposito di munizioni e distruggendo un autocarro. Un'altra formazione aerea ha attaccato nel Mar Rosso due grosse navi scortate da una nave da guerra, colpendone una gra­vemente. Aerei nemici intervenuti sono stati affrontati dai nostri bombardieri che riuscivano ad abbattere un velivolo tipo Blenheim e probabilmente uno tipo Gloster. Aerei nemici hanno bombardato Dire Daua, Decamerè, Tessenei, Cassala e Gondar causando solo in quest'ultima località un morto ed alcuni feriti. Danni lievi. Suc­cessive incursioni su Dire Daua ed Harar sono state sventate dalla nostra caccia che ha posto in fuga i velivoli nemici prima che questi potessero lanciare le bombe.

 

133 - 18 ottobre

Il comandante dell'aereo che ha silurato l'incrociatore inglese Li­verpool é il capitano A.A. pilota Massimiliano Erasi. Nell'Africa settentrionale nostre formazioni aeree hanno rinnovato con successo, malgrado le avverse condizioni atmosferiche, i bombardamenti dei campi di aviazione di el Dabà e di Marsa Matruh; colpito il campo di aviazione di el Di Kheila (Alessandria) e, lungo la rotabile Marsa Matruh - el Dabà, apprestamenti ed autocolonne nemiche. Tutti i nostri velivoli sono rientrati. Nell'Africa orientale nostri aerei hanno bombardato l'aeroporto ed il porto di Aden provocando vasti incendi in entrambi gli obiettivi. L'aviazione nemica ha bombardato l'abi­tato di Neghelli causando lievi danni.

 

134 - 19 ottobre

Nel Mediterraneo orientale la nostra aviazione ha attaccato navi da guerra inglesi che scortavano un convoglio nemico, colpendo con bombe un incrociatore da 10.000 tonnellate. Aerei nemici hanno at­taccato a più riprese i campi d'aviazione di Rodi causando un morto e due feriti; danni lievi a fabbricati; nessun danno al materiale di volo. Nell'Africa settentrionale, consueta attività di colonne celeri e di esplorazioni; una pattuglia nemica che si era avvicinata alle nostre posizioni avanzate ad Elwa el Rabia (a sud di Sidi Barrani) è stata posta in fuga dal nostro fuoco. Nostre formazioni aeree hanno bom­bardato apprestamenti e campi di aviazione nemici a Marsa Matruh, el Dabà, Maaten Bagush, Fuka e Bir Abu Smeit provocando incendi e visibili danni.

Altre formazioni aeree hanno attaccato a Siwa l'aeroporto, baracca­menti ed attendamenti nemici con azioni di bombardamento, spez­zonamento e mitragliamento, centrando in pieno gli obiettivi. L'avia­zione nemica ha rinnovato il bombardamento sul porto di Bengasi senza causare danni ne vittime; una incursione aerea in zona Halfaya ha causato quattro feriti. Nell'Africa orientale è stato rintracciato, semidistrutto, un aereo inglese che aveva bombardato Afmadù il giorno 2, come annunciato dal bollettino n. 119. Il giorno 16 il ne­mico ha attaccato con due colonne autoblindate sostenute da aerei il nostro posto di Doboi (confine del Kenia); nettamente respinto, ha lasciato sul terreno alcuni morti di razza bianca tra i quali il comandante di una delle colonne; da parte nostra tre feriti. L'avia zione nemica ha bombardato Gondar, causando un morto ed alcuni feriti tra gli indigeni; Dire Daua, causando due feriti; la ferrovia di Gibuti presso Erer, Gura, Toselli, Decamerè, Cassala, Gherilli e Neghelli senza causare vittime. Danni materiali lievi.

 

135 - 20 ottobre

Nella notte sul 19 c.m. una nostra formazione da bombardamento pesante, dopo un lungo volo di circa 4500 chilometri, ha effettuato un'azione offensiva sull'importante centro petrolifero dell'isola Bah­rein, possedimento inglese nel golfo Persico. L'obiettivo, costituito da raffinerie, oleodotti, depositi e serbatoi di carburanti, è stato ef­ficacemente colpito, dando origine a enormi incendi visibilissimi a grandissima distanza. Tutti i nostri velivoli sono rientrati. Nell'Afri­ca settentrionale la nostra aviazione ha bombardato baraccamenti mi­litari a Ras el Rum e lungo la rotabile a est di Marsa Matruh; im­pianti aeronautici e baraccamenti a Maaten Bagush ed a Fuka; la ferrovia e gli impianti aeronautici a el Dabà. Tutti i nostri velivoli sono rientrati. L'aviazione nemica ha bombardato Bardia ed Halfaya senza causare vittime ne danni ed ha rinnovato il bombardamento di Bengasi lanciando numerose bombe incendiarie ed esplosive sul porto e sul centro dell'abitato, colpendo alcune case nel quartiere musulmano. Nessuna vittima, ne danni agli obiettivi militari. Nel­l'Africa orientale un attacco nemico, tentato da truppe autocarrate, contro Gherilli è stato nettamente respinto col concorso della nostra aviazione.

Velivoli nemici hanno effettuato incursioni su Todignac (lago Ro­dolfo), Barentù, Decamerè e Massaua producendo lievissimi danni e qualche ferito e su qualche altra località senza alcun risultato.

 

136 - 21 ottobre

In Africa settentrionale attività di ricognizioni. Qualche incursione aerea nemica senza danni materiali; due feriti. Nell'Africa orientale durante uno scontro tra una nostra pattuglia ed automezzi nemici, al confine eritreo, l'avversario è stato costretto a ripiegare. La nostra aviazione ha bombardato le opere militari nemiche ad Habaswein (Kenia), l'aeroporto di Wajir, truppe di autocolonne sulla strada Wajir - Gherilli e nella zona di Arbo ed un convoglio di navi ne­miche, scortate da unità da guerra, nel Mar Rosso. Risulta che durante l'incursione aerea sulla base inglese di Perim, di cui al bollet­tino n. 132, sono state affondate due navi da guerra tra il naviglio sottile colà dislocato.

Aerei nemici hanno lanciato bombe su Decamerè causando un morto ed undici feriti tra gli indigeni e qualche danno ai baraccamenti; su Asmara, Gura, Agordàt e Massaua senza conseguenze. Incursioni aeree, con provenienza dalla Svizzera, sono state eseguite dal nemico su località dell'Italia settentrionale. A Verona sono state danneggiate una casa civile e un istituto di beneficenza dove erano ricoverati 60 orfani e 150 indigenti: si lamentano complessivamente tre morti e dodici feriti; in provincia di Pavia sono state demolite due case pro­vocando quattro morti e un ferito; in provincia di Alessandria sono stati danneggiati tre fabbricati, provocando un morto e due feriti di cui uno grave; nel comune di Borgio Verezzi (Savona) sono stati pro­vocati piccoli incendi in un bosco, colpita gravemente una chiesa par­rocchiale e lesionate lievemente le case vicine, senza danni alle per­sone. In due altre località sono state lanciate bombe in aperta campagna.

 

137 - 22 ottobre

Nella notte sul 21 ottobre nel Mar Rosso meridionale nostre siluranti uscivano alla ricerca di un grosso convoglio nemico fortemente scor­tato da incrociatori e cacciatorpediniere che era stato precedentemente segnalato da aerei in ricognizione. Una sezione di nostre siluranti, verso la mezzanotte, riusciva a scoprire il convoglio ed attaccava de­cisamente col siluro varie unità, nonostante la violenta reazione di fuoco degli incrociatori e cacciatorpediniere nemici di scorta. Poco dopo questo primo scontro, un'altra sezione di nostre siluranti si lanciava all'attacco del convoglio riuscendo anch'essa a silurare al­cuni piroscafi. In seguito a tale azione, tra le nostre siluranti e le preponderanti forze nemiche di scorta, si impegnavano violenti com­battimenti notturni che si protraevano sino all'alba. A tale ora uno degli incrociatori nemici tipo Sidney da 8.000 tonnellate, entrato nel raggio di azione della difesa costiera della R. Marina delle isole del Mar Rosso meridionale, veniva rapidamente inquadrato dall'efficace tiro di una batteria costiera. L'incrociatore, ripetutamente colpito e gravemente danneggiato, era costretto a ritirarsi a moto lento. Suc­cessivamente esso veniva avvistato fermo al largo in gravi difficoltà, mentre altre unità inglesi accorrevano in suo soccorso. Nel com­plesso delle azioni sono stati affondati sei piroscafi ed altri risultano seriamente danneggiati; a malgrado degli aspri combattimenti, solo una delle nostre siluranti è stata colpita dal fuoco degli incrociatori nemici. Essa, nonostante le gravi avarie subite, è riuscita tuttavia a portarsi sotto la protezione delle batterie costiere della R. Marina. Le perdite tra l'equipaggio sono lievi. All'alba il convoglio nemico è stato ancora attaccato anche dalla nostra aviazione che ha impegnato combattimento con la caccia avversaria colpendo un velivolo tipo Gloster. Nell'Africa settentrionale la nostra aviazione ha bombardato Fuka, Maaten Bagush, baraccamenti a Marsa Matruh e a el Dabà, le basi aeree di Hammam, a ovest di Alessandria, Helwan (a sud del Cairo), e la base navale di Alessandria; ovunque sono stati conseguiti risultati positivi malgrado la vivace reazione contraerea nemica. La aviazione nemica ha svolto attacchi contro le nostre truppe causando qualche ferito ed ha portato la sua offesa su due ospedali da campo, chiaramente riconoscibili, nella zona di Bugbug colpendo otto rico­verati. Nell'Africa orientale una nostra pattuglia ha sorpreso e fu­gato mezzi motorizzati nemici presso Liboi (Kenia). La nostra avia­zione ha bombardato le opere portuali di Aden, alcuni autocarri presso Lokitaung (Kenia) e, a Garissa, le opere fortificate e l'aero­porto, distruggendo al suolo due aerei nemici ed abbattendo un ve­livolo da caccia in combattimento. Un nostro apparecchio non è rien­trato.

L'aviazione nemica ha attaccato Aiscia, Gura, Decamerè e Massaua, senza conseguenze, Cassala, provocando un ferito ed Asmara dove si lamentano tre feriti e lievi danni.

 

138 - 23 ottobre

Nell'Africa settentrionale aerei nemici hanno attaccato le nostre trup­pe tra Sollum e Sidi el Barrani causando un morto e qualche ferito. Nella zona di Bugbug un nostro velivolo da caccia ha attaccato e posto in fuga due aerei da bombardamento nemici, tipo Wellington, colpendone gravemente uno, che è stato probabilmente abbattuto. La nostra aviazione ha bombardato la base navale di Porto Said. Il bombardamento della base navale di Alessandria, di cui al bol­lettino n. 137, è durato complessivamente due ore ed ha provocato nei magazzini e depositi del porto violente esplosioni e molti incendi. Tutti i nostri velivoli sono rientrati. Nell'Africa orientale no­stri aerei hanno attaccato il campo di aviazione di Bura, sul fiume Tana, spezzonando e mitragliando depositi di carburante e posta­zioni contraeree. L'aviazione nemica ha eseguito incursioni senza conseguenze su Bur Gavo e sugli aeroporti di Asmara e Gura.

 

139 - 24 ottobre

Nell'Africa settentrionale il nemico ha attaccato le nostre posizioni avanzate in zona Maktila (25 km. a est di Sidi el Barrani), appog­giato da elementi corazzati e da tiro di artiglieria. Nettamente re­spinto, ripiegava lasciando alcuni morti sul terreno; da parte nostra, alcuni feriti. Altri elementi avversari che avevano attaccato le nostre posizioni nella zona di Alam el Tummo (sud di Sidi el Barrani) sono stati posti in fuga; abbiamo catturato alcuni prigionieri e materiale bellico. L'aviazione nemica ha lanciato alcune bombe nella zona di Sidi el Barrani, senza conseguenze. Nell'Africa orientale la nostra aviazione ha bombardato impianti militari dell'isola Perim provo­cando un vasto incendio ed ha spezzonato e mitragliato gruppi ar­mati a Dukana.

L'aviazione nemica ha bombardato Massaua, causando sei feriti; l'aeroporto di Bahar Dar (a sud - est lago Tana) causando due morti ed un ferito; Tessenei, con nove feriti leggeri; Azzozo (Gondar), con un morto e sei feriti; campi di aviazione di Alomatà, Dessiè e De­cameré, con lievi danni. Altre incursioni nemiche, senza conseguen­ze, su Assab, Asmara, Cassala e Gura. Il cacciatorpediniere Nullo gravemente danneggiato nello scontro in Mar Rosso si è autoaffon­dato nei pressi della costa.

 

140 - 25 ottobre

Nell'Africa settentrionale nostre colonne avanzate hanno posto in fuga mezzi meccanizzati nemici a est di Sidi el Barrani. Nostre for­mazioni aeree hanno bombardato gli impianti portuari di Porto Said; il campo di aviazione di Catbhur, a nord - ovest del Cairo; gli im­pianti di Abukir, est di Alessandria; Maaten Bagush; i campi di aviazione di Fuka, el Dabà e le stazioni di quest'ultima località e di Marsa Matruh. Ovunque sono stati conseguiti notevoli effetti e provocati vasti incendi. Tutti i nostri velivoli sono rientrati. L'avia­zione nemica ha eseguito incursioni aeree su Tobruk, senza conseguenze; e su Bengasi, uccidendo un libico e danneggiando case ara­be. Nessun danno agli obiettivi militari. Nell'Africa orientale, scon­tri a noi favorevoli di elementi motorizzati nella zona di Cassala e nel Setit. La nostra aviazione ha bombardato navi alla fonda a Porto Sudan. Aerei nemici hanno lanciato bombe su Azzozo e Cassala, causando cinque feriti; su Decamerè, Asmara, el Uasch, el Gabò (So­malia), senza conseguenze.

 

141 - 26 ottobre

Nell'Africa settentrionale la nostra aviazione ha bombardato gli im­pianti ferroviari di Marsa Matruh, Fuka, el Dabà, provocando visi­bili danni ed incendi. Unità navali nemiche hanno bombardato, du­rante la notte, le nostre posizioni nella zona di Maktila (est di Sidi el Barrani) senza causare alcun danno. L'aviazione nemica ha bom­bardato Tobruk causando lievissimi danni materiali e nessuna per­dita umana. Un velivolo nemico tipo Blenheim è stato abbattuto dalla nostra caccia ed altri due, uno dei quali colpito dall'artiglieria con­traerea della R. Marina, sono stati probabilmente abbattuti. Nell'Africa orientale una nostra formazione aerea ha bombardato il campo di aviazione nemico di Malindi (costa del Kenia). L'avia­zione nemica ha attaccato Gorra (Kenia), ferendo due dubat, Assab, dove sono stati causati lievi danni, e Decamerè, senza conseguenze. Il comandante del cacciatorpediniere Nullo, capitano di corvetta Co­stantino Borsini, dopo aver posto in salvo quasi tutto l'equipaggio, si è inabissato colla sua nave.

 

142 - 27 ottobre

Il velivolo nemico, segnalato come probabilmente abbattuto dalle batterie contraeree della R. Marina durante l'attacco aereo su To­bruk, è stato effettivamente abbattuto. Nell'Africa orientale nostri velivoli hanno spezzonato un concentramento nemico sul torrente Ghirghir, 40 chilometri a nord di Cassala. Un pattuglione nemico ha attaccato un nostro posto a Dukana ed è stato nettamente re­spinto. Incursioni aeree nemiche senza conseguenze su Assab, Ghe­rilli e Cassala; a Metemma due morti, tra i quali una donna indi­gena, otto feriti e la chiesa cattolica gravemente danneggiata; a Buna e Debel, nel Kenia, otto ascari feriti; a Mersa Taclai quattro feriti. Durante il bombardamento aereo nemico su Assab del giorno 20 è stato colpito l'ospedale con danni al padiglione maternità e agli al­loggi delle infermiere e delle suore.

 

143 - 28 ottobre

Durante una ricognizione offensiva su Malta nove nostri velivoli da caccia hanno impegnato un vivace combattimento contro nove appa­recchi da caccia inglesi. Due aerei nemici sono stati abbattuti ed un terzo probabilmente abbattuto. Tutti i nostri velivoli sono rientrati. Nell'Africa settentrionale la nostra aviazione ha bombardato gli obiettivi militari tra Qantara ed Ismailia (a sud di Porto Said). Aerei nemici hanno effettuato incursioni su Bengasi e nella zona di el Abiar (a est di Bengasi) causando cinque morti ed alcuni feriti. Aerei nemici hanno lanciato disordinatamente bombe in località Maltezzana (Stampalia) senza causare danni né perdite; uno di essi, certamente colpito, ha dovuto liberarsi dalle bombe in mare e si è allontanato perdendo quota. Nell'Africa orientale nostre formazioni aeree hanno bombardato depositi e truppe nemiche nella zona di Garissa e di Lodwar (Kenia). Un nostro velivolo non è rientrato. L'aviazione avversaria ha lanciato bombe su el Uasch, Mega e Magi causando complessivamente due morti ed un ferito e lievi danni materiali.

 

Regio Esercito bersaglieri motociclisti fronte greco albanese

La guerra nel fango

 

Dal bollettino di guerra greco del 5 novembre 1940: “Sul fronte della Macedonia occidentale le nostre truppe dopo un grandioso assalto e dopo un duro combattimento hanno occupato una nuova linea di alture con impianti difensivi fissi in territorio albanese: due cannoni, diversi mortai, alcune mitragliatrici e prigionieri sono caduti nelle nostre mani. Le truppe nemiche in ritirata si sono trovate sotto il fuoco dei loro stessi carri armati. Sul rimanente del fronte accanito fuoco delle artiglierie in diversi punti …”

 

144 - 29 ottobre

All'alba di ieri le nostre truppe dislocate in Albania hanno varcato la frontiera greca e sono penetrate per vari punti nel territorio ne­mico; l'avanzata prosegue.

La nostra aviazione, nonostante le avverse condizioni atmosferiche, ha bombardato ripetutamente gli obiettivi militari assegnati, colpen­do bacini, banchine, scali ferroviari e provocando incendi nel porto di Patrasso; gli impianti lungo il canale di Corinto e nella base navale di Prevesa e gli impianti aeroportuali della base aerea di Tatoi, presso Atene. Tutti i nostri velivoli sono rientrati. Nell'Africa orien­tale una nostra formazione aerea ha spezzonato attendamenti nemici nella zona di Sciusceib (medio Sudan). Aerei nemici hanno bom­bardato Asosa (sud - est di Kurmuk) e Dima (a nord - est di Debra Marcos) causando sette feriti.

 

145 - 30 ottobre

Le nostre truppe hanno continuato l'avanzata nel territorio greco vincendo resistenze di retroguardie nemiche.

Nell'Africa settentrionale incursioni aeree del nemico su Bardia e Tobruk hanno causato due morti e danni di lieve entità. Nell'Africa orientale due attacchi nemici, tentati con mezzi meccanizzati presso Tessenei e tra Cassala e Sabderat, sono stati nettamente respinti con lievi perdite da parte nostra. Incursioni aeree nemiche su Assab han­no causato lievi danni; nessuna vittima.

 

146 - 31 ottobre

Le nostre unità proseguendo l'avanzata nell'Epiro hanno raggiunto il fiume Kalamas in vari punti. Le sfavorevoli condizioni atmosfe­riche e le interruzioni create dal nemico in ritirata non rallentano il movimento delle nostre truppe. La nostra aviazione, superando le condizioni atmosferiche proibitive e la vivace reazione contraerea avversaria, ha bombardato il porto di Patrasso colpendo piroscafi ne­mici carichi di truppe, la base di Lepanto, baraccamenti di truppe greche al passo Metzovo ed importanti apprestamenti e nodi stradali nella valle del Kalamas. Un velivolo nemico attaccato dalla nostra caccia è stato abbattuto. Un nostro velivolo non è rientrato. Nell'Africa orientale una colonna meccanizzata nemica, spintasi verso Gadurra (confine Kenia), è stata respinta con perdite per il nemico; da parte nostra nessuna perdita. Aerei nemici hanno lanciato bombe su Buna, Massaua, Lugh Ferrandi, Cheren, Berbera, causando com­plessivamente cinque morti e sedici feriti, tredici dei quali tra la popolazione indigena; altre incursioni aeree su el Uak e Sardò non hanno causato danni né vittime.


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