1941 - novembre dal n. 517 al n. 546

517 - 1 novembre

Nel pomeriggio di ieri nostre unità aeree da caccia hanno intercet­tato e attaccato a sud della Sicilia una formazione di bombardieri nemici navigante a bassa quota: i velivoli avversari si sono sbandati; uno di essi è stato abbattuto e un secondo è stato visto incendiarsi. Tra ieri e stanotte, apparecchi britannici hanno lanciato bombe su Licata, Palermo, Napoli e dintorni: danni di scarsa importanza e qualche incendio subito domato; alcuni feriti tra la popolazione. In Africa settentrionale, elementi nemici che tentavano avvicinarsi alle nostre posizioni sul fronte di Tobruk sono stati prontamente respinti; l'artiglieria è stata attiva contro gli apprestamenti difen­sivi della Piazza.

Bombardieri germanici hanno attaccato Tobruk, nonché aeroporti e colonne di automezzi nemici ad oriente di Marsa Matruh; la caccia tedesca ha abbattuto due velivoli avversari. Un nostro cacciatore ha costretto un aereo avversario ad atterrare nei pressi di Barce: l'equipaggio è stato catturato.

Nell'Africa orientale, sui vari fronti dello scacchiere gondarino, at­tività costante dei nostri reparti verso le linee nemiche.

 

518 - 2 novembre

Alcuni aerei nemici hanno sorvolato ieri notte la zona di Ragusa (Sicilia) e di Castellammare di Stabia sganciando qualche bomba: nessuna vittima e danni trascurabili.

In Africa settentrionale, durante incursioni aeree sulla Cirenaica, quattro apparecchi britannici sono stati abbattuti.

Nell'Africa orientale la difesa c. a. del caposaldo di Ualag ha fatto precipitare un velivolo nemico, un secondo aereo è stato colpito e incendiato dal tiro c. a. del caposaldo di Culquabert ed è caduto nel­l'interno delle nostre posizioni: l'ufficiale sudafricano pilota, co­mandante della squadriglia che effettuava l'incursione, è stato sal­vato dalle fiamme e fatto prigioniero.

Nella notte sul I° novembre formazioni da bombardamento della R. Aeronautica hanno attaccato la base navale di La Valletta e l'aeroporto di Ta Venezia (Malta).

 

519 - 3 novembre

Questa notte nostre unità aeree hanno nuovamente bombardato la base navale di La Valletta (Malta).

In Africa settentrionale, notevole attività delle nostre artiglierie sul fronte di Tobruk; tentativi di attacco del nemico sono stati imme­diatamente frustrati.

Durante un'incursione aerea sulla zona di Bengasi sono rimaste dan­neggiate alcune abitazioni: una vittima e pochi feriti tra la popo­lazione araba. In combattimento aereo la nostra caccia ha abbattuto un apparecchio britannico.

Nell'Africa orientale, aerei inglesi hanno bombardato e mitragliato l'ospedale da campo del caposaldo di Culquabert, contrassegnato visibilmente dai distintivi internazionali della Croce Rossa, causando vittime tra i ricoverati.

Sui fronti di Ualag e di Celga, scontri favorevoli alle nostre truppe: l'avversario ha abbandonato sul terreno alcuni morti, nonché armi e munizioni.

 

520 - 4 novembre

In Sicilia, nel corso della notte e in giornata di ieri, aerei britannici hanno attaccato alcune località fra Siracusa e Licata: qualche abi­tazione è rimasta danneggiata; pochi feriti tra gli abitanti. La nostra caccia ha abbattuto un velivolo del tipo Wellington caduto in mare, a poche miglia dalla costa.

Nell'Africa settentrionale, nostri reparti hanno catturato alcuni pri­gionieri. Velivoli germanici hanno attaccato concentramenti di auto­mezzi nemici. Durante un'incursione sulla zona di Tripoli, un no­stro apparecchio da caccia ha abbattuto in fiamme sul mare un bombardiere avversario.

In Africa orientale, intensa attività dei nostri reparti avanzati su tutti i fronti dello scacchiere di Gondar.

Nel Mediterraneo centrale nostri mezzi antisommergibili hanno af­fondato un sommergibile inglese.

 

521 - 5 novembre

Nella giornata di ieri, apparecchi nemici hanno nuovamente effet­tuato brevi incursioni su tratti di territorio delle province siciliane meridionali: tre persone sono rimaste ferite. La difesa c. a., attiva­mente intervenuta, ha abbattuto in mare un velivolo avversario. Un altro è stato efficacemente mitragliato da un nostro aereo al largo della costa ed è da considerarsi perduto.

In Africa settentrionale, nel corso di una incursione aerea sulla zona di Bengasi, un nostro apparecchio da caccia ha colpito due dei bom­bardieri nemici, che sono caduti in fiamme. Le nostre artiglierie e Stukas germanici hanno bombardato apprestamenti difensivi della piazza di Tobruk.

Nell'Africa orientale, davanti alle posizioni del caposaldo di Cul­quabert, nostre batterie hanno colpito ed inutilizzato alcuni auto­mezzi avversari carichi di truppe, le quali hanno subìto perdite.

Sugli altri fronti dello scacchiere, elementi nemici fronteggianti i nostri reparti sono stati attaccati e dispersi.

 

522 - 6 novembre

Reparti da bombardamento della R. Aeronautica hanno attaccato questa notte la base navale di La Valletta e gli aeroporti di Ta Ve­nezia e Micabba (Malta): dagli obiettivi efficacemente colpiti si sono levati incendi visibili a grande distanza.

Durante un'incursione aerea sull'abitato di Augusta (Sicilia), che ha causato quattro vittime e cinque feriti nella popolazione, la difesa c. a. ha abbattuto un apparecchio.

In Cirenaica tre aeroplani britannici sono stati abbattuti in fiamme dalla nostra aviazione da caccia. Sul fronte di Tobruk, azioni locali di nostri reparti avanzati e tiri d'artiglieria. Aerei germanici hanno bombardato un aeroporto inglese ad oriente di Marsa Matruh, dan­neggiando vari apparecchi.

Nello scacchiere di Gondar, truppe del caposaldo di Ualag hanno sorpreso una consistente formazione di armati nemici e l'hanno di­spersa infliggendole numerosi morti e feriti.

In Mediterraneo, una nostra torpediniera ha abbattuto due velivoli avversari.

 

 

CRDA Cant. Z.506B

 

CRDA Cant. Z.506 “Airone”

Caratteristiche: motori Alfa Romeo 126 RC.34 3 x cv. 750 a mt. 3.400, apertura alare m. 26.50, lunghezza m. 19.45, altezza m. 7.465, superficie alare mq. 92.8, peso a vuoto kg. 8.300 massimo kg. 12.300, velocità massima km h. 373 a 4.000 m, tangenza massimo  m. 7.870, autonomia km. 2.000, decollo 26", armamento: 1 mitragliatrice da 12.7 mm. e 3 da 7.7 mm, 1.200 kg. di bombe.

 

523 - 7 novembre

Tra ieri sera e stanotte aeroplani nemici hanno sorvolato alcune zone della Sicilia e della Campania: in qualche località sono state lanciate bombe che non hanno causato perdite umane; danni minimi. Le vittime dell'incursione su Augusta, citata nel bollettino di ieri, sono aumentate a dieci ed a tre assommano i velivoli abbattuti du­rante la giornata dall'efficace tiro contraereo delle batterie locali. In Africa settentrionale, attività particolarmente intensa delle nostre artiglierie sui fronti di Tobruk e di Sollum.

Apparecchi britannici hanno effettuato sorvoli con lancio di bombe sui territori di Bengasi e di Tripoli: uno di essi è stato abbattuto dalla nostra aviazione da caccia ed un secondo dalla reazione contraerea terrestre.

In Africa orientale, tentativi d'infiltrazione del nemico sui vari fronti di Gondar sono stati dovunque sventati dalle nostre truppe.

Da ulteriori notizie in merito all'azione della nostra torpediniera, di cui al bollettino precedente, risultano abbattuti tre aerei invece di due.

 

524 - 8 novembre

La nostra aviazione ha ripetutamente bombardato le basi aerona­vali di Malta, centrando gli obiettivi con numerose bombe. Apparecchi britannici hanno compiuto incursioni sul territorio dell’Italia meridionale e della Sicilia; a Gela sono rimaste colpite al­cune abitazioni e la popolazione ha avuto tre morti e due feriti; altrove né vittime né danni. Due aerei incursori sono stati abbattuti: uno dalla difesa c. a. di Catania e l'altro dalle batterie di Crotone. Una prolungata incursione su Brindisi, con lancio di alcune centi­naia di bombe di piccolo e medio calibro dirompenti e incendiarie. Gravi danni all'abitato. Fra le macerie delle case demolite sono stati identificati e raccolti 40 morti e circa 80 feriti. Contegno della po­polazione, calmo.

Sui fronti terrestri dell'Africa settentrionale e orientale nessun av­venimento di rilievo. Aerei da bombardamento germanici hanno attaccato postazioni fortificate e attendamenti della piazza di Tobruk. Durante un'incursione su Derna la nostra caccia ha abbattuto un bombardiere nemico.

 

525 - 9 novembre

Durante l'incursione su Brindisi, menzionata nel bollettino di ieri, la difesa c. a. ha abbattuto tre apparecchi nemici. Questa notte, nuo­va incursione aerea sulla Sicilia e sull'Italia meridionale. A Napoli danni ad edifici civili e incendi presto domati; due morti e quattro feriti tra la popolazione; un velivolo è stato abbattuto ed è precipi­tato in mare.

Nell'Africa settentrionale, in azioni locali sui fronti di Tobruk e di Sollum, nostri reparti hanno catturato un certo numero di avver­sari ed hanno inflitto perdite in morti e feriti.

Aerei britannici hanno lanciato bombe su Bengasi danneggiando al­cune case e colpendo l'ospedale coloniale: qualche perdita nella po­polazione indigena.

In Africa orientale, sui fronti di Culquabert, Celga e Ualag, forti attacchi appoggiati da azioni aeree sono stati respinti dalle nostre truppe; l'avversario ha riportato perdite notevoli. In Mediterraneo una nostra torpediniera ha abbattuto quattro aeroplani nemici. In diverse azioni svoltesi ieri quattro nostri velivoli non sono rientrati.

 

526 - 10 novembre

Uno dei nostri convogli in navigazione nel Mediterraneo centrale è stato attaccato nella notte sul nove da una divisione navale britan­nica. I piroscafi colpiti sono successivamente affondati; dei nostri cacciatorpediniere di scorta, lanciatisi all'attacco con siluro, due sono affondati; un altro, colpito, è rientrato in porto senza gravi avarie. Gran parte dei naufraghi è stata salvata. All'alba, nostri aerosilu­ranti al comando dei tenenti piloti Ardito Cristiani, Emilio Iuzzo­lino e Adone Venturini hanno attaccato le unità nemiche, colpendo con due siluri un incrociatore e con un siluro un cacciatorpediniere. Gli aerosiluranti hanno anche abbattuto due velivoli di scorta alla formazione navale avversaria. Un altro apparecchio è stato abbattuto da nostro aereo da ricognizione marittima.

Incursioni aeree nemiche sulla Campania e sulla Sicilia: si lamen­tano 10 morti e 25 feriti a Napoli, dove un apparecchio colpito dalle batterie c. a. è precipitato in mare; a Messina qualche ferito.

In Africa settentrionale e orientale nulla di notevole sui fronti ter­restri. Apparecchi tedeschi hanno attaccato apprestamenti difensivi della piazza di Tobruk con buoni effetti.

Un nostro sommergibile operante in Atlantico, al comando del te­nente di vascello Giuliano Prini, ha affondato tre piroscafi nemici per complessive 25 mila tonnellate. Con questa azione i nostri som­mergibili in Atlantico hanno sorpassato le 500 mila tonnellate di naviglio nemico affondato.

 

527 - 11 novembre

Questa notte aeroplani britannici hanno nuovamente lanciato bombe su Brindisi e su Napoli: qualche danno; nessuna vittima tra la po­polazione. La difesa c. a. ha abbattuto due apparecchi: uno a Na­poli, l'altro a Brindisi. Le vittime della prima incursione su Brin­disi da 40 sono salite a 96 e i feriti a 102. Nessun obiettivo di carat­tere militare è stato colpito.

Nell'Africa settentrionale, sul fronte di Tobruk, le truppe di alcuni capisaldi hanno prontamente reagito contro tentativi d'attacco del nemico, che è stato costretto a ripiegare ed ha subito notevoli per­dite in morti e prigionieri. Formazioni aeree tedesche hanno ripe­tutamente bombardato gli obiettivi della Piazza provocando distru­zioni ed incendi. Un'incursione di velivoli nemici su Bengasi ha causato danni ad abitazioni e quattro vittime tra la popolazione mu­sulmana.

In Africa orientale sono stati respinti nuovi attacchi alle nostre po­sizioni di Culquabert: un aereo avversario è stato abbattuto ed è pre­cipitato al suolo oltre le nostre linee.

 

528 - 12 novembre

L'aviazione nemica ha compiuto altre incursioni sull'Italia meridio­nale e sulla Sicilia. Nel pomeriggio di ieri un velivolo ricognitore è stato abbattuto in fiamme dalla nostra caccia all'altezza di Capri. Stanotte, sulla città di Napoli, in varie ondate, lancio di bombe di­rompenti ed incendiarie: danni ad edifici civili e principi di incen­dio presto domati; 6 persone sono rimaste uccise e circa 30 ferite. Sempre calmo e disciplinato il contegno della popolazione.

Nelle prime ore di stamane, in Sicilia, 3 velivoli inglesi sono stati abbattuti: uno dalla difesa contraerea e due dalla nostra caccia. E' stato catturato l'equipaggio di un altro aereo nemico fatto precipi­tare in mare. Sempre nelle prime ore di stamane, quattro apparec­chi da caccia pesante inglesi, intercettati dalle nostre forze, sono caduti nella zona di Cefalù. Tre sono scomparsi nel mare, un quarto è precipitato a terra e l'ufficiale che lo pilotava è stato fatto pri­gioniero.

In Africa settentrionale, nulla di notevole sui fronti di Tobruk e di Sollum. Un'incursione aerea su Bengasi non ha provocato danni. Un apparecchio britannico, colpito, è precipitato al suolo distrug­gendosi. In Tripolitania è stato catturato l'equipaggio, comprendente due ufficiali, di un velivolo precedentemente abbattuto.

Nell'Africa orientale, i nostri reparti del caposaldo di Culquabert hanno frustrato altri tentativi d'attacco del nemico.

 

529 - 13 novembre

Durante l'incursione aerea su Napoli, della notte di ieri, la difesa contraerea ha abbattuto un bombardiere nemico che è precipitato in mare in direzione del porto. Le perdite accertate sono aumentate da sei a sedici morti e trentaquattro feriti.

In Sicilia, oltre agli apparecchi già menzionati nel bollettino di ieri, un altro aeroplano è stato colpito ed è sicuramente caduto in mare. Sono stati catturati gli equipaggi, tra i quali figurano sei ufficiali, di alcuni dei velivoli abbattuti.

Nel pomeriggio di ieri un nostro aereo da ricognizione ha sostenuto un combattimento con quattro caccia tipo Hurricane e ne ha abbat­to uno.

Nell'Africa settentrionale, l'aviazione dell'Asse ha efficacemente at­taccato obiettivi della piazza di Tobruk; aerei tedeschi hanno bom­bardato un aeroporto nemico distruggendo cinque velivoli al suolo e danneggiandone altri.

L'aviazione britannica ha lanciato bombe su Bengasi, su Derna e su alcuni villaggi colonici del Gebel: qualche danno. A Derna, dove è stato colpito un ospedale da campo e quattro ricoverati sono rimasti feriti, un velivolo è stato abbattuto in fiamme.

In Africa orientale l'avversario reitera le sue azioni terrestri ed aeree contro i fronti dello scacchiere di Gondar. Le nostre truppe reagi­scono dovunque con tenacia ed infliggono perdite notevoli all'at­taccante.

 

530 - 14 novembre

In Africa settentrionale, sul fronte di Tobruk, attività dei nostri re­parti avanzati. Negli scontri locali di recente avvenuti, oltre alle perdite inflitte, sono state catturate numerose armi.

In Africa orientale; sui fronti di alcuni settori di Gondar, sono in corso accaniti combattimenti.

L'aviazione germanica ha bombardato obiettivi della piazza di To­bruk. Sul fronte di Sollum sono stati abbattuti due aerei nemici. Altri due sono caduti in fiamme: uno colpito dalla difesa contraerea di Bengasi, durante un'incursione che ha causato alcune perdite tra la popolazione musulmana; l'altro abbattuto in combattimento da un nostro ricognitore a Giarabub. Un quinto apparecchio britannico, costretto dalla nostra difesa ad atterrare sulla costa marmarica, è stato catturato intatto con l'equipaggio costituito da tre ufficiali e tre sottufficiali.

In questi ultimi giorni, secondo cifre dei bollettini dal 525 al 530, gli inglesi hanno perduto sui nostri fronti 36 apparecchi.

 

531 - 15 novembre

Incursioni aeree nemiche su Catania, Acireale e Brindisi, con lancio di bombe dirompenti e incendiarie: alcune abitazioni civili sono rimaste danneggiate; si lamentano 17 morti e 12 feriti a Catania e 12 morti e 8 feriti ad Acireale. Contegno della popolazione esem­plare.

Apparecchi tedeschi hanno attaccato postazioni fortificate di Tobruk ed apprestamenti nella zona di Marsa Matruh colpendo efficace­mente gli obiettivi prescelti. Gli aeroplani nemici abbattuti dalla caccia germanica nel combattimento aereo sul fronte di Sollum, ci­tato nel bollettino di ieri, sono saliti da due a quattro.

L'aviazione britannica ha lanciato bombe su Derna e Barce: danni ad alcuni fabbricati e qualche perdita nella popolazione locale. In Africa settentrionale, sui fronti terrestri, nessun avvenimento di rilievo. In Africa orientale, nel Gondarino, proseguono i combatti­menti caratterizzati da particolare violenza, conseguenti agli attac­chi che il nemico rinnova da più giorni con sempre maggiori forze. Le nostre truppe reagiscono con strenua difesa e decisi contrattacchi. In Mediterraneo, un nostro aerosilurante al comando del tenente pilota Camillo Barioglio ha colpito con un siluro un grosso piro­scafo inglese danneggiandolo gravemente.

Il piroscafo risulta successivamente affondato.

 

Aer. Macchi C.200

 

Aer. Macchi C.200 “Saetta”

Caratteristiche: motore Fiat A.74 RC.38 cv 840 a m. 3.800, apertura alare m 10,58, lunghezza m 8,19, altezza m 3,51, superficie alare mq 16,81,  peso a vuoto kg 2.014, massimo kg 2.533, velocità massima km/h 503 a 4.500 m, tangenza 8.900 m, autonomia 870 km, armamento: 2 da 12,7 mm, kg 100 di bombe.

Secondo caccia intercettore monoplano ad essere adottato dalla Regia Aeronautica, pur con problemi aerodinamici propri alla prima generazioni di tali macchine presentava caratteristiche esuberanti, che la cellula avrebbe sfruttato appieno con la motorizzazione col DB.601 tedesco. Impiegato nel Mediterraneo, sul fronte greco-albanese, in nord Africa ed in Russia dette prova d’essere velivolo di buone caratteristiche, in grado di tenere testa all’Hurricane, ma anche indocile che ne rendevano delicato il pilotaggio. Come il G.50 ed il CR.42, terminò la vita operativa come assaltatore.

 

532 - 16 novembre

In Sicilia, ad Acireale, le perdite causate dall'aviazione britannica, nell'incursione della notte sul 15, sono aumentate a ventun morti e ventinove feriti. Sulla costa é stato catturato l'equipaggio, composto di tre sottufficiali, di un aereo abbattuto in mare.

Nell'Africa settentrionale, sul fronte di Tobruk, attività d'artiglieria. Incursione aerea nemica su Bengasi e su Derna: qualche danno; una vittima e alcuni feriti tra la popolazione araba. Nell'Africa orientale, i violenti attacchi sferrati dall'avversario contro nostri capisaldi avan­zati dello scacchiere di Gondar sono stati infranti: centinaia di morti sono rimasti sul terreno davanti alle posizioni strenuamente difese; altre gravi perdite sono state inflitte durante puntate offensive effet­tuate dai nostri reparti.

In Africa, bombardieri germanici hanno attaccato l'aeroporto di Giarabub distruggendo al suolo tre plurimotori e la caccia ha abbattuto in combattimento quattro velivoli nemici. Due nostri velivoli non sono tornati alla base.

Nel Mediterraneo orientale, nostri apparecchi in ricognizione offen­siva hanno colpito con bombe ed affondato due mercantili nemici; nel Mediterraneo centrale, nostri cacciatori in crociera hanno abbat­tuto due velivoli del tipo Wellington; nel Mediterraneo occidentale, un nostro aerosilurante al comando del maggiore pilota Arduino Buri ha attaccato un piroscafo nemico, carico, da 10 mila tonnellate, affondandolo.

 

533 - 17 novembre

Sui fronti dell'Africa settentrionale nulla di notevole da segnalare. Giornata calma anche sul fronte di Gondar dopo gli aspri combat­timenti segnalati.

L'aviazione nemica ha lanciato bombe sulla città di Derna: alcuni fabbricati hanno riportati danni ed un ospedale è stato colpito; nes­suna vittima. In Marmarica, un aereo nemico è stato abbattuto in fiamme.

 

534 - 18 novembre

Questa notte aerei nemici, in successive ondate, hanno attaccato Na­poli: danni materiali non gravi; in un edificio demolito da una bomba sono rimaste uccise ventotto persone che si erano attardate fuori del rifugio; altri quaranta civili sono stati feriti.

Le vittime dell'ultima incursione aerea su Catania sono complessi­vamente salite a trenta.

In Cirenaica la contraerea tedesca ha abbattuto due apparecchi av­versari.

Sui fronti di Gondar, tentativi locali di attacco sono stati respinti: elementi nemici avvicinatisi in qualche punto alle nostre posizioni sono stati assaliti dai nostri reparti e volti in fuga con perdite.

 

535 - 19 novembre

L'aviazione britannica ha compiuto incursioni su Napoli e su Brin­disi: nessuna vittima; danni di scarsa importanza.

Sui fronti di Tobruk e di Sollum, le nostre artiglierie hanno svolto intense azioni di fuoco.

In combattimenti aerei nel cielo della Cirenaica la nostra caccia ha abbattuto due apparecchi nemici. Un grosso apparecchio inglese è stato costretto ad atterrare nelle nostre linee dalla caccia tedesca. I sedici componenti l'equipaggio sono stati catturati.

Nello scacchiere di Gondar l'avversario, dopo bombardamenti aerei durati dall'alba al tramonto, ha rinnovato violenti attacchi contro alcune nostre posizioni; dopo strenua difesa e accaniti corpo a corpo, le nostre valorose truppe hanno rigettato dappertutto gli attaccanti, che hanno subito gravi perdite e abbandonato sul terreno armi e feriti.

 

536 - 20 novembre

Nelle notti sul 19 e sul 20, nostri reparti aerei hanno bombardato obiettivi aeronavali dell'isola di Malta.

Questa notte apparecchi inglesi hanno lanciato bombe, senza gravi conseguenze, sulle città di Brindisi e Napoli e nei dintorni di Mes­sina. A Brindisi è stato abbattuto un apparecchio. A Napoli 3 feriti di cui uno grave. A Brindisi un morto e tre feriti.

Nell'Africa orientale, su taluni fronti di Gondar, sono stati frustrati nuovi tentativi nemici di forzare le nostre difese. In Marmarica, le forze motocorazzate nemiche hanno, all'alba di ieri, attaccato le an­tistanti forze motocorazzate italiane. La divisione corazzata « Arie­te », operando con- una decisa contromanovra, aveva, alla fine della giornata, circondato e distrutto parte dei carri armati nemici, mentre altri hanno ripiegato. La battaglia continua su un fronte di 15o km.

 

537 - 21 novembre

Nella giornata di ieri la battaglia della Marmarica ha avuto ulte­riori sviluppi. Le truppe motocorazzate italiane e tedesche, dopo avere fermamente sostenuto i nuovi attacchi condotti dal nemico, sono passate al contrattacco ed hanno respinto le formazioni coraz­zate avversarie distruggendo numerosi carri e catturando prigionieri. L'aviazione dell'Asse ha preso parte attiva ai combattimenti.

Sul fronte di Tobruk, violenti duelli d'artiglieria.

Aerei britannici hanno bombardato Tripoli e Bengasi: nessun danno. Presso la costa sirtica tre apparecchi inglesi sono stati abbattuti in mare dalla difesa contraerea.

Sui fronti di Gondar, altri forti attacchi condotti dal nemico con sempre più accentuata superiorità di forze e di mezzi, si sono spez­zati contro la strenua resistenza dei nostri reparti, i quali, in tra­volgenti contrattacchi, hanno costretto l'avversario a ripiegare con gravi perdite.

Questa notte velivoli britannici hanno nuovamente bombardato Na­poli, Brindisi e Messina. Sono state colpite abitazioni civili; si la­mentano 6 morti e 5 feriti a Brindisi, 26 morti e 24 feriti a Messina, dove la popolazione ha dato esempio di calma e di disciplina. Nes­suna perdita a Napoli; l'artiglieria della locale difesa contraerea ha abbattuto un apparecchio nemico, caduto in fiamme tra Procida e Ischia.

Nostre unità aeree hanno rinnovato azioni di bombardamento sugli obiettivi militari di Malta, dove sono stati provocati notevoli incendi. Nelle prime ore di stamane una nostra formazione da caccia ha attaccato a volo radente un aeroporto dell'isola, incendiando quattro apparecchi al suolo. Un'altra formazione ha sostenuto un combatti­mento contro unità similari avversarie abbattendo tre Hurricane.

 

Supermarine Spitfire Mk.V

 

Supermarine Spitfire Mk. V 

Caratteristiche: motore Rolls-Royce Merlin 45 cv. 1.470 a 2.800 m, apertura alare m. 11.22, lunghezza m.8.18, altezza m. 3.44, superficie alare mq.22.48, peso a vuoto kg. 2300, massimo kg. 3.070, velocità massima km/h. 602 a 4000 m, tangenza m. 11.000, autonomia  km. 750, armamento 2 cannoni da 20 mm. 4 mitragliatrici da 7.7 mm.

Unico aereo alleato rimasto ininterrottamente in produzione da prima dello scoppi della seconda guerra mondiale a dopo la sua conclusione, lo Spitfire ben dimostrò quale “potenzialità di sviluppo” possedesse il progetto di Reginald J. Mitchell; arma sempre efficientissima per tutte le quaranta versioni dei 20.334 esemplari prodotti in oltre due lustri. Una carriera bellica iniziata sui cieli inglesi nella Battaglia d’Inghilterra, continuata a tutte le latitudini e su tutti i fronti di guerra conclusa nel 1953 con le 360 missioni effettuate dai Seafire durante la guerra di Corea.

 

538 - 22 novembre

La battaglia in Marmarica, ripresa all'alba di ieri, è continuata vio­lenta per tutta la giornata. Le forze terrestri ed aeree dell'Asse han­no impegnato in duri combattimenti le contrapposte forze avver­sarie, alle quali sono, state inflitte altre perdite rilevanti in uomini e mezzi corazzati. Ripetuti tentativi nemici di sortita da Tobruk sono falliti ad opera delle divisioni italiane che assediano la Piazzaforte. Le batterie contraeree della divisione « Savona » hanno abbattuto in fiamme quattro velivoli nemici.

Unità della R. Aeronautica, in combattimenti sostenuti nel corso della giornata di ieri sul Mediterraneo, hanno abbattuto sei appa­recchi britannici. Un nostro velivolo non è rientrato. Stanotte le basi aeronavali di Malta sono state assoggettate a nuove azioni di bombardamento aereo.

Le perdite subite dalla popolazione di Messina nell'incursione aerea di ieri sono salite a 32 morti e 50 feriti; a Brindisi, pure durante l'incursione di ieri, un bombardiere nemico è stato abbattuto dall’artiglieria contraerea.

Sui fronti di Gondar, altri forti attacchi condotti dal nemico con sempre più accentuata superiorità di forze e di mezzi, si sono spez­zati contro la strenua resistenza dei nostri reparti, i quali, in tra­volgenti contrattacchi, hanno costretto l'avversario a ripiegare con gravi perdite.

Questa notte velivoli britannici hanno nuovamente bombardato Na­poli, Brindisi e Messina. Sono state colpite abitazioni civili; si la­mentano 6 morti e 5 feriti a Brindisi, 26 morti e 24 feriti a Messina, dove la popolazione ha dato esempio di calma e di disciplina. Nes­suna perdita a Napoli; l'artiglieria della locale difesa contraerea ha abbattuto un apparecchio nemico, caduto in fiamme tra Procida e Ischia.

Nostre unità aeree hanno rinnovato azioni di bombardamento sugli obiettivi militari di Malta, dove sono stati provocati notevoli incendi. Nelle prime ore di stamane una nostra formazione da caccia ha attaccato a volo radente un aeroporto dell'isola, incendiando quattro apparecchi al suolo. Un'altra formazione ha sostenuto un combatti­mento contro unità similari avversarie abbattendo tre Hurricane.

 

538 - 22 novembre

La battaglia in Marmarica, ripresa all'alba di ieri, è continuata vio­lenta per tutta la giornata. Le forze terrestri ed aeree dell'Asse han­no impegnato in duri combattimenti le contrapposte forze avver­sarie, alle quali sono, state inflitte altre perdite rilevanti in uomini e mezzi corazzati. Ripetuti tentativi nemici di sortita da Tobruk sono falliti ad opera delle divisioni italiane che assediano la Piazzaforte. Le batterie contraeree della divisione « Savona » hanno abbattuto in fiamme quattro velivoli nemici.

Unità della R. Aeronautica, in combattimenti sostenuti nel corso della giornata di ieri sul Mediterraneo, hanno abbattuto sei appa­recchi britannici. Un nostro velivolo non è rientrato. Stanotte le basi aeronavali di Malta sono state assoggettate a nuove azioni di bombardamento aereo.

Le perdite subite dalla popolazione di Messina nell'incursione aerea di ieri sono salite a 32 morti e 50 feriti; a Brindisi, pure durante l'incursione di ieri, un bombardiere nemico è stato abbattuto dall’artiglieria contraerea.

 

 

battuto in fiamme altri due apparecchi nemici; otto nostri aerei sono andati perduti. Una colonna motorizzata nemica, agente isolatamente nel deserto cirenaico, è stata rilevata e attaccata da reparti aerei na­zionali e germanici, che hanno colpito ed incendiato oltre un cen­tinaio tra autoblindo ed autocarri.

Durante un'azione a nord di Bardia, un'unità da guerra nemica ha riportato incendio a bordo e si è incagliata sugli scogli della costa. In Africa orientale, nel pomeriggio del 21 novembre, gli indomiti reparti di Culquabert - Fercaber, dopo aver continuato a combattere anche con le baionette e le bombe a mano, sono stati infine sopraf­fatti dalla schiacciante superiorità numerica avversaria. Nell'epica di­fesa, si è gloriosamente distinto, simbolo del valore dei reparti na­zionali, il battaglione CC. RR., il quale, esaurite le munizioni, ha rinnovato fino all'ultimo i suoi travolgenti contrattacchi all'arma bianca. Quasi tutti i carabinieri sono caduti.

Sul fronte di Celga, violenti attacchi sferrati dal nemico il 20 no­vembre, sono stati validamente contenuti e quindi stroncati dai no­stri reparti: l'avversario ha abbandonato sul terreno molti morti tra cui un ufficiale superiore inglese; sono stati catturati numerosi pri­gionieri ed è stato fatto bottino di armi e munizioni in abbondanza. A Gondar l'aviazione nemica ha nuovamente attaccato e danneg­giato l'ospedale della Piazza, causando qualche vittima. Una nostra formazione di velivoli da caccia con nuove superiori caratteristiche ha ieri impegnato combattimento nel cielo di Malta con circa 40 ve­livoli da caccia nemici, abbattendone 6 e colpendone efficacemente molti altri; un nostro velivolo non è rientrato.

Nella notte sul 22, in Mediterraneo, tre bombardieri e aerosiluranti britannici sono stati abbattuti da nostre navi da guerra.

Due nostre torpediniere operanti nel Mediterraneo centro - orientale, al comando del capitano di corvetta Luigi Franzoni e del tenente di vascello Luigi Balduzzi, hanno affondato con bombe di profondità un sommergibile nemico.

 

540 - 24 novembre

Anche ieri, quinta giornata della grande battaglia di Marmarica, la lotta tra le forze italo - tedesche e quelle britanniche non ha avuto sosta dal mattino alla sera; accaniti combattimenti terrestri ed aerei si sono rinnovati nel vasto quadrilatero desertico Tobruk - Bir el Gobi - Sidi Omar - Sollum.

Altre sortite dalla piazzaforte di Tobruk, tentate dal nemico con largo impiego di mezzi corazzati e blindati, sono state validamente contrastate dalle nostre fanterie e artiglierie, in stretta cooperazione con reparti germanici: su questo settore, dove il nemico ha riportato gravi perdite umane, sono già stati messi fuori combattimento non meno di cinquanta carri armati nonché altri mezzi blindati.

A Sud e a sud - est della Piazzaforte, divisioni italiane in unione con unità corazzate germaniche e col concorso di reparti aerei dell'Asse hanno rotto notevoli forze meccanizzate nemiche, distruggendo e danneggiando gravemente molti carri e automezzi di vario tipo: sono stati catturati prigionieri ed inflitte perdite rilevanti.

Ad occidente di Sollum, nei combattimenti sostenuti nei giorni 22 e 23 contro le forze corazzate tedesche, i britannici hanno subito notevoli perdite: alcune loro unità sono state fortemente logorate o completamente distrutte, come è avvenuto per la 4° brigata coraz­zata il cui comandante generale Sperling è stato fatto prigioniero. Sul fronte di Sollum, dove dal pomeriggio del 22 la divisione Savona, è fortemente impegnata da forze nemiche appoggiate da intenso fuoco d'artiglieria e sostenute da unità motorizzate ed aeree, gli at­tacchi e contrattacchi si sono alternati senza tregua: numerosi mezzi corazzati nemici sono già stati distrutti od inutilizzati e molte per­dite sono state causate all'attaccante dalle nostre truppe che tena­cemente resistono. Le batterie contraeree della divisione hanno ab­battuto in fiamme due velivoli avversari.

In numerosi combattimenti aerei risultano già abbattuti dalla caccia tedesca dieci apparecchi nemici. I nostri cacciatori ne hanno abbat­tuto in fiamme quattordici e mitragliati efficacemente parecchi altri. La colonna motorizzata britannica spintasi nel deserto cirenaico ha attaccato un nostro piccolo presidio avanzato a nord dell'oasi di Gialo: il presidio è stato sopraffatto dopo essersi strenuamente di­feso ed avere inflitto perdite al nemico.

In Africa orientale, sui fronti di Gondar, azioni locali di nostri re­parti avanzati ed efficaci tiri delle artiglierie della Piazza. La nostra caccia ha mitragliato accampamenti nemici a sud di Azzozò.
Ad ovest di Marsa Matruh, un grosso piroscafo nemico scortato da quattro cacciatorpediniere e da aviazione è stato colpito con due si­luri da nostri aerosiluranti, che hanno anche abbattuto un velivolo e sono rientrati alla base, benché gravemente danneggiati. Il piro­scafo si è arrestato, sbandando. Ad occidente di Tobruk è stato cat­turato un motoveliero inglese armato, con il relativo equipaggio.

 

541 - 25 novembre

Sul campo di battaglia della Marmarica le forze dell'Asse hanno anche ieri aspramente combattuto per tutta la giornata. Nella zona di Bir el Gobi, a conclusione di una manovra di accerchiamento iniziata il giorno 23, la divisione Ariete e le divisioni corazzate te­desche hanno annientato la 22a brigata corazzata inglese: sono stati catturati altri prigionieri e si sta procedendo all'ulteriore rastrella­mento del terreno, disseminato di carri armati britannici immobilizzati o incendiati. Nulla di variato nell'investimento della piaz­zaforte di Tobruk dalla quale il nemico, con appoggio d'artiglieria e aviazione, ha effettuato puntate di carri armati, tutte respinte dalle nostre truppe: sono stati distrutti dodici carri e abbattuti tre aerei.

Sul fronte di Sollum le truppe italo - tedesche hanno sostenuto fer­mamente gli attacchi che l'avversario ha incessantemente rinnovato con l'impiego di nuove divisioni fatte affluire da oriente. E' da se­gnalare il magnifico comportamento della divisione Savona che com­batte accanitamente e mantiene il possesso dei principali caposaldi. Le aviazioni alleate si sono prodigate nella battaglia, concorrendovi con intense azioni di bombardamento e mitragliamento. Anche la piazza ed il porto di Tobruk sono stati ripetutamente bombardati dall'aria. In combattimenti aerei la nostra aviazione ha fatto preci­pitare in fiamme otto apparecchi nemici; altri dodici sono stati ab­battuti da quella germanica, che ne ha anche incendiati sei al suolo. Nel complesso della dura giornata sono state inflitte gravi perdite al nemico in uomini, mezzi motocorazzati e materiali. Anche le nostre perdite sono sensibili.

Nel sud cirenaico, il piccolo presidio dell'oasi di Gialo resiste con tenacia alla pressione dell'avversario. La nostra aviazione ha ancora sottoposto ad intensa offesa la formazione autocarrata che ha pun­tato sull'oasi: numerosi altri automezzi della colonna nemica sono stati colpiti ed incendiati.

Velivoli inglesi hanno effettuato incursione, senza causare vittime e arrecando soltanto leggeri danni, su Tripoli, Bengasi e qualche minore abitato della Libia. Nel cielo di Tripoli un nostro caccia ha abbattuto un Blenheim.

In Sicilia nel pomeriggio di ieri, l'artiglieria contraerea ha abbattuto un Hurricane, il cui pilota è stato catturato.

Nell'Africa orientale, il nemico ha preso contatto con le posizioni avanzate della piazza di Gondar ed ha effettuato azioni aeree e d'ar­tiglieria sulle nostre difese, che hanno attivamente reagito. Sulla fronte settentrionale della Piazza, davanti al caposaldo di Chercher (Ualag), elementi avversari sono stati attaccati e dispersi dai nostri reparti.

 

542 - 26 novembre

Nella grande e movimentata battaglia che arde da più di una set­timana senza interruzione sul terreno della Marmarica, le valorose ed infaticabili forze armate dell'Asse hanno sostenuto ulteriori aspri combattimenti coronati da successo.

Nel settore centrale, le unità nemiche accerchiate nella sacca a sud di Sidi Rezegh sono state annientate. Fra i 5.000 e più prigionieri finora contati nei campi trovansi, oltre il generale Sperling coman­dante una brigata corazzata, anche il generale B. F. Armstrong co­mandante una brigata della la divisione sud - africana, nonché due osservatori americani e diversi giornalisti inglesi ed americani.

Sul fronte di Sollum, tutti gli accaniti attacchi sferrati da ben tre divisioni avversarie contro le posizioni tenute dalla divisione Savona, sono stati infranti dalla ferrea resistenza delle nostre truppe: gli at­taccanti hanno riportato altre perdite sanguinose e non sono riusciti a realizzare alcun successo. Sono stati distrutti oltre venti carri ar­mati e molti altri sono stati colpiti. Un velivolo nemico è stato ab­battuto dalla contraerea. Una nostra azione di alleggerimento é in corso con risultati già evidenti.

Durante la notte sul 25, reparti nemici avvicinatisi alla piazza di Bardia sono stati respinti con forti perdite.

A Tobruk, vivaci duelli d'artiglieria. Due aerei inglesi sono stati abbattuti dalle artiglierie della divisione Trento.

L'aviazione italo - germanica ha svolto intensa attività in tutta la giornata: sono stati bombardati e mitragliati efficacemente concen­tramenti di automezzi, trasporti di rifornimenti e zone di decentramento di velivoli nemici. Un nostro apparecchio da bombarda­mento ha abbattuto un caccia britannico.

Nelle giornate del 23 e 24 l'aviazione germanica ha abbattuto com­plessivamente 26 velivoli avversari, compresi quelli citati nel bollet­tino di ieri.

Nella zona desertica, dopo strenua difesa di quel nostro isolato pre­sidio, l'oasi di Gialo è stata occupata da forze nemiche soverchianti, le quali hanno subito gravi perdite e danni. Tale colonna motoriz­zata avversaria è tenuta sotto i continui bombardamenti e mitraglia­menti dei nostri aerei; altri 15 suoi automezzi sono stati incendiati e una cinquantina danneggiati. Un nostro apparecchio in ricogni­zione offensiva sull'oasi, attaccato da tre velivoli Blenheim, ne ha abbattuto uno.

Aerei nemici hanno lanciato bombe su Bengasi: due sole vittime e danni non rilevanti.

Ad Agedabia due velivoli britannici hanno effettuato una azione di mitragliamento: uno di essi è precipitato in fiamme, colpito dalla contraerea locale.

Un nostro sommergibile non è tornato alla base.

Nell'Africa orientale, in corrispondenza dei capisaldi di Celga, Ua­lag e Chercher, attività delle opposte artiglierie e scontri di reparti avanzati, con notevoli perdite per il nemico. Batterie della piazza di Gondar hanno stroncato tentativi di infiltrazione effettuati dalle truppe britanniche con gruppi di automezzi blindati, dieci dei quali sono stati distrutti e diversi altri colpiti dai nostri efficaci tiri.

 

543 - 27 novembre

In Marmarica le forze dell'Asse continuano tenacemente, in stretta cooperazione tattica, la lotta contro le forze britanniche nella re­gione a sud - est di Tobruk e sul fronte di Sollum; anche ieri sono stati conseguiti notevoli successi.

Sul fronte di Sollum, mentre la divisione Savona ha stroncato attac­chi di carri armati nemici, unità corazzate tedesche e italiane hanno riconquistato l'importante posizione di Sidi Ornar. Prigionieri bri­tannici affluiscono a Bardia, da noi saldamente tenuta.

Più ad occidente la divisione Ariete ha sostenuto forti scontri con reparti nemici motorizzati e di fanteria. Nel settore centrale si sono riaccesi combattimenti tra opposte unità corazzate: l'avversario, contrattaccato da un raggruppamento di forze italo - tedesche, ha subito altre forti perdite.

Davanti a Tobruk, nostri reparti hanno respinto nuovi tentativi di sortita dalla Piazza, i cui apprestamenti terrestri e portuali sono stati ancora ripetutamente bombardati da formazioni della R. Aeronautica. Tiri di unità navali inglesi, senza risultati, contro tratti di costa ad ovest di Tobruk.

Velivoli avversari hanno effettuato un'altra incursione su Bengasi: colpiti alcuni fabbricati; nessuna vittima.

Agedabia è stata nuovamente attaccata da tre aerei nemici; un ve­livolo tipo Bristol è stato abbattuto da un nostro caccia; pilota e os­servatori catturati.

L'aviazione nazionale e quella, germanica hanno operato in conti­nuazione, sottoponendo ad intensa offesa truppe e concentramenti di mezzi meccanizzati nemici. In combattimenti aerei la nostra cac­cia coi nuovi tipi di apparecchi ha complessivamente abbattuto 13 velivoli nemici. Si è particolarmente distinta una squadriglia di cac­ciatori, la quale, in un solo combattimento ingaggiato contro 30 Curtiss, ne ha abbattuto 7 in fiamme ed altri efficacemente mitra­gliati, senza subire alcuna perdita. Due velivoli nemici che avevano attaccato un nostro ricognitore, sono stati entrambi colpiti da questo, che ha potuto rientrare alla base benché danneggiato.

L'aviazione tedesca ha abbattuto lunedì altri 6 apparecchi nemici e sette nella giornata del 25.

In Africa orientale, continui bombardamenti d'artiglieria e aerei contro la piazza di Gondar ed i caposaldi viciniori: le nostre bat­terie hanno svolto efficaci tiri di reazione e concorso a sventare vari tentativi d'avvicinamento. Ulteriori notizie fanno ascendere le per­dite subite dal nemico, nei combattimenti del giorno 20 attorno al caposaldo di Celga, a 2 ufficiali inglesi morti ed altri feriti, 350 re­golari sudanesi fra morti e feriti. Questa notte nostri velivoli hanno bombardato con bombe di grande potenza gli aeroporti di Micabba ed Hal Far (Malta).

 

544 - 28 novembre

Nell'Africa settentrionale la battaglia della Marmarica, ripresa ieri avanti l'alba, è durata ininterrotta e aspra fino a tarda sera.

Tanto a Sollum, quanto a Tobruk hanno in prevalenza agito le op­poste artiglierie, il cui fuoco è stato molto intenso.

Nel settore centrale, come pure nella zona di Ridotta Capuzzo (Sol­lum), si sono svolti con alterna vicenda, accaniti attacchi e contrat­tacchi tra unità corazzate e truppe di fanterie delle due parti: risulta che l'avversario ha subito perdite notevoli in uomini e mezzi coraz­zati, mentre quelle riportate dalle forze dell'Asse non sono gravi. Il numero degli avversari catturati è ancora aumentato.

A Tobruk sono stati abbattuti in fiamme tre aerei nemici; un quarto apparecchio è stato abbattuto dalla divisione Savona. Formazioni aeree nostre e tedesche hanno dato efficace contributo allo svolgi­mento delle operazioni della giornata.

Durante la notte sul 26, apparecchi britannici hanno bombardato Derna: un velivolo è stato abbattuto dalla difesa c. a.

In Africa orientale, a seguito delle azioni preliminari effettuate nei giorni precedenti, il nemico ha violentemente attaccato ieri mattina, verso le ore 4, la città di Gondar già investita da ogni lato. I nostri reparti numericamente scarsi in rapporto alla estensione della cinta da difendere, in precarie condizioni d'azione e nonostante il soprav­venuto cedimento di alcune unità coloniali meno salde sotto gli in­tensi bombardamenti terrestri ed aerei, hanno tenacemente combat­tuto da posizione a posizione sino al pomeriggio anche dopo che le truppe nemiche con numerosi mezzi blindati erano riuscite ad en­trare nell'abitato. Esauriti tutti i mezzi per alimentare la resistenza e al fine di non esporre la popolazione nazionale e indigena a ulte­riori sacrifici di vite, il Comandante Superiore dello Scacchiere ha ordinato alle ore 14 la sospensione delle ostilità.

I valorosi combattenti di Gondar hanno assolto pienamente e con onore il grave compito loro affidato dalla Patria.

Questa notte velivoli inglesi hanno effettuato un'incursione su Na­poli fortemente contrastati dal fuoco contraereo e dall'aviazione da caccia. Danni materiali notevoli; piccoli incendi prontamente doma­ti; cinque feriti nella popolazione. Due aerei sono stati abbattuti in fiamme dalla difesa c. a. ed uno dalla nostra caccia notturna; di questi apparecchi due sono precipitati in mare, uno vicino ad Ischia e l'altro nello specchio di acqua del porto; il terzo è caduto nei pressi di S. Pietro a Patierno.

Nostri mezzi antisommergibili hanno affondato nel Mediterraneo tre sommergibili nemici.

 

Ritorneremo Boccasile

 

545 - 29 novembre

Ieri, undecima giornata della battaglia di Marmarica, la lotta si è riaccesa violenta alle prime luci dell'alba e si è protratta fino a notte. Sul fronte di Sollum attività di artiglieria e sterili tentativi di at­tacco da parte nemica. A Tobruk, nuovo attacco dell'avversario in direzione est per rompere il cerchio che lo rinserra, nettamente stron­cato dalle truppe della divisione Bologna. Nella zona centrale, aspri combattimenti tra opposte masse corazzate e di fanteria sostenute da artiglieria e da aviazione, durante i quali una intera brigata di fanteria nemica motorizzata è stata annientata: mille e più prigio­nieri sono caduti nelle mani delle truppe tedesche e italiane; fra tali prigionieri trovasi anche il generale inglese James Karges coman­dante la brigata. I carri armati britannici distrutti ammontano a più di 50; numerosi altri mezzi meccanizzati e da trasporto nemici sono stati incendiati ed inutilizzati.

Le forze aeree italo - germaniche sono state molto attive. Alcune squadriglie hanno seguitato a martellare gli elementi motorizzati avversari nella zona dell'oasi di Gialo.

Nel pomeriggio del 27, due velivoli britannici hanno mitragliato Misurata: uno di essi è stato abbattuto in fiamme. Altri due appa­recchi sono stati abbattuti sul fronte marmarico.

 

546 - 30 novembre

La battaglia di Marmarica ha segnato ieri, nel suo complesso, un tempo di sosta. Combattimenti parziali hanno avuto luogo nel set­tore centrale e sul fronte di Sollum. Nulla di notevole da segnalare a Tobruk e Bardia.

Incursioni aeree nemiche sono avvenute su Derna, Tripoli e Bengasi. Nel corso di esse la difesa c. a. italo - germanica ha abbattuto 4 ap­parecchi, uno a Derna, uno a Tripoli con cattura degli ufficiali com­ponenti l'equipaggio e due a Bengasi caduti in fiamme nel mare. In combattimenti aerei l'aviazione tedesca ha abbattuto 7 apparecchi. La nostra aviazione ha bombardato il nodo ferroviario di Marsa Matruh ed ha seguitato ad agire contro gli elementi meccanizzati nemici nell'oasi di Gialo.

Un nostro velivolo da ricognizione marittima, attaccato da tre ap­parecchi nemici, ne ha abbattuto uno.

Nel Mediterraneo centrale, una formazione navale nemica è stata attaccata nel pomeriggio di ieri da due velivoli siluranti al comando del capitano pilota Marino Marini e del tenente pilota Saverio Mayer: un incrociatore è stato gravemente colpito da due siluri.

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