1942 - dicembre dal n. 920 al n. 950

920 - 1 dicembre

Sul fronte cirenaico attività di elementi avanzati.

Concentramenti di automezzi nemici nella zona predesertica sono stati bombardati da nostri velivoli e due apparecchi distrutti al suolo da cacciatori germanici.

Unità corazzate dell'Asse, appoggiate dall'aviazione, hanno agito con­tro forze anglo - americane in movimento nella regione tunisina; al­cuni prigionieri rimanevano nelle nostre mani.

In combattimento cacciatori italiani e tedeschi abbattevano 5 aero­plani britannici.

Incursioni su Palermo, Gela e Vita (Trapani) causavano soltanto lievi danni: le batterie contraeree colpivano 2 velivoli, precipitati uno in mare e l'altro presso Stagno di Biviera; 5 uomini degli equipaggi sono stati catturati.

Le vittime dell'ultimo bombardamento su Torino e dintorni som­mano a 14 morti e 8 feriti.

Dalla sua missione un idrosoccorso non é ritornato alla base.

 

921 - 2 dicembre

In Cirenaica intenso fuoco di artiglieria su concentramenti di forze avversarie.

Ripetuti scontri di reparti motocorazzati nella regione tunisina han­no avuto esito nettamente favorevole alle truppe dell'Asse che respingevano il nemico e guadagnavano terreno, facendo alcune de­cine di prigionieri.

Campi d'aviazione, nodi stradali, ammassamenti di automezzi sono stati pure attaccati con visibili risultati da velivoli da combattimento nostri e germanici nel settore cirenaico ed in Tunisia.

Nostre formazioni aeree hanno bombardato le attrezzature portuali di Bona e Algeri colpendo e incendiando navi alla fonda; in suc­cessivi duelli con la caccia britannica 5 Spitfire venivano abbattuti. Nel corso della giornata io altri aerei avversari precipitavano sotto il tiro dei cacciatori italiani e tedeschi, mentre 4 erano distrutti du­rante incursioni su Gela e Comiso.

Tre nostri apparecchi non hanno fatto ritorno dalle operazioni.

 

922 - 3 dicembre

Moderata attività operativa in Cirenaica. Nel settore tunisino, in fa­vorevoli scontri con gruppi nemici da combattimento, sono stati presi oltre 200 prigionieri fra cui un intero reparto britannico di paraca­dutisti. Risultano in totale distrutti 34 carri armati e 6 autoblindo. L'aviazione dell'Asse ha agito su autocolonne e sulle retrovie avver­sarie ed ha bombardato impianti aeroportuali dell'Africa settentrio­nale francese.

Nella notte sul 2, al largo delle coste tunisine ha avuto luogo un breve, violento scontro fra uri nostro gruppo leggero composto di 3 cacciatorpediniere e 2 torpediniere e un gruppo nemico costituito da 2 incrociatori e 4 cacciatorpediniere. Uno dei nostri cacciatorpedi­niere è affondato. Un altro, il Camicia Nera al comando del capitano di fregata Adriano Foscari ha silurato e visto esplodere un incrocia­tore leggero nemico di tipo modernissimo, del quale sono stati re­cuperati alcuni naufraghi. All'alba del 2, aerei germanici hanno at­taccato la stessa formazione che si ritirava ed hanno affondato una unità sottile e gravemente danneggiato un cacciatorpediniere.

In duelli con aviatori italiani il nemico perdeva 7 apparecchi; 5 dei nostri non sono rientrati.

 

923 - 4 dicembre

Intensi tiri delle artiglierie nemiche su nostri capisaldi avanzati del fronte cirenaico sono stati efficacemente controbattuti.

In Tunisia reparti germanici hanno conquistato un'importante posi­zione facendo 454 prigionieri fra i quali 18 ufficiali; in altra bril­lante azione un battaglione di bersaglieri catturava oltre 300 para­cadutisti inglesi.

Sono continuati gli attacchi diurni e notturni di formazioni dell'As­se contro i porti del Nord Africa francese e il naviglio alla fonda; nel corso di vivaci duelli con la caccia tedesca l'aviazione avversaria perdeva 16 aerei.

Nel Mediterraneo centrale un nostro ricognitore, in combattimento con 4 Spitfire, ne abbatteva uno e ne danneggiava gravemente un altro, rientrando alla base crivellato di colpi.

La nave ospedale Città di Trapani è stata silurata ed affondata. Non aveva feriti a bordo. Su 120 persone a bordo, 104 sono state salvate, fra le quali tutte le infermiere della Croce Rossa.

Velivoli britannici hanno compiuto incursioni su alcune località della Sicilia; due feriti tra la popolazione civile. Un apparecchio, centrato dalle batterie contraeree, è precipitato in fiamme nei pressi di Augusta. Una nostra torpediniera al comando del capitano di corvetta Benia­mino Farina ha affondato un sommergibile nemico.

 

924 - 5 dicembre

In Cirenaica duelli di artiglierie.

Duri combattimenti sono continuati nella regione tunisina dove un nodo stradale e ferroviario di grande importanza tattica, da più gior­ni conteso, è stato preso d'assalto ed occupato dalle truppe dell'Asse. Il nemico ha subito perdite ingenti in uomini e materiali. Alla vit­toriosa azione hanno concorso forti aliquote di bombardieri in quota e in picchiata.

Altre poderose formazioni dell'arma aerea attaccavano a più riprese postazioni di artiglierie e concentramenti di truppe e di carri armati distruggendo o gravemente danneggiando oltre un centinaio di mez­zi meccanizzati.

Reparti dell'aviazione italiana e tedesca hanno pure rinnovato in­tensi bombardamenti sul porto di Bona: una nave, centrata, è esplo­sa; numerose altre sono state incendiate.

Ventitre velivoli risultano abbattuti dalla caccia germanica, due da batterie contraeree della regione costiera tunisina: uno dei piloti, un capitano degli Stati Uniti, veniva catturato.

Nel pomeriggio di ieri aerei nemici hanno compiuto su Napoli una breve violenta incursione accodandosi a nostri velivoli che rientravano da un'azione in Tunisia. Notevoli i danni, numerose le vittime nella popolazione civile: i morti ascendono a 159, i feriti a 358. Un ap­parecchio quadrimotore britannico, colpito dal tiro della difesa, è precipitato in fiamme nel Golfo.

Anche nei pressi di Cosenza sono state sganciate alcune bombe che hanno danneggiato qualche fabbricato civile.

 

925 - 6 dicembre

Pattuglie nemiche sono state respinte sul fronte cirenaico.

In Tunisia, nel duro combattimento di cui ha dato notizia il bollet­tino di ieri e che si è concluso con la conquista di un'importante località, sono stati fatti 400 prigionieri, distrutti o catturati 25 carri armati, 7 autoblindo, 41 cannoni, circa 300 automezzi e grandi quan­tità di munizioni.

Le opposte aviazioni hanno svolto attività notevole: nel corso di ri­petuti duelli la caccia germanica abbatteva 14 apparecchi. Dalle azio­ni degli ultimi due giorni non sono ritornati due nostri aeroplani.

 

926 - 7 dicembre

Intensificata attività di artiglierie e dei reparti esploranti nella Cire­naica occidentale.

Nel settore tunisino, ultimate le operazioni di rastrellamento del nodo stradale e ferroviario di Tebourba — dove si è duramente com­battuto dal 1° al 4 dicembre — le perdite nemiche sono complessi­vamente salite a 1100 prigionieri, 72 mezzi corazzati, 41 cannoni, 40 mortai, 374 autocarri.

Aerei italiani e tedeschi hanno ripetutamente bombardato i porti di Bona e di Philippeville e alcuni centri ferroviari della Tunisia causando notevoli danni ad impianti, depositi, materiale rotabile. Cacciatori dell'Asse abbattevano in combattimento, nei cieli dell'Afri­ca settentrionale, 7 apparecchi avversari.

Tre nostri velivoli non hanno fatto ritorno dalle operazioni belliche.

 

927 - 8 dicembre

In Cirenaica aumentata attività di unità esploranti. L'artiglieria é intervenuta contro colonne di automezzi e batterie avversarie con no­tevoli effetti.

La nostra aviazione ha spezzonato e mitragliato 'un gruppo di camio­nette distruggendone 6 e danneggiandone altre. In combattimento 6 velivoli nemici venivano abbattuti; un altro precipitava in mare ad opera della difesa contraerea: uno dei componenti l'equipaggio, uf­ficiale superiore inglese, risulta catturato.

Sul fronte tunisino azioni locali si risolvevano a favore delle truppe dell'Asse; cacciatori germanici distruggevano 2 apparecchi britannici. Il porto di Philippeville è stato violentemente attaccato da forma­zioni di bombardieri che hanno centrato navi alla fonda, banchine e depositi suscitando vasti incendi.

Questa notte alcune bombe sganciate sulla periferia di Tripoli causa­vano 7 morti e 4 feriti tra la popolazione libica.

 

928 - 9 dicembre

Sul fronte cirenaico postazioni di artiglierie e concentramenti avver­sari di truppe sono stati battuti con efficaci tiri. La caccia germanica distruggeva in combattimento 4 apparecchi.

In Tunisia il maltempo ha ostacolato l'attività operativa terrestre e aerea.

Velivoli nemici hanno compiuto questa notte una violenta incur­sione su Torino causando danni rilevanti, soprattutto a edifici del centro urbano fra i quali l'Università e un ospedale. Ancora impre­cisato il numero delle vittime; un aereo, colpito dal fuoco della di­fesa, si è infranto al suolo nell'interno della città, sul Corso Vinza­glio. I sette uomini dell'equipaggio sono deceduti.

 

929 - 10 dicembre

Tiri di artiglierie sul fronte cirenaico. Durante un attacco effettuato su di un aeroporto da velivoli d'assalto germanici sette apparecchi britannici venivano incendiati al suolo.

In Tunisia nostre pattuglie hanno svolto intensa attività esplorativa. Ad occidente di Tebourba è stata respinta una puntata di mezzi blin­dati avversari alcuni dei quali sono stati distrutti.

Torino é stata nuovamente bombardata questa notte da aeroplani nemici. Molti gliedifici colpiti, i crolli e gli incendi: ingenti, nel complesso, i danni.

II numero delle vittime della precedente incursione é stato finora accertato in 65 morti e 112 feriti; non ancora precisate le perdite della notte scorsa.

Una formazione del 105° gruppo aerosiluranti, al comando del ca­pitano pilota Urbano Mancini, superando condizioni atmosferiche particolarmente avverse, compiva ieri una ardita azione contro il naviglio nemico nella rada di Algeri: due piroscafi rispettivamente da 16.000 e 10.000 tonnellate, centrati, saltavano in aria; nel succes­sivo combattimento con la caccia avversaria un Curtiss era abbat­tuto. Gli aerei hanno fatto tutti ritorno alla base.

 

930 - 11 dicembre

Azioni di pattuglie in Cirenaica e più intensa attività aerea: durante vivaci scontri cacciatori germanici abbattevano otto velivoli. Un altro aereo é stato abbattuto dalla difesa contraerea.

Nella regione tunisina, in combattimenti locali, reparti italiani e te­deschi occupavano alcune posizioni, infliggendo al nemico la perdita di 33 carri armati, alcune autoblindo, pezzi anticarro e automezzi. L'aviazione dell'Asse, intervenuta nella lotta, ha incendiato buon nu­mero di mezzi blindati e battuto, con visibili risultati, nodi stradali e ferroviari delle retrovie avversarie.

Nel corso di un attacco aereo ad una nostra base navale della Tu­nisia, la difesa contraerea di un piroscafo germanico distruggeva due apparecchi; un terzo precipitava in mare, nei pressi di Lampedusa, colpito dalla caccia di scorta ad un aviotrasporto.

Le vittime accertate fra la popolazione civile nell'ultima incursione nemica su Torino, sono 57 morti e 60 feriti.

 

931 - 12 dicembre

In Cirenaica una puntata di mezzi corazzati avversari é stata decisa­mente respinta. Aerei britannici, nel corso di tentate azioni di mi­tragliamento e spezzonamento sulle nostre linee, venivano intercet­tati dalla caccia germanica che senza proprie perdite distruggeva 7 apparecchi; un altro precipitava al suolo colpito da artiglierie di unità terrestri.

Nel settore tunisino, in rinnovati combattimenti di carattere locale, abbiamo esteso la nostra occupazione.

Una formazione di nostri bombardieri ha condotto un forte attacco notturno contro i porti di Bona e Philippeviille centrandone depositi e banchine; navi alla fonda sono state pure danneggiate dall'avia­zione tedesca.

Sul mare Ionio velivoli avversari erano affrontati da nostri caccia­tori e costretti ad invertire la rotta.

Il nemico ha compiuto nel tardo pomeriggio di ieri una nuova in­cursione su Napoli provocando danni sensibili nella zona portuale e nel centro della città. Le perdite accertate fra la popolazione civile sono di 57 morti e 138 feriti. Nostri cacciatori levatisi in volo abbat­tano tre quadrimotori, dei quali uno precipitava in aperto mare a sud di Capri, un altro nel Golfo di Castellammare di Stabia ed il terzo nei pressi di Vallo di Lucania; i dieci aviatori statunitensi com­ponenti l'equipaggio di quest'ultimo sono stati fatti prigionieri. Due altri velivoli risultano abbattuti dalle batterie contraeree validamente intervenute. Un nostro caccia è andato perduto e il pilota è rimasto gravemente ferito.

Alcune bombe venivano sganciate la notte scorsa nel territorio della provincia di Frosinone, nei dintorni di Torino e nella Valle d'Aosta. A Torino le artiglierie della difesa hanno centrato un apparecchio che e caduto presso Fossano (Cuneo): un sottufficiale dell'equipaggio è stato catturato. Lievissimi i danni.

Nel Mediterraneo un nostro sommergibile attaccava una squadra na­vale nemica composta di due incrociatori e due cacciatorpediniere colpendo un incrociatore.

 

932 - 13 dicembre

Il nemico ha esercitato ieri una forte pressione sul fronte cirenaico con attacchi di fanterie, appoggiati da carri armati e artiglierie. Le nostre forze hanno contrattaccato. Abbiamo fatto alcuni prigionieri. Nella regione desertica del sud libico un nostro distaccamento saha­riano, agendo contro un nucleo di camionette, ne distruggeva alcune e altre ne catturava.

In Tunisia l'avversario ha tentato di riconquistare le posizioni per­dute nei giorni precedenti ma è stato ovunque respinto: un suo gruppo di combattimento è stato annientato. Risultano complessivamente presi o distrutti 13 carri armati, alcuni cannoni, numerosi automezzi.

Aerei germanici hanno battuto con successo concentramenti nemici incendiando 5 mezzi blindati e una decina di autocarri.

Al largo di Bona nostri aerosiluranti, in ricognizione offensiva, ab­battevano un caccia britannico.

Dalle operazioni della giornata un apparecchio non é rientrato. Nella tarda sera di ieri alcuni velivoli nemici hanno sganciato bom­be e spezzoni nei dintorni di Palermo e Taormina: non sono se­gnalate vittime ne danni.

 

933 - 14 dicembre

In Cirenaica attività terrestre limitata a scontri di pattuglie e ad intensi tiri di artiglieria. Nel corso di vivaci duelli aerei la caccia germanica abbatteva, senza subire perdite, 9 apparecchi; tre altri ve­nivano distrutti da batterie contraeree.

Nella regione tunisina l'aviazione dell'Asse ha rinnovato violenti attacchi diurni e notturni sui centri delle retrovie nemiche ed in par­ticolare contro il porto di Bona, dove esplosioni ed incendi sono stati osservati sugli obiettivi ripetutamente centrati. Due quadrimotori av­versari, colpiti in combattimento, precipitavano in fiamme.

Una incursione di velivoli nemici sopra Susa (Tunisia) causava sen­sibili perdite fra la popolazione civile e danni di lieve entità.

 

934 - 15 dicembre

Duri combattimenti si sono ieri svolti nella Cirenaica occidentale. Nonostante la superiorità in uomini e mezzi, il nemico veniva ar­restato dalla valorosa resistenza di reparti motocorazzati italiani e perdeva nei suoi ripetuti attacchi 22 carri armati.

Sulle coste libiche nostri cacciatori intercettavano un ricognitore bri­tannico che, colpito, precipitava in mare; altri 9 apparecchi erano abbattuti dalla caccia germanica.

Nessun avvenimento di rilievo sul fronte tunisino ove l'aviazione te­desca distruggeva tre aeroplani. A seguito di una violenta incursione aerea sono segnalati fra la popolazione di Tunisi e Susa oltre due­cento morti e qualche centinaio di feriti.

Nella scorsa notte velivoli avversari hanno attaccato Napoli, sgan­ciando alcune decine di bombe. Finora non é stata accertata alcuna vittima fra la popolazione civile.

 

935 - 16 dicembre

Reparti motocorazzati italiani e germanici hanno ancora ieri aspra­mente combattuto, al confine fra la Cirenaica e la Sirtica, contro preponderanti forze avversarie; altri16 carri armati ed alcuni can­noni nemici sono stati distrutti.

Intensa l'attività delle opposte aviazioni: quella avversaria perdeva 4 apparecchi in duelli con la caccia germanica.

Nella regione tunisina in azioni con elementi esploranti, abbiamo fatto alcuni prigionieri statunitensi.

Il porto di Bona é stato violentemente attaccato con efficaci risultati da bombardieri tedeschi.

Al largo dell'isola di Lampedusa cacciatori italiani affrontavano una grossa formazione di caccia britannici; in reiterati violenti scontri 5 Spitfire e 2 Beaufighter venivano abbattuti. Nostri velivoli di gran­de autonomia hanno centrato depositi di nafta in Tripoli di Siria e raffinerie di petrolio in Beirut.

Due nostri aerei non sono rientrati dalle operazioni della giornata.

Nelle acque algerine un sommergibile al comando del tenente di vascello Alberto Longhi attaccava una squadra nemica composta di incrociatori e cacciatorpediniere ed affondava con due siluri una delle unità. In Atlantico un altro sommergibile, comandato dal capitano di corvetta Carlo Fecia di Cossato, ha colato a picco i piroscafi Em­pire Hawk e Umbilin per complessive 11.000 tonnellate.

 

936 - 17 dicembre

Tentativi avversari di ostacolare i preordinati movimenti delle unità dell'Asse nella Sirtica sono falliti dopo violenti combattimenti nel corso dei quali abbiamo preso prigionieri e catturato materiali. Nelle regioni predesertiche del sud libico reparti sahariani disper­devano gruppi nemici distruggendo alcune camionette e facendo qualche prigioniero; autoblindo britanniche venivano pure mitraglia­te ed incendiate da nostri cacciatori.

L'aviazione germanica ha condotto azioni di bombardamento con­tro le basi aeroportuali algerine occupate dalle forze anglo - americane ed ha agito con particolare intensità sulle attrezzature di Philippe­ville. Tre velivoli risultano abbattuti in combattimento dalla caccia tedesca.

Incursioni aeree hanno causato perdite alle popolazioni di Sfax e di Tunisi: tre degli apparecchi attaccanti sono precipitati nei pressi di quest'ultima città colpiti dalle artiglierie della difesa.

 

937 - 18 dicembre

Continuano nella Sirtica i combattimenti delle opposte forze moto­corazzate.

Puntate avversarie di mezzi blindati leggeri che tentavano di inter­cettare nostre unità in movimento verso ovest sono state stroncate: abbiamo catturato 5 camionette e fatto alcuni prigionieri. Elementi esploranti hanno svolto intensa attività in Tunisia dove co­lonne motorizzate nemiche sono state battute da formazioni aeree italiane e tedesche; in duelli con la caccia germanica l'aviazione an­glo - americana perdeva 5 apparecchi; 2 altri erano distrutti da cac­ciatori nel cielo di Tunisi.

Nonostante le sfavorevoli condizioni atmosferiche, il porto di Phi­lippeville è stato attaccato con buoni risultati da nostri bombardieri. Un'incursione di aeroplani britannici sull'isola di Lampedusa causa­va 2 morti e 6 feriti fra la popolazione e lievi danni; un Bristol Blenheim e un Curtiss risultano abbattuti, un ufficiale pilota cat­turato.

Un nostro velivolo non ha fatto ritorno dalle operazioni della giornata. Nel corso delle operazioni di scorta ai rifornimenti per l'Africa una nostra silurante è andata perduta.

Parte dell'equipaggio è stata salvata. Le famiglie degli scomparsi sono state informate.

 

938 - 19 dicembre

Nella Sirtica il nemico, provato da combattimenti nel corso dei quali perdeva altri 21 carri armati, non ha ieri esercitato sensibile pressione sulle truppe dell'Asse che hanno attuato i movimenti previsti. In Tunisia concentramenti avversari sono stati bombardati nella zo­na di Medjez el Bab da reparti dell'aviazione; 10 apparecchi veni­vano abbattuti dalla caccia germanica; 4 altri da aerei nostri e te­deschi nel Mediterraneo centrale.

Susa (Tunisia) è stata nuovamente attaccata da velivoli nemici; ri­levanti i danni arrecati alle abitazioni civili; fra la popolazione lo­cale si contano 38 morti. Quattro aeroplani risultano complessiva­mente distrutti dalle artiglierie della difesa.

 

939 - 20 dicembre

Sul fronte sirtico e nella regione tunisina scontri di opposti elementi esploranti.

L'aviazione avversaria, che ha ripetutamente tentato di agire sulle nostre posizioni, perdeva ad opera dell'artiglieria contraerea dell'As­se 4 apparecchi in Libia, uno in Tunisia. Tre altri velivoli britannici venivano abbattuti da nostri cacciatori nel cielo di Sabratha.

Reparti aerei germanici bombardavano efficacemente il porto di Ben­gasi colpendo navi alla fonda e attrezzature portuali; nelle acque poco a nord della città due piroscafi per complessive 12 mila tonnel­late venivano centrati da bombe e probabilmente affondati.

Il nemico ha compiuto nuove incursioni su città tunisine causando numerose vittime fra le popolazioni locali: 27 morti e 30 feriti sono segnalati a Susa, 26 morti e 43 feriti a Tunisi; nessun danno ad obiettivi d'interesse militare.

In riuscite azioni notturne consistenti formazioni tedesche hanno bombardato gli aeroporti di Malta; a sud - ovest dell'isola un con­voglio inglese è stato attaccato e un piroscafo sicuramente colpito.

 

940 - 21 dicembre

Nella Sirtica, durante falliti attacchi a nostre colonne, 6 velivoli bri­tannici venivano abbattuti in combattimento: nessuna perdita da parte nostra e germanica. Azioni di disturbo di camionette sono state prontamente stroncate

Reparti avanzati dell'Asse hanno svolto intensa attività in Tunisia respingendo nuclei nemici.

Le attrezzature portuali di Bona e Philippeville e il naviglio colà alla fonda sono stati nuovamente bombardati con successo da for­mazioni aeree italiane che, nonostante il violento fuoco di sbarramento, raggiungevano e centravano ripetutamente gli obiettivi.

Nel corso di vivaci scontri 5 apparecchi avversari erano distrutti da cacciatori tedeschi.

Un nostro aereo non ha fatto ritorno dalla sua missione di guerra.

 

941 - 22 dicembre

Attività operativa moderata nella Sirtica, più accentuata in Tunisia dove, nel corso di vivaci scontri, venivano respinte puntate avver­sarie e presi alcuni prigionieri.

Reparti della nostra aviazione hanno rinnovato vigorosi attacchi con­tro i porti di Bona e di Philippeville colpendone ripetutamente gli impianti.

Tripoli di Siria e Beirut sono state raggiunte da velivoli italiani di grande autonomia che ne bombardavano le raffinerie e i depositi, suscitando vasti incendi visibili a notevole distanza.

Due apparecchi nemici risultano abbattuti nei combattimenti aerei della giornata; uno dei nostri non è rientrato alla base.

In recenti azioni nel Mediterraneo una nostra silurante è affondata. Parte dell'equipaggio è salva.

Nel tardo pomeriggio di ieri un aeroplano britannico ha mitragliato un treno nella Sicilia sud - orientale uccidendo un viaggiatore e fe­rendone tre: nessun danno al materiale.

 

942 - 23 dicembre

In Tunisia gruppi di combattimento italiani e germanici hanno gua­dagnato terreno, dopo vivaci scontri locali, occupando posizioni mon­tane tenacemente difese; contrattacchi nemici sono stati respinti. Abbiamo fatto prigionieri e catturato materiali.

Nella Sirtica nuclei avversari che tentavano azioni di disturbo veni­vano annientati.

Durante la giornata batterie contraeree abbattevano due apparecchi britannici.

Velivoli germanici, in attacchi contro convogli anglo - americani di rifornimento nelle acque algerine, hanno colpito negli ultimi due giorni e gravemente danneggiato cinque grandi mercantili ed una torpediniera.

 

943 - 24 dicembre

Azioni nemiche appoggiate da mezzi blindati, tendenti alla ricon­quista delle posizioni perdute, sono fallite in Tunisia dinanzi alla ferma resistenza delle truppe dell'Asse che prendevano circa 200 prigionieri, in gran parte britannici. Nostre puntate locali hanno pure avuto successo.

Un caccia avversario é stato abbattuto e l'ufficiale pilota catturato. Nella Sirtica nessun avvenimento di rilievo.

Incursioni aeree ieri compiute sull'isola di Lampedusa e sui din­torni di Napoli non causavano vittime: qualche danno.

 

944 - 25 dicembre

Vivace attività degli opposti reparti esploranti nella Sirtica.

Nel corso di un attacco ad un nostro campo d'aviazione avanzato, due velivoli nemici venivano colpiti e distrutti dalle batterie della difesa.

In Tunisia nuovi contrattacchi avversari, sferrati con forte appoggio di artiglieria, sono stati respinti.

 

945 - 26 dicembre

Sul fronte sirtico azioni di pattuglie.

Nel settore tunisino più intensa attività operativa: in ripetuti scontri reparti italiani e germanici battevano e respingevano elementi ne­mici, assicurandosi il possesso di posizioni vivacemente contese nei giorni precedenti.

Nonostante le sfavorevoli condizioni atmosferiche, nostri bombar­dieri hanno efficacemente attaccato lue attrezzature portuali di Algeri. Non ha fatto ritorno, dai voli della giornata, un nostro ricognitore.

 

946 - 27 dicembre

Concentramenti di automezzi sono stati vigorosamente attaccati da nostri velivoli nelle zone desertiche del sud libico; un notevole nu­mero di veicoli risulta incendiato e distrutto.

In Tunisia le truppe dell'Asse hanno consolidato l'occupazione delle posizioni conquistate nei giorni precedenti; in riusciti colpi di mano abbiamo catturato uomini, armi e munizioni.

Durante un'efficace azione notturna il porto di Bona é stato attac­cato dall'aviazione italiana. La caccia germanica — senza alcuna sua perdita — distruggeva 7 aerei in combattimento: e 10 altri al suolo. Lungo le coste dell’Africa settentrionale francese un convoglio an­glo - americano veniva attaccato da nostri aerosiluranti; nonostante la

 

 

violenta reazione contraerea un piroscafo era centrato e colato a picco dall'apparecchio pilotato dal tenente Caio Tredici ed un secondo mer­cantile colpito da un altro apparecchio in maniera così grave da far ritenere certo il suo affondamento.

Il nemico ha bombardato Tunisi e Biserta senza causare danni di rilievo; 5 quadrimotori erano abbattuti dalle artiglierie della difesa. Una nostra silurante, al comando del capitano di corvetta Beniamino Farina, ha affondato nel Mediterraneo un sommergibile avversario.

 

947 - 28 dicembre

Intensificata attività di reparti esploranti sul fronte della Sirte.

Nel settore tunisino alcuni attacchi locali condotti dal nemico con­tro nostre posizioni avanzate sono stati respinti: in duelli aerei la caccia tedesca abbatteva un apparecchio plurimotore.

Aerodromi dell'Algeria ed impianti portuali di Bona sono stati ef­ficacemente bombardati dall'aviazione germanica.

Durante un'incursione avversaria sul porto di Sfax un velivolo, col­pito dalla difesa contraerea, precipitava in fiamme.

 

948 - 29 dicembre

Nostre formazioni aeree hanno reiteratamente battuto colonne ne­miche nel Sahara libico distruggendo o danneggiando buon numero di veicoli.

In Tunisia, nei corso di scontri locali, venivano decisamente arrestate puntate di elementi blindati avversari e dispersi reparti motorizzati. L'attività delle opposte aviazioni è stata vivace nell'uno e nell'altro settore dell'Africa settentrionale: velivoli italiani d'assalto agivano con successo su concentramenti di truppe e di automezzi, 5 appa­recchi erano abbattuti in combattimento dalla caccia germanica, un altro precipitava colpito dalle artiglierie della difesa.

Un nostro aeroconvoglio, intercettato da cacciatori in numero molto superiore, ne distruggeva due nell'ineguale duello e giungeva senza danni a destinazione.

Nel Mediterraneo un sommergibile nemico è stato affondato da una nostra unità al comando del capitano di corvetta Luigi Colavolpe.

 

949 - 30 dicembre

Nelle zone desertiche del sud libico nuove sensibili perdite sono state inflitte da forti reparti della nostra aviazione alle colonne at­taccate nei giorni precedenti.

Sono continuati i combattimenti nella regione tunisina: le truppe dell'Asse hanno distrutto 9 carri armati e preso una cinquantina di prigionieri.

Nostre formazioni aeree d'assalto attaccavano nodi stradali e centri delle retrovie; un apparecchio avversario veniva abbattuto dal fuoco di fanterie germaniche.

Velivoli nemici hanno bombardato ripetutamente Susa (Tunisia) causando danni e facendo numerose vittime fra la popolazione.

 

950 - 31 dicembre

Nella Sirtica attività di elementi avanzati. Un nucleo di paracadutisti inglesi, agli ordini di un ufficiale superiore, é stato catturato.

In Tunisia il nemico veniva costretto da intenso fuoco di artiglierie ad abbandonare alcune posizioni.

L'aviazione dell'Asse ha partecipato con successo alle operazioni: nel deserto libico un considerevole numero di automezzi — fra i quali alcuni blindati — era distrutto, mentre nella regione tunisina, in efficace azione a volo radente, 6 bimotori risultavano incendiati al suolo. Un apparecchio avversario precipitava colpito dal tiro con­traereo, un altro in duello con la caccia germanica.

Nel Mediterraneo centrale sono stati affondati due sommergibili ne­mici da nostre torpediniere al comando, rispettivamente, del tenente di vascello Saverio Marotta e del tenente di vascello Rinaldo An­cillotti.

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