Novembre 1942

1.11. Il quartier generale del Fü­hrer viene ritrasferito da Vinniza (« lupo mannaro ») a Rastenburg (« tana del lupo »), nella Prussia orientale.

 

1/30.11. Sommergibili tedeschi affondano nell'Atlantico, Oceano Artico, Mediterraneo, davanti le coste sudafricane e nell’Oceano Indiano, 118 mercantili alleati per complessive 743.321 t.

 

2.11. L’8.a armata britannica (gen. Montgomery) attacca per determi­nare lo sfondamento delle posizioni italo-tedesche (Operazione « Su­per Charge »).

 

3.11. Hitler ordina al comandan­te supremo delle truppe italo-tede­sche in Nordafrica: « Tenere le po­sizioni a qualunque prezzo »; ciò do­po che il feldmaresciallo Rommel, la sera del 2.11, ha fatto pervenire un messaggio al quartier generale del Führer specificando la necessità della ritirata ed ha già iniziato lo sganciamento dalle posizioni di El Alamein.

 

4.11. Ore 15,30: Rommel dirama, sotto la propria responsabilità, l'or­dine di continuare la ritirata.

 

5.11. Armistizio tra le truppe bri­tanniche e quelle francesi nel Mada­gascar. Le truppe di Vichy (gover­natore generale Annet) sospendono definitivamente la resistenza.

 

Incursioni aeree tedesche su Brigh­ton e Sandwich.

 

6.11. L’8.a armata britannica ha catturato, dall'inizio della battaglia di El Alamein, 30.000 uomini; catturando o distruggendo 350 carri armati e 400 cannoni.

 

6/8.11. Incursioni, per due notti consecutive, della R.A.F. su Genova.

 

7/8.11. Sbarco alleato, comandante generale Eisen­hower con quartier generale a Gibilter­ra, in Marocco ed in Al­geria (Operazione « Torch »).

Il 1° gruppo Ovest sbarca il gros­so delle divisioni statunitensi costituito dalla 2.a co­razzata (gen. Harmon), 3.a (gen. Anderson) e 9.a (gen. Eddy) , nel complesso 35.000 uomini e 250 car­ri armati (comandante supremo gen. Pat­ton), sulle coste occidentali del Ma­rocco. Obiettivo principale: Casa­blanca. Copertura assicurata da for­ti formazioni della flotta (ammira­glio Hewitt) con 3 navi da battaglia, 7 incrociatori, 38 cacciatorpediniere e, a fianco di unità minori, 5 portae­rei, 4 delle quali di scorta, con circa 250 aerei.

Il 2° gruppo Centrale sbarca, nel settore di Orano, la 1.a divisione sta­tunitense (gen.. Allen), reparti della 1.a divisione corazzata ed unità mi­nori (39.000 uomini) agli ordini del gen. Fredendall. Copertura assicura­ta da 1 nave da battaglia, 3 portae­rei (2 delle quali di scorta), 1 incro­ciatore, 13 cacciatorpediniere e da altre unità minori.

Il 3° gruppo Est sbarca, nel setto­re di Algeri, la 34.a divisione statuni­tense, la 78.a divisione britannica e reparti della 9.a divisione statuniten­se insieme ad unità minori (23.000 soldati britannici, 10.000 americani, comandante supremo generale An­derson). Copertura assicurata da 2 portaerei di scorta, 3 incrociatori, 3 navi contraeree, 13 cacciatorpedi­niere ed altre unità minori.

4° gruppo di scorta per le opera­zioni nel Mediterraneo: « Force H » britannica (ammiraglio Cunnin­gham), con 4 navi da battaglia, 2 portaerei, 4 incrociatori e 17 caccia­torpediniere.

 

8.11. Il maresciallo Pétain prote­sta contro lo sbarco alleato e tra­smette ai comandanti delle unità mi­litari a Tunisi, in Marocco ed in Al­geria, l'ordine di opporre resistenza. L'ammiraglio Darlan che, fin dal 5.11, è ad Algeri per motivi personali e che gode la piena fiducia di Pétain, riceve completa libertà d'azione. Sul­la base di tale disposizione Darlan, nel pomeriggio dello stesso giorno, dà l’ordine di attuare la resistenza nella città di Algeri; egli rifiuta inol­tre una sospensione generale delle ostilità nel Nord Africa. Continuazio­ne dei combattimenti intorno ad Orano ed a Casablanca. A mezzogiorno Hitler fa chiedere al Governo francese di Vichy se sia disposto a prendere le armi contro gli inglesi e gli americani, schieran­dosi dalla parte tedesca. In tal ca­so egli sarebbe disposto ad affian­care la Francia, in ogni circostanza. Laval viene invitato a Monaco per i colloqui relativi.

 

Discorso di Hitler a Monaco da­vanti ai « Vecchi combattenti »: va­lutazione propagandistico - psicologica sulla conquista di Stalingrado e sul mantenimento della posizione.

 

8/9.11. Il comando supremo del­la Wehrmacht chiede, con un ulti­matum, il consenso del Governo francese per l'ingresso di truppe tedesche in Tunisia. A Casablanca le unità della marina francese si schie­rano contro le forze U.S.A. Nel confronto con un avversario de­cisamente superiore la nave da bat­taglia francese Jean Bart rimane gra­vemente danneggiata, mentre, da­vanti e all’interno del porto, af­fondano o s’adagiano sul litorale 1 incrociatore e 5 cacciatorpediniere. Ad Orano la marina francese perde 4 cacciatorpediniere, 1 sommergibi­le e 1 avviso. Vanno perduti inol­tre 7 sommergibili.

 

9.11. Incontro di Hitler, a Mo­naco, con il Ministro degli Esteri italiano conte Ciano e, il giorno successivo, con il Presidente del Consiglio dei Mini­stri francese Laval.

Occupazione dell'aeroporto di El Aouina presso Tunisi da parte di unità tedesche (5° reggimento paracadutisti ed altri), ordinata dal comandante supremo Sud, feldma­resciallo Kesselring, per prevenire un’eventuale oc­cupazione della Tunisia da parte Alleata. Il 10.11 conquista dell'aeroporto di Sidi Ahmed presso Biserta.

 

Il Governo di Vichy rompe i rapporti diplomatici con gli U.S.A.

 

In seguito alle dimissioni di Buhl viene nominato Presidente del Con­siglio dei Ministri danese il Ministro degli Esteri Scavenius.

 

9/10.11. Incursione della R.A.F. su Amburgo.

 

10.11. Mezzogiorno: sulla base di un telegramma cifrato, inviato dal maresciallo Pétain, l'ammiraglio Dar­lan concorda per un armistizio ge­nerale nel Nord Africa francese. Capitola il comando francese ad Orano, do­po che carri armati americani hanno fatto il loro ingresso in città.

Incalzando l'armata corazzata ita­lo-tedesca che va arretrando, 1’8.a ar­mata britannica occupa Sidi-el-Bar­rani.

 

11.11. Ore 07,00: Inizio dell'ope­razione « Anton ». La 1.a armata (gen. von Blaskowitz) ed il gruppo d'ar­mate Felber (gen. di fanteria Felber) superano la linea di delimitazione della Francia non occupata. Lettera di Hitler al maresciallo Pé­tain nella quale tenta di spiegare la necessità delle misure adottate. Pro­testa di Pétain da tutte le trasmit­tenti radiofoniche francesi del terri­torio fino ad allora non occupato. Il feldmaresciallo von Rundstedt si re­ca a Vichy per discutere con Pé­tain il corso dell'azione.

 

Sbarco in Corsica di due divi­sioni italiane: una proveniente dalla Sar­degna e l’altra dall’Italia continentale. Unità della 4.a armata ita­liana (gen. Vercellino) occupano la Costa Azzurra.

 

Sbarco alleato a Bougie ed il giorno successivo a Bona. In tal modo anche l'Al­geria orientale è in mano degli Al­leati che inviano unità in avansco­perta sulla frontiera con la Tunisia.

 

12.11. L’8.a armata britannica oc­cupa Sollum, Ridotta Capuzzo, Bardia.

 

Il generale Noguès, residente ge­nerale in Marocco succeduto a Darlan nel comando supre­mo delle truppe di Vichy nell'Africa settentrionale, conclude con il ge­nerale Patton (USA), a Fédala, le trattative d'armistizio. Le perdite complessive francesi durante la lot­ta contro i reparti al­leati sono le seguenti: in Marocco 475 morti e 528 feriti; ad Orano 165 morti e 18 feriti; ad Algeri 11 mor­ti e 7 feriti.

 

Perdite navali alleate nel corso dell'operazione « Torch » fino al 16.11: 1 portaerei di scorta, 1 unità contraerea, 3 cacciatorpediniere, 6 unità minori e 18 unità da trasporto, 9 delle quali destinate al trasporto truppe, per più di 10.000 t., per complessive 199.338 t.

 

12/15.11. Due scontri navali not­turni nelle vicinanze di Guadalca­nal si concludono con gravi perdite per entrambe le parti contrapposte.

 

13.11. L’8.a armata britannica conquista Tobruk.

 

Conclusione di un accordo mili­tare tra il gen. Eisenhower e l'am­miraglio Darlan, nel quale quest'ul­timo viene riconosciuto quale mas­sima autorità dello Stato francese in Nord Africa ed il gen. Giraud co­mandante delle forze francesi negli stessi territori.

 

Arresto e trasferimento in Germania del generale Weygand.

 

13/14.11. Incursione della R.A.F. su Genova. L'attacco viene ri­petuto nella notte successiva.

 

14.11. Bombardieri dell'8.a USAAF attaccano le basi di sommergibili di La Pallice E Saint Nazaire.

 

15.11. Il generale delle truppe corazzate Nehring assume il comando dei reparti tedeschi in Tunisia (XC corpo d'armata).

 

La 1.a armata britannica (gen. An­derson) conquista Tabarca sulla co­sta nord-occidentale tunisina.

 

16.11. Il maresciallo Pétain eso­nera ufficialmente da tutti i suoi in­carichi l'ammiraglio Darlan e desi­gna il Presidente del Consiglio dei Ministri Laval quale sosti­tuto e probabile successore.

 

Inizio dell'attiva partecipazione delle forze armate francesi nella lot­ta contro le potenze dell'Asse in Nord Africa.

 

Hitler emana un decreto sui com­missari per la difesa del Reich e sull'unificazione dell'amministrazio­ne dell'economia pubblica.

 

Il governo spagnolo ordina una mobilitazione parziale a garanzia della neutralità.

 

17.11. Primo scontro in Tunisia, 50 km. ad ovest di Biserta, tra unità tedesche e Alleate.

 

Operazione « Stoneage »: un con­voglio britannico destinato a Malta prende il mare da Alessandria. Le quattro unità da trasporto che lo compongono raggiungono l'isola sen­za opposizione. L’assedio dell’isola può considerarsi finito.

 

18/19.11. Incursione della R.A.F. su Torino, ripetuta nella not­te dal 20 al 21.11.

 

19.11. Ore 05,00: Inizio della grande offensiva sovietica a nord di Stalingrado, muoven­do dalla testa di ponte di Kletskaja e di Serafimovic, sul Don: « Fronte sud-occidentale » (gen. Vatutin) costituito dalla 5.a corazzata (gen. Romanenko), 21.a (gen. Cistjakov) e 1.a della guardia (gen. Leljusenko) armata e dall'VIII corpo di ca­valleria. Copertura aerea assicurata dalla 2.a (gen. Smirnov) e 17.a (gen. Kras­sovski) armata aerea. « Fronte del Don » (gen. Ro­kosovskij) costituito dalla 65.a (gen. Batov) e 24.a (gen. Galanin) armata. Copertura aerea assicurata dalla 16.a armata aerea (gen. Rudenko). Nel complesso, secondo valutazioni tede­sche, si tratta di 3 corpi d'armata corazzati, 2 corpi di cavalleria e di 40 divisioni di fanteria, che travolgono rapidamente il fronte della 3.a armata rumena (gen. Dumitre­scu).

 

20.11. Anche a sud di Stalin­grado ha inizio la grande offensiva sovietica: sostenuta dalle unità del « Fronte di Stalin­grado » (gen. Eremenko)costituite dalla 51.a (gen. Trufanov) e 57.a armata (gen. Tolbuchin). L’appoggio aereo è assicura­to dall'8.a armata aerea (gen. Chrju­kin).

 

L’8.a armata britannica conquista Bengasi.

 

22.11. Le due punte offensive dell’azione aggirante sovietica si sal­dano presso Kalac. In tal modo si vengono a trovare vincolate in una sacca, nel settore tra Don e Volga, presso Stalingrado, la 6.a ar­mata, il IV corpo d’armata della 4.a armata corazzata, la 20.a div. rumena di  fanteria e la la div. rumena di caval­leria (5 corpi con 14 divisioni di fan­teria, 3 divisioni motorizzate, 3 di­visioni corazzate e 2 divisioni rume­ne, pari a circa 250.000 uomini, 100 carri, 1.800 cannoni ed oltre 10.000 automezzi pesanti).

 

Hitler, rientrato presso « tana del lupo », da un soggior­no al Berghof iniziato il 10.11, rinuncia al comando del gruppo d'ar­mate « A» (cfr. 9.9.1942) ed attribui­sce tale incarico al comandante del­la 1.a armata corazzata, gen. von Kleist. Il comando della 1.a armata corazzata passa al comandante del III corpo corazzato, gen. delle trup­pe corazzate von Mackensen. La sera Hi­tler ordina: « La 6.a armata assuma un assetto difensivo, a riccio, in at­tesa che s'apra una via di svincolo, dall'esterno! ».

 

22/23.11. Incursione della R.A.F. su Stoccarda compiuta da 222 aerei, di cui 10 abbattuti, 335 t. di bombe sganciate.

 

23.11. Ore 02,30: Il gen. Pau­lus chiede ad Hitler libertà d'azione.

 

Il Governatore Generale dell'Afri­ca occidentale francese a Dakar, Boisson, riconosce l’autorità dell’ammira­glio Darlan e si unisce agli Alleati; in tal modo l'intero territorio nord­occidentale africano francese è sfug­gito all'influenza di Vichy.

 

24.11. Hitler promette alla 6° ar­mata una via di svincolo, mentre Göring si è impegnato a far perve­nire nella sacca per via aerea 300 t. quo­tidiane di rifornimenti.

 

25.11. Inizio del rifornimento ae­reo delle unità chiuse nella sacca di Stalingrado da parte dell'VIII Fliegerkorps (gen. Fiebig): viene raggiunta una media giornaliera di 95 t. in luogo delle 300 previste.

 

26.11. Viene tenuta a Bihaé la prima riunione del consiglio antifa­scista di liberazione nazionale della Iugoslavia (AVNOJ). In tal modo si ha l'espansione del programma par­tigiano comunista di Tito in un fron­te nazionale, del tutto simile ad una struttura governativa.

 

27.11. Operazione « Lila »: occu­pazione di Tolone da parte della 7.a e 10.a di­visione corazzata in­quadrate nel II corpo corazzato SS (Obergruppenführer Hausser).

 

Per ordine dell'ammiraglio de La­borde la flot­ta militare francese a Tolone compie il sabotaggio delle unità: vanno perdute 61 navi, per complessive 225.000 t., tra le quali 3 navi da bat­taglia, 1 unità trasporto aerei, 7 in­crociatori, 25 cacciatorpediniere, 5 torpediniere e 16 sommergibili. 5 sommergibili riescono ad abbandonare il porto. Disarmo e smobilitazione della Francia dopo l'armistizio concesso alle forze arma­te residue.

 

Unità d'avanguardia britanniche occupano l'aeroporto di Djedeida (tra Tunisi e Biserta). Truppe tede­sche lo riconquistano il 1°.12. Così fallisce la rapida conquista della Tu­nisia da parte degli Alleati.

 

Il feldmaresciallo von Manstein, svincolato, per disposizione di Hitler, dal comando dell’11.a armata ed in­formato, il 24.11, a cura del generale Freiherr von Weichs, sulla situazio­ne determinatasi intorno a Stalin­grado, assume il comando del grup­po d'armate Don, di recente costitu­zione (3.a e 4.a armata rumena, 6.a ar­mata, 4.a armata corazzata). Il grup­po d'armate «B» conserva l'inqua­dramento della 8.a armata italiana, 2.a ungherese e 2.a tedesca .

 

28.11. Prima incursione aerea americana su Bangkok (Tailandia), dalla base di Gaya (India).

 

28/29.11. Incursione della R.A.F. su Torino: 228 aerei decollati, 192 sull’obiettivo, 1 abbattuto, 371 t. di bombe sganciate.

 

29.11. Incursione di bombardieri americani su Tripoli.

 

30.11. Incursione di bombardieri americani su Rangoon (Birmania).

 

Cacciatorpedi­niere giapponesi attaccano, davanti a Tassafaronga (Gua­dalcanal), 4 incrociatori americani, conseguendo l’affondamento del Northampton.

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