Maggio 1941

1/31.5. Sommergibili tedeschi af­fondano nell'Atlantico 63 mercantili alleati per complessive 349.620 t.

 

Perdite fra la popolazione britannica a causa delle incursioni aeree tedesche: 5.520 morti e 5.207 feriti.

 

1.5. Ad Atene viene costituito un governo presieduto dal generale Tsolakoglu, soggetto alle forze d'occupazione italo-te­desche.

 

1/7.5. Nel corso di cinque incur­sioni notturne 625 aerei tedeschi lanciano su Liverpool Birkenhead 805 tonnellate di bombe dirompenti e 100,3 t. incendiarie.

Nel porto, la cui funzionalità è per qualche tempo ridotta ad 1/4 di quella originaria, affondano 18 mercantili, per 35.605 t., ed altri 25, per 92.964 t., sono gravemen­te danneggiati.

 

2.5. Velivoli della 4.a Scuola aerea bri­tannica di Habbaniya intervengono contro i reparti iracheni (circa 9.000 uomini e 28 cannoni) concentrati intorno all'aeroporto. Inizia così il breve conflitto tra Gran Bretagna ed il governo iracheno di presieduto da Rashid 'Ali el—Kailani.

 

3/4.5. 204 aerei tedeschi sganciano sulla città irlandese di Belfast 237 t. di bombe dirom­penti e 2.667 ordigni incendiari.

 

5.5. L'imperatore d'Etiopia, Ailé Selassié, rientra, tra trionfali accoglienze, ad Ad­dis Abeba.

 

5/6.5. 386 aerei tedeschi sganciano 351 t. di bombe dirompenti e 1.300 ordigni incendiari su Glasgow-Cly­deside.

 

I reparti irakeni si ritirano da Habbaniya in direzione di Felludja, sull'Eufrate.

 

6.5. Nomina di Stalin a Presi­dente del Consiglio dei Commissari del Popolo dell'URSS, mentre Molo­tov, che rimane nella carica di Commissario del Popolo per gli affari esteri, ne è vice-presidente.

 

6 /7.5 Nuovo attacco tedesco contro Glasgow-Cly­deside: 232 aerei che sganciano 271 t. di bombe dirom­penti e 1.140 ordigni incendiari.

 

Il vice-presidente del Consiglio dei Ministri francese, ammiraglio Dar­lan, aderisce alla richiesta tedesca di rendere possibile, con l'istituzio­ne di un caposaldo in Siria, l'appog­gio tedesco alle forze irachene.

 

Il capo di S. M. ungherese, gene­rale Werth, segnala al Presidente del consiglio dei Ministri von Bardossy l'opportunità di un'alleanza militare con la Germania per il caso di un conflitto tedesco-sovietico. Il reggen­te Horthy respinge l'iniziativa.

 

6/12.5. Operazione « Tiger »: un convoglio britannico con 238 carri, 43 aerei da caccia e rinforzi per la Flotta del Mediterraneo raggiunge Alessandria da Gibilterra. I tentativi delle forze aeree e navali italiane di intercetta­re le unità inglesi risultano vani. 4 dei 5 trasporti (uno è affonda su una mina) raggiungono regolarmente la meta.

 

8/9.5. 120 aerei tedeschi sganciano su Hull 157 t. di bombe dirompen­ti e 540 ordigni incendiari. Altre incursioni di minore entità di 120 bombardieri su Nottingham e 34 su Sheffield.

359 bombar­dieri della R.A.F., 317 dei quali attac­cano Amburgo e Brema, effettuano la più massiccia incursione fino a quel momen­to realizzata contro la Germania.

 

9.5. Il Governo sovietico revoca i diritti diplomatici ai ministri plenipotenziari di Belgio, Gre­cia, Iugoslavia e Norvegia.

 

10.5. Il colonnello Draza Mihaj­Iovic, capo dei Cetnici, che non ha riconosciuto validità all'atto di capi­tolazione dell'armata iugoslavia avvia, nel territorio del Ravna Go­ro (Serbia sud-occidentale), il mo­vimento di resistenza contro le for­ze tedesche d'occupazione.

Il « sostituto del Führer », Rudolf  Hess, vola verso la Gran Bretagna; nei pressi di Glasgow si lancia con il paracadute per incontrare il Du­ca di Hamilton (« missione di pa­ce » ). Viene arrestato e più tardi, dopo un interrogatorio da parte di rappresentanti del Governo britan­nico, viene rinchiuso nella Torre di Londra. I colloqui politici, sui quali Hess aveva tanto contato, non hanno luogo.

 

10/11.5. 507 aerei tedeschi sganciano su Londra 711 t. di bombe di­rompenti e 2.393 ordigni esplosivi provocando circa 2.000 incendi, 1.212 morti e 1.769 feriti. Per tre anni rimarrà il più massiccio bombar­damento subito dalla capitale inglese.

 

Incursione su Amburgo di 110 bombardieri della R.A.F.

 

11.5. Termine dell'occupazio­ne tedesca delle isole dell'Egeo orientale.

Hitler riceve l'ammira­glio Darlan al Berghof. Il ritorno alla politica di « collaboration », auspicato da Darlan, fallisce per l’indisponibilità di Hitler.

 

12.5. Il Ministro degli Esteri giapponese Matsuoka respinge, in una nota di risposta al Segretario di Stato americano Hull, la possi­bilità di una condiscendenza da parte del Giappone nello spirito dei principi espressi dallo stesso Hull il 16.4.

 

Martin Borman succede a Rudolf Hess nella carica di Capo della Segre­teria dell’NSDAP.

 

13.5. Decreto di Hitler sull'eser­cizio della competenza giuridica di guerra nei territori della progetta­ta operazione « Barbarossa », sulla base del quale deve essere regolata la condotta tedesca nei confronti delle popolazioni civili sovietiche.

 

Attacco diurno britannico su Hel­goland.

 

Trattato sulla demarcazione della frontiera tra Croazia e Germania, che annette la Stiria meridionale.

 

14.5. Trasferimento a Mossul in Irak, dopo scali intermedi (12.5) nelle località siriane di Damasco e Palmyra, di una unità della Luftwaffe al comando del colonnello Junk composta da 6 bombardieri He.111 e di 3 caccia pesanti Bf.110. A Mossul un'incursione aerea britannica distrugge a terra 1 He.111 e 2 Bf.110.

 

15/17.5. Fallita puntata offensi­va britannica contro Sollum e ri­dotta Capuzzo al confine libico-egi­ziano.

 

16.5. Tre He.111 della squadri­glia Junck (cfr. 14.5) attaccano la base britannica di Habbaniya. Compiranno, fi­no al 29.5, altre sei missioni di bombar­damento e sette esplora­tive.

 

16/17.5. 111 aerei tedeschi sgan­ciano su Birmingham 160 t. di bom­be dirompenti e 58 ordigni incen­diari.

 

17.5. L'ambasciatore tedesco a Tokio esprime al Ministro degli Esteri Matsuoka il « rammarico » del governo del Reich per le trat­tative nippo-americane in atto.

 

17/18.5. Aerei tedeschi della II/ K. G. 4 rendono insidiose le acque del Canale di Suez con il lancio di 45 mine.

 

18.5. Capitolazione del­le forze italiane (18.000 uomini), agli ordini del Du­ca d'Aosta, resistenti sull'Am­ba Alagi.

Trattato italo-croato: l'Italia riceve la Dalmazia con la quasi totalità dell’arcipelago.

 

18/27.5. Raid atlantico (operazione « Rheinübung ») della nave da battaglia Bismarck (capitano di va­scello Lindemann) e dell'incrociatore pesante Prinz Eugen (capitano di vascello Brinkmann) agli ordini del comandante della flotta, ammiraglio Lütjen. Il servizio informazioni britannico rileva la presenza delle unità fin dal momento del passaggio del Kattegat, il 20.5. Avvistamento aereo nel settore di Bergen, il 21.5. Dopo il passaggio, osservato dal nemico, attraverso il Canale di Danimarca il 24.5 scontro con un gruppo da combattimento britannico. Dopo un breve combattimento, l'incrocia­tore da battaglia Hood è affondato, mentre la nave da battaglia Prince of Wales è costretta a ritirarsi per i colpi ricevuti. Conseguentemen­te viene disposta la concentrazione di tutte le forze navali disponibili per la caccia alla Bismarck. In se­guito al intercettazione dei mes­saggi della Bismarck, il 26.5 l'unità viene nuovamente avvistata dalla ri­cognizione aerea britannica. Un at­tacco condotto da aerosiluranti dan­neggia gli apparati del timone. Il 27.5 giunge la fine per l'unità, so­praffatta da forze superiori. Il re­litto viene fatto sal­tare ed affondato dallo stesso equi­paggio. Il Prinz Eugen riesce a disimpegnarsi; tuttavia qualche giorno più tardi do­vrà interrompere la missione per un guasto alle macchine; l'1.6 entre­rà nel porto di Brest.

 

20.5. L'ambasciatore tedesco ad Helsinki, Schnurre, informa il Pre­sidente dello Stato finnico, Ryti, del­le pretese sovietiche sulla Finlan­dia espresse da Molotov in occasio­ne della sua visita a Berlino nei gior­ni 12 e 13.11.1940.

 

Si conclude il trasferimento sul fronte orientale del terzo scaglione delle forze tedesche. Al momento sono presenti a ridosso della fron­tiere sovietiche 120 divisioni.

 

20.5/1.6. Occupazione, tramite aviolanci di paracadutisti, dell'isola di Creta (operazione
« Merkur »). Forze impiegate: agli ordini della Luftflotte 4a (gen. Löhr), cui è stata affidata il coordinamento dell'opera­zione: l’VIII Fliegerkorps (gen. dell'a­ria von Richthofen), l’XI Fliegerkorps (gen. dell'aria Student) costituito dalla 7.a divisione aerea (paracaduti­sti - generale Süssmann) dalla 5.a di­visione alpina rinforzata (gen. Rin­gel) e, quale riserva, unità della 6.a divisione alpina. Inoltre 10 grup­pi-trasporto con 493 aerei Junkers Ju.52. Forze navali, agli ordini dell'ammi­raglio Schuster comandante il settore sud-est , di pronto impiego: 2 squadriglie di navi da carico costi­tuite da sette unità e due squadri­glie-motovelieri costituite da 63 uni­tà. Scorta assicurata da unità da guerra italiane (capitano di vascello Pecori-Giraldi) : 2 cacciatorpediniere, 12 torpediniere, motosiluranti, som­mergibili e dragamine.

Forze britanniche e greche agli ordini del gen. Freyberg: 42.640 uo­mini, 10.258 dei quali greci. Sull'isola non sono più presenti ae­rei della R.A.F. Unità della flotta bri­tannica del Mediterraneo sono in mare in attesa dell'invasione tede­sca.

 

20.5. Ore 07,15: Inizio delle ope­razioni di lancio, in tre gruppi: Ovest (Maleme) agli ordini del ge­nerale Meindl, Centro (La Canea e Suda), agli ordini del generale Süss­mann (caduto durante il volo d'av­vicinamento) ed Est (Iraklion) agli ordini del generale Ringel.

Nella notte dal 21 al 22.5 prende il mare la prima squadriglia di mo­tovelieri, a bordo dei quali (circa venti) sono 2.300 alpenjaeger. Intorno alla mezzanotte le unità vengono attac­cate da tre incrociatori e da cinque cacciatorpediniere britannici: dieci vanno perdute. Solo l'audace, valo­roso intervento della torpediniera italiana Lupo (comandante Mimbel­li) riesce a salvare i restanti dal completo annientamento. Perdite tra i soldati imbarcati: 297 tra morti e dispersi.

 

22.5. Quattro incrociatori britannici e tre cacciatorpediniere attacca­no la seconda squadriglia di motove­lieri che viene salvata dall'abile in­tervento della torpediniera italiana Sagittario (co­mandante Cigala-Fulgosi) e da un attacco aereo tedesco che coglie di sorpresa gli aggressori. Risultano perdute 2 sole unità.

 

27.5. A Creta, dopo critiche gior­nate di sanguinose e gravi perdite 1a situazione volge a favore delle forze d'invasione tedesche. Falli­sce il tentativo britannico d’inviare rinforzi. A sera il generale Freyberg riceve l'autorizzazione a sgomberare l'isola. Nella notte dal 28 al 29.5, 4.700 uomi­ni si imbarcano a Sfakia e Iraklion. Nella notte dal 29 al 30.5 si imbarcano 6.000 uomini e, nella notte succ­essiva, altri 7.000. Gli ultimi 4.000 soldati vengono sgomberati da Sfakia nella notte dal 31.5 al 1°.6; nel com­plesso vengono posti in salvo 17.000 uomini. Perdite: 15.743 soldati e 2.011 marinai. La flot­ta britannica del Mediterraneo ha subito, a causa dei bombardieri tedeschi, le se­guenti perdite: 3 (su 4) navi da bat­taglia danneggiate, l'unica portaerei più volte colpita, 3 incrociatori leggeri affondati e 6 danneg­giati (su dodici disponibili, com­presi quelli contraerei e posamine. Per i danneggiati si consideri che il solo Orion ha avuto 260 morti), 6 cacciatorpediniere affondati e 5 dan­neggiati (su 30).

Da parte tedesca: 6.580 uomini, dei quali circa 4.000 tra morti e dispersi. 151 aerei da trasporto sono stati perduti.

 

23.5. La « direttiva n. 30 » di Hi­tler si apre affermando: « Il movimento di liberazione :arabo è, nel Medio Oriente, il nostro naturale alleato contro l'Inghilter­ra […] Ho perciò deciso di favorire gli sviluppi della situazione appoggiando l'Iraq ». Tale determinazione, tuttavia, giunge troppo tardi risultando superata da­gli avvenimenti.

 

Il comandante dell'11.a armata te­desca generale von Schobert giun­ge in Romania ed assume il coman­do dei reparti tedesco-rumeni in Moldavia, sulla frontiera con l’URSS.

 

24.5. Re Giorgio II, la famiglia reale ed il presidente del Consiglio dei Ministri Tsudéros, si trasfe­riscono da Creta in Egitto.

 

24/25.5. Trasporto di truppe ita­liane a Tripoli con quattro unità passeggeri, la protezione diretta è  assicurata da 2 cacciatorpediniere e da 6 torpediniere; quella indi­retta da 2 incrociatori pe­santi e di 3 cacciatorpediniere. Ad est della Sicilia il sommergibile bri­tannico Upholder affonda la turbo­nave Conte Rosso (17.879 t.) appar­tenente al convoglio. 1.680, dei 2.500 soldati a bordo dell'unità, posso­no essere salvati.

 

25.5. Il capo di S.M. della Wehr­macht, gen. d'artiglieria Jodl, informa, a Salisburgo, il capo di S.M. finlan­dese, gen. Heinrichs, sui piani offen­sivi tedeschi contro l'Unione Sovie­tica.

 

26.5. Il gen. Heinrichs viene ricevuto presso l’OKH dal gen. Halder.

 

27.5. L'Afrika-Korps riconquista passo Halfaya alla frontiera libico-egiziana.

 

28.5. Dopo trattative protrattesi per una settimana viene sottoscritto, a Parigi, un protocollo tra il Mini­stro della Guerra francese, gen. Huntziger, e l'incaricato dell'OKW, gen. Warlimont. L'atto prevede, ol­tre ad aiuti militari per l'Iraq, la ga­ranzia del transito dei rifornimenti per l'Afrika-Korps attraverso la Tu­nisia e l'appoggio della condotta di guerra tedesca sul mare, nell'Atlan­tico centrale, da Dakar (ad iniziare dal 15.7). Il Governo francese recede ancora sulla linea dell'« attentisme » con una propria nota del 14.7, in fun­zione della troppo misurata condiscendenza tedesca. Hitler rifiuta preliminari di trattati di pace con la Germania e con l'Italia, considerati una premessa necessaria per l'entra­ta in vigore del protocollo Huntzi­ger-Warlimont.

 

Lo sbarco di un reggimento italia­no rinforzato nella parte orientale di Creta preclude ai britannici la pos­sibilità di uno sganciamento verso est.

 

30.5. Il Governo iracheno anti­britannico presieduto da Kailani si ritira in esilio a Chanekin, oltre la frontiera per­siana.

 

31.5. Il sonderkommando Junck, ormai con un solo He.111 abbandona Mossul e raggiunge Rodi (cfr. 14.5) dopo aver fatto scalo ad Aleppo in Siria. Britannici e iracheni firmano un armistizio.

http://www.squadratlantica.it/