Giugno 1940

1.6. Il gruppo Feurstein, generale comandante di due divisioni alpine, conquista Bodoe, nel settentrione della Norvegia.

 

1/30.6. Sommergibili tedeschi affondano nell'Atlantico 63 mercantili alleati per complessive 355.431 t.

 

3.6. Massicce incursioni aeree te­desche su aeroporti e fabbriche di motori aereonautici alla periferia di Parigi.

Inizio dell’evacuazione, via mare, delle truppe alleate da Narvik.

 

4.6. Conclusione dell'operazione « Dynamo » (27.5/4.6): su 848 navi, di tutti i tipi, sono state evacuate da Dunkerque truppe alleate per un complesso di 338.226 uomini (123.000 dei quali francesi), pari all'85% del corpo di spedizione inglese, privo però dell'equipaggiamento. Perdite: 272 navi, tra le quali 9 cacciatorpe­diniere e un gran numero di piccole e piccolissime unità, per la maggior parte affondate in seguito ad attac­chi aerei.

Ore 09,40: Presa di Dunkerque da parte di unità della 18.a armata. Vengono catturati 40 mila soldati francesi.

 

4/8.6. Primo convoglio alleato, nel quadro dell'evacuazione da Nar­vik, costituito da 6 grandi unità da trasporto su cui sono imbarcati 15 mila uomini. Le navi raggiungono incolumi Scapa Flow.

 

4/9.6. Operazione « Juno »: azio­ne della flotta, agli ordini dell'am­miraglio Marschall, costituita dalle navi da battaglia Gneisenau e Scharnhorst, dall'incrociatore pesan­te Admiral Hipper e da quattro cac­ciatorpediniere, contro Harstad. L'8. 6, lungo la rotta d'avvicinamento, vengono affondati la nave-trasporto truppe britannica Orama (19.840 t.), una petroliera ed un caccia-sommer­gibili. Dopo il distacco dal convoglio dell'Admiral Hipper e dei cacciatorpediniere, le navi da battaglia affondano la portaerei britannica Glo­rious e due cacciatorpediniere, uno dei quali riesce a mettere a segno un siluro sulla Scharnhorst.

Sommergibili italiani lasciano le proprie basi e raggiungono posi­zioni nell'Atlantico (2), nel Mediter­raneo occidentale (17) e nel Mediter­raneo orientale (28).

 

5.6. Ore 05,00: inizio della bat­taglia di Francia (Caso Rot). Il grup­po d'armate « B », costituito dalla 4.a, 6.a e 9.a armata (gen. di fanteria Strauss) e dal gruppo coraz­zato Kleist, cui s’aggiungerà successivamente la 18.a armata, sfonda la « linea Wey­gand » costituita da 49 divisioni francesi (gruppo d’armate 3 con la 10.a [gen. Altmeyer], 7.a e 6.a armata) schierate in maniera del tutto im­provvisata sulla Somme e sull’Aisne inferiore, e muove in direzione del corso inferiore della Senna. La 2° Luftflotte appoggia l'avanzata.


7/8.6. Prima incursione aerea al­leata su Berlino: un bombardiere Farman 223.4 della marina francese sgancia 2 t. di bombe sulla città ed at­terra, dopo 13 ore e mezzo di volo, a Parigi - Orly.


7/10.6. Il secondo convoglio d'e­vacuazione del settore Narvik - Har­stad, costituito da 7 navi da trasporto con a bordo 10.000 uomi­ni, raggiunge, senza perdite, Scapa Flow.


8.6. Truppe tedesche entrano nuovamente a Narvik.


9.6. Haakon VII, re di Norvegia, ordina la sospensione delle ostilità.

Il gruppo d'armate « B » raggiun­ge la Senna inferiore. Il gruppo d'armate « A » passa all’offensiva con la 2.a (gen. di cavalleria von Weichs), 12.a, 16.a armata e con il gruppo co­razzato Guderian sull’Aisne superio­re e sulla Mosa in direzione sud-est. La 3.a Luft­flotte appoggia l’avanzata.


10.6. Entrata in guerra dell'Italia. Le forze armate italiane, del tutto inadeguate ad una guerra prolungata, hanno la seguente consistenza: 59 divisioni miste sulla penisola, e le isole (di cui 20 solo al 70 % e altre 20 al 50 % dell’organico di guerra) ; in Libia 12 divisioni più due indigene (complessivamente 250.000 uomini); in Africa Orientale (Eri­trea, Etiopia e Somalia) circa 350 mila uomini, la metà dei quali indigeni. L’aeronautica militare dispone, in patria, di 1.332 bombardieri, 1.160 caccia, 497 ricognitori e 307 idrovo­lanti, pari a 3.296 aerei (dei quali 783 bombardieri, 594 caccia, 268 ricogni­tori e 151 idrovolanti, per complessivi 1.796 aerei di pronto impiego). Marina militare: 6 navi da bat­taglia (delle quali solo le due più antiquate di pronto impiego), 7 incrociatori pesanti, 12 incrociato­ri leggeri, 59 cacciatorpediniere, 67 torpediniere e 116 sommergibili. Un terzo della flotta mercantile, forte nel complesso di 3.400.000 tonnellate di stazza lorda, si trova, al momento, fuori dal Mediterraneo e quin­di non recuperabili.

Flotte alleate. Flotta anglo-france­se del Mediterraneo:

Mediterraneo orientale: da parte britannica, 4 navi da battaglia, 1 portaerei, 9 incrociatori leggeri, 21 cacciatorpediniere (altri quattro so­no distaccati nel Mar Rosso), 6 som­mergibili.

Da parte francese: 1 nave da bat­taglia, 3 incrociatori pesanti, 1 in­crociatore leggero, 1 cacciatorpedi­niere, 6 sommergibili.

Malta (britannica): 1 cacciatorpediniere, 6 sommergibili.

Mediterraneo occidentale: da parte francese: 2 navi da battaglia, 2 Incrociatori da battaglia, 4 incrociatori pesanti, 6 incrociatori leggeri, l cacciatorpediniere, 6 torpedinie­re, 36 sommergibili.

Gibilterra: 1 nave da battaglia, 1 portaerei, 1 incrociatore leggero, 9 cacciatorpediniere.

Truppe britanniche: Egitto, 36.000 uomini; Palestina, 27.500 uomini; Sudan, 9.000 uomini; Kenya, 5.500 uomini; Aden, 2.500 uomini; Somaliland, 1.470 uomini.

 

Capitolazione delle truppe norvegesi (magg. gen. Ruge) nella Norvegia settentrionale; così si chiu­de l'operazione « Weserübung ». Per­dite da parte tedesca: 1 incrociato­re pesante, 2 incrociatori leggeri, 10 cacciatorpediniere, 1 torpedinie­ra, 6 sommergibili, 1 nave-scuola d'artiglieria ed un numero impreci­sato di unità minori. 1.317 morti, 2.375 dispersi e 1.604 feriti.

La flotta alleata ha perduto 1 por­taerei, 2 incrociatori leggeri, 9 cac­ciatorpediniere, 5 sommergibili e nu­merose unità minori.


10/11.6. L'evacuazione della 51.a divisione, britannica da St. Valery riesce solo parzialmente: 3.321 soldati bri­tannici e francesi vengono portati in salvo, mentre gli altri cadono prigionieri.

 

Vana uscita in mare della nave da battaglia Gneisenau con l'incro­ciatore pesante Admiral Hipper e 4 cacciatorpediniere da Trondheim nell’Oceano Artico.


10/13.6., 11.059 soldati britannici evacuati da Le Havre, in parte de­stinati a Cherbourg, in parte in Inghilterra.


11.6. La 34.a div. tedesca di fan­teria (2.a armata) conquista Reims.

Il governo francese lascia Parigi e si insedia a Tours.


Prima incursione aerea italiana su Malta.


11/12.6. Ultima visita in Francia di Churchill « per scongiurare i fran­cesi a proseguire le ostilità ».

36 bimotori Whitley bombar­dano gli stabilimenti FIAT di Torino do­po un rifornimento di carburante effettuato nelle isole della Manica.


12.6. Ultimatum sovietico alla Lituania, ricevuto il 14.6.

 

La Spagna si dichiara « non bel­ligerante ».

 

Il nuovo ambasciatore britannico a Mosca, Cripps, dichia­ra che all'URSS spetta un ruolo predominante nei Balcani.


12/13.6. 28 bombardieri italiani BR. 20 attaccano Tolone.


13.6. Messaggio di Roosevelt al presidente del Consiglio dei Mini­stri francese Reynaud, nel quale fa sperare in aiuti materiali, escludendo tuttavia la possibilità dell’entrata in guerra degli USA.


14.6. La 87.a div. di fanteria (18.a ar­mata) entra a Parigi. La capitale francese era stata abbandonata senza combattere il giorno precedente dalla 7.a armata francese (gen. Frère).

 

Il gruppo d'armate « C », costituito dalla 1.a e 7.a armata, passa all’offensiva contro la linea Magi­not. L’appoggio assicurato da unità della Luftflotte 3.

 

In Norvegia truppe alpine tede­sche occupano Tromsö e Bardufoss. È stabilito il contatto, via terra, con Trondheim e Narvik.


Forze navali francesi bombardano Genova ed obiettivi industriali e portuali nel settore di Vado.

 

La Spagna occupa la zona inter­nazionale di Tangeri.


15.6. La 71.a e 76.a divisione di fanteria (16.a armata) conquistano Verdun.

 

Trup­pe sovietiche occupano Kowno e Wilna. Lo stato di Lituania cessa di esistere.


15/18.6. La 52.a divisione britannica e la « Norman For­ce » (nel complesso 30.630 uomini) vengono evacuate da Cherbourg, senza perdite.


16.6. La 1.a armata tedesca supe­ra il Reno presso Colmar.

 

La Gran Bretagna sottopone al go­verno francese (dal 14.6 insediato a Bordeaux) la proposta per la costi­tuzione di una « unione » tra i due Paesi (una sola nazionalità, un co­mune governo, una sola Forza Ar­mata). Lo scopo principale è di assicurar­si la flotta francese per gli interessi bri­tannici. La maggioranza del Gabinetto francese respinge l'iniziativa e deci­de d'optare per una tregua d'armi. Dimissioni del Gabinetto Reynaud. Il maresciallo Pétain è il nuovo capo del Governo, Weygand Ministro della Guerra. Dall'ambasciata spa­gnola parte, nella notte dal 16 al 17.6, l'offerta d'armistizio.

 

Ultimatum sovietico ad Estonia e Lettonia.


16/17.6. Evacuazione della la div. canadese da St. Malo (21.474 uomi­ni) senza perdite. Evacuano Brest 32.584 uomini dell'armata britannica, delle forze aeree e di unità alleate.


18/19.6: Il porto di Brest è distrutto, la flotta francese si dirige verso Casablanca ed Orano.

 

Bombardieri Wellington del 99° stormo della R.A.F., decollati da Salon-de-Provence presso Marsiglia, attaccano Genova.


16/18.6. Gli alleati sgomberano da St. Nazaire e Nantes. Comples­sivamente 57.235 uomini delle unità britanniche ed alleate si imbarcano per l'Inghilterra. L'affondamento della nave-trasporto truppe britan­nica Lancastria (16.243 t.) per azio­ne d'aerei tedeschi, causa la perdita di circa 3.000 uomini.


16/25.6. Culmine dell'impiego di sommergibili tedeschi nel settore ad ovest della Manica e nel Golfo di Biscaglia. 13 sommergibili affonda­no 32 unità per complessive 190.046 tonnellate.


17.6. Il gruppo corazzato Gude­rian raggiunge la frontiera svizzera; in tal modo il grosso delle forze francesi ancora disponibili è accer­chiato e vincolato sulla linea Magi­not e nella Lorena.

 

In seguito all'ultimatum del gior­no precedente truppe sovietiche oc­cupano la Lettonia e l'Estonia, com­presa la fascia confinaria lituana che, ad effetto del patto tedesco-so­vietico del 28.9.1939, doveva essere considerata territorio d'interesse te­desco.


18.6. La 7.a divisione corazzata occupa Cher­bourg, il XXXVIII corpo d'armata Le Mans.


Incontro tra Hitler e Mussolini per discutere le condizioni di armistizio da porre alla Francia.

 

Il generale de Gaulle (sottosegre­tario di Stato per la Difesa Nazio­nale nel Gabinetto Reynaud) si di­chiara « capo dei liberi francesi » e promuove, da Londra, la continua­zione della guerra.


18/19.6. Aerei della R.A.F. attac­cano Amburgo e Brema, mentre for­mazioni tedesche raggiungono obiet­tivi in Gran Bretagna.


18/20.6. Evacuazione di 2.303 sol­dati britannici e di 6.000-8.000 sol­dati polacchi dai porti francesi di La Rochelle e La Pallice.


19.6. Il XV corpo d'armata corrazzato (gen. di fant. Hoth) occupa Brest mentre il II corpo d'armata (gen di fant. von Stülpnagel) occupa Nantes.


19/25.6. Evacuazione di circa 19 mila soldati, per la maggior parte polacchi, da Bayonne e St. Jean­de-Luz.

Nel complesso delle operazioni « Cycle » (costa settentrio­nale francese), « Aerial » (costa del Golfo di Biscaglia) e « Dynamo », vengono e­vacuati 191.870 uomini di cui 144.171 inglesi, 18.246 fran­cesi, 24.352 polacchi, 4.938 cechi, 163 belgi.


20.6. Il governo francese chiede anche all'Italia una tregua d'armi.

La Francia permette al Giappone l'istituzione di posti di controllo nipponici ai confini tra Indocina e Cina. Chiusura di tale via di rifornimento per la Cina.

 

Il XVI corpo d'armata corazzato (gen di cav. Hoepner) occupa Lione.

 

Secondo colloquio di Hitler con Raeder su un eventuale sbarco in Gran Bretagna, senza particolari ri­sultati.


21.6. Il gruppo d'armate italiano sul fronte delle Alpi (comandante supremo il Principe ereditario Um­berto di Savoia) passa all'offensiva con la 1.a e 4.a armata contro la de­bole armata alpini francese (gen. Orly). Presa del forte di Col Traversette ed avanzata fino alla costa orientale di Mentone.

 

22.6. Conclusione, a Compiègne, dell'armistizio tedesco-francese che prevede l'occupazione della Francia sino, alla linea ad ovest ed a nord di Ginevra-Dóle-Tours-Mont De Marsan-frontiera spagnola; in tal modo l'in­tero settore della Manica e la costa atlantica sono in mano tedesca. Smob­ilitazione delle forze armate francesi limitate ad un contingente di 100.000 volontari con una marina ed un’aeronautica di limitata entità. Smobilitazione di gran parte della flotta; tut­tavia non avviene alcuna consegna di unità. Nei porti di Plymouth e di Portsmouth sono alla fonda, al momento, 2 navi da bat­taglia, 2 incrociatori-siluranti, 8 tra cacciatorpediniere e torpediniere, 7 sommergibili e 200 unità minori. fermane il governo francese nella Francia non occupata. Pierre Laval entra a far parte del governo e di­viene Ministro con portafoglio sotto Pétain.

 

L’ambasciatore britannico e i capi-missione dei Dominions, eccettuato il rappresentante canadese, lasciano la Francia.

 

Capitolazione delle residue unità delle armate francesi 3.a, 5.a ed 8.a (circa 500.000 uomini) nel settore Nancy-Belfort. Il XLV corpo d'arma­ta (gen. Daille) passa in territorio svizzero, presso St. Ursanne, con 25.000 francesi e 13.022 polacchi (magg. gen. Prugar).

 

23.6. L'offensiva italiana sulle Al­pi muove decisamente verso il prin­cipale caposaldo francese.

 

24.6. Armistizio italo-francese a Roma. Creazione di fasce smilitariz­zate al confine franco-italiano ed al­la frontiera libico-tunisina, nel set­tore francese; tuttavia nessuna occu­pazione di territori da parte italia­na, salvo le zone di frontiera con­quistate. Partecipazione degli italia­ni alla commissione di controllo che deve sorvegliare l'attuazione della smobilitazione in Nordafrica ed in Siria.

Il gruppo d’armate italiano al co­mando di Umberto di Savoia ha su­bìto, nello scontro con l'armata al­pina francese, le seguenti perdite: 1.247 tra caduti e dispersi, 2.631 fe­riti, mentre altri 2.151 soldati hanno sofferto di gravi congelamenti. L'ar­mata di Orly ha perduto solo 229 uomini.

 

25.6. Ore 01,35: Tregua d'armi, in tutta la Francia. Complessivamente 1.900.000 uomini sono prigionieri di guerra.

Perdite tedesche: 27.074 morti, 111.034 feriti, 18.384 dispersi.

Perdite francesi: circa 92.000 mor­ti e 200.000 feriti.

Il corpo di spedi­zione britannico ha perduto 68.111 uomini, la R.A.F. 1.526.

 

26.6. Ultimatum sovietico alla Romania per la cessione della Bes­sarabia e della Bucovina settentrio­nale, pervenuto il 27.6. Dal 28.6 al 1°.7, occupazione di tali territori da parte dell'armata rossa.

 

27.6. La Gran Bretagna annuncia il blocco marittimo dell'Europa da Capo Nord fino alla Spagna.

 

28.6. Il generale di fanteria von Falkenhausen viene nominato co­mandante supremo militare in Bel­gio e nella Francia settentrionale.

Il « Comitato nazionale dei liberi francesi » fondato da de Gaulle a Londra viene riconosciuto dal go­verno britannico.

La contraerea italiana abbatte, nel corso di un attacco ae­reo britannico presso Tobruk, l'S.79 con a bordo il maresciallo Italo Balbo, go­vernatore italiano in Libia.

 

30.6/1.7. Occupazione da parte te­desca delle isole britanniche della Manica, Jersey, Guernsey e Alderney. Da cui erano già stati allonta­nati e trasferiti in Inghilterra 22.656 uomini.

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