Stormo di Cicogne

Fieseler Fi.156 Stork

 

 

L’attacco tedesco ad occidente del maggio 1940 vede due singolari e poco conosciute operazioni aeree: la Niwi nelle Ardenne belghe e l’Hedderich in Lussemburgo.

Gli aerei utilizzati sono Fieseler Fi.156 Storch con a bordo, oltre al pilota, due soldati ciascuno.

 

L’operazione Niwi deve preludere allo sfon­damento operato dal Panzerkorps von Kleist sulla Mosa, nei pressi di Sedan. Il III Battaglione (ten. col. Garski) delle truppe scelte della divisione Grossdeutschland , più un gruppo di genieri-guastatori, 400 volontari in tutto, vengono divisi in due raggruppamenti: il Gruppe Garski, Reparto Sud (56 Storch) e Gruppe Haupt­mann Krueger, Reparto Nord (42 Storch). Loro missione è quello di bloccare le strade a est di Sedan, nella zona Neufchà­teau-Martelange, fino all’arrivo dei carri armati.

I due gruppi della prima ondata, 196 soldati, decollano da Bitburg e Dockendorf alle 4,20, con obiettivo i villaggi belgi di Nives e Witry.

 

Garski sorvola la frontiera lussemburghese alle 5,35 in punto. C’è anche Wolf Durian, della Grossdeutschland: « Sopra Peri, alla frontiera bel­ga, ci si aspetta del fuoco contraereo, ma non arriva un colpo. Sorvoliamo le linee belghe e raggiunto il bosco siamo al sicuro. Il volo è durato mezz'ora e atterriamo esattamente tra Witry e la minuscola località di Traimont, su un prato accanto alla strada maestra. Il tenente colonnello e il suo aiutante bal­zano per primi dal loro aereo, maschinenpistole in pugno. Gli altri Storch si accingono a loro volta all'atterraggio... A passo di carica, arrivano quattro uomini che erano atterrati a meridione della strada e che portano due mitragliatrici. “Sbarrare imme­diatamente la strada!” — ordina il tenente colon­nello — Ci troviamo già circa 60 km in linea d’aria in territorio nemico. Prima delle 8, non potranno certo giungere i rinforzi... ».

 

Due ore dopo, gli uo­mini dei gruppi Garski e Krueger, atterrati in due ondate, si trovano impegnati in durissimo scontro con le avanguardie del 1er Régiment Ardennais e del 5ème RAM (Régiment d'Auto Mitrailleuses), fino al mattino dopo, quando, spuntano le avanguardie della Panzerdivision.

 

Obiettivo dell’operazione Hedde­rich (125 soldati al comando del tenente Hederich della 34a divisione di fanteria) è invece di sbarrare tutti gli incroci stradali nella zona di Esch-sur-Alzette (Lussemburgo), per impedire che i francesi raggiungano la capitale del Granducato, e proteggere il fianco meridionale del cuneo dei carri ar­mati tedeschi in avanzata di sfondamento attraverso le Ardenne. Nell’operazione vengono impiegati 25 Storch decollati dal campo di Treviri-Eupen.

 

Alle 5, il 1° Armeekommando (AOK) comunica alla Heeresgruppe A: « Prima ondata Fieseler Storch atterrati secondo i piani alla loro meta ».

 

Il racconto del caporale Tappert: « Quando mi accalco nella cabina gremita dello Storch è ancora buio. Mi accoccolo su uno sgabello d'emergenza tra nastri di mitragliatrice, bombe a mano e altra roba. Alle mie spalle, la paratia; davanti a me s'è incastrato il caporal mag­giore Dreikandt e là in fondo, davanti, il tenente pilota König. Fanno partire il motore, poi si rulla piano fino ai punto di partenza. Lontano, all’oriz­zonte, a est, viene su una striscia chiara: comincia il nuovo giorno, venerdì 10 maggio 1940. L’aereo fa un paio di salti, poi siamo per aria, e in volo proprio sopra i boschi in direzione ovest. Sul cielo ancora scuro si stagliano appena gli apparecchi più avanti del nostro e quelli proprio diritto davanti a noi bal­lonzolano... In cabina fa più chiaro... La nebbia delle vallate lascia passare i raggi del sole e va a posarsi sopra le alture: si preannuncia una bella giornata.

Ed eccoci sopra il Lussemburgo. Ci aspettiamo il fuoco da sotto a ogni minuto e invece non succede proprio niente. “Miei signori, si atterra” avvisa d'un tratto il pilota. Smorza il motore e si scende dolce­mente. A qualche centinaio di metri davanti a noi, stanno atterrando anche gli altri. Si tocca terra morbidi, come se fossimo in ascensore, insomma, e con l’elica che, gira ancora, dallo sportello alzato sbattiamo le nostre carabattole sul prato paludoso... Il Fieseler ci passa davanti col motore che ruggisce in rullata di decollo. Ha il fango che gli arriva quasi fino ai mozzi delle ruote. E di colpo, ci manca il fiato, ma l’apparecchio china il muso per terra, fa

schiantare l’elica, fa una capriola e resta lì, posato sulla schiena.

Konig si tira fuori di gomiti e ginocchia dal Fieseler, bestemmiando come un carrettiere. Lo mettiamo in piedi, ci consultiamo sul da farsi. “Stando al rego­lamento, per prima cosa dovrei distruggere lo Storch, in maniera che non cada nelle mani del nemico”, brontola Konig, e si mette ad armeggiare intorno all'aereo. Non si tarda a sentire un gorgo­gliare e un odore di benzina.

“E adesso, gambe!” grida il pilota, e tira un pezzo di carta accesa tra ala e cabina dello Storch che è lì con le lunghe gambe per aria...

 

Non ap­pena atterrato il gruppo Hedderich, arrivano reparti francesi: gli uomini del 6éme Ré­giment degli Spahis algerini, al comando del col. Jouffrault. Lo scontro continua sino all’arrivo delle unità della 16 eme Armée (generale di fanteria Bush).

 

Nelle due operazioni vanno perduti 22 Stork, è il primo ed unico utilizzo di massa dell’aereo nel corso del conflitto.

 

 

Fieseler Fi.156 Stork operazione Niwi ed Hedderich

 

La maggior parte dei Fieseler Fi.156 Stork perduti nel corso delle due operazioni

si incidentato in atterraggio per il fondo melmoso

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