Operazione Millennium 30-31 maggio 1942 - I

MILLE BOMBARDIERI SULLA GERMANIA
Operazione Millennium, 30-31 maggio 1942

 

MILLE BOMBARDIERI SULLA GERMANIA Operazione Millennium, 30-31 maggio 1942


L’incursione da “mille bombardieri” su Colonia fu uno dei momenti decisivi della guerra aerea contro la Germania, con cui Harris dimostrò l’efficacia distruttiva del bombardamento di una metropoli industriale.
Con la collaborazione degli altri Command della RAF, furono riuniti 292 quadrimotori Lancaster, Halifax e Stirling, e 754 bimotori dei tipi più eterogenei, inclusi i Manchester.
L’attacco si sarebbe dovuto svolgere in un’ora e quaranta minuti: dalle 0.43 alle 2.23 del 31 maggio.
Le previsioni meteorologiche furono di nuvole e piovaschi sul 25% delle basi, tempo generalmente cattivo durante il viaggio d’andata, migliore sull’obiettivo.
Furono assegnati tre punti di mira, allo scopo di saturare di esplosioni e incendi tutta la zona dell’obiettivo; quote d’attacco a discrezione, ma non inferiori ai 2400 metri; azione preliminare del 1° e 3° Groups, con apparecchi muniti di Gee e carichi di ordigni incendiari per scatenare violente concentrazioni di fuoco attorno ai punti di mira; da quindici minuti a un’ora e quindici minuti dopo l’Ora Zero, intervento dei bombardieri medi con carichi esplosivi e incendiari; da un’ora e quindici minuti a un’ora e quaranta minuti, passaggio finale dei bombardieri pesanti del 4° e 5° Groups.

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Nelle riunioni prima della missione, gli equipaggi furono avvertiti che, se non avessero individuato Colonia, dovevano fare il possibile per bombardare una qualsiasi zona edificata della Ruhr, di preferenza Essen.

Dopo quattro rinvii causa il maltempo alle 17,00 del 30 maggio, ai 1046 bombardieri presenti in cinquantadue aeroporti della Gran Bretagna, giunse l’ordine di partenza. Il primo decollò alle 22,05 l’ultimo alle 23,15. Tutti affrontarono le avversità atmosferiche sul Mare dei Nord, ma il cielo di Colonia si presentò velato solo da pochi cirri ad alta quota, mentre una luna piena al 99%, bassa sull’orizzonte, rischiarava il paesaggio.

Pochi equipaggi dettero inizio al bombardamento alle 0,28, con diciassette minuti di anticipo sull’orario minimo, precedendo addirittura i bombardieri dei 1° e del 3° Group muniti di Gee, pochi altri equipaggi, attaccheranno oltre il tempo massimo, fra le 2.25 e le 3.10. La massa fu invece perfettamente puntuale: 860 velivoli su 898 sorvolarono Colonia nel tempo stabilito, e i bombardieri muniti di Gee non ebbero alcuna difficoltà a piazzare i loro carichi nelle aree previste. Solo centootto equipaggi riferiranno, al ritorno, di non essere stati in grado di localizzare o comunque di raggiungere l’obiettivo.

La flak abbatté sulla città sedici bombardieri, alla media di uno ogni sette-otto minuti, quattro furono distrutti dai caccia notturni e due entrarono in collisione. Altri diciotto furono abbattuti sulla via del ritorno, centosedici subirono danni di varia entità (trentatré grave, dodici senza possibilità di essere riparati). Dei quaranta aerei abbattuti (3,8%) sei quadrimotori(2,1%) e trentaquattro (4,5%) bimotori. Non fece ritorno uno dei Blenheim impegnati nelle azioni diversive.
 
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All’alba del 31 maggio quattro Mosquito del 105° Squadron compirono la loro prima missione per il Bomber Command con una ricognizione fotografica su Colonia dalla quota di 7200 metri. La città apparve come un immenso braciere, il pennacchio di una nuvola di fumo cumuliforme la sovrastava fino a 4600 metri di altezza. Non c’era un solo quartiere, dal centro alla periferia, rimasto intatto.

L’esame delle 246 foto scattate dai bombardieri, e di quelle dei Mosquito, appurò che su 898 velivoli almeno 600 avevano colpito l’obiettivo, distruggendo 243 ettari di aree edificate (di cui centoventi nel centro storico): il corrispettivo della superficie di Londra distrutta durante gli otto mesi di blitz della Luftwaffe e circa quanto tutte le incursioni dei due anni precedenti della RAF sulla Germania.
In un unico attacco il Bomber Command aveva provocato devastazioni assai più estese che nei settanta attacchi su Colonia dall’agosto 1941 all’aprile 1942, con l’impiego complessivo di 1364 bombardieri con il 3,8 % di perdite (identica percentuale di quelle dell’Operazione Millennium).
Gli equipaggi della RAF, affermarono che gli incendi erano visibili fino a duecentoquaranta chilometri di distanza.

Erano state completamente distrutte 3300 case e oltre 9510 danneggiate in modo più o meno grave. Cifre che indicano come il numero dei senzatetto denunciato dalle autorità tedesche (45.132) era gravemente in difetto. Da Colonia sfollarono immediatamente 130.000 persone. Le fabbriche distrutte furono numerose, ma non quelle più importanti attorno alla città. Circa 1500 piccole imprese furono tuttavia coinvolte nel disastro e le comunicazioni esterne e interne accusarono gravi disagi per molti giorni. Il numero delle vittime fu invece bassissimo: 474 morti e circa 5000 feriti.

Ciano scrisse nel suo diario il 3 giugno 1942: «I tedeschi hanno impedito ad Alfieri di recarsi a Colonia e l’hanno fermato alla stazione di Düsseldorf. Evidentemente lo scempio è stato tale che non amano mostrarlo al nostro ambasciatore. Anche Essen è stata colpita la notte scorsa, pare in proporzioni altrettanto forti».

A titolo di rappresaglia la Luftwaffe, nella notte dal 31 maggio al 1° giugno, eseguì con cinquanta velivoli un’incursione “Baedeker” contro Canterbury.
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