Maggio 1940: attacco all'Olanda

  Luftwaffe Junkers Ju.52

 


Il quartier generale dell'esercito olandese rende noto

 

Le truppe tedesche hanno dato inizio al loro in­gresso in Olanda alle 3 del mattino. Sono state ten­tate incursioni su alcuni aeroporti. Il nostro esercito e la difesa contraerea sono pronti a entrare in azio­ne. Le inondazioni intese a contrastare l'avanzata tedesca si attuano secondo i piani. Fin qui sono stati abbattuti almeno 6 aerei tedeschi.

 

10 maggio 1940

 

 

 

L'agenzia Havas comunica

 

La radio olandese ha rivolto un appello alla popo­lazione nel quale si dice che sarebbero atterrati su suolo olandese paracadutisti tedeschi, in parte in uniforme olandese. La popolazione è stata invitata a vigilare con estrema circospezione.

 

 

 

Partenza all'alba

 

Abbiamo il compito di attaccare e annientare le posizioni contraeree degli aeroporti intorno a Rot­terdam, all'Aia, a Delft. Il più fitto buio della notte ammanta tutti i preparativi...

Ci hanno ordinato la partenza per le 4,30... Ora si vola nelle prime luci del 10 maggio. Davanti a me, la squadriglia del tenente Beermann. Si vola a file serrate e le vampe degli scarichi sono un ottimo punto di riferimento del volo in formazione. Si sale piano alla nostra quota d'attacco. Si fa più chiaro da un minuto all'altro...

Obliquo, davanti a noi, riconosciamo il "nostro" aeroporto. Tutto intorno, vampate incessanti dalle bocche delle batterie contraeree...

Per non mettere in pericolo il lancio dei nostri pa­racadutisti, bisogna annientarle. Al limite meridio­nale del campo vedo già i punti d'impatto delle prime bombe...

Passo alla picchiata. Pochi istanti e l'obiettivo mi è volato incontro. Nel reticolo, una masseria ingran­disce a vista d'occhio. Sgancio. A volo radente sulla postazione, la tempestiamo di raffiche con le pe­santi armi di bordo. Il tiratore avverte: «Urrà! Centrata! Centrata in pieno! ».

 

Völkischer Beobachter

maggio 1940

 

 

 Olanda, maggio 1940 L’aeroporto di Waalhaven attaccato dalla Luftwaffe

 

L’aeroporto di Waalhaven attaccato dalla Luftwaffe

 

 

Così abbiamo preso Waalhaven!

 

... il mio battaglione aveva il compito di prendere l'aeroporto continentale di Rotterdam, Waalhaven, e di tenerlo in nostre mani per i contingenti avio-trasportati che dovevano arrivare...

Da qualunque parte giro gli occhi, vedo in volo gli aerei da trasporto carichi di paracadutisti. Il sole spunta all'orizzonte alle nostre spalle e inonda d'un tepido chiarore gli uomini dietro di me... Poco pri­ma dell'aeroporto di Waalhaven si cominciano a sentire deflagrazioni che sono poco confortevol­mente vicine. Spara la contraerea, è un fuoco vio­lentissimo, tanto che lo sentiamo anche tra il rombo dei motori. A terra, è tutto un lampeggiare di vampe dai pezzi e si sentono degli schianti a bordo...

Finalmente, l'ordine di lanciarci. Un attimo, e sia­mo tutti fuori; tutti lanciati nel vuoto, a pesce.

Si vede bene che il fuoco della contraerea viene tutto dai bordi del campo. Pare proprio che gli olandesi abbiano assegnato al loro aeroporto più importante un bel contingente di forze.

Mentre ci stiamo dirigendo sul posto, sentiamo un violento fuoco di mitragliatrici, punteggiato dal soffocato schianto delle bombe a mano, che a giu­dicare dal botto mi sembrano le nostre...

Gli olandesi si sono battuti da eroi, molto più acca­nitamente di quanto ci si poteva aspettare da un popolo che ormai da più d'un secolo non fa la guerra...

Mi accorgo che nel conquistare l'aeroporto ci ab­biamo messo meno tempo a sopraffare la difesa del campo di quello che ci avevano assegnato. È ancora mattina presto, ci si potrebbe anche guardare intorno per una tazza di caffè. Pare che qui in Olanda ne abbiano di quello molto buono. E infatti, ecco arrivare uno dei miei uomini di corsa ad annunciare: « Signor capitano, il posto di combattimento è allestito e la colazione è in tavola! ». Vado con lui alla palazzina di servizio che dà sul piazzale e sono costretto a mettermi a ridere. Hanno imbandito davvero una lauta prima colazione, la radio va — c'è il borgomastro di Amsterdam che sta appunto facendo un discorso che incita a resistere —, ho soltanto da prender posto. « Ragazzi, come avete fatto a far spuntare tutta questa roba così alla svel­ta? Magia? ». « Macché, signor capitano! Avevano già preparato per loro gli olandesi! ».

La bella colazione viene interrotta dal rombo di tanti motori. Le truppe aviotrasportate! Raggiungo in fretta il piazzale e vedo calare in atterraggio il primo aereo. A un finestrino, riconosco il tenente colonnello von Cholitz, che tutto raggiante mi fa un cenno di saluto. Ancora ieri, agitando severamente un indice minaccioso, ci diceva: «Ragazzi, ragazzi, provate a non esser lì, quando poi atterro io, voial­tri!».

 

Völkischer Beobachter

maggio 1940

 

 

 Junkers Ju.52 atterrato lungo una strada nei pressi di Rotterdam

 

Junkers Ju.52 atterrato lungo una strada nei pressi di Rotterdam, la campagna del maggio 1940 non fu la “passeggiata militare” descritta dalla propaganda tedesca, imponendo significative perdite anche all’aviazione da trasporto

 

 

Entrano in azione i bombardieri olandesi

 

Il 10 maggio 1940, tre equipaggi olandesi dei bom­bardieri Fokker T.V di stanza alla base di Ruigen­hoek, nei pressi di Haarlem, ricevono l'ordine di effettuare un'incursione sulla base aerea di Ocken­burg allo scopo di distruggere gli Ju. 52 che hanno trasportato parte della 22° Divisione di fanteria in Olanda e che adesso avrebbe l'incarico di spingersi fino all'Aia, per farvi prigionieri la famiglia reale e i membri del governo.

Il racconto del Tenente G. H. J. Ruygrok:

 

« Ammetto che mi tre­mavano le ginocchia e non me ne vergogno, perché la nostra contraerea parlava d'una quantità di caccia, intorno a Ockenburg! Dopo il decollo, ci teniamo sulla costa e Japiew, il pilota, tira su di quota l'ae­reo. Dice che non facciamo in tempo a raggiungere la quota di 3000 metri prescritta, dato che nelle vicinanze di Scheveningen ci troviamo ancora a 2000 metri. Gli rispondo di lasciare tranquillamente l'aereo come sta. Facciamo rotta su Hoek van Hol­land e in cielo non si vede ancora un nemico. Di colpo, ci appare il campo di Ockenburg tra le nu­vole, e laggiù ci sono 30 Junker 52 grigio scuro disposti per diritto e traverso. Al secondo pas­saggio pigio il tasto di sgancio, ma poi mi do subito da fare con l'artiglieria di bordo perché da un mo­mento all'altro possono presentarsi i caccia. Intanto il co-pilota nota che le bombe hanno centrato il bersaglio proprio in pieno. Allora caliamo in picchiata verso il mare e a 25 metri ch quota svicoliamo in direzione di Haarlem ».

 

 Fokker T.V

 

Fokker T.V 

 

Fokker T.V

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