Le boe di salvataggio della Luftwaffe

Ruttungsboje Luftwaffe Udet


Descrizione delle boe di salvataggio costruite da un'idea del maggiore generale Ernest Udet.

 

Il Ministero dell'Aviazione del Reich, per iniziativa dell'Intendente Generale del Materiale Aeronauti­co, maggiore generale Udet, ha perfezionato una boa di salvataggio per gli equipaggi aerei costretti ad ammaraggio di fortuna a gran distanza dalla costa, destinata a ospitare tali equipaggi fino all'ar­rivo dei natanti di salvataggio. Lunga circa 4 m, larga 2,5 e alta 2,5, la boa ha sul ponte una torretta dell'altezza di circa 1,8 m, con l'albero del semaforo e un'antenna. La boa offre possibilità di perma­nenza per più giorni a quattro persone e in caso di necessità è in grado di ospitare equipaggi di più aerei. Lungo il perimetro della boa, sia immediata­mente al di sotto sia al di sopra della linea di gal­leggiamento, scorrono tubi d'appoggio che servono agli equipaggi naufraghi per aggrapparsi, prima, e quindi per salire a bordo della boa. Un cavo da rimorchio, lungo un centinaio di metri, si estende dalla boa ed è reso visibile da galleggianti di soste­gno alternativamente dipinti di giallo e di rosso. Il cavo indicherà all'aereo in pericolo la presenza d'e­ventuali correnti. L'aereo in pericolo farà quanto gli è possibile per ammarare sul lato controvento della boa e controcorrente qualora ve ne sia. In tal caso il cavo da traino offrirà anche la possibilità di ag­grapparvisi e di servirsene per trascinarsi in salvo fino alla boa, nel caso in cui la si sia mancata al­l'ammaraggio. Nella torretta della boa, poi, si trova attaccato a una cima lunga 10 m un pallone di salvataggio, che si potrà lanciare ai camerati feriti o sfiniti.

 

La boa, verniciata di giallo chiaro nella parte emergente dalle acque e chiaramente contrasse­gnata da 4 croci rosse in campo bianco, è perenne­mente illuminata da una luce d'ormeggio della portata visiva di circa 1000 metri. L'interno della boa comprende cabine con quattro letti, vestiario e calzature asciutti, materiale di medicazione e cor­roboranti. Le vettovaglie d'emergenza, che com­prendono fra l'altro 251 litri d'acqua potabile, sono sufficienti, se parsimoniosamente consumate, a so­stentare l'equipaggio fino all'arrivo dei natanti di salvataggio.

 

Per finire, nella boa si troveranno vari congegni di segnalazione, mediante i quali gli equipaggi nau­fragati potranno render nota la loro presenza. Per segnalare che a bordo della boa si trovano dei nau­fraghi di giorno si esporranno una sfera d'ormeggio nera e una bandierina giallo-rossa.

La notte a tale scopo si aggiungeranno in torretta una luce rossa e una luce bianca alla luce d'ormeggio bianca già presente. Per richiamare i soccorsi si potranno usare pistole da segnalazione, capaci di lanciare razzi rossi e bianchi, razzi fumogeni e illuminanti a discesa con paracadute. Ogni boa è poi dotata di trasmittente di segnali di soccorso e possiede inoltre un battello pneumatico per il trasbordo dei naufraghi sui na­tanti soccorritori.

 

L'equipaggio che avrà fatto ricorso a una di queste boe di salvataggio dovrà farne immediatamente rapporto non appena raggiunta la costa, specifi­cando il numero della boa usata perché se ne pos­sano reintegrare il vestiario e le vettovaglie.

 

Le eventuali forature dovute a proiettili alle pareti della boa si possono chiudere mediante zaffi a te­nuta stagna, inseribili mediante una mazzuola di legno. Un'apposita pompa, infine, fa parte della dotazione per riversare in mare l'acqua eventual­mente filtrata a bordo della boa.

 

Foglio d'informazioni di prima linea per la Luftwaffe, n. 22



Ruttungsboje Luftwaffe Udet

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