L'affondamento del Repulse e del Prince of Wales

 «Spesso si è trascurato il fatto che l'impiego di forze navali esige una protezione aerea ancora più forte di quella necessaria alle forze terrestri. Lo sviluppo dell'aviazione ha provocato nella tattica navale mutamenti più rivoluzionari di quelli imposti alla tattica terrestre» (Frido von Senger und Etterlin). L’acuta osservazione del generale tedesco è pienamente appropriata riguardo alla sorte toccata alle due navi da battaglia della Royal Navy uscite per l’interdizione degli sbarchi giapponesi in Malesia e affondate dagli attacchi di bombardieri e aerosiluranti.

 

 

 

 

 

Lo Yomiuri comunica
Tokyo, mercoledì 10 dicembre 1941


Le condizioni meteorologiche erano assai sfavorevoli per le operazioni aeree, quel mattino. Il Mare della Cina meridionale era coperto da una spessa coltre di nubi scure. Inutile dire che la visibilità era pessima.
A bassa quota sopra le unità da trasporto giapponesi, il nostro aereo proseguì il volo di ricognizione. Si volava lungo la costa orientale delle isole Anamba.
Si avvistarono all’orizzonte lunghi pennacchi di fumo.
Dopo rigorosa osservazione riconoscemmo una squadra navale nemica della quale facevano parte la Prince of Wales e la Repulse. Il marconista comunicò la posizione della flotta nemica alla nostra base di bombardieri.
Non appena giunta la segnalazione, nonostante il cattivo tempo decollavano in grandi formazioni i bombardieri dell’Aviazione Imperiale di Marina, molti dei quali carichi di siluri.
I nostri bombardieri avvistarono ben presto la flotta britannica dell’Estremo Oriente, la quale doveva averci a sua volta avvistati poiché tentava di sottrarsi a una velocità di trenta nodi con rotta a zig-zag, dietro una fitta cortina di fumo.
Le pessime condizioni di visibilità ci impedivano d’inseguire la flotta nemica e tra il generale rammarico fummo costretti a rientrare alla base. La mattina seguente si fecero partire i motori dei ricognitori e dei bombardieri per poi mandarli su al massimo dei giri.

Decollammo tutti fermamente decisi ad annientare quel giorno stesso la flotta nemica. La visibilità era migliore di quella del giorno prima, in cielo quasi non c’erano nuvole.
Dopo un volo piuttosto lungo potemmo finalmente scorgere la Prince of Wales e la Repulse, a poche miglia di distanza da Kuantan.

I nostri bombardieri si gettarono in picchiata tra il fuoco contraereo su entrambe le unità da guerra nemiche che i nostri siluri centrarono con vampate d’accecante candore cui seguirono nere colonne di fumo.

La Prince of Wales e la Repulse andarono avanti ancora un po’ senza timoni, trasformandosi intanto in colonne di fuoco che colavano lentamente a picco.

 
 

Singapore, 8 dicembre 1941. Partenza della corazzata HMS Prince of Wales 


Singapore, 8 dicembre 1941. Partenza della corazzata HMS Prince of Wales

 


L’agenzia Reuters comunica
Londra

 

Si annuncia ufficialmente che oltre 2000 tra ufficiali e marinai della Prince of Wales e della Repulse sono stati tratti in salvo e sbarcati a Singapore.

 

 

Singapore, 8 dicembre 1941. Partenza dell’incrociatore da battaglia HMS Repulse

Singapore, 8 dicembre 1941. Partenza dell’incrociatore da battaglia HMS Repulse

 

 

Racconto di un corrispondente di guerra del Daily Express
che si trovava a bordo del Repulse
Londra, giovedì 11 dicembre 1941

 

Dopo che la nave colpita si era inclinata sulla sinistra, il nostro unico pensiero era stato di arrivare al più presto in coperta. In quell’attimo, però, la Repulse si era già inclinata al punto che ci separavano dalla superficie del mare due metri scarsi. Con centinaia di ufficiali e marinai mi lanciai nell’acqua tiepida, dove minacciai di soffocare nello spesso strato oleoso che copriva il mare. Dopo poco, ma a me parvero ore, fui tirato a bordo di una scialuppa.

 

 

L'affondamento del Repulse e del Prince of Wales in una cartolina giapponese 

 

 

Servizio radio di Cecil Brown della CBS

Singapore, giovedì 11 dicembre 1941

Vi parla un testimone oculare dell’episodio in cui la Prince of Wales e la Repulse hanno terminato la loro carriera nel Mar Cinese Meridionale, a 50 miglia dalla costa malesi e a 150 miglia a nord di Singapore... Le due corazzate sono state affondate in un attacco aereo sferrato con straordinaria abilità e ardimento da una formazione di bombardieri e aerosiluranti. Mi trovavo circa a mezzanave sul ponte di segnalazione della Repulse quando i primi nove bombardieri giapponesi si sono nettamente profilati sullo sfondo stupendamente sereno del cielo. Volavano a 3000 m di quota e si avvicinavano ordinati su di una retta che pareva tirata con la riga.
Venivano sparati su di noi e la nostra contraerea abbaiava rabbiosa senza posa. Arrivati sopra di noi gli aerei, la prima bomba cadde in acqua, vicinissima alla murata, più o meno all’altezza del punto nel quale mi trovavo, tanto vicina che io spruzzo del l’acqua ha inondato tutti i presenti fino alla pelle.
Nello stesso momento piomba un’altra bomba sul ponte della catapulta e mette fuori combattimento quegli aerei. Alle 11,27 il fuoco divampa da molte parti. Si riesce a contenerlo con fatiche enormi. Gli artiglieri rinnovano le munizioni, dimostrano tra l’altro un eccezionale sangue freddo: si scambiano battute. Poco distante da noi la ciminiera mostra evidenti buchi slabbrati: le schegge... Verso le 11,40 la Prince of Wales pare colpita: perde velocità e in maniera notevole... E rieccoli, tornano ad attaccarci.
Gli altoparlanti ordinano: «Fuoco di sbarramento!» e spara tutta la contraerea, con tutto quel che ha. I giapponesi vengono giù, un’ondata dopo l’altra, come i vassoi delle portate, bersaglio gradito per la nostra contraerea. Tra le cupe detonazioni dei grossi calibri e l’abbaiare secco dei piccoli viene segnalato: «Un uomo in mare!». Arrivano sparati due aerei giapponesi. Ne vedo poi di più e a occhio nudo ne conto in tutto nove, come prima. E sembrano proprio aerosiluranti... Hanno un’audacia pazzesca. Vengono tanto vicini che vediamo la testa dei piloti. Verso le 11,48 un aereo si avvicina a tribordo. Fa appena in tempo a lanciare il siluro e già sento l’urlo di gioia degli artiglieri: «Centrato!»... Alle 12,15 la Wales pare proprio immobilizzata. Prima avevo avuto troppo da fare per poter seguire tutti gli attacchi, ma sembra proprio una faccenda seria, anche se seguitano a tuonare tutti i pezzi, incessantemente... A bordo della Repulse il fuoco non è stato domato... 12,20 e vedo dieci bombardieri che puntano su di noi. Non si riesce ancora a capire se sono bombardieri o aerosiluranti... C’è un aereo che seguita a girarci intorno, sempre più stretto. Adesso sarà a 350 m da babordo e ci viene addosso. Vedo il siluro che s’infila in acqua; sento la vedetta che avvisa: «Siluro», poi... una specie di gran pesce d’argento ci si avventa contro.
Qualcuno dice «Questo ci piglia in pieno!» e infatti il siluro ci piglia a babordo, a una quindicina di metri da dove mi trovo. Si ha la sensazione che la nave sia finita sopra uno scoglio. Mi sento scaraventare via per qualche metro, ma non cado e non sento esplosioni: solo un immane crepitare. Tendo l’orecchio, non si sente niente e poi di nuovo quello scricchiolare, questa volta a tribordo. Dopo il primo siluro c’era stato l’ordine calmissimo: «Gonfiare il giubbotto salvagente». Sto appunto eseguendo quando sopraggiunge il secondo siluro. La nave si inclina così in fretta che devo smettere di gonfiare il giubbotto. Non è più il caso di perdere tempo... La maggior parte degli artiglieri è fuori combattimento, chi per le ferite chi per la sbandata. Io mi butto dalla Repulse alle 12,35. In mare riesco a seguir bene cosa succede sul Wales. Per un po’ seguita a sparare. Poi le arrivano due bombe in coperta... Sto nuotando, attaccato a un mobiletto, quando alla distanza di circa un miglio vedo il Wales che tira fuori tutta la prua dal mare e s’inabissa di poppa...

 

 



La Sezione Marina del Quartier Generale Imperiale comunica
Tokyo, giovedì 11 dicembre 1941

 

Nella missione di ieri in acque malesi, dove sono state affondate la Repulse e la Prince of Wales, la marina giapponese ha perso soltanto tre aerei.

 

 

Mar Cinese Meridionale, 10 dicembre 1941. Gli ultimi momenti dell’incrociatore da battaglia HMS Repulse (sopra) e della corazzata HMS Prince of Wales 

 

Mar Cinese Meridionale, 10 dicembre 1941. Gli ultimi momenti dell’incrociatore da battaglia HMS Repulse (sopra) e della corazzata HMS Prince of Wales

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