Baedeker Raids

I sempre più massicci bombardamenti de]la RAF contro città tedesche indussero Hitler a ordinare rappresaglie e in un telescritto (del 1942) dell’OKW al Comando supremo della Luftwaffe la decisione fu così illustrata: «Il führer ha stabilito che s’inasprisca l’offensiva aerea contro l’Inghilterra […] Nella scelta degli obiettivi si deve dare la precedenza a quelli il cui bombardamento meglio può minare il morale delle popolazioni. Oltre Londra bisogna colpire anche altre città».



La cattedrale di Exeter devastata dal bombardamento del 24 aprile 1942.  La città fu il primo obiettivo dell’operazione Baedeker


La cattedrale di Exeter devastata dal bombardamento del 24 aprile 1942.
La città fu il primo obiettivo dell’operazione Baedeker

 

 

Il compito spettò alla Luftflotte 3, che impiegava le proprie unità soprattutto contro il naviglio mercantile e per l’addestramento di equipaggi da bombardamento.

La prima azione fu condotta nella notte sul 24 aprile 1942 da circa quarantacinque apparecchi contro la città di Exeter, sede vescovile e, poiché ebbe scarso successo, fu ripetuta la notte successiva con sessanta aerei, che provocarono gravi danni.

 

 

Wilfred Stanley Haines (1905–1944), Fire Blitz on Bath  Imperial War Museum, Londra 

 

Wilfred Stanley Haines (1905–1944), Fire Blitz on Bath
Imperial War Museum, Londra

 

 

Bombe su Bath

Nella notte sul 26, mentre alcuni bombardieri andavano a sganciare su Bristol, fu attaccato il centro termale di Bath: l’incursione provocò danni a gran parte della città, sia perché le bombe caddero sui quartieri residenziali, sia perché le colline circostanti amplificarono l’onda d’urto delle esplosioni.

 

Tra l’altro, la distruzione pressoché totale di tre gasometri provocò l’interruzione dell’erogazione di gas per due settimane e le operazioni di soccorso furono gravemente ostacolate, sia perché una bomba aveva centrato proprio la sede dcl locale comando della Difesa civile, sia per la presenza di numerosi ordigni inesplosi, sia perché il bombardamento, provocando la rottura delle tubazioni dell’acquedotto, aveva causato anche molti allagamenti.

 

I soccorritori erano ancora all’opera la notte seguente, quando la città fu nuovamente bombardata. Nelle due incursioni contro Bath furono causati più

danni di quanti siano stati inferti alle altre città nel corso di tutti gli attacchi di rappresaglia.

 

Nelle prime ore del 26 furono colpiti gli stabilimento della Stothert & Pitt, adibiti al montaggio di carri armati, affusti di artiglieria e attrezzature per lo sminamento. Bombe ad alto potenziale colpirono le due fabbriche di componenti di siluri e di apparecchiature antincendio della Horstmann Gear Company, dove il lavoro, soprattutto a causa delle bombe rimaste inesplose fu sospeso per diverso tempo.

Lo stabilimento della Bath Aircraft Ltd. fu distrutto al 95%, e totalmente quello, adibito alla riparazione di eliche, della British Overseas Airways Corporation. Distruzione e incendi subirono anche le segherie-falegnamerie che producevano contenitori per munizioni, le bellissime case in stile Regency e le Assembly Rooms.

Era ormai evidente che i tedeschi stavano prendendo di mira i centri della cultura e dell’arte, le città senza interesse militare e le località di soggiorno, in ciò eseguendo gli ordini di Hitler, che vedeva nell’attacco ai centri della vita culturale e ai monumenti storici il modo migliore per seminare il terrore tra la popolazione e piegarne la volontà di resistenza.

Hitler stesso aveva anche proclamato che si dovevano cancellare le città dalle Baedekcr e fu così che queste notissime guide turistiche, oltre che a dare il nome all’intera operazione, svolsero il triste compito di segnalare i centri da colpire.

 

 

La chiesa di York la mattina successiva al Raid Baedeker 

 

La chiesa di York la mattina successiva al Raid Baedeker

 

 

Il turno dell’Inghilterra orientale

Dopo l’incursione su Bath i tedeschi mirarono all’Inghilterra orientale e il 27 aprile il KG2 bombardò la città e sede vescovile di Norwich. I bombardieri furono guidati da una stazione di radiocontrollo situata presso l’aeroporto olandese di Schiphol(Amsterdam), ma con scarso successo: gran parte delle bombe furono sganciate in aperta campagna. Quelle che invece caddero sul centro urbano provocarono incendi che divamparono con violenza anche a causa della scarsità di acqua.

Nella sesta notte consecutiva dell’operazione Baedeker fu attaccata la città di York, con impiego di una percentuale maggiore di bombe incendiarie, grappoli

delle quali caddero a nord e a sud dell’antica abbazia e la circondarono di incendi, fortunatamente senza causarle gravi danni. Alcuni aerei sganciarono le

bombe sul nodo ferroviario, rendendo tra l’altro inutilizzabili le officine della London & Eastern Railways, impegnate nella produzione di componenti aeronautiche.

 

La mattina seguente uno Ju 88 effettuò una vasta ricognizione sorvolando Exeter, Bristol, Bath, Scarborough e Whitby, località turistica famosa per la sua abbazia. Gli inglesi conclusero che il ricognitore, oltre a verificare i risultati delle incursioni, aveva ricevuto ordine di verificare nuovi possibili obiettivi.
La notte successiva fu ancora bombardata Norwich; quarantacinque dei settantacinque bombardieri impiegati sganciarono le bombe esattamente sul centro della città, provocando molte perdite di vite umane e gravissimi danni agli edifici.

 

Infine, dopo sette notti consecutive la Luftwaffe sospese gli attacchi, in parte per le non buone condizioni meteorologiche, ma anche per la necessità di valutare i risultati conseguiti, che mostrarono come Exeter fosse stata danneggiata solo lievemente.

 

Anche il comando britannico procedette a un proprio bilancio e di conseguenza modificò la rete di difesa contraerea disponendo tra l’altro lo spostamento di 252 pezzi di artiglieria per difendere ventotto obiettivi giudicati probabili futuri bersagli: le città universitarie di Oxford e Cambridge, quelle storiche di Ely e Lincoln, la già colpita Norwich, le cui difese furono potenziate da una cintura di palloni di sbarramento, ecc.

 

 

Edifici di Canterbury colpiti dalle incursioni della Luftwaffe. La storica città inglese fu colpita il 31 maggio e il 2 giugno 1942 

 

Edifici di Canterbury colpiti dalle incursioni della Luftwaffe.
La storica città inglese fu colpita il 31 maggio e il 2 giugno 1942 (IWM)

 

 

Viene potenziata la difesa contraerea

Nella prima settimana dell’Operazione Baedeker la difesa contraerea inglese non s’era mostrata molto efficace, abbattendo un solo velivolo, mentre otto erano stati abbattuti dalla caccia notturna ed un altro era precipitato in mare per ragioni non accertate. Nel corso di quella settimana, la caccia aveva effettuato attacchi ad aeroporti nemici, oltre a danneggiare, ma in misura imprecisabile,

aerei al suolo, aveva abbattuto due bombardieri in volo e un Do 217 in atterraggio a Dinard.

 

La notte sul 4 maggio la Luftwaffe tornò all’attacco inviando sessanta aerei a bombardare nuovamente Exeter, che fu pesantemente colpita. In questa città si trovava tra l’altro un complesso di officine per la riparazione di aeroplani che furono quasi tutte o distrutte o messe fuori uso per lungo tempo.

In quella circostanza, però, la difesa fu più efficace.

Complessivamente, quella notte i Beaufighter abbatterono cinque bombardieri, mentre nove Hurricane, quattro Havoc e due Boston effettuarono un’incursione su aeroporti tedeschi.

 

Alla ricognizione tedesca sembrò che la cattedrale di Exeter fosse rimasta quasi intatta al centro di una vasta area di macerie. Invece il celebre tempio aveva subito danni gravissimi, mentre intere file di edifici, molti risalenti al Medioevo, erano state ridotte in cumuli di macerie.

 

Nella notte sul 5 maggio, 80 aerei attaccarono Cowes, ma è dubbio che si sia trattato di una missione nel quadro dell’Operazione Baedeker perché pur essendo la città centro di sport velici, era soprattutto un centro industriale e portuale, di cui la Luftwaffe colpì e riuscì a danneggiare gravemente i cantieri e gli stabilimenti.

 

Quattro notti dopo Norwich fu nuovamente bombardata ma per il ridotto numero di velivoli impegnati, sembrò chiaro che l’Operazione Baedeker era ormai avviata a conclusione.

 

Per rappresaglia contro l’incursione da mille bombardieri su Colonia la RAF effettuò due raids su Canterbury: quello del 30/31 maggio e quello, più massiccio, del 2 giugno.

 

 anterbury, si provvede allo sgombero delle macerie dell’incursione  del 31 maggio 1942


Canterbury, si provvede allo sgombero delle macerie dell’incursione del 31 maggio 1942

 

 

Conclusione dell’Operazione Baedeker

Dopo le due incursioni su Canterbury, la Luftwaffe tornò a prendere di mira obiettivi d’interesse militare. Il 26 giugno, però, trenta bombardieri sganciarono su Norwich, soprattutto bombe incendiarie, e il 1° agosto ripeterono l’azione con venti apparecchi provocando trentotto incendi e uccidendo due persone.

 

In seguito Canterbury fu gravemente danneggiata da due distinti bombardamenti che però rientravano nelle incursioni “attacca e fuggi”. Il pomeriggio del 31 ottobre, trenta Fw 190 e Bf 109, scortati, sganciarono bombe ad alto potenziale sul centro direzionale della città, su zone residenziali e sulla centrale elettrica.

 

Calata la notte, venti bombardieri completarono l’incursione; due Do 217 furono abbattuti dalla caccia. La celebre cattedrale riportò solo lievi danni, ma la biblioteca capitolare fu completamente distrutta.

 

Nel complesso l’Operazione Baedeker non ebbe successo: le perdite subite dalla Luftwaffe non furono compensate dai risultati che Hitler voleva conseguire e, lungi dall’abbattere il morale del popolo britannico, quei bombardamenti ottennero l’effetto opposto.

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