Novembre 1941

1/30.11. Sommergibili tedeschi affondano nell'Atlantico e nel Medi­terraneo 19 mercantili alleati per complessive 91.628 t.

 

1.11. Il XXX corpo d'armata te­desco (gen. di fanteria von Salmuth) conquista Simferopol in Crimea.

 

2.11. Inizio dei combattimenti, progressivamente più cruenti pro­trattisi fino al 1945, tra i partigiani di Tito ed quelli Cetnici guidati dal ge­nerale Mihajloviĉ.

 

Reparti tedeschi conquistano la « Repubblica Popolare » di Uzice pro­clamata da Tito: alcune unità partigiane riescono a sfuggire all’accerchiamento ritirandosi, attraversando il massiccio del Durmitor, nel Monte­negro.

 

Una formazione britannica di in­crociatori cattura, ad est del Capo di Buona Speranza, un convoglio francese, composto da 5 mercantili per comples­sive 39.589 t., proveniente dal Ma­dagascar, riesce fuggire l'unica nave di scorta.

 

3.11. Il XLVIII corpo d'armata corazzato tedesco (gen. delle truppe corazzate Kempf) conquista Kursk.

 

Bombardieri sovietici attaccano Helsinki.

 

3/9.11. Una seconda gruppo di sommergibili tedeschi esce in mare per il trasferimento nel Mediterra­neo; di quattro unità, una va per­duta.

 

4.11. Il XLII corpo d'armata, ap­partenente all’11.a armata tedesca, conquista Feodosia in Crimea.

 

5.11. Il Consiglio della Corona giapponese decide di presentare an­cora due proposte per un'intesa, nel corso delle trattative con gli Stati Uniti; nel caso in cui entro il 25.11 non fosse stato raggiunto alcun ac­cordo la guerra apparirà inevitabile e verrà provocata con un attacco da parte giapponese. Per garantire un appoggio all'ambasciatore giappone­se negli Stati Uniti, Nomura, viene mandato a Washington, quale invia­to speciale, l'ambasciatore Kurusu, già in servizio a Berlino.

 

6.11. Il commissario sovietico del popolo agli Affari Esteri Litvinov viene inviato a Washington come ambasciatore presso gli USA.

 

Il feldmaresciallo Mennerheim ordina all'armata di Carelia di attestarsi sulla difen­siva.

 

7.11. I capi di S.M. degli U.S.A. assegnano i settori operativi dello S.M. generale e dello S.M. dell’ammiragliato; nei relativi piani o­perativi, in caso di guerra, è previ­sta anche la possibilità di un'azione bellica nel Pacifico, nel cui quadro le isole giapponesi sarebbero state considerate zone d'operazioni. In tal modo per la prima volta si prende in esame, da parte degli U.S.A., una guerra nel Pacifico, come even­to dell'immediato futuro.

 

Hitler dichiara che l'occupazione delle zone petrolifere sovietiche nel Caucaso deve essere differita al 1942.

 

7/8.11. La RA.F. impiega 400 bombardieri contro la Germania e altri obiettivi: 169 aerei (21 abbattuti) attaccano Berlino, 55 (7 abbattuti) bombardano Mann­heim e 43 (9 abbattuti) obiettivi nella Ruhr. Altri 133 aerei bombardano, senza subire perdite, Colonia, Osten­da e Boulogne.

 

8.11. La 16.a armata tedesca spin­tasi oltre il fiume Volchov, in dire­zione nord-est, conquista, con il XXXIX corpo d'armata corazzato (gen. delle truppe corazzate Schmidt), la città di Tichvin, difesa da unità del­la 4.a armata sovietica (gen. d'artiglieria Me­rezkov). Con tale azione s'esaurisce la forza offensiva della 16.a armata.

 

8/9.11. La « Force K » britannica (2 incrociatori e 2 cacciatorpedinie­re) attacca, poco dopo mezzanotte, un convoglio italiano costituito da sette trasporti di rifornimenti destinati in Nord Africa, avvistato dalla ricognizione aerea il giorno precedente, ed affonda tutte le uni­tà da trasporto (complessive 39.055 t.) e 2 cacciatorpediniere di scorta. Il forte schieramento di unità di scorta, protezione diretta costituita da 6 cacciator­pediniere, indiretta di 2 incrociatori pesanti e 4 cacciatorpediniere, non può scongiurare la sorte dei trasporti perché le unità italiane sono pressoché impotenti nei confronti della formazione avversaria, pur inferiore per numero, in quanto prive di apparecchiature ra­dar e per il superiore coordinamento tra mezzi navali e aerei dei britannici.

 

9/10.11. Incursioni aeree britan­niche su Amburgo, Cuxhaven e Emden.

 

10/14.11. La squadra britannica di Gibilterra lancia da 2 portaerei, nel Mediterraneo occidentale, 37 cac­cia e 7 bombardieri destinati a Mal­ta. Sulla rotta del ritorno la por­taerei Ark Royal viene colpita da un siluro lanciato dall’U 81 (ten. di vascello Guggenberg). L'unità deve essere abbandonata il giorno succes­sivo.

 

12.11. Contrattacco della 52.a ar­mata sovietica (gen. Klykov) pres­so Tichvin.

 

Il Ministro francese della Difesa, gen. Huntziger muore, vittima di una disgrazia.

 

13.11. Cambiamento della legge sulla neutralità degli U.S.A.: viene consentito ai mercantili americani la navigazio­ne nelle zone di guerra e ne dispo­ne l'armamento. La disposizione entra in vigore il 18.11.

 

15/17.11. Volgendo al termine la « rasputiza » e manifestatosi il primo gelo, inizia la seconda fase della battaglia di Mosca: vengono disposti l'attacco da parte dell'ala nord del gruppo d'armate Centro, costituita dal 4° gruppo corazzato, per il 15.11, e, per il 17.11, quello dell'ala sud.

 

16.11. Presa di Kerc da parte del XLII corpo d'armata. Conseguente­mente l'intera Crimea è in mano dell’11.a armata tedesca, con la conqui­sta della fortezza di Sebastopoli.

 

16/20.11. Nel corso del trasferi­mento del terzo gruppo di sommergibili tedeschi nel Mediter­raneo su sei scafi un’unità va perduta e una se­conda deve rientrare, colpita da bombe.

 

17.11. Suicidio del direttore ge­nerale dell'armamento aereo, gen. Udet, originato dalla disperazione per gli errati sviluppi che va pren­dendo l'armamento aereo tedesco.

 

18.11. Inizio di una controffen­siva britannica in Nord Africa che precede un'azione offensiva da par­te dell’Asse contro Tobruk, prevista per il giorno 23.11: avanzata dell'8.a armata britannica dal deserto (set­tore di Ridotta Maddalena) in direzio­ne di Tobruk, diretta a liberare la piazza e ad annientare le forze italo-tedesche.

Forze britanniche: 8.a armata (gen. (Cunningham) costituita dai corpi XIII e XXX, compresa la guarnigio­ne di Tobruk: 6 divisioni e 3 bri­gate di riserva, con 725 carri e 1.072 aerei efficienti.

Forze italo-tedesche: gruppo coraz­zato Afrika (gen. Rommel) con tre divisioni: due corazzate (15.a e 21.a) e la 90.a leggera più divisioni italiane con 558 car­i, 120 aerei tedeschi e circa 200 italiani.

In seguito a pressioni tedesche il generale Weygand, Residente Gene­rate nel Nordafrica francese e Go­vernatore Generale dell'Algeria, viene richiamato in patria dal Governo di Vichy.

 

17.11/2.12. Contrattacco della 37.a (gen. Lopatin) e 9.a (gen. Charitonov) ar­mata sovietica contro i fianchi della 11.a armata co­razzata che avanza su Rostov. Le a­vanguardie tedesche pur conquistando il 21.11, Rostov, seppur contrastate dalla forte resistenza opposta dalla 56.a armata sovietica (gen. Remisov); tuttavia, a motivo dei minaccia proveniente da tergo, devono abban­donare la città, il 28.11, e ritirarsi, i 12.12, nel settore del Mius.

 

19.11. Hitler stabilisce, quale o­biettivo di un'offensiva da attuarsi nel 1942, il Caucaso ed il confine sud dei territori dell'URSS.

 

L'incrociatore ausiliario Schifi 41 kormoran (capitano di vascello Det­niers) affonda da­vanti le coste occidentali australia­ne dopo aver affondato l'incro­ciatore australiano Sydney. Nel corso della missione di guerra ha affondato11 mercantili per comples­sive 68.274 t.

 

20.11. I negoziatori giapponesi a Washington, Nomura e Kurusu, tra­smettono al Governo degli Stati Uni­ti l'ultima proposta di trattative. La gravità della situazione è chiara al Governo degli Stati Uniti, in quan­to la chiave dei messaggi cifrati giap­ponesi è nota.

 

20/22.11. Tentativo italiano, in relazione alla grave situazione dei rifornimenti in Nord Africa, di invia­re otto grosse navi-trasporto, ripar­tite in quattro convogli. 20.11: Pren­dono il mare da Napoli due convo­gli, scortati da 7 tra cacciatorpedi­niere e torpediniere e da 3 incrocia­tori pesanti (Gorizia, Trieste e Tren­to). 21.11: La ricognizione aerea bri­tannica ed un sommergibile avvista­no le unità. Lungo la rotta attraver­so lo Stretto di Messina 2 incrocia­tori leggeri si uniscono al gruppo di scorta. Da Taranto e da Brindisi prendono il mare 4 altre unità; da Brindisi inoltre l'incrociatore legge­ro Luigi Cadorna quale unità da tra­sporto carburanti. Una delle due na­vi uscite dal porto di Taranto deve rientrare a causa di un'avaria alle macchine, mentre le altre tre ed il Cadorna raggiungono, il 22.11, Ben­gasi. Le restanti navi vengono attac­cate, nel corso della notte dal 21 al 22.11, da aerei britannici levatisi in volo da Malta. Il Trieste è colpito da un siluro lanciatogli da un aero­silurante e raggiunge a fatica Mes­sina. L'incrociatore Luigi di Savoia Duca degli Abruzzi viene silurato da­vanti a Siracusa da un sommergibi­le britannico.

 

21.11. Hitler ordina i preparativi dell'offensiva su Kandalaksa (linea di Murmansk) con inizio previsto per marzo 1942.

22.11. L’incrociatore ausiliario Schiff 16 Atlantis (cap. di vascello Rogge) deve essere autoaffondato a nord di Ascension, colto di sorpresa dall'incrociatore pesante britannico Devonshire durante le operazioni di rifornimento all'U 126. Nel corso del­la crociera di guerra lo Schiff 16 ha conseguito l’affondamento di 22 unità per complessive 145.697 t.

 

22/23.11. Il comando tedesco del­la guerra sul mare interrompe la lot­ta ai convogli di transito nel Nor­datlantico e dispone il concentra­mento dei rimanenti 13 sommergi­bili presenti davanti a Terranova e nel Nordatlantico centrale, ad ovest di Gibilterra al fine di determinare in tal modo un alleggerimento per le forze operanti nel Mediterraneo.

 

23.11. L'ultimo termine per la conclusione delle trattative con gli USA viene differito dal Governo giap­ponese dal 25 al 29.11.

 

Il 3° gruppo corazzato conquista la città di Klin (a nord-ovest di Mo­sca), difesa dalla 30° armata sovie­tica (gen. Leljusenko).

 

24.11. La « Force K » britannica attacca, 100 miglia marine ad ovest di Creta, un convoglio destinato all’Africa settentrionale ed affonda le due unità da trasporto tedesche (4.752 t.). Le due torpediniere italia­ne di scorta possono svincolarsi sen­za danni.

 

Per disposizione di Chur­chill il grosso della flotta britanni­ca del Mediterraneo (navi da batta­glia Queen Elizabeth, Valiant e Bar­ham) aveva preso il mare per assicu­rare un appoggio alla « Force K ». Il 25.11 l'U 331 (ten. di vascello Tiesen­hausen) attacca la formazione ed af­fonda la nave da battaglia Barham.

 

25.11. La marina degli U.S.A. stabilisce, per il naviglio commer­ciale nel Pacifico, l'obbligo di viag­giare in convoglio.

 

Il Presidente Roosevelt decide la rottura delle trattative con il Giap­pone e, il 26.11, fa consegnare all'am­basciatore giapponese dal Segretario di Stato Hull, una « nota su dieci punti » inaccettabili nel contenuto. Conseguentemente la rottura tra i due Stati è diventata inevitabile.

Gli U.S.A. occupa­no la Guyana olandese (Surinam).

 

Il comandante supremo dell'8° armata britannica, gen. Cun­ningham, viene sostituito dal gen. Ritchie.

 

 In occasione del 5° anniversario della firma, a Berlino, aderiscono al Patto Anticomintern: Bulgaria, Croa­zia, Danimarca, Finlandia, Romania, Slovacchia, Cina nazionalista.

 

26.11. Il LIII corpo d'armata (gen. di fanteria Weisenberger) conqui­sta Stalinogorsk, a sud di Mosca.

 

La squadra d'attacco destinata a Pearl Harbour, composta dalle portaerei Akagi, Kaga, Sho­kaku, Zuikaku, Hiryu e Soryu, dalle na­vi da battaglia Hiei e Kirishima, dagli incrociatori pesanti Tone e Chikuma, da 1 incrociatore leggero, 9 grossi cac­ciatorpediniere, (2 dei quali destinati al bombardamento dell'isola di Mid­way), 8 tra petroliere e navi-riforni­mento e 3 sommergibili, dopo essersi adunato nella Baia di Hitokappu, prende il mare: Il gruppo da combattimento procede per un­dici giorni in completo silenzio ra­dio, all'inizio seguendo un rotta o­rientale attraverso tempeste e neb­bia, successivamente in direzione sud-est con migliori condizioni me­teorologiche.

 

27.11. Preavviso di guerra noti­ficato agli ufficiali della riserva del­le forze armate degli Stati Uniti.

 

28.11. Sostituzione del coman­dante supremo del gruppo d'armate Sud, feldmaresciallo von Rundstedt, da parte del feldmaresciallo von Rei­chenau, già comandante supremo della 6° armata. Assunzione dei po­teri il 3.12.

 

Il 4° gruppo corazzato raggiunge il Canale Volga-Moscova e costitui­sce ivi una precaria testa di ponte che ben presto dovrà essere abban­donata,

 

Ribbentrop, al corrente dello stato dei rapporti americano-giappone­si, promette, nel corso di un collo­quio con l'ambasciatore giapponese Oshima, l'appoggio tedesco in caso di guerra con gli USA.

 

In una nota al Governo finlandese la Gran Bretagna pretende la sospen­sione del conflitto contro l'URSS.

 

Capitolazione delle ultime forze italiane in Africa Orientale (gen. Na­si), nel settore di Gondar. 23.000 pri­gionieri.

 

Re Michele di Romania compie incontra, nel corso di una visita a Berlino, Hitler

 

29.11/2.12. Nuovi tentativi, da parte italiana, di far passare navi di rifornimenti destinate in Nord Africa. Di 6 navi che prendono il mare sot­to forte scorta solo 1 raggiunge Ben­gasi; 2, danneggiate, devono inver­tire la rotta 3 (per complessive 15.992 t.) e un cacciatorpediniere di scorta vanno perdute per l'azio­ne di bombardieri e di unità da guer­ra britanniche.

 

30.11. Stalin approva il piano o­perativo del capo dello S.M. sovie­tico, maresciallo Zhaapozhnikov, per una controffensiva davanti Mo­sca.

 

L'incrociatore ausiliario Schifi 45 Komet (contrammiraglio Eyssen) entra nel porto d'Amburgo dopo 516 giorni di missione di guerra i cui risultati si compendiano nell'affon­damento di 6 navi per 31.005 t. e di altre due unità per 21.125 t. in coope­razione con l'incrociatore ausiliario Schiff 36.

 

30.11/1.12. Incursione della R.A.F. su : 129 aerei decollati, 84 sull’obiettivo, 138 t. di bombe sganciate.

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