Luglio 1942

1.7. Conquista di Sebastopoli da parte dell’11.a armata tedesca, il cui comandante supremo von Manstein viene nominato feldmaresciallo.

 

1/31.7. Sommergibili tedeschi af­fondano in Atlantico, Artico e Mediterraneo, 93 mercan­tili alleati per complessive 454.535 t.

 

2.7. La 4.a armata corazzata (gen. Hoth) raggiunge la linea ferrovia­ria Kastornoje - Stary Oskol ed aggira l'ala sinistra della 40.a armata sovie­tica (gen. Parsegov).

 

2/3.7. Incursione della R.A.F. su Brema: 325 aerei decollati, 263 sull’obiettivo, 12 abbattuti, 511 t. di bombe sganciate.

 

2/12.7. Attacco della 9.a armata te­desca (gen. Model) contro l’arco di fronte ad ovest di Sycevka: vengono annientate unità della 39.a armata sovietica (gen. Mas­lenikov) e dell’XI corpo di cavalleria (« fronte di Kalinin ») ; 30.000 prigionieri, 218 i carri e 591 i cannoni catturati o distrutti.

 

3.7. Il feldmaresciallo Rommel abbandona il tentativo, protratto per tre giorni, di travolgere le posizioni dell'8.a armata britannica ad El Ala­mein (gen. Auchinleck) ed assume una tattica difensiva.

 

4.7. Con la conquista della peni­sola di Cherson, l'intera Crimea è nel­le mani dell’11.a armata tedesca che comunica i seguenti dati sulle opera­zioni belliche dal 7.6: 97.000 prigio­nieri dell'armata da costa sovietica, 26 carri e 631 cannoni catturati o di­strutti. Perdite tedesche:  24.111 uomini di cui: 4.337 morti e 1.591 dispersi. I reparti rumeni hanno perduto 1.874 uomini.

 

4/10.7. Operazioni aereonavali di contrasto, nell'Oceano Artico, contro il convoglio di rifornimenti alleato PQ. 17, destinato in URSS. Dopo che il forte gruppo di scorta inverte la rotta, per ordine dell'am­miragliato britannico allorché viene segnalato che hanno preso il mare pesanti unità tedesche (tra le quali la nave da battaglia Tirpitz) sommergibili e aerei tedeschi rie­scono ad annientare la maggior par­te del convoglio. 130 Ju 88 (K.G. 30), 43 He 111 (1/K.G. 26) e 29 He 115 (1° gr. aereo cost. 406 e 1°/906) della 5.a Luftflotte (gen, Stumpff) affondano 8 navi per complessive 40.376 t., men­tre 9 sommergibili ne affondano al­tre 9, per 56.611 t. Inoltre i sommer­gibili danno il colpo di grazia ad al­tre 7 unità già danneggiate dalle in­cursioni aeree, per complessive 46.982 t. Totale delle perdite: 24 navi, pari a 143.969 t. Con le unità da traspor­to affondate vanno perduti 3.350 au­tomezzi pesanti, 430 carri, 210 aerei e 99.316 t. di materiale bellico.

 

5.7. Il convoglio alleato QP.13 che, il 26.6 aveva preso il mare da Arcangelo, incappa, a causa della nebbia, nel canale di Danimarca, in un proprio campo minato: vanno perduti 5 trasporti (30.909 t.) ed un dragamine.

 

Il gruppo d'armate von Weichs rag­giunge il Don presso Voronez.

 

6.7. Unità della 24.a divisione co­razzata entrano a Voronez.

 

6/7.7. Ripartizione del gruppo di armate Sud tedesco in gruppo d'ar­mate « A » (feldmaresciallo List) co­stituito dalla 3.a armata rumena (gen. Dumitrescu), dalla 17.a armata (gen. Ruoff) e dalla 1.a armata corazzata (gen. von Kleist) e gruppo d'armate « B» (feldmaresciallo von Bock) co­stituito dalla 2.a armata (gen. von Weichs), dalla 2.a armata ungherese (gen. Jàny), dalla 6.a armata (gen. delle truppe corazzata Paulus) e dalla 4a armata corazzata (gen. Hoth).

Il comando supremo sovietico co­stituisce, con le armate dell'ala si­nistra del « Fronte di Brjansk », il « Fronte di Voronez » il cui comando viene assunto, il 14.7, dal generale Vatutin.

 

Il capo del comando supremo ita­liano ordina al gruppo operativo « Malta » di abbandonare i piani d'at­tacco per la conquista dell'isola e di preparare invece un'operazione verso la Tunisia.

 

8.7. Si conclude la prima fase d'o­perazione dell'offensiva tedesca d'e­state (cfr. 28.6). Il fronte sovietico tra il Don e il Donez vacilla; tutta­via l'annientamento di gran parte delle forze sovietiche schierate sul fronte d'attacco non è riuscito. Il gruppo d'armate von Weichs segnala 28.000 prigionieri, 1.000 carri e 500 cannoni catturati o distrutti; la 6.a armata 45.000 prigionieri, 200 carri e 700 cannoni.

 

9.7. La 11.a armata tedesca, muovendo dal settore a sud-est di Char­kov, attacca sul Donez ai due lati di Lissièiansk.

 

11.7. 44 Lancaster del 5° gruppo della R.A.F. attaccano Danzica. Solo un terzo degli aerei trova il proprio obiettivo dopo il sor­volo del Baltico. 2 bombardieri ven­gono abbattuti dalla contraerea, al­tri 8 rimangono danneggiati.

 

12.7. Il comando supremo sovie­tico costituisce il « Fronte di Stalin­grado » (maresciallo Timoscenko, so­stituito, dal 23.7 dal gen. Gordov) con le armate, di recente immissione in combattimento, 63.a (gen. V.I. Ku­snezov), 62.a (gen. Kolpakci) e 64.a (gen. Ciukov), nonché con la 21.a ar­mata (gen. Danilov) già appartenen­te al « Fronte sud-occidentale » e ri­tiratasi oltre il Don. Il 31.7 vengono immesse sul « Fronte di Stalingra­do » la 51° armata (gen. Kolomnjez) proveniente dal « fronte del Cauca­so settentrionale » e, agli inizi d'ago­sto, la 57.a (gen. Tolbuchin).

 

Conclusione delle operazioni di ra­strellamento nella sacca del Volchov, dove, alla fine del maggio 1942, unità della 52.a, 59.a e 2.a armata d'attacco sovietica erano state accerchiate da reparti della 18.a armata tedesca (gen. di cav. Lindemann). Vengono catturati 32.759 uomini, tra i quali il comandante supremo della 2.a armata d'attacco, generale Vlasov. 649 cannoni, 171 carri armati sono cattu­rati o distrutti.

 

13.7. Hitler ordina — nella pre­visione di una battaglia d'accerchia­mento nel settore — l'at­tacco delle armate 1.a e 4.a armata corazzata e 17.a in direzione di Rostov.

 

Il comando supremo sovietico de­cide il ripiegamento su Stalingrado, sul Volga e sul Caucaso ed abban­dona così, spontaneamente, al contrario di quanto era avvenuto nel 1941, i territori intermedi.

 

14.7. Il gruppo d'armate von Weichs ha catturato, dall'inizio dell’operazione « Blau » (dal 30.6 deno­minata « Braunschweig » - cfr. 28.6 ed 8.7) 32.536 prigionieri, 1.239 carri armati e 599 cannoni.

 

15.7. Hitler, deluso per il decor­so a suo avviso insoddisfacente dell’offensiva, rimuove il comandante supremo del gruppo d'armate « B », feldmaresciallo von Bock, dal suo incarico e designa quale suo succes­sore il generale von Weichs. Il co­mando della 2.a armata viene assunto dal generale di fanteria von Sal­muth.

 

16.7. Il quartier generale del Fuhrer viene trasferito dalla Prus­sia orientale presso Rastemburg ( « tana del lupo ») in Ucraina, nelle vicinanze di Vinniza (« lupo manna­ro »).

 

Davanti alle posizioni di El Ala­mein attacchi britannici determina­no profonde infiltrazioni nei settori italiani del fronte. Il X corpo d'ar­mata italiano viene annientato. Fino al 27.7 anche la forza dell'8° armata britannica tenderà ad esaurirsi; con­ seguentemente sospesione degli attacchi.

 

18/25.7. Colloqui a Londra tra Churchill, il fiduciario del Presidente Roosevelt, Hopkins, ed i capi di S.M. generale sui piani d'operazione al­leati nel 1942.

 

19.7. Il punto focale della con­dotta di guerra tedesca degli U-Boote viene nuovamente centrato sulle rot­te dei convogli nell'Atlantico setten­trionale.

 

20.7. Mussolini rientra a Roma da Derna in Libia, da cui aveva intenzione di muovere per compiere un  ingresso ad Alessandria.

 

21.7. La 4.a armata corazzata tede­sca supera il Don, ad est di Rostov.

 

21/22.7. Incursione della R.A.F. su Duisburg: 291 aerei decollati, 250 sull’obiettivo, 13 abbattuti, 577 t. di bombe sganciate.

 

Inizio della sistematica deportazio­ne dei 350.000 ebrei concentrati nel Ghetto di Varsavia, destinati al cam­po d'eliminazione di Treblinka.

 

23.7. La 125.a divisione di fan­teria e la 13.a e 22.a divisione corazzata occupano Rostov.

Nella « direttiva n. 45 per la con­tinuazione dell'operazione 'Braunsch­weig » Hitler ordina la contempo­ranea operazione contro Stalingrado e il Caucaso.

 

24.7. Intesa tra gli Stati Maggio­ri britannici e americani per uno sbarco nell'Africa nord-occidentale francese (Operazione « Torch »).

 

25.7. Il XIV corpo corazzato (gen. Huber) della 6.a armata tedesca rag­giunge il Don a nord-ovest di Kalac.

 

25/26.7. Incursione della R.A.F. su Duisburg: 313 aerei decollati, 252 sull’obiettivo, 11 abbattuti, 547 t. di bombe sganciate.

 

26.7. Il gruppo d'armate «A », priva della 4.a armata corazzata (grup­po d'armate Ruoff costituito dalla 17.a armata con 4 div. di fanteria e 2 div. alpine, dalla 3.a armata rume­na con 1 div. alpina e 3 div. di ca­valleria nonchè dalla 1.a armata co­razzata con 3 div. corazzate, 2 div. motorizzate, 2 div. di fanteria, 2 div. Jäger ed 1 div. slovacca) passa all’offensiva, muovendo dalla testa di ponte sul Don, in direzione del Cau­caso. Appoggio aereo assicurato dalla 4.a Luftflotte (feldmaresciallo von Richt­hofen) costituita dal IV Fliegerkorps (gen. Pflugbeil), dal 1° corpo con­traereo (gen. Dessloch) e, temporaneamente, da ridotte unità dell'VIII Fliegerkorps (gen. Fiebig).

 

I sovietici costituiscono, a causa della critica situazione determinata­si nel settore operativo a nord del Caucaso, riunendo il « Fronte sud » al « Fronte del Caucaso settentrio­nale », un nuovo
« Fronte del Cauca­so settentrionale » (maresciallo Bu­djenny).

 

26/27.7. Incursione della R.A.F. su Amburgo: 403 aerei decollati, 304 sull’obiettivo, 30 abbattuti, 724 t. di bombe sganciate.

 

28.7. Ordine del comando supre­mo del « Fronte sovietico di Stalin­grado » : Non arretrare di un solo passo.

 

29/30.7. Incursione della R.A.F. su Saar­bürcken: 291 aerei decollati, 245 sull’obiettivo, 9 abbattuti, 576 t. di bombe sganciate.

 

30.7. Hitler dispone di trasferire la 4° armata corazzata, già apparte­nente al gruppo d'armate « A» ed in marcia verso il Caucaso, al co­mando del gruppo d'armate « B » e le attribuisce il compito di avanzare in direzione di Stalingrado e del Volga, muovendo a sud del Don at­traverso la Steppa dei Calmucchi.

 

Inizio di un’offensiva diversiva di reparti so­vietici del « Fronte occidentale » con­tro il settore della 9.a armata tedesca (gen. Model) presso Rzev.

 

31.7/1.8. Incursione della R.A.F. su Düs­seldorf: 630 aerei decollati, 470 sull’obiettivo, 30 abbattuti, 907 t. di bombe sganciate.

http://www.squadratlantica.it/