Giugno 1941

1/30.6. Sommergibili tedeschi af­fondano nell'Atlantico 60 mercantili alleati per complessive 305.734 t.

 

1.6. Il comando della « Mis­sione tedesca dell'esercito » in Roma­nia viene assunto dal generale Hauffe, in luogo del già designato comandante ge­nerale del LIV corpo d'armata, gen. di cavalleria Erik Hansen.

 

1/2.6. 110 bombardieri tedeschi attaccano obiettivi nell'Inghilterra, ed in particolare Manchester.

 

2.6. Incontro Hitler-Mussolini al Brennero. Hitler non fa alcun ac­cenno all'imminente offensiva con­tro la Russia.

 

Bombardieri della R.A.F. attac­cano il Canale Imperatore Guglielmo.

 

3/5.6. Trattative del capo di S.M. generale presso il comando dell'ar­mata Norvegia, colonnello Buschen­hagen, con il comando supremo fin­landese al fine di rendere disponibile la Finlandia setten­trionale quale territorio d'avvicinamento per le truppe tedesche predisposte per l'azione su Murmansk ed il III cor­po d'armata finlandese presente nel­la Finlandia centrale sia inquadrato nell'armata Norvegia.

 

Inizio del sistematico smantella­mento dell'organizzazione tedesca dei rifornimenti nell'Atlantico, con­nessa con l'operazione « Rheinübung » (cfr. 18/27.5), da parte di for­ze navali britanniche.

 

3/23.6. Immissione nel settore orientale, ai fini dell'operazione « Barbarossa », di 12 divisioni coraz­zate e di altrettante divisioni moto­rizzate.

 

4.6. L'ex imperatore di Germa­nia, Guglielmo II, esule in Olanda dal novembre 1918, muore a Doorn.

 

5.6. Hitler approva una « tavola cronologica Barbarossa », che met­te a punto le ultime premesse per l'azione.

 

5/6.6. Incursione aerea tedesca su Alessandria d’Egitto.

 

6.6. Hitler emana la Direttiva « Kommissar­befehl ». I commissari politici dell’Armata Rossa catturati devono « essere eliminati dopo esse­re stati separati dalle truppe! ».

 

Al Governo degli U.S.A. è attribuito per legge il potere di requisire le navi mercantili di Stati esteri at­traccate in porti americani.

 

8.6. Truppe del Commonwealth ed esigue unità di Francesi Liberi (generali Maitland-Wilson e Catroux) attaccano il territorio siriano sotto mandato francese. Forze: 5.a div. au­straliana, reparti della 6 div. india­na, 5.a brig. indiana, appoggiati da 60 aerei. Liberi francesi: 6 battaglioni, alcuni can­noni, 20 carri armati. Le truppe francesi fedeli al Governo di Vichy, agli ordini del generale Dentz (circa 45.000 uomini, 11.000 dei quali fran­cesi) oppongono resistenza.

 

10.6. Le unità aeree tedesche co­minciano a raggiungere i settori di approntamento in vista della campa­gna in Oriente.

Con la presa di Assab da parte di reparti britannici l'Italia perde l'ul­timo porto nel Mar Rosso.

 

11.6. Abbozzo di una « Direttiva n. 32 » (Strategia dopo la conclusio­ne dell'operazione
« Barbarossa »), nel cui testo sono previste operazio­ni a largo raggio nel Vicino Oriente e nell'Africa nord-occidentale, a cura dello S.M. della Wehrmacht. L'atto non viene tuttavia sottoscritto da Hitler.

 

12.6. Hitler ed il maresciallo An­tonescu si incontrano a Monaco. Il Capo di Stato rumeno viene messo al corrente dell'operazione « Barbarossa ».

 

12/3.6. La R.A.F. compie la più imponen­te incursione sino allora realizzata contro la Germania: sono attaccati obiettivi nella regione della Ruhr, tra gli altri Duisburg e Bochum. Vengono sgan­ciate 445 t. di bombe.

 

13.6. L'agenzia Tass smentisce le notizie su concentramenti di truppe tedesche alla frontiera.

 

14.6. Discorso di Hitler ai co­mandanti dei gruppi d'armate e del­le armate sull'imminente attacco all’ URSS. Hitler spera che l'annienta­mento della Russia indurrà la Gran Bretagna alla resa.

Il Presidente Roosevelt emana un decreto per il « congelamento » dei beni tedeschi negli USA.

 

15.6. La Croazia aderisce al Tri­partito.

 

15/17.6. Un'azione aggirante, mes­sa in atto dagli inglesi contro le posizioni dell'Afrika-Korps (5 div. leggera e 15.a div. corazzata) sulla frontiera libico-egiziana, fallisce.

 

16.6. Il governo statunitense esige la chiusu­ra di tutti i consolati tedeschi e la partenza il personale entro il 10.7.

 

17.6. Hitler emana l'ultimo or­dine contenente data e ora d’inizio dell'operazione « Bar­barossa » il 22.6 alle ore 03,00.

 

18.6. il Ministro degli Esteri tur­co Saracoglu e l'ambasciatore tede­sco von Papen siglano un patto di amicizia decennale tra le due nazioni.

 

19/22.6. La Kriegsmarine rende insidiosa la parte orientale del Mar Baltico con la posa degli sbarramen­ti minati « Wartburg I-III », « Apol­da », « Corbetha », « Coburg », « Go­tha »,
 « Weimar », « Erfurth » ed « Eisenach »
.

 

21.6. Il Ministro degli Esteri americano Hull consegna all'amba­sciatore giapponese Nomura una no­ta verbale in cui sono indicate le condizioni americane per un'intesa con il Giappone (denuncia del Patto Tripartito, sistemazione pacifica con la Cina, « trattative amichevoli » sul­la Manciuria, soluzione di tutti i problemi connessi con il commercio con la Cina).

 

Truppe di Francesi Liberi conqui­stano Damasco.

 

21/22.6. Hitler informa Mussoli­ni, con una lettera inviatagli a mez­zo di un corriere, della propria de­cisione di attaccare l'URSS.

22.6. Ore 03,15: Inizio dell'opera­zione « Barbarossa ». Attacco all’URSS su un fronte esteso dal Bal­tico ai Carpazi. Il complesso delle for­ze tedesche è 152 di­visioni e ¼ di cui: 118 divisioni di fante­ria, 15 divisioni e ¼ motorizzate, 19 divisioni corazzate, per un complesso di 3.050.000 uomini, corrispondenti al 75% dell'esercito tedesco. Al momento le restanti divisioni tede­sche sono così distribuite: 38 in occidente, 8 in Norvegia, 7 nel settore sud-orientale, 2 in Afri­ca, 1 in Germania.

Unità rume­ne: 15 divisioni e brigate.

Forze sovietiche, se­condo un calcolo presuntivo: 118 di­visioni di fanteria, 20 divisioni di cavalleria, 40 brigate corazzate e mo­torizzate, circa 6.000 aerei (consisten­za complessiva: 8.000).

Gruppi d'armate ed armate tede­sche:

Gruppo d'armate Nord (feldmare­sciallo von Leeb) con la 18.a (gen. von Ktichler), 16.a (gen. Busch) armata e con il 4° gruppo corazzato (gen. Hoepner); direttrice d'attacco: dalla Prussia orientale attraverso gli Stati Baltici verso Leningrado.

Gruppo d'armate Centro (feldma­resciallo von Bock) con la 4.a (feldmaresciallo von Kluge), 9.a (gen. Strauss) armata e il 2° (gen. Guderian) e 3° (gen. Hoth) gruppo corazzato; di­rettrice d'attacco: dal settore meridionale della Prussia Orientale e dal settore settentrionale del Governa­torato Generale, in direzione di Minsk/Smolensk/Mosca.

Gruppo d'armate Sud (feldmare­sciallo von Rundstedt) con l’11.a (gen. von Schobert), 17.a (gen. di fanteria von Stülpnagel) e 6.a (feld­maresciallo von Reichenau) armata e con il 1° gruppo corazzato (gen. von Kleist); direttrice d'attacco: dal settore meridionale del Governatorato Genera­le verso Kiev/ansa del Dnjepr non­ché della Moldava (11.a armata del quadro operativo del gruppo d'ar­mate Antonescu con le armate 3.a e 4.a) in direzione nord-est verso il Dnjepr.

I tre citati gruppi d'armate di­spongono, inizialmente, delle seguen­ti unità: 17 divisioni corazzate, 12 divisioni motorizzate, 1 brigata mo­torizzata, 1 reggimento motorizzato, 1 divisione di cavalleria, 77 divisio­ni di fanteria, 4 divisioni leggere, 1 divisione da montagna, 8 divisioni di sicurezza.

Luftwaffe: 1° Luftflotte (gen. Kel­ler) presso il gruppo d'armate Nord; 2° Luftflotte (feldmaresciallo Kessel­ring) presso il gruppo d'armate Cen­tro; 4° Luftflotte (gen. Löhr) presso il gruppo d'armate Sud. Complessi­vamente 1.945 aerei, 1.280 dei quali di pronto impiego (510 bombardieri, 290 Stukas, 440 caccia, 40 cacciabom­bardieri e 120 ricognitori a largo raggio).

Reparti sovietici nella zona di con­fine:

Fronte nord (gen. Popov): armate 14° (gen. Frolov), 7° (gen. Gorelenko) e 23° (gen. Pzhennikov).

Fronte nord-occidentale (gen. F.I. Kusnezov): armate 8.a (gen. Sobenni­kov), 11.a (gen. Morosov) e 27.a (gen. Bersarin).

Fronte occidentale (gen. d'artiglieria Pav­lov): 3.a (gen. V.I. Kusnezov), 10.a (gen. Golubev) e 4.a (gen. Korob­kov) armata.

Fronte sud-occidentale (gen. Kir­ponos): 5.a (gen. Potapov), 6.a (gen. Musycenko), 26.a (gen. Kosten­ko) e 12.a (gen. Ponedelin) armata.

Fronte sud (dal 24.6) (gen. d'artiglieria Tjulenjev): 18.a (gen. Smir­nov) e 9.a (gen. Cerevicenko) armata.

Al seguito delle truppe tedesche che penetrano in territorio russo vengono le unità dell'SD (Servizio di sicurezza) che curano la sistematica eliminazione delle popolazioni ebree della Russia Bianca.

 

L'offensiva tedesca si sviluppa sen­za dichiarazione di guerra.

 

Dichia­razioni di guerra vengono consegnate da Ro­mania e Italia.

 

Churchill, in un discorso radiodif­fuso, riconosce nell'URSS un alleato e promette aiuti militari.

 

Incursioni aeree su Kiev, Kovno, Sebastopoli, Zitomir, Murmansk, O­dessa ed altre città nonché contro installazioni aeroportuali dell'ae­ronautica militare sovietica. Fin dal primo giorno del conflitto oltre 1.200 sono gli aerei sovietici abbattuti o distrutti a terra.

 

Entro sera le avanguardie del 4° gruppo corazzato raggiungono la Dubissa. L'VIII corpo d'armata (gen. d'artiglieria Heitz) costringe la 56.a divisio­ne fucilieri all'abbandono di Grodno.

Presso Brest-Litovsk il 2° gruppo corazzato porta un primo duro col­po alla 4° armata sovietica. La 45.a divisione di fanteria (gen. Schlieper) lotta per vincere la strenua resisten­za opposta dalla fortezza di Brest­Litovsk. Fallisce un contrattacco rea­lizzato dal XIV corpo meccanizzato (gen. Oborin).

L'arretramento dei resti della 4.a armata sovietica mette in una situa­zione critica, fin dal primo giorno di guerra, la 10.a armata sovietica che é schierata sull'arco di Bialystok. Il XIII corpo meccanizzato sovietico (gen. Achlujstin), che si trova nel settore di Bielsk, viene coinvolto in aspri combattimenti difensivi pres­so Nurzec.

A sud di Brest-Litovsk il XXIV cor­po d'armata corazzato (gen. delle truppe corazzate Geyr von Schweppen­burg) si spinge profondamente, per 60 km., in territorio sovietico ed occupa la città di Kobrin. La 101.a divisione leggera occupa Przemysl sul San.

 

23.6. la Slovacchia dichiara guerra all’URSS e mette a disposizione della Germania 2 divisioni, che verranno inquadrate nella 17.a armata. Mentre l'Ungheria si limita alla rottura dei rappor­ti diplomatici.

Il comando del « Fronte occiden­tale» sovietico, cui manca eviden­temente una visione panoramica degli sviluppi della situazione, predispone un gruppo corazzato (gen. Bol­din) costituito da 2 corpi meccaniz­zati e da 1 corpo di cavalleria per un contrattacco a sud di Grodno. L’ XI corpo meccanizzato (gen. Mo­stovenko) è il solo che, al mattino, possa entrare in azione; il VI corpo meccanizzato (gen. Chazkelevic) non può infatti raggiungere per tempo il settore operativo; inoltre la 36° divisione di cavalleria del VI corpo cavalleria (gen. Nikitin) subisce gravi per­dite in seguito a un attacco aereo tedesco mentre muove verso la zo­na d'operazioni del settore di Vol­kovsk.

Il 4° gruppo corazzato tedesco re­spinge contrattacchi portati, nel set­tore a sud di Shaulen, dai corpi meccanizzati sovietici XII e XIII e, presso Rossieny, dal III corpo mec­canizzato.

A sud l'l1.a div. corazzata tedesca (gen. Crüwell) prende Stojanov e si scon­tra, con successo, con il XV corpo meccanizzato sovietico presso Rad­ziechov. Truppe sovietiche riescono a riconquistare Przemysl.

 

24.6. Il II corpo d'armata tede­sco (gen. von Brockdorff-Ahlefeldt) conquista Kovno. La 7.a divisione co­razzata (gen. von Funck) prende Vil­na. A sud di Grodno il II corpo mec­canizzato sovietivo consegue alcuni successi.

1l « Fronte sud-occidentale » sovie­tico schiera nei settori di Luzk, Rov­no, Dubno, e Brody i corpi mecca­nizzati VIII, IX, XV, XIX e XXII per l'azione contro il gruppo d'armate Sud tedesco. La prima unità che passa all'attacco ad est di Luzk, il 24.6, è il XXII corpo meccanizzato (gen. Kondrusev) ; dal 26.6 seguono I'VIII corpo meccanizzato (gen. Rja­byzhev) e gli altri. Entro la fine del mese tali unità saranno respinte dal l° gruppo corazzato tedesco, dopo aspri combattimenti.

 

25.6. Il III corpo d'armata corazzato (gen. di cavalleria von Mackensen) prende Luzk mentre il XLVIII corpo d'ar­mata corazzato (gen. delle truppe corazzate Kemof) conquista Dubno. Attacco del IX corpo motorizzato sovietico (gen. Rokosovskij) dai boschi Kle­vanj. Da Rovno muove all'attacco contro Dubno il XIX corpo mecca­nizzato sovietico. Presso Grodno l'a­zione di contrattacco del gruppo Boldin è definitivamente abbando­nata.

In Lituania il XLI corpo d'armata corazzato (gen. delle truppe cor. Rein­hardt) è impegnato in uno scontro di carri presso Rossieny.

 

26.6. Dichiarazione di guerra del­la Finlandia all'URSS, motiva­ta dal fatto che uno stato di guerra è già atto dopo le incursioni aeree sovietiche sulle cit­tà finlandesi (« guerra a puntate »,
« seconda guerra difensiva »), mentre la Germania è vista come un « compagno d'armi » più che come alleato. Reparti te­deschi e finlandesi, inquadrati nell’unità Finlandia del comando dell'armata Norvegia (direttrici d'at­tacco: Finlandia settentrionale-Mur­mansk; Finlandia centrale-Salla-Kan­dalaksa). Nella Finlandia meridiona­le la direzione delle operazioni è af­fidata al comando militare finlande­se agli ordini del feldmaresciallo Mannerheim (presso il quale opera lo S.M. di collegamento Nord agli ordini del gen. di fanteria Erfurth). Ivi vengono impiegate solo unità finlan­desi (16 divisioni), ad eccezione della 163.a div. di fanteria tedesca. Diret­trici d'attacco: dai due lati del lago Ladoga verso il lago Onega e lo Svir nonché la frontiera finnico-sovietica del 1939 sull'istmo di Carelia. Appog­gio assicurato dalle modeste forze aeree finlandesi e dalla 5° Luftflotte tedesca (gen. Stumpff). Aerei idonei all'impiego, agli ordini del coman­dante delle forze aeree Kirkenes: 12 caccia, 4 cacciabom­bardieri, 12 bombardieri, 33 Stukas, 9 rico­gnitori a largo raggio.

L'8.a divisione corazzata tedesca (gen. Brandenberger) conquista Dvinsk. Nel settore di Minsk, attac­co tedesco contro la 13.a armata so­vietica (gen. Filatov) di recente im­messa sul fronte. Un'altra armata sovietica di recente costituzione (la 22.a agli ordini del gen. Jerzhakov) passa all'azione nel settore di Vi­tebsk. La 16.a armata sovietica (gen. Lukin) è trasferita dall'Ucraina sul corso mediano del Dnjepr e viene schierata nel settore di Smolensk.

A Vinniza il generale d'armata so­vietico Tjulenjev assume il comando del « Fronte sud ».

Truppe tedesco-rumene conquista­no Skuljany, in Bessarabia.

 

27.6. Dichiarazione di guerra ungherese all'URSS, motivata dalle incursioni aeree sovietiche su Kas­chau e Munkàcs (la provenienza di tali aerei è, a tutt'oggi, in discus­sione).

Impiego del « gruppo Carpazi » (gen. Szombathelyi), costituito da 4 brigate, che lentamente si spinge in Galizia ma, alfine, s’arresta in corri­spondenza dell'alto corso del Dnjepr.

Dal 12.7 inserimento di un « Corpo celere »  composto da tre divisioni motorizzate nei quadri della 17.a armata tedesca.

La Danimarca rompe i rapporti di­plomatici con l'URSS.

Il gruppo da combattimento del colonnello Lasch (I corpo d'armata) entra in Riga. Entro il 1°.7 la città è interamente conquistata da unità dei corpi d'armata I e XXVI.

La 17.a div. corazzata (XLVII corpo d'ar­mata corazzato) appartenente al gruppo corazzato 2 raggiunge il limite sud di Minsk e stabilisce il collegamento con il LVII corpo d'armata corazzate (gen. delle truppe corazzate Kuntzen) apparte­nente al 3° gruppo corazzato che, proveniente da nord, fin dal giorno precedente era entrato nella città. In tal modo è chiusa la grande sacca intorno al « Fronte occidentale » so­vietico, nel settore ad ovest di Minsk.

Il XXIV corpo d'armata corazzato (gen. di cavalleria Geyr von Schweppenburg) oc­cupa Bobruisk.

Przemysl viene ri­conquistata dalla 17.a armata tedesca.

 

28.6. La 291° divisione di fanteria (gen. Herzog) conquista Libau.

Il XII corpo d'armata tedesco (gen. di fanteria Schroth) occupa Brest-Litovsk, mentre il XVII corpo d'armata (gen. di fant. Kienitz) prende possesso dell'importante nodo ferroviario di Kovel.

 

29.6. In una direttiva segreta Hi­tler indica, in caso di morte, il pro­prio successore nella persona del maresciallo del Reich Göring.

Il Comitato centrale del Partito Comunista dell'Unione Sovietica qualifica la resistenza opposta all’invasione tedesca « guerra nazio­nale ».

Inizio dell'offensiva, in direzione di Murmansk, da parte del corpo d'armata alpino Norvegia (gen. delle truppe alpine Dietl).

Reparti della 4.a armata tedesca, effettuando una conversione da sud, incontrano, ad est di Bialystok, unità della 9s armata che provengono da nord. Così si chiude la sacca in­torno ai reparti del « Fronte occi­dentale » sovietico nel settore a nord di Bialystok.

Presso Derczin (vicino a Luzk) cat­tura del comandante del IV corpo fucilieri sovietico, generale Jegerov.

 

30.6. Il Governo di Vichy rompe i rapporti diplomatici con l’URSS. Costituzione di un reggimen­to di volontari francesi, inquadrato in un’armata tedesca,  per l'impiego sul fronte orientale.

La 1.a div. alpina (gen. Lanz) con­quista Leopoli.

Costituzione di un governo ucraino presieduto dal capo dell’« Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini » (OUN) Yaroslav Stet­sko.

Il generale F.I. Kusnezov, coman­dante supremo del « Fronte nord­occidentale » sovietico viene sostitui­to dal comandante dell'8° armata, gen. Sobennikov.

Costituzione di un Comitato per la difesa nazionale nell'URSS composto da Bulganin, Vorosilov, Vosnessensky, Kaganovic, Malenkov, Mikojan, Molotov e Stalin.

Bombardieri britannici Handley-Page « Halifax » portano per la prima volta un attacco diur­no su Kiel.

Reparti anfibi sovietici pren­dono terra, con la copertura del fuoco di due cacciatorpediniere, nella Baia di Motovski, nella parte orientale della piccola penisola dei Pescatori costringendo sulla difen­siva i due battaglioni tedeschi che vi si erano spinti.

 

Il generale Auchinleck succede a Wavell quale comandante supremo delle forze britanniche nel Medio Oriente.

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