Gennaio 1943

1.1. Inizio del ripiegamento della 1.a armata corazzata tedesca (gen. di cavalleria von Mackensen), dal fronte del Terek e l’Alto Caucaso. La 4.a ar­mata corazzata (gen. Hoth) abbando­na Elista (Steppa dei Calmucchi).

 

1/31.1. Sommergibili tedeschi af­fondarlo nell'Atlantico, nell'Oceano Artico e nel Mediterraneo, 42 mercan­tili alleati per complessive 218.449 t.

 

2.1. Reparti americani del co­mando del Pacifico sud-occidentale occupano Buna (Nuova Guinea).

 

8.1. Il generale Paulus respinge l’intimazione di resa rivolta dai sovietici alla 6.a armata tedesca.

 

9.1. Il Manciukuò dichiara guerra agli USA e Gran Bre­tagna.

 

9/10.1. Incursione della R.A.F. su Essen: 35 aerei sganciano 114 t. di bombe.

 

10.1. Le armate sovietiche del « Fronte del Don » (65.a, 21.a, 24.a, 64.a, 66.a e 62.a, gen. Rokosovoskij) iniziano l’offensiva per l’eliminazio­ne della « sacca » di Stalingrado.

 

10/12.1. Il maresciallo Antonescu, in visita presso il quartier generale di Hitler a Rastemburg, concorda le mo­dalità per la ricostituzione delle ar­mate rumene ed il loro impiego, nel 1944, sul fronte orientale. Al momento solo poche unità rumene sono impiegate sulla testa di ponte del Kuban in Crimea.

 

11.1. Incursione aerea americana su Napoli.

 

11/13.1. Incursione della R.A.F. su Essen: 101 aerei impegnati nel corso di due notti consecutive, 326 t. di bombe sganciate.

 

12.1. Sul « Fronte di Voronez », co­stituito dalla 40.a armata (gen. Mo­skalenko) e, dal 14.1, dalla 3.a arma­ta corazzata (gen. Rybalko), dal XVIII corpo autonomo fucilieri (gen. Sykov), dalla 6.a armata (gen. Chari­tonov) del « Fronte sud-occidentale », inizio dell’offensiva contro il fronte della 2.a armata un­gherese (gen. Jàny) sul Don, ai due lati di Svoboda, e la contigua (a sud) 8.a armata italiana (gen. Gariboldi). Entrambe le arma­te vengono, nel volgere di pochi gior­ni, battute. La sola 2.a armata un­gherese subisce perdite per un com­plesso di circa 30.000 caduti e di ol­tre 50.000 prigionieri. Attraverso le brecce nel fronte l'armata rossa di­laga verso occidente su un vasto fronte.

 

Inizio della ritirata della 17.a ar­mata tedesca (gen. Ruoff) dal Cau­caso in direzione della testa di ponte del Kuban.

 

Offensiva della 2.a armata d'attac­co sovietica (gen. Romanovski) del « Fronte del Volchov », appoggiata dalla 14.a armata aerea (gen. Shurav­ljov) e della 67.a armata (gen. Ducha­nov) del « Fronte di Leningrado », appoggiata dalla 13.a armata aerea (gen. Rybalcenko), nel settore di Petrokrepost. Scopo dell'azione: sfondare lo sbarramento costituito  dalla 18.a armata tedesca (gen. Lin­demann) per ristabilire i collega­menti, via terra, con Leningrado. Le armate sovietiche riescono, entro il 18.1, a conquistare Petrokrepost ed a conseguire un corridoio con Leningrado della larghezza da 8 a 11 km. Le alture domi­nanti di Sinjavino restano tuttavia in mano tedesca.

 

13.1. Decreto di Hitler sull’im­piego della popolazione per com­piti di difesa del Reich (prima « to­tale mobilitazione »).

 

Lo sganciamento del­la 1.a armata corazzata (cfr. 1.1.1943) raggiunge la linea Nagutskoje - Ale­xandrovskoje. Zuravskoje viene abbando­nata.

 

Il generale di cavalleria Han­sen, già nel 1940 e nel 1941 capo del­la missione militare tedesca a Bu­carest, subentra al generale Hauffe in qualità di « generale tede­sco presso il comando supremo del­le forze armate rumene », al fine di eliminare le tensioni tra autorità tede­sche e rumene, svilup­patesi a causa dello sfondamento del­le truppe sovietiche nei settori in cui erano schierate la 3.a e 4.a armata rume­na (19.11.1942).

 

14/25.1. Conferenza di Casablan­ca tra Roosevelt, Churchill e gli Stati Maggiori degli U.S.A. e Gran Bretagna: viene stabilita la prosecuzione delle operazioni nel Mediterraneo con uno sbarco in Sicilia dopo la conquista della Tu­nisia. Negoziato tra il generale de Gaulle e Giraud sul conflitto origi­nato dall’esercizio dell'autorità sull’Africa settentrionale francese. Proclamazione della formula della « ca­pitolazione incondizionata » (Unconditional Surrender), riservata alla Germania.

 

15.1. Hitler incarica il feldmare­sciallo Milch di provvedere ai rifor­nimenti aerei della 6.a armata isolata nella sacca di Stalingrado.

 

Il presidio tedesco di Velikie Luki, località dichiarata da Hitler « piazza­forte », dell’iniziale consistenza di circa 7.000 uomini, cede alle superio­ri forze sovietiche del « Fronte di Kalinin ». Solo 102 uomini del III/1° reggimento paracadutisti riescono ad abbandonare la sacca.

 

15/16.1. Incursione della R.A.F. su Lorient: 147 aerei decollati, 130 sull’obiettivo, 2 abbattuti, 130 t. di bombe sganciate.

 

16/17.1. Incursione della R.A.F. su Berlino: 201 aerei decollati, 145 sull’obiettivo, 1 abbattuti, 367 t. di bombe sganciate.

 

17.1. Unità del « Fronte di Voro­nez » (cfr. 12.1) chiudono in una sacca, ad ovest del Don, il XXIV corpo corazzato tedesco (gen. d'art. Wandel, caduto il 14.1.1943, so­stituito dal gen. Eibl, caduto il 21.1.1943) e il corpo alpino italiano. Il 18.1 le unità ricevono l'ordine di rottura verso ovest e così riescono a raggiungere il 31.1, subendo gravis­sime perdite, le linee tedesche pres­so Valuiki.

 

17/18.1. Incursione della R.A.F. su Berlino: 187 aerei decollati, 111 sull’obiettivo, 22 abbattuti, 356 t. di bombe sganciate.

 

Incursione della Luftwaffe  su Londra: 118 velivoli impegnati, 6 abbattuti.

 

19.1. Il presidente del Consiglio dei Ministri rumeno Antone­scu propone a Mussolini, in nome di tutti gli alleati europei della Germa­nia, di prendere contatto con gli alleati occidentali.

20.1. Inizio della operazione « Weiss »: tentativo, da parte di uni­tà tedesche, croate e italiane, di im­pegnare il grosso delle formazioni partigiane di Tito in Bosnia e di an­nientarle. I partigiani riescono a sot­trarsi alla morsa ed a rifugiarsi nel­la zona d'occupazione italiana.

 

L’attacco portato dai sovietici ver­so nord, parallelamente al corso del Don, dopo lo sfondamento attraver­so le posizioni della 2.a armata un­gherese, raggiunge il fianco sud del­la 2.a armata tedesca, attestandosi nel settore di Voronez.

 

Conclusione di un patto tra Germania e Giappone per lo scambio di aiuti economici. L'intesa rimane tuttavia pressoché inoperante per le sempre minori possibilità di rompe­re il blocco delle vie di comunicazione oceaniche.

 

21.1. La vittoria sui sommergi­bili tedeschi viene considerata prioritaria per la futura condotta di guerra alleata.

 

La 1.a armata corazzata tedesca raggiunge, nel corso della ritirata, la li­nea Ernanskoje - Bogoslovskoj e Voro­scilovsk - Sandata e stabilendo il 23.1, a sud del Manyc, il collegamento con la 4.a armata corazzata.

 

21/22.1. Incursione della R.A.F. su Essen: 52 aerei impegnati, 4 abbattuti, 179 t. di bombe sganciate.

 

23.1. L'armata corazzata italo-te­desca abbandona Tripoli e si ritira sul confine libico-tunisino.

 

Hitler si oppone nuovamente alla capitolazione della 6.a armata a Sta­lingrado.

 

Incursioni aeree americane su Lo­rient e Brest.

 

24.1. L’offensiva del gruppo del Mar Nero, appartenente al « Fronte transcaucasico » sovietico, costituito dalla 46.a (gen. Lesselidze), 18.a (gen. Ryzhov), 47.a (gen. Kamkov) e 56.a (gen. GreLko) armata, in atto fin dall'11 gennaio, s'arresta, dopo un lentis­simo evolversi delle operazioni, sul­la linea Novorossisk - Cholmkskaja­ - Krasnodar.

 

25.1. La 1.a armata corazzata te­desca abbandona Armavir.

 

Truppe sovietiche tagliano la sacca di Sta­lingrado in un gruppo Nord e uno Sud.

 

Attacchi della 40.a (gen. Moskalenko) e 60.a (gen. Cernjachovski) armata sovietica costringono la 2.a ar­mata tedesca (gen. von Salmuth) ad abbandonare Voronez.

 

26.1. La 13.a (gen. Puchov) e 38.a (gen. Cibissov) armata sovietica attaccano l’ala nord della 2.a arma­ta tedesca e, il 28.1, presso Kaster­noje, si uniscono alle divisioni del­la 40.a armata che avanza­no da sud. In tal modo il grosso del VII (gen. d'artiglieria Hell) e XIII (gen. di fanteria Straube) corpo d'armata, con 7 divisioni, resta chiuso in una sac­ca. Solo dopo duri combattimenti, protrattisi fino alla metà del feb­braio 1943, i resti delle divisioni te­desche riusciranno ad aprirsi un var­co verso ovest attraverso le posi­zioni della 40.a armata sovietica.

 

27.1. Il Gauleiter Fritz Sau­ckel, « delegato generale per il servizio del lavoro », emana un decreto per la pro­grammazione del lavoro in funzione della guerra totale.

 

Hitler dispone di trasferire la 1.a armata corazzata tedesca, che sta svincolandosi dalle posizioni nel Caucaso, sotto il comando del grup­po d'armate Don (feldmaresciallo von Manstein) ed approva tuttavia il ripiegamento di sole 4 divisioni dell’armata oltre Rostov. Le altre unità, costituenti il grosso della grande u­nità, vengono concentrate nella te­sta di ponte del Kuban, con la 17.a armata.

 

L’8.a USAAF effettua con 55 B 17, privi di scorta caccia, il suo pri­mo attacco diurno sul territorio te­desco con obiettivo Wilhelmshaven.

 

30.1. Incursione della R.A.F. su Berlino con lo scopo di di­sturbare il discorso del Ministro Goebbels per 10°  anniversario della « Conquista del potere » da parte del NSDAP.

 

30/31.1. Incursione della R.A.F. su Amburgo: 148 aerei decollati, 92 sull’obiettivo, 5 abbattuti, 315 t. di bombe sganciate. I bombardieri impiegano per la prima volta il ra­dar di bordo da 9 centimetri H2S (si tratta del primo apparato per la navigazione su schermo indicatore). I tedeschi entrano in possesso di una di queste apparecchiature, rinvenuta tra i rottami di un bombardiere abbattuto nelle vicinanze di Rotterdam. Dal luogo del ritrovamento deriva la denominazione at­tribuita dai tedeschi di « Apparato Rotterdam ».

 

Incontro tra Churchill ed il Presidente turco Inönü che si dichia­ra disposto ad un atteggiamento di « benevola neutralità » nei confronti della Gran Bretagna.

 

31.1. Hitler nomina Grande Am­miraglio, in sostituzione del dimissionario Raeder,  l'ammiraglio Dönitz, coman­dante delle unità sommergibili, attribuendogli l’incarico di comandante supremo della Kriegsmarine.

 

Il generale Paulus viene no­minato feldmaresciallo. Nello stesso giorno le unità vincolate nella sacca a sud di Stalingrado, delle quali Paulus è comandante su­premo, capitolano.

 

Il IL corpo alpino (gen. Konrad) della 17.a armata entra in linea rag­giungendo la posizione « Gotenkopf » (testa di ponte del Kuban).

 

Il generale Ambrosio sostituisce il maresciallo Cavallero quale capo di S.M. delle forze armate italiane.

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