Dicembre 1941

1.12. La Germania ha subito, dal 22.6.1941, nella guerra contro l’URSS, le seguenti perdite: morti 162.314 (esercito 158.773, aeronautica 3.231, marina 310), feriti 571.767 (esercito 563.082, aeronautica 8.453, marina 232), dispersi 33.334 (esercito 31.191, ae­ronautica 2.028, marina 115)

Il comandante supremo del grup­po d'armate Centro, feldmaresciallo von Bock, annuncia che sono con­seguibili ormai solo successi locali. È « molto vicino il momento in cui la forza delle truppe sarà comple­tamente esaurita ».

 

Il Consiglio della Corona giappo­nese decide la guerra contro gli USA, la Gran Bretagna e l'Olanda, dopo che in tal senso si sono pronuncia­ti, il 30.11, i capi delle tre forze ar­mate.

 

Costituzione a Saratov, sotto egida sovietica, di un gruppo di co­munisti polacchi in esilio (cellula pri­maria della futura « lega dei patrioti polacchi ») sotto la direzione di Wan­da Wasilewska a Saratov.

 

1/31.12. Sommergibili tedeschi af­fondano in Atlantico e Medi­terraneo 23 mercantili alleati per complessive 101.687 t.

 

1/15.12. Febbrili tentativi italiani di far arrivare rifornimenti in Nord Africa. Le operazioni vengono osta­colate da condizioni atmosferiche decisamente avverse. Sommergibili britannici affondano quattro traspor­ti per complessive 23.996 t. 9-10.12. L'incrociatore leggero Luigi Cadorna trasporta benzina in fusti, che sca­rica a Bengasi, e ne ritorna con no­vecento prigionieri a bordo. Il Ca­dorna ripete tale missione l'11/12.12. Il 13.12, gli incrociatori leggeri Albe­rico da Barbiano e Alberto da Gius­sano prendono il mare da Palermo, destinati in Nord Africa, affiancati da una torpediniera, sempre quali uni­tà per il trasporto di benzina.
La formazione viene avvistata dalla ri­cognizione aerea britannica ed en­trambi gli incrociatori sono affon­dati da siluri nel corso di attacchi portati da tre cacciatorpediniere bri­tannici e da uno olandese. Nello stes­so giorno prendono il mare tre con­vogli (5 unità con 8 cacciatorpediniere di scorta) dall'Italia per il Nord Africa. Copertura indiretta assicu­rata dalla nave da battaglia Caio Duilio, da due incrociatori e da tre cacciatorpediniere. Gruppo di coper­tura costituito dalle navi da batta­glia Littorio e Vittorio Veneto con quattro cacciatorpediniere. Il Vit­torio Veneto viene raggiunto da si­luri lanciati dal sommergibile bri­tannico Urge (ten. di vascello Tom­kinson) e gravemente danneggiato.

 

2.12. Raggiungono Singapore la nuova nave da batta­glia Prince of Wales, l'incrociatore da battaglia Repulse e 4 cacciator­pediniere: con il fine di costituire la spi­na dorsale della flotta britannica dell'Asia sud-orientale

 

4.12. La 2° armata tedesca (gen. delle truppe corazzate Schmidt) conqui­sta Elec, a sud-est di Orel.

 

Il porto di Hangö, abbandonato dalla flotta sovietica del Baltico, viene occupato dai finlandesi.

 

Comune dichiarazione di amicizia e recipro­co aiuto, in occasione della visita a Mosca del presidente del Con­siglio dei Ministri del Governo polacco in esilio a Londra, gen. Sikorski.

 

4/23.12. Parziale riuscita dell’ingresso in Medi­terraneo di 16 sommergibili tedeschi: 2 unità vanno per­dute, 3 danneggiate, devono inver­tire la rotta.

 

Il « Fronte di Kalinin » sovietico (gen. Konev), costituito dalla 22.a (gen. Vostruchov), 39.a (gen. Maslennikov), 31.a (gen. Juzhkevic) e 29.a (gen. Zhvezov) armata, passa all'offen­siva.

Il comandante supremo del grup­po d'armate Centro ordina al 3° e 4° grup­po corazzato l'interruzione del­le operazioni offensive in atto ed il ripiegamento su una linea intercor­rente tra Istra ed un settore ad est di Klin. Approva nel contempo la decisione del generale Guderian, co­mandante della 2° armata corazzato, di sospendere l'attacco su Tula e di sgombrare l'arco di fronte proteso nello schieramento avversario.

 

Il comandante dell'esercito, feld­maresciallo von Brauchitsch, rasse­gna le dimissioni.

 

Hitler ordina il trasferimento del­la 2° Luftflotte (feldmaresciallo Kes­selring) dal fronte medio orientale in Libia ed in Sicilia.

 

Hitler, ignorando la reale situazio­ne determinatasi nel Pacifico, promette aiuti ai giapponesi in caso di guerra ed approva il patto d'assi­stenza militare reciproca, con l'esclu­sione di una pace separata, proposto dal Giappone.

 

6.12. Il « Fronte occidentale » sovietico (gen. d'armata Zukov) passa alla controffensiva. Zukov dispone di 47 div. e 36 brigate fucilieri, 10 brig. dell'NKWD, di 3 div. di cavalleria e di 15 brig. corazzate, inquadrate nelle seguenti unità: 30.a armata (gen. Leljusenko), 1.a arma­ta d'attacco (gen. V. I. Kusnezov), 20.a armata (gen. Vlasov), 16.a ar­mata (gen. Rokosovskij), 5.a armata (gen. Govorov), 33.a armata (gen. Je­fremov), 43.a armata (gen. Golubev), 49.a armata (gen. Sacharkin), 50.a ar­mata (gen. Boldin), 1° corpo di caval­leria della guardia (gen. Belov) e 10.a armata (gen. Golikov). Un’armata sovietica corrisponde, nella maggior parte dei casi, alla forza numerica di un corpo d'armata tedesco.

La Luftwaffe ha perduto, dal 22.6, sul fronte orientale, 758 bombardie­ri, 568 caccia e 767 aerei di diverso tipo (tra i quali oltre 170 Stukas, cir­ca 130 ricognitori a largo raggio e 200 ricognitori a corto raggio). So­no rimasti danneggiati 473 bombar­dieri, 413 caccia e 475 altri aerei.

 

La Gran Bretagna dichiara guer­ra a Ungheria, Romania, Finlandia.

 

7.12. Massiccio attacco giappone­se contro Pearl Harbour, principale base della flotta USA nel Pacifico. Una formazione di portaerei (per la com­posizione cfr. 26.11.1941) lancia, a nord di Oahu, intorno alle 06.00, una prima ondata costituita da 50 bom­bardieri, 40 aerosiluranti, 51 bom­bardieri in picchiata e 43 caccia e, subito dopo, una seconda ondata costituita da 36 caccia, 54 bombardie­ri e 81 bombardieri in picchiata. Gli aerei mettono a tacere, nell'at­tacco di sorpresa, la contraerea ame­ricana ed affondano le navi da bat­taglia Arizona, California, West Vir­ginia, Oklahoma, Nevada, il posa­mine Oglala e la nave-bersaglio Utah; vengono in parte gravemente dan­neggiate le navi da battaglia Penn­sylvania, Tennessee, Maryland, gli in­crociatori leggeri Releigh, Helena ed Honolulu, 3 cacciatorpediniere, 1 na­ve-appoggio aerei, 1 nave-officina. Gli americani contano, quali perdite, 2.403 caduti, 1.178 feriti e 188 aerei distrutti. Le perdite giapponesi ammontano a 9 caccia, 5 aerosiluranti, 15 bombardieri in picchiata, 55 caduti.

Il piano base giapponese del 5.11.1941 prevede in iìuna prima fase la conquista della Malesia Britannica, delle Filippine, di Hong Kong, Guam e Wake e in una seconda fase di Borneo, Sumatra, Giava, Celebes, delle piccole isole della Son­da, di Timor, limitatamente alla colonia olandese, dell'Arcipelago delle Bismarck e della Birmania. Il gruppo d'armate Sud all'uo­po impiegato (gen. Terauchi con il Q.G. a Saigon) comprende la 14.a ar­mata (Filippine), la 15.a armata (Tai­landia e Birmania), la 16.a armata (Indie Olandesi), la 23.a armata (Hong Kong); la 25.a armata (Malesia) di­spone di 11 divisioni (delle 51 com­plessive), 9 reggimenti corazzati, 2 divisioni aeree (pari a 700 dei 1.500 aerei dell'esercito), del gros­so delle unità di superficie della flot­ta e di circa 1.600 dei 3.300 aerei che costituiscono le forze complessive dell'aeronautica della marina.

Avvio delle operazioni da parte della 15.a ar­mata giapponese dall'Indocina verso la Tailandia, sbarco nell'Istmo di Kra.

 

Emanazione del decreto « Nacht und Nebel »: „ […]tutte le persone che nei territori occupati commettono azioni contro il Reich e le forze di presidio, vengano trasferite nel Reich a scopo di intimidazione. […]  Dato che lo scopo di questo decreto è quello di lasciare parenti, amici e conoscenti all’oscuro della sorte dei detenuti, questi ultimi non devono avere alcun contatto con il mondo esterno. […] Non devono essere date informazioni di sorta sui detenuti a uffici esterni. In caso di morte i parenti non devono essere informati, fino a nuovo ordine.”

 

Rommel decide di interrompere le operazioni militari intorno a Tobruk e di far ripiegare il gruppo coraz­zato Afrika sulla linea di Gazala al­lorché un corpo d'armata motoriz­zato italiano, predisposto per un contrattacco, non può entrare in a­zione nel momento previsto. Il movimento di sganciamento viene ef­fettuato in perfetto ordine, contro un avversario che incalza solo in ma­niera discontinua, portando in posi­zione arretrata 9.000 prigionieri.

 

7/8.12. Incursione della R.A.F. su Aquisgrana: 132 aerei decollati, 54 sull’obiettivo, 54 t. di bombe sganciate.

 

8.12. I giapponesi occupano Bangkok.

 

Il Governo sovietico dichia­ra — sulla base del patto di neutra­lità del 13.4.1941 — che considera immutati i propri rapporti con il Giappone pur dopo l'inizio delle o­stilità nel Pacifico.

 

Hitler dispone, nella « direttiva n. 39 », il passaggio alla difensiva dell'esercito sul fronte est, su linee che consentano un risparmio forze.

 

In occasione di una visita a Mosca del Ministro degli Esteri britan­nico Eden, Stalin pretende che la li­nea Curzon sia la base per la defi­nizione della frontiera sovietico-po­lacca e la futura cessione della Prussia orientale alla Polonia.

 

L’8.a armata britannica ristabilisce i contatti con le unità della fortez­za di Tobruk, sino allora accerchiata.

 

La 14.a armata (gen. Homma) inizia l'attacco alle Filippine. Sbarco nella parte set­tentrionale di Luzon.

 

La 25° armata giapponese sbarca nel porto di Khota Baru nella parte settentrionale della Malesia. Per pri­ma viene impiegata a terra la 5a di­visione di fanteria, sotto forte coper­tura di unità della marina e dell'ae­ronautica, Da Singapore prendono il mare contro la flotta da sbarco giap­ponese la nave da battaglia Prince of Wales, l'incrociatore da battaglia Repulse e 4 cacciatorpediniere. La formazione viene rilevata e segnala­ta da un sommergibile giapponese; tuttavia la ricognizione aerea non riesce ad avvistarla. 9.12: Le unità britanniche invertono la rotta all'al­tezza di Khota Baru per attaccare le unità operanti in un'azione di sbarco erroneamente segnalata pres­so Kuantan. Il mattino del 10.12, la 22a squadriglia aerea della marina giapponese, impiegata per un volo di ricognizione, avvista la formazio­ne britannica ed affonda il Prince of Wales ed il Repulse.

 

9.12. La 13a armata sovietica - solo 11.000 uomini e 72 cannoni - (gen. Gorodnjanski) riconquista Elec. La 16a armata tedesca abban­dona Tichvin, che viene occupata dalla 4a armata sovietica, e si ritira oltre il Volchov. Conclusione dei movimenti di sganciamento il 23.12.1941.

 

La Cina di Chungking (Chang Kai­ Shek) dichiara guerra alla Germa­nia.

 

Un gruppo da combattimento giap­ponese sbarca sulle isole di Tara­va e di Makin dell'arcipelago delle Gilbert.

 

10.12. Truppe del « Fronte sud-occidentale » sovietico (maresciallo Timoscenko) travolgono la 2.a arma­ta tedesca presso Livny. La 20.a ar­mata sovietica occupa Solnecio­gorsk.

 

Un gruppo da combattimento giap­ponese conquista l'isola di Guam.

 

11.12. La Germania e l'Italia di­chiarano guerra agli Stati Uniti d'A­merica. Accordo tra Germania, Ita­lia e Giappone sulla comune con­dotta di guerra, sull'impegno « di non concludere un armistizio ovvero la pace né con gli USA né con l'Inghil­terra senza il reciproco, comune con­senso ».

 

I difensori americani di Wake (maggiore Devereux) respingono un tentativo di sbarco giapponese ed affondano 2 cacciatorpediniere.

 

11/12.12. 43 aerei britannici, 60 decollati, sganciano 58 t. di bombe su Co­lonia, un aereo viene abbattuto.

 

12.12. Ungheria, Romania e Bulgaria dichiarano guerra agli U.S.A.; la Bulgaria anche alla Gran Bre­tagna.

 

13.12. La 158 armata giapponese occupa, muovendo dalla Tailandia, Point Victoria, all'estremità sud del­la Birmania, che è l'unico aeroporto britannico perfettamente efficiente tra l'India e Singapore.

 

Profonda penetrazione della 10.a e 50.a arma­ta sovietica nel settore di Tula occupato dal XXIV corpo co­razzato della 2a armata corazzata te­desca. L'arco di fronte intorno a Tula viene abbandonato.

 

14.12. La 9.a armata tedesca (gen. Strauss) abbandona Kalinin.

 

16.12. Hitler chiama i soldati del fronte orientale alla « resistenza fanatica ».

 

16/23.12. Truppe giapponesi oc­cupano l'isola di Wake con l'appog­gio di ingenti forze della flotta.

 

17.12. L'armata rossa costituisce un nuovo gruppo d'armate, il « Fron­te Volchov » (gen. d'armata Merez­kov), costituito dalla 4.a (gen. Ivanov), 59.a (gen. Galanin), 26.a (gen. Sokolov) e 52.a (gen. Klykov) armata.

 

17/31.12. Primo sistematico attac­co dell’11.a armata tedesca (gen. di fanteria von Manstein) contro la fortez­za di Sebastopoli. L'azione viene in­terrotta allorché la 44.a armata so­vietica (gen. Pervuchin) sbarca, nei giorni 28 e 29.12, nel settore di Fedorosia, con 23.000 uomini (divisioni fucilieri 63.a e 157.a), sotto la copertu­ra di ingenti forze navali, dopo che la 51.a armata (gen. Lvov), il 25 ed il 26.12, aveva preso terra con la 244.a divisione fucilieri presso Kerc. Località abbandonata il 29.12 per ordine del comandante (gen. von Sponeck) del debole corpo XLII d’armata, che ne costituiva il presidio.

 

19.12. Il comandante supremo nell'esercito (feldmaresciallo von Brauchitsch), gravemente malato di cuore, rinunzia all'incarico che vie­ne assunto da Hitler in persona, che così si esprime sull'argomento: « La condotta operativa può essere affi­data a qualsiasi persona. Il compito del comandante supremo dell'eserci­to è quello di educare l'esercito se­condo le concezioni del nazionalso­cialismo. Non conosco alcun gene­rale che possa raggiungere tale fine nello spirito da me desiderato »...

 

Il feldmaresciallo von Bock viene sol­lecitato ad iniziare una lunga licen­za per motivi di salute.

 

Il coman­dante supremo della 4.a armata (feld­maresciallo von Kluge), assume il comando del gruppo d'armate Cen­tro.

 

Presso la Ruza il II corpo caval­leria della guardia sovietica (gen. Dovator, caduto) viene battuto dalla 4` armata corazzata tedesca (gen. Hoepner).

 

Sommozzatori italiani apprteneti alla X Flottiglia MAS penetrano, a bordo di speciali unità subacquee, munite di testata esplosiva nel porto di Alessandria d'Egitto recando gravi danni alle navi da battaglia britanniche Valiant e Queen Elizabeth, che si adagiano su un bassofondo dal quale verranno più tardi recuperate.

 

20.12. In seguito agli attacchi portati dai « Fronti sud-occidentale ed occidentale » sovietici la 2.a ar­mata corazzata (gen. Guderian) e la 2.a armata (gen. delle truppe corazzate Schmidt) ripiegano sulla linea ad ovest di Tim-Misensk e a sud di Be­lev (« posizioni invernali »).

 

20/22.12. Navi da guerra sovieti­che ed unità da trasporto trasferi­scono a Sebastopoli da Novorossisk, la 345.a div. fucilieri.

 

21.12. Sbarchi di notevoli forze giapponesi su Luzon.

 

Inizio di massicce incursioni ae­ree su Malta da parte di unità della 2a Luftflotte trasferite in Sicilia.

 

22.12.1941/14.1.1942. Conferen­za (« Arcadia ») tra il Presidente Roo­sevelt ed il Primo Ministro britan­nico Churchill a Washington. Costitu­zione del comune « Combined Chiefs of Staff Committee » con sede a Wa­shington. La strategia dell'« Europe first » (priorità nelle operazione belliche all’eliminazione della Germania) seguita fin dal 1940, vie­ne mantenuta nonostante la guerra si sia estesa al Pacifico.

 

23.12. Le forze italo-tedesche sgomberano Bengasi.

 

23/24.12. Sbarco della 16a divi­sione giapponese ad est di Manila.

 

24.12. De Gaulle fa occupare dall’ammiraglio Muselier le isole di St. Pierre e Miquelon (Terranova).

 

24/28.12. Operazione « Archery » britannica: missione contro le Lo­foten. 24.12:

L'incrociatore britanni­co Kenya, 4 cacciatorpediniere e uni­tà da sbarco prendono il mare da Scapa Flow. Avverse condizioni at­mosferiche costringono le unità a toccare le isole Shetland. 27.12: At­tuazione di sbarchi nel settore di Vaagsii e distruzione delle locali in­stallazioni. 2 battelli-vedetta tedeschi e 5 unità da carico per 13.778 t. af­fondano ovvero si arenano sul lito­rale.

 

25.12. Il generale Guderian, co­mandante supremo della 2° armata corazzata viene rimosso dall'incarico da Hitler, in seguito allo scontro a­vuto con il feldmaresciallo von Klu­ge. Gli succede il gen. Schmidt.

27.12. Massicci attacchi della 31.a armata sovietica (gen. Juzhkevic) con la 5.a, 119.a, 250.a, 256.a e 262.a divisioni fucilieri, contro il VI corpo d'ar­mata (gen. Fürster) della 9.a armata tedesca, a sud-ovest di Kalinin.

 

27/28.12. 96 aerei britannici, su 132 decollati, sganciano 126 t. di bombe su Diis­seldorf, sette aerei sono abbattuti.

 

28.12. Hitler motiva, in un ordi­ne all'esercito impegnato in Orien­te, la necessità della difesa fino all'ultimo sangue ed emana « diret­tive per la condotta dei combatti­menti ».

 

28/29.12. 61 aerei britannici, su  decollati, sganciano60 t. di bombe su Hüls, presso Krefeld.

 

29.12. La 4.a armata (gen. Kübler), schierata nel settore centrale del gruppo d'armate Centro, avendo già perduto, a sud, il contatto con la 2.a armata corazzata, viene isolata, in corrispondenza della propria ala nord, nel settore occupato dal LVII corpo d'armata, dalla 43.a armata so­vietica (gen. Golubev).

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