1943 - luglio dal n. 1132 al n. 1162

1132 - 1 luglio

L'aviazione nemica ha attaccato centri urbani e rurali della Sicilia e della Sardegna.

Danni notevoli e vittime sono stati causati in Palermo dove risultano colpiti molti edifici civili fra i quali la R. Università ed un ospe­dale. Anche a Cagliari sono segnalati crolli e incendi nei quartieri centrali della città.

Le formazioni avversarie, ripetutamente impegnate dalla nostra cac­cia, perdevano in combattimento 4 apparecchi; un altro velivolo ve­niva distrutto dalle artiglierie della difesa di Trapani.

Un nostro aereo non è rientrato dalle operazioni della giornata.

Le incursioni citate dal bollettino odierno hanno causato le seguenti vittime finora accertate:

— 3 morti e 2 feriti a Sciacca (Agrigento);

— 5 morti e 18 feriti tra i ricoverati dell'ospedale di Palermo.

 

1133 - 2 luglio

Palermo é stata nuovamente bombardata questa notte dall'aviazione avversaria: tra i numerosi edifici danneggiati é il palazzo reale; non ancora precisate le perdite della popolazione. Le artiglierie con­traeree hanno abbattuto 4 velivoli caduti uno a Romagnolo, 2 in mare al largo della stessa località ed uno a nord di Sferracavallo. Incursioni di minore rilievo sono segnalate su Catania e Cagliari: le batterie della difesa distruggevano a Catania un velivolo.

In combattimenti impegnati con la caccia germanica 2 Spitfire pre­cipitavano nelle acque di Malta.

A seguito dell'incursione del giorno 30, citata dal bollettino di ieri, sono stati ulteriormente accertati, fra la popolazione di Palermo, 74 morti e 286 feriti.

Le vittime causate alla popolazione della costa calabra dello Stretto di Messina, dall'azione aerea avversaria nella notte sul 30 giugno, ascendono a 10 morti e 36 feriti.

 

1134 -3 luglio

Formazioni aeree avversarie hanno agito su varie località della pe­nisola Salentina e su altri centri della Sicilia e della Sardegna, cau­sando danni e vittime.

Reparti di cacciatori dell'Asse abbattevano 24 velivoli, di cui 12 qua­drimotori del tipo Liberator tra Lecce e Grottaglie ed i rimanenti a sud ed a sud - ovest della Sicilia.

Le artiglierie della difesa colpivano e facevano precipitare 3 aerei a Trapani ed uno ad Olbia. Due altri apparecchi risultano distrutti dalle batterie contraeree delle Isole Ione.

Alcuni degli equipaggi, lanciatisi col paracadute, sono stati catturati.

Le incursioni citate dal bollettino odierno hanno causato le seguenti vittime finora accertate tra le popolazioni civili:

— a Lecce 4 morti e 25 feriti;

— a Galatina (Lecce) 15 morti e 17 feriti;

— a Grottaglie (Taranto) 13 morti e 24 feriti;

— a San Pancrazio Salentino (Brindisi) 5 morti e 6 feriti;

— a Castelvetrano (Trapani) 8 morti e 22 feriti.

Le perdite della popolazione di Palermo per l'azione aerea nemica della notte sul 2 corrente ascendono a 32 mortai e 68 feriti.

 

1135 - 4 luglio

Cacciatori italiani e germanici e batterie contraeree dell'Asse hanno ieri ostacolato con particolare successo gli attacchi dell'aviazione av­versaria su centri della Sicilia e della Sardegna, riuscendo ripetuta­mente a disperdere le formazoni nemiche prima che raggiungessero gli obiettivi ed inseguendole a lungo in mare aperto.

Nel cielo della Sicilia, in ripetuti vittoriosi combattimenti nei quali si é distinto il 150° gruppo comandato dal tenente colonnello Anto­nio Vizzotto da La Maddalena, la caccia nazionale abbatteva 18 ve­livoli, quella tedesca 10.

Le artiglierie della difesa distruggevano altri 22 aerei di cui 10 a Trapani, 2 a Sciacca, 2 ad Augusta, uno a Marsala e 7 nei dintorni di Cagliari.

Il nemico ha pertanto complessivamente perduto 50 velivoli, tra i quali numerosi quadrimotori.

I danni causati nelle località colpite sono di minima entità; limitato anche il numero delle vittime fra le popolazioni.

Questa notte una formazione avversaria ha lanciato qualche bomba e pochi spezzoni su Ostia e Fiumicino, sorvolando successivamente la periferia di Roma: non sono segnalate perdite.

Le batterie contraeree della Capitale hanno effettuato tiri di sbar­ramento.

Le incursioni citate dal bollettino odierno hanno causato le seguenti vittime finora accertate:

— a Trapani 11 morti e 15 feriti;

— a Catania 1 morto e 5 feriti;

— in provincia di Sassari 1 morto e 21 feriti.

 

1136 - 5 luglio

Formazioni nemiche hanno sganciato bombe su Catania, Sciacca, località minori della Sicilia e sul cagliaritano causando lievi danni e poche vittime.

L'aviazione dell'Asse anche ieri ha validamente intercettato i veli­voli incursori impegnandoli in aspri combattimenti. Nostri reparti da caccia, con successivi attacchi, abbattevano 25 aerei dei quali 18 sulla piana di Catania ad opera dei cacciatori del 4° stormo.

Altri 21 apparecchi venivano distrutti dalla caccia germanica. Le batterie contraeree italiane e tedesche, con il loro preciso tiro, face­vo inoltre precipitare 10 velivoli.

Alle perdite avversarie, segnalate nel bollettino di ieri, vanno ag­giunti due aeroplani abbattuti uno presso le Isole Ione ed uno in territorio di Alghero.

Nelle ultime due giornate il nemico ha così perduto complessiva­mente, nello scacchiere italiano, 108 apparecchi, in gran parte plu­rimotori.

Gli aerei abbattuti dalle batterie contraeree citati nel bollettino odier­no sono caduti: uno a Gerbini, 2 fra Gerbini e Lentini, 2 a Plaia, 2 nella zona di Capo Mulini, 2 fra Caltagirone e San Michele (loca­lità della provincia di Catania), uno a Sciacca (Agrigento).

Le incursioni citate dal bollettino odierno hanno, causato, nella po­polazione civile, le seguenti vittime finora accertate:

— a Catania 4 morti e 7 feriti;

— a Gerbini 3 morti e 9 feriti;

— nel cagliaritano 2 morti e 3 feriti.

 

1137 - 6 luglio

Il porto di Biserta é stato attaccato e bombardato da formazioni germaniche.      

Località della Sicilia, tra le quali Messina, Catania e Marsala, sono state obiettivo di incursioni che hanno fatto danni e vittime in li­mitata misura.

L'aviazione dell'Asse e le artiglierie della difesa contrastavano effi­cacemente l'attività avversaria: cacciatori nazionali, fra i quali si distinguevano quelli del 161° gruppo al comando del capitano Gio­vanni Porcu da Alessandria, abbattevano 22 apparecchi; altri 15 ve­nivano distrutti dalla caccia tedesca e 14 dal tiro delle batterie con­traeree.

Dalle operazioni di guerra degli ultimi 3 giorni, 4 nostri velivoli non sono ritornati alle basi.

Nelle azioni di guerra degli ultimi giorni si sono particolarmente distinti i seguenti ufficiali piloti del 4 stormo: capitano Franco Luc­chini da Roma, capitano Carlo Piccolomini Clementi Adami da Siena, capitano Luigi Giannella da Barletta, tenente Vittorino Daffara da Milano, tenente Alvaro Querci da Lucca, tenente Mario Mecatti da Perugia.

 

1138 - 7 luglio

Unità navali italiane e tedesche, agendo in cooperazione nel Medi­terraneo, hanno affondato un sommergibile nemico.

Palermo, Trapani, Porto Empedocle, Catania, Marsala ed alcune mi­nori località della Sicilia e della Calabria sono state bombardate da formazioni avversarie alle quali l'aggiustato fuoco delle artiglierie contraeree italiane e germaniche infliggeva la perdita di 17 apparecchi.

Due quadrimotori venivano inoltre abbattuti dalla nostra caccia.

Le unità navali che hanno affondato il sommergibile nemico, segna­lato nel bollettino odierno, sono al comando dei capitani di corvetta Carlo Thorel e Nicolò Nicolini e dell'Oberleutnant zur See Neinz Obenhaupt.

I velivoli distrutti dal tiro contraereo sono precipitati nelle seguenti località: 4 a Palermo (2 in fiamme nei pressi di Mongerbino, uno in città in via Oreto, uno nel centro del Golfo), 5 a Trapani, 6 a Porto Empedocle, uno a Catania ed .uno a Marsala.

Le perdite finora accertate fra la popolazione, per le incursioni citate dai bollettini nn. 1137 e 1138, sono le seguenti: a Marsala 5 morti; a Sciacca 2 morti ed un ferito; a Ramacca (Catania) 40 morti e 6 feriti; a Castel di Iudica (Catania) 4 morti e 7 feriti; a Locri 1 morto e 5 feriti; a Iachino (Reggio Calabria) 1 morto e 6 feriti.

 

1139 - 8 luglio

Nostri aerosiluranti hanno effettuato riuscite puntate offensive lungo le coste tunisine colpendo due piroscafi di complessive 13 mila ton­nellate così gravemente da far ritenere sicuro il loro affondamento.

Incursioni avversarie su Trapani, Porto Empedocle e Catania, causa­vano lievi danni e poche perdite tra le popolazioni. Quattordici ap­parecchi venivano distrutti dal tiro delle batterie della difesa: 3 a Trapani, 4 a Porto Empedocle e 7 a Catania. Cacciatori dell'Asse abbattevano in combattimento 5 velivoli nel cielo della Sicilia.

Ecco i nomi dei piloti che si sono segnalati nelle azioni di aerosilu­ramento citate dal bollettino odierno: tenente Bernardo Braghieri da Piacenza, tenente Francesco Pandolfo da Acireale (Catania), maresciallo Silvio Fiorentu da Roma, sergente maggiore Lorenzo Sciar­ra da Roma.

 

1140 - 9 luglio

Sulle coste dell'Africa settentrionale rinnovati attacchi di nostri re­parti aerosiluranti contro piroscafi nemici in navigazione o alla fonda sono stati coronati da brillante successo; risultano affondati tre gros­si mercantili per complessive 40 mila tonnellate med un altro da 8 mila é stato gravemente danneggiato.

Formazioni aeree avversarie hanno ieri e questa notte bombardato ripetutamente Catania ed i suoi dintorni: sono segnalati crolli ed incendi nei quartieri centrali della città.

Nei combattimenti della giornata 2 velivoli venivano abbattuti da cacciatori italiani, dodici — tra cui parecchi bombardieri — da quelli tedeschi. Le artiglierie della difesa distruggevano 2 apparecchi a Catania, 4 a Sciacca, 3 a Castelvetrano, 2 a Marsala, uno a Gela (Cal­tanissetta).

Nelle azioni di aerosilurarnento, di cui al bollettino odierno, si sono distinti i seguenti piloti: sottotenente Alessandro Girardi da Selva Volpago (Treviso), sottotenente Luigi Morselli da Villa Poma (Na­poli), mar. all. uff. Domenico Daniele da Giulianova (Teramo), maresciallo Giuseppe Gasparre da Noicattaro (Bari), sergente mag­giore Antonio Canis da Godo (Ravenna), sergente maggiore Giu­seppe Rumpianesi da Anzola Emilia (Bologna), sergente Aldo Corti da Lecce, sergente Bruno Zgur da Trieste.

Le vittime finora accertate fra la popolazione di Catania a seguito dell'incursione citata dal bollettino odierno ascendono a 91 morti e 209 feriti.

 

1141 - 10 luglio

Il nemico ha iniziato questa notte, con l'appoggio di poderose for­mazioni navali ed aeree e con lancio di reparti paracadutisti, l'attacco contro la Sicilia.

Le forze armate alleate contrastano decisamente l'azione avversaria; combattimenti sono in corso lungo la fascia costiera sud orientale. Durante le azioni effettuate ieri dall'aviazione su centri della Si­cilia, le artiglierie italiane e germaniche distruggevano 22 velivoli dei quali 15 a Porto Empedocle, altri undici apparecchi venivano abbattuti dai cacciatori tedeschi.

Nelle acque della Tunisia nostri aero siluranti hanno colpito e grave­mente danneggiato tre piroscafi di complessive 29 mila tonnellate. Gli aerosiluranti che hanno colpito i piroscafi nella azione segnalata nel bollettino odierno erano condotti dai seguenti piloti: tenente Vasco Pagliarusco da Barbarano (Vicenza), sottotenente Carlo Degli Angeli da Cesena (Forlì), sottotenente Giampiero Avanzini da For­mia, sergente maggiore Aldo Guerra da Padova, sergente Guido Scagliarini da Finale Emilia, sergente Radames Gineprari da Perugia.

I velivoli abbattuti dalle artiglierie contraeree sono precipitati nelle seguenti località: 15 a Porto Empedocle, 2 a Trapani, 2 a Sciacca, uno a Villa Oliva (Siracusa), uno ad Aragona (Agrigento), uno a Falconara (Caltanissetta). Alcuni equipaggi sono stati catturati.

 

1142 - 11 luglio

Un'accanita battaglia è in atto lungo la fascia costiera della Sicilia sud - orientale dove truppe italiane e germaniche impegnano ener­gicamente le forze avversarie sbarcate e ne contengono validamente la pressione.

Intensa l'attività delle opposte aviazioni: i cacciatori dell'Asse han­no abbattuto 22 velivoli, le batterie contraeree nove.

Nostre formazioni aerosiluranti, portatesi ripetutamente all'attacco di convogli nemici, colavano a picco due piroscafi per 13 mila ton­nellate complessive ed una nave di tipo imprecisato; danneggiavano inoltre gravemente due incrociatomi e numerosi altri mercantili, pa­recchi dei quali s'incendiavano. Un incrociatore leggero, sette navi da trasporto di grosso e medio tonnellaggio e molti mezzi da sbarco venivano ripetutamente colpiti dall'aviazione germanica così da far­ne ritenere sicuro il successivo affondamento.

 

1143 - 12 luglio

In Sicilia la lotta è continuata aspra e senza posa nella giornata di ieri, durante la quale il nemico ha tentato invano di aumentare la modesta profondità delle zone litoranee occupate.

Le truppe italiane e germaniche, passate decisamente al contrattacco, hanno battuto in più punti le unità avversarie, obbligandole in un settore a ripiegare.

Lo spirito combattivo dei reparti italiani e tedeschi é elevatissimo: il contegno della popolazione dell'isola e quello dei fieri soldati si­ciliani, che appartengono in gran numero alle nostre unità, superiore ad ogni elogio. Per la magnifica difesa delle posizioni ad essa affi­date merita l'onore di speciale citazione la 206a divisione costiera co­mandata dal generale Achille D'Havet.

Aerei italiani siluravano 3 incrociatori, una unità minore e 3 piro­scafi, dei quali 2 da 8 mila tonnellate colavano a picco. Concentra­menti di naviglio nemico venivano attaccati da formazioni da com­battimento nostre e tedesche: risultano affondati 5 piroscafi ed al­cuni mezzi da sbarco, colpiti ed incendiati oltre 40 tra mercantili e trasporti di vario tonnellaggio.

I cacciatori dell'Asse abbattevano 30 apparecchi; 8 altri precipitavano sotto il tiro delle artiglierie.

Dalle operazioni degli ultimi due giorni 13 nostri velivoli e io te­deschi non sono ritornati alle basi.

Lungo le coste orientali della Sicilia un nostro sommergibile silurava un incrociatore da 10 mila tonnellate che, colpito, esplodeva.

 

1144 - 13 luglio

La battaglia prosegue con immutata violenza nella regione meri­dionale della Sicilia dove il nemico cerca di ampliare la testa di sbarco che ha potuto costituire a Licata, Gela, Pachino, Siracusa e Augusta.

Nelle acque dell'isola aerosiluranti italiani e bombardieri dell'Asse attaccavano ripetutamente unità mercantili e da guerra, affondando un piroscafo di medio tonnellaggio e incendiando, o danneggiando 2 incrociatori, numerosi trasporti e parecchi mezzi navali minori.

Nel cielo della Sicilia 14 apparecchi sono stati abbattuti dalla caccia italo - germanica, 9 dalle artiglierie contraeree. Nostri cacciatori di­struggevano sulla Sardegna 2 altri velivoli.

Formazioni nemiche hanno bombardato centri della Sicilia e della Calabria fra cui Catania, Messina e Reggio. Questa notte una in­cursione è stata compiuta su Torino dove la popolazione ha subito perdite e il centro urbano danni considerevoli.

Non hanno fatto ritorno alle basi 6 nostri aerei.

Le incursioni citate dal bollettino odierno hanno causato le seguenti vittime finora accertate:

— a Catania 25 morti e 63 feriti;

— a Leonforte 8 morti e 2 feriti;

— a Reggio Calabria 3 morti e 2 feriti;

— in provincia di Catanzaro: 30 morti e 42 feriti;

— a Torino 101 morti e 203 feriti.

 

1145 - 14 luglio

I1 nemico, che alimenta continuamente la sua offensiva con nuovi contingenti, é riuscito a superare la fascia litoranea da Licata ad Augusta spingendosi verso la zona montana sud - orientale della Si­cilia ed affacciandosi alla piana di Catania. Su tutto il fronte le truppe italiane e germaniche sono impegnate in duri combattimenti.

Nostri reparti aerosiluranti, in azioni notturne lungo le coste della Sicilia orientale, hanno affondato 2 piroscafi di grosso tonnellaggio ed un cacciatorpediniere e danneggiato 6 incrociatori, di cui uno pesante, due cacciatorpediniere, un grande mercantile ed altro na­viglio minore.

In duelli aerei nel cielo dell'isola i cacciatori dell'Asse abbattevano 11 apparecchi; 12 altri velivoli erano distrutti dalle artiglierie della Sicilia, 4 da quelle della Sardegna, 7 aerosiluranti da nostre unità in navigazione.

Quattordici nostri aerei non hanno fatto ritorno dalle operazioni della giornata.

Nel Mediterraneo centrale un sommergibile, al comando del tenente di vascello Alberto Donato da La Spezia, colava a picco un piroscafo da 15.000 tonnellate; un'altra unità subacquea, comandata dal te­nente di vascello Pasquale Beltrame da Savona, lanciava una salva di siluri contro una formazione di cacciatorpediniere dei quali due venivano colpiti; un terzo sommergibile, al comando del tenente di vascello Renato Scandola da Castelfranco Emilia, silurava un cac­ciatorpediniere della classe Jervis ed uno della classe Fearlees: i 4 caccia predetti sono da ritenere affondati.

Il sommergibile, che ha affondato l'incrociatore nell'azione di cui ha dato notizia il bollettino n. 1143, é comandato dal tenente di vascello Arcangelo Giliberti da Napoli.

Le vittime dell'incursione su Reggio Calabria e Messina citate dal bollettino di ieri, sono salite per Reggio Calabria a 100 morti e 55 feriti e ascendono per Messina a 76 morti e 2 feriti.

 

1146 - 15 luglio

In Sicilia la pressione avversaria viene contenuta dalle truppe del­l'Asse che hanno respinto ostinati attacchi sferrati con largo appog­gio di mezzi corazzati. Nella piana di Catania nuclei di paracadutisti nemici sono stati prontamente annientati. Nei combattimenti di que­sti giorni si sono distinti il 10° reggimento bersaglieri, la 207° divi­ene costiera e la divisione germanica Hermann Goering.

Alla battaglia, che continua aspra e serrata, portano il loro concorso valido ed ininterrotto gli aviatori dell'Asse ed in particolare gli arditi nostri aerosiluratori che hanno ieri affondato 4 altri piroscafi per 27 mila tonnellate e danneggiato un incrociatore pesante e 2 mer­cantili di medio tonnellaggio.

Obiettivi navali e terrestri sono stati pure battuti, con efficaci risul­tati, da bombardieri nostri e tedeschi.

Cacciatori germanici abbattevano nel cielo dell'isola 5 Spitfire; 2 altri velivoli precipitavano in mare colpiti dal tiro di dragamine tedeschi.

Formazioni aeree hanno effettuato incursioni su Palermo, Messina e su Napoli e dintorni causando danni sensibili ad edifici civili e facendo vittime tra le popolazioni. Risultano distrutti dalle batterie della difesa 6 quadrimotori a Messina ed uno a Napoli.

In Mediterraneo un cacciatorpediniere è stato colato a picco da una nostra motosilurante.

La motosilurante che ha affondato .un cacciatorpediniere nemico nell'azione segnalata dal bollettino odierno è al comando del sotto­tenente di vascello Antonio Tedeschi da Bologna.

Le vittime causate dall'incursione su Torino, citate dal bollettino n. 1144, sono salite a 402 morti e 601 feriti.

 

1147 - 16 luglio

Dalla regione di Agrigento alla piana di Catania unità italiane e germaniche sostengono con tenace valore il continuato urto di po­derose forze avversarie: sensibili perdite in carri armati sono state inflitte al nemico.

Nostri aerosiluranti, rinnovando gli attacchi ai mezzi navali e da sbarco, colavano a picco un mercantile da 10 mila tonnellate e col­pivano, danneggiandole, altre 3 unità per complessive 29 mila ton­nellate.

Lungo le coste sud - orientali della Sicilia bombardieri in quota ed in picchiata italiani e germanici agivano con favorevole esito su na­viglio anglo - americano.

Nelle operazioni condotte in questi giorni dall'arma aerea si sono particolarmente segnalati il 43° stormo da bombardamento, il 130° gruppo siluranti e il 121° gruppo tuffatori.

Napoli, Foggia e Genova sono state obiettivo di incursioni aeree: si deplorano danni e vittime a Napoli, dove i nostri cacciatori di­struggevano 4 quadrimotori.

Anche su località delle province di Alessandria, Savona, Bologna, Parma e Reggio Emilia sono state lanciate bombe e spezzoni che hanno causato lievi perdite alle popolazioni.

Due quadrimotori, col­piti dai mezzi della difesa, sono precipitati l'uno presso Traversetolo (Parma) e l'altro presso Mirandola (Modena). Alcuni uomini degli equipaggi sono stati catturati. Undici aerosiluranti risultano abbat­tuti da unità navali e da aerei di scorta a nostri convogli.

Le incursioni citate dal bollettino odierno hanno causato le seguenti vittime finora accertate:

— a Napoli 204 morti e 390 feriti;

— a Foggia 15 feriti;

— ad Arquata Scrivia (Alessandria) 1 morto e 6 feriti;

— a Savona 1 morto e 1 ferito;

— in provincia di Bologna 9 morti e 20 feriti;

— in provincia di Parma 3 morti e 6 feriti;

— in provincia di Reggio Emilia 1 morto e 4 feriti;

— a Genova 1 morto e 3 feriti.

 

1148 - 17 luglio

in Sicilia ed in particolare nelle regioni di Agrigento e di Catania, si è anche ieri accanitamente combattuto: l'avversario, nonostante i forti attacchi sferrati e le elevate perdite subite, non é riuscito a conseguire ulteriori vantaggi.

Reparti aerei da combattimento e d'assalto hanno inflitto alle truppe nemiche, in ripetute azioni a volo radente, gravi danni in uomini e materiali.

Aerosiluranti e bombardieri dell'Asse conducevano vigorose azioni contro navi nemiche nella zona di Capo Passero e in prossimità dei porti di Siracusa ed Augusta: un piroscafo da 7 mila tonnellate, in­cendiato, colava a picco.

La caccia germanica abbatteva nel cielo della Sicilia 16 velivoli dei quali 12 quadrimotori del tipo Liberator.

Incursioni nemiche su Napoli, Bari, Reggio Calabria e Messina non causavano danni d'importanza; limitato il numero delle vittime. Azioni di bombardamento e di spezzonamento di scarso rilievo ve­nivano pure effettuate su La Spezia e su località della Lombardia e dell'Emilia. Sono stati complessivamente distrutti, dalle artiglierie della difesa e dalla caccia, 18 velivoli dei quali 5 tra Messina e Reg­gio Calabria, 3 a Bari, 7 a Napoli, 3 fra Varese e Pavia.

Roma é ,stata sorvolata questa notte da aerei che hanno lanciato vo­lantini di propaganda.

Nelle acque della Sicilia orientale un nostro incrociatore leggero, at­taccato da alcune motosiluranti, ne affondava due e conduceva a termine la sua missione senza aver riportato alcun danno. Un cac­ciatorpediniere nemico è stato silurato da un nostro sommergibile.

A seguito delle incursioni citate dal bollettino odierno, sono state finora accertate le seguenti perdite fra le popolazioni:

— a Napoli 22 morti e 70 feriti;

— a Bari 3 morti e 33 feriti;

— a La Spezia 6 feriti;

— in corso di precisazione quelle di Reggio Calabria e Messina.

Le vittime definitivamente accertate in seguito all'incursione nemica su Livorno salgono a 252 morti e 503 feriti.

 

1149 - 18 luglio

La violenza della lotta é ancora aumentata intorno ad Agrigento: sotto l'urto di preponderanti forze blindate le truppe, che in questi giorni avevano valorosamente difeso la città,sono state costrette a ripiegare 'su posizioni più arretrate.

Ad oriente della Sicilia reparti aerei dell'Asse hanno agito anche ieri con successo colpendo con siluri e con bombe navi mercantili e da guerra di vario tonnellaggio. Sei velivoli sono stati distrutti da cac­ciatori tedeschi.

Unità navali avversarie bombardavano a più riprese la città di Ca­tania: il fuoco delle batterie terrestri colpiva un incrociatore ed in­cendiava un cacciatorpediniere.

Napoli é stata nuovamente e ripetutamente attaccata da grosse for­mazioni di quadrimotori: sono segnalati ingenti danni nei quartieri centrali e periferici; incorso di accertamento le vittime. La difesa contraerea della città, con interventi pronti e precisi, abbatteva io bombardieri; altri 8 precipitavano a seguito di combattimento con la nostra caccia.

Minori azioni di spezzonamento e di mitragliamento sono state effettuate questa notte sui dintorni di Napoli, su Littoria e su Ciampino. Durante le incursioni di cui hanno dato notizia i bollettini nn. 1147 e 1148 risultano distrutti, oltre a quelli già indicati, 4 velivoli di cui uno caduto a sud - ovest di Ivrea e 3 nel territorio di Genova, sotto il tiro delle artiglierie locali.

Negli ultimi due giorni non sono rientrati alle basi 5 nostri aerei. Motosiluranti italiane, in ricognizione offensiva nelle acque della Si­cilia orientale, colavano a picco un piroscafo da 9 mila tonnellate. Un sommergibile é stato affondato in Mediterraneo dalla torpedi­niera comandata dal capitano di corvetta Silvio Cavo da Boissano (Savona).

Le perdite finora accertate fra le popolazioni civili, a seguito delle incursioni citate dai bollettini nn. 1148 e r 149, sono le seguenti:

— a Reggio Emilia 6 morti e 20 feriti;

— a Napoli 12 morti e 84 feriti;

— a Nola 9 morti e 12 feriti;

— ad Afragola 4 morti e 10 feriti;

— a Roccarainola 10 morti e 10 feriti.

 

1150 - 19 luglio

In Sicilia ripetuti attacchi nemici sono stati respinti.

Nei combattimenti dei giorni scorsi si é distinta per il suo valoroso comportamento la divisione Livorno.

Squadriglie da bombardamento e da combattimento dell'Asse, in­tervenute in appoggio a reparti dell'esercito, agivano efficacemente su concentramenti di truppe e di mezzi: nel corso di tali operazioni g aerei nemici venivano abbattuti.

Azioni diurne e notturne dell'aviazione italiana e germanica causa­vano nuove perdite al naviglio avversario. Un piroscafo da 12 mila tonnellate carico di munizioni, colpito da un nostro aerosilurante, saltava in aria. Sono stati pure silurati da nostri velivoli un incro­ciatore pesante ed un mercantile di medio tonnellaggio.

Nel cielo della Sardegna un nostro ricognitore distruggeva un bom­bardiere.

Nel tardo mattino di oggi formazioni di apparecchi avversari hanno sganciato numerose bombe su Roma, causando danni in corso di accertamento.

L'aerosilurante che ha affondato un piroscafo da 12 mila tonnellate nell'azione citata dal bollettino odierno era pilotato dal capitano Fran­cesco Di Bella da Roccalumera (Messina). La squadriglia di moto­siluranti che ha colato a picco nelle acque della Sicilia orientale un mercantile di 9 mila tonnellate (bollettino n. 1149) era agli ordini del capitano di corvetta Giuseppe Pighini da Reggio Emilia.

 

1151 - 20 luglio

L'aumentata pressione nemica, lungo lo schieramento delle truppe dell'Asse in Sicilia, continua ad essere tenacemente contrastata.

Ad oriente della Sicilia, sommergibili italiani affondavano un piro­scafo da 8 mila tonnellate e ne siluravano un altro di grosso ton­nellaggio, un'unità mercantile di media stazza ed una da guerra di tipo imprecisato venivano colpite da nostri aerosiluranti.

Nella rada di Augusta e nel porto di La Valletta bombardieri ita­liani e germanici danneggiavano naviglio nemico alla fonda.

I danni arrecati dalle formazioni americane, che con alcune centinaia di quadrimotori hanno ieri, durante tre ore, attaccato Roma, sono ingenti; risultano, tra gli altri, gravemente colpiti ed in parte di­strutti, edifici sacri al culto ed alla scienza e quartieri di abitazioni operaie: in particolare la basilica di S. Lorenzo, il cimitero del Ve­rano, la Città Universitaria, il complesso ospedaliero del Policlinico, i caseggiati popolari delle zone Prenestina e Latina.

Il numero delle vittime civili finora accertate ascende a 166 morti e a 1659 feriti. Durante e dopo l'incursione la popolazione ha dato esempio di disciplina e di calma.

Sette velivoli sono stati abbattuti dalle artiglierie contraeree ed uno dalla caccia.

Questa notte Napoli e minori località della Campania e del Lazio sono state obiettivo di incursioni avversarie: sono segnalati danni non gravi e limitate perdite fra la popolazione.

Sicilia, è comandato dal tenente di vascello Claudio Celli da Venezia.

 

1152 - 21 luglio

Nel settore centrale del fronte siculo le truppe dell'Asse hanno sgom­brato — dopo aspri combat- timenti — Caltanissetta ed Enna, portan­dosi su nuove posizioni.

Dal 10 al 20 luglio 228 carri armati nemici sono stati distrutti ed un centinaio danneggiati oltre ai molti perduti dall'avversario du­rante le operazioni di sbarco.

Velivoli del nostro 5° stormo d'assalto compivano una audace azione sul porto di Augusta, colpendo gravemente un mercantile di grosso tonnellaggio ed una nave da trasporto. Venivano abbattuti in com­battimento 2 apparecchi avversari: 3 dei nostri non facevano ritorno. Bombardieri pesanti tedeschi attaccavano nella notte sul 20 il porto di Malta: risultano colpite le attrezzature portuali e 7 navi mercantili, delle quali 2 sono da ritenere affondate.

Motosiluranti germaniche hanno colato a picco nelle acque della Si­cilia 2 cacciatorpediniere ed un piroscafo da 3 mila tonnellate, silu­rando inoltre un mercantile di media stazza: tutte le unità sono rientrate alla base. Incursioni avversarie su Napoli e su località della Campania, della Calabria e della Sardegna causavano scarsi danni e poche vittime: sono stati abbattuti dalle batterie della difesa 2 aerei a Napoli, uno nei pressi di Salerno, uno nei dintorni di Decimo (Cagliari).

A seguito delle incursioni citate del bollettino odierno sono stati fi­nora accertati, a Napoli e provincia, 13 morti e 45 feriti.

 

1153 - 22 luglio

In Sicilia il nemico ha sviluppato, nei settori centrale e orientale del fronte, azioni di fanteria e di carri armati, alle quali le forze dell’Asse hanno opposto tenace resistenza infliggendo alle unità attac­canti sensibili perdite in uomini e mezzi.

Lungo le coste sud - orientali della Sicilia nostri aerosiluranti colpi­vano 7 grossi piroscafi, uno dei quali esplodeva; una nave cisterna ve­niva affondata e 6 mercantili danneggiati da bombar- dieri dell'Asse nella rada di Augusta. Nella notte sul 16, al largo di Siracusa, un nostro som- mergibile ha attaccato una formazione composta da 2 grandi unità e numerosi cacciatorpediniere, colpendo con due siluri una delle unità maggiori.

Grosseto, Napoli, Salerno e Cagliari sono state bombardate dall'avia­zione anglo - americana: danni di scarsa entità. Nei pressi di Sa­lerno gli apparecchi nemici mitragliavano un treno che trasportava prigionieri di guerra. Le batterie della difesa facevano precipitare un aereo a Milis e un altro a Uras (Sardegna).

La caccia notturna italiana ha abbattuto 3 apparecchi; nelle prime ore di stamane un velivolo germanico distruggeva un bimotore bri­tannico che aveva tentato un'azione di mitragliamento su di un aeroporto della Capitale.

Il sommergibile che, nella notte sul 16 corrente, ha agito contro una formazione navale avversaria al largo di Siracusa, é al comando del tenente di vascello Aldo Turcio da Venezia.

In base ad ulteriori accertamenti le perdite sofferte dalla popolazione di Roma, a seguito dell'incursione del giorno 19, ammontano a 717 morti e 1599 feriti.

Nelle incursioni citate dai bollettini nn. 1152 e 1153 Si deplorano le seguenti vittime finora accertate:

— Crotone 1 morto e 2 feriti;

— Grosseto 1 morto e 5 feriti;

— Salerno 16 morti e 52 feriti (la maggioranza prigionieri di guerra).

 

1154 - 23 luglio

Attacchi di rilevanti forze avversarie contro il settore centrale del fronte e nella piana di Catania sono stati respinti dalle truppe ita­liane e germaniche, mentre nel settore occidentale, dopo aspri com­battimenti sostenuti contro poderose formazioni corazzate, la difesa ha dovuto spostarsi su posizioni arretrate.

Reparti aerei dell'Asse hanno operato su naviglio avversario nelle acque della Sicilia: un mercantile di grosso tonnellaggio é stato col­pito e incendiato da nostri aerosiluranti ad oriente di Capo Passero. Sulla Sardegna, durante l'incursione segnalata dal precedente bol­lettino, l'avia- zione anglo - americana perdeva ad opera della nostra caccia 10 plurimotori; le artiglierie contraeree, oltre ai due già in­dicati, abbattevano un terzo apparecchio caduto presso Villasor.

Incursioniaeree su Foggia, Salerno e su taluni piccoli centri del Lazio causavano danni di notevole importanza nelle due città, di entità trascurabile nella campagna romana.

Un aereo avversario veniva distrutto in combattimento nel cielo di Foggia; un altro nel cielo di Montefalcione (Avellino). L'equipaggio di quest'ultimo è stato catturato.

Dalle operazioni degli ultimi due giorni 8 nostri velivoli non sono ritornati alle basi.

 

1155 - 24 luglio

L'aumentata pressione di forti masse corazzate nemiche ha reso ne­cessario in Sicilia un nuovo schieramento delle truppe dell'Asse e il conseguente sgombero della città di Palermo. Su tutto il fronte unità italiane e germaniche sono impegnate in aspra lotta.

Il CLXI e il CLXIII gruppo artiglieria semovente hanno combat­tuto negli scorsi giorni con strenuo valore meritando l'onore di spe­ciale menzione.

Ad oriente dell'isola due piroscafi per complessive 15 mila tonnel­late venivano colati a picco da nostri aerosiluranti che colpivano e danneggiavano due altri mercantili ed una petroliera.

L'aviazione nemica ha intensamente battuto la costa calabro - sicula tra Capo Peloro e Villa S. Giovanni: 5 apparecchi avversari sono stati distrutti. Anche a Salerno, nell'isola di Ventotene e stamane a Bologna, incursioni aeree hanno fatto vittime e danni in misura non ancora precisata.

 

1156 - 25 luglio

In Sicilia si è anche ieri duramente combattuto. L'urto nemico, con­tenuto nei settori orientale e centrale del fronte, si è ripetuto parti­colarmente intenso sull'ala settentrionale del nostro schieramento.

Nostri bombardieri colpivano un piroscafo di medio tonnellaggio nel porto di Augusta. Cacciatori e minori unità navali germaniche abbattevano negli ultimi due giorni 11 velivoli; un altro apparecchio veniva distrutto dalla nostra caccia sulle coste calabre.

Livorno è stata bombardata da formazioni aeree: danni non gravi, vittime in corso di accerta- mento. Due velivoli precipitavano colpiti dal tiro delle artiglierie della difesa.

A seguito delle incursioni aeree dei giorni scorsi sono state accertate le seguenti perdite tra la popolazione civile:

— a Bologna 97 morti e 270 feriti;

— ad Aquino (Frosinone) 4 morti e 10 feriti per scoppio ritardato di bombe;

— a Capo Rizzuto 1 morto e 2 feriti;

— a Livorno 17 feriti di cui due gravi.

 

1157 - 26 luglio

In Sicilia attacchi avversari, appoggiati da carri armati, sono stati respinti. Nel settore centrale del fronte, perdura, all'ala settentrionale, la violenta pressione nemica.

Nel porto di Siracusa velivoli germanici da combattimento affonda­vano 3 piroscafi per 20 mila tonnellate di stazza e danneggiavano 14 mercantili per complessive 61 mila tonnellate. Tre apparecchi ri­sultano distrutti nel cielo dell'isola dall'aviazione dell'Asse e 2 dalle batterie della difesa.

Nel corso degli ultimi giorni, durante attacchi a nostri convogli, le unità navali di scorta abbattevano 10 aerei.

Nostri mezzi antisommergibili, al comando del tenente di vascello Giulio Pelli da Bonassola (La Spezia), hanno colato a picco nell'Alto Tirreno un sommergibile nemico.

 

1158 - 27 luglio

Situazione immutata in Sicilia dove l'attività combattiva si è preva­lentemente svolta nel settore settentrionale dello schieramento. Bombardieri germanici hanno attaccato con successo unità mercan­tili e da guerra al largo delle coste settentrionali e orientali dell'isola danneggiando gravemente 4 trasporti, 2 incrociatori ed un caccia­torpediniere; 5 mercantili sono stati colpii nel porto di La Valletta. L'aviazione nemica effettuava incursioni sui dintorni di Napoli e sulla regione dello Stretto di Messina: danni non gravi, vittime in corso di accertamento; le artiglierie contraeree abbattevano 6 ap­parecchi.

In duelli con nostri cacciatori della Sardegna 2 Curtiss ed un aero­silurante precipitavano in mare.

 

1159 - 28 luglio

Sul fronte della Sicilia intenso fuoco delle opposte artiglierie: attac­chi condotti dal nemico nel settore centrale sono falliti.

Aerei tedeschi hanno agito su naviglio avversario alla fonda nei por­ti di Augusta e di Siracusa colando a picco una corvetta ed una pe­troliera da 7 mila tonnellate ed incendiando 6 trasporti per oltre 40 mila tonnellate.

Incursioni dell'aviazione anglo - americana su taluni minori centri delle Calabrie facevano danni di scarsa entità e qualche vittima tra le popolazioni. Sono stati abbattuti 2 apparecchi dei quali uno dall’artiglieria contraerea nei pressi di Messina ed uno dalla caccia nei dintorni di Capua.

Nel corso di una fallita azione contro un nostro convoglio in navi­gazione nel Tirreno, 4 velivoli nemici venivano distrutti dalle unità di scorta.

In Atlantico un nostro sommergibile, al comando del capitano di corvetta Giuseppe Roselli Lorenzini da Roma, colpiva con due siluri una nave portaerei nemica.

Le vittime dell'incursione nei dintorni di Napoli di cui al bollettino n. 1158 sono state accertate tra la popolazione, in 10 morti e 14 feriti. A Paola (Cosenza), per l'incursione di cui dà notizia il bollettino odierno, si deplorano un morto e 20 feriti; a Scalea 6 morti e 12 feriti.

 

1160 - 29 luglio

La pressione avversaria ha ripreso violenta, con il concorso di po­derose masse aeree, nella regione centro - settentrionale del fronte siculo dove aspri combattimenti sono in corso.

Nel porto di Gela azioni notturne di bombardieri germanici conse­guivano favorevoli risultati: 6 mercantili di complessive 29 mila ton­nellate di stazza venivano colpiti e danneggiati.

Centri della provincia di Salerno e località della periferia di Napoli sono stati attaccati dall'aviazione anglo - americana: di scarsa entità i danni segnalati,limitato il numero delle perdite. Risultano comples­sivamente abbattuti 12 velivoli nemici dei quali 5 dalla caccia tede­sca in Sicilia, 6 dalle batterie contraeree di Napoli e delle isole, uno da un idrovolante della nostra ricognizione marittima in Medi­terraneo.

 

1161 - 30 luglio

In Sicilia le truppe della difesa continuano ad essere duramente im­pegnate da rinnovati violenti attacchi del nemico. Nelle acque orien­tali dell'isola motosiluranti italiane hanno respinto puntate offen­sive di similari unità avversarie contro nostri convogli.

Incursioni aeree su talune località del Lazio e della Campania causa­vano lievi perdite. Nostri cacciatori, affrontata una formazione che sorvolava Napoli, abbattevano un bimotore.

 

1162 - 31 luglio

Contro il nostro schieramento in Sicilia il nemico sviluppa, con l'im­piego di forze fresche e con il poderoso appoggio dell'arma aerea, la sua azione offensiva contenuta in aspra lotta dalle truppe italiane e germaniche.

Nei violenti combattimenti dei giorni precedenti si è segnalato, per valore e tenacia, il raggrup- pamento motocorazzato al comando del colonnello Goffredo Ricci da Cesena.

Sono stati distrutti, dalla caccia dell'Asse e dalle batterie contraeree, 16 velivoli anglo - ame- ricani, dei quali 10 in Sardegna, 2 in Sicilia, 2 nell'Egeo e 2 in Grecia. Nel cielo del Lazio nostri cacciatori inter­cettavano ieri una formazione avversaria, abbattendo, senza proprie perdite, 4 quadrimotori e 2 bimotori.

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