1943 - giugno dal n. 1102 al n. 1131

1102 - 1 giugno

Nel porto di Susa bombe lanciate da aerei germanici hanno suscitato vasti incendi.

Incursioni sono state compiute dall'aviazione avversaria su Foggia, Augusta, Pantelleria, Cagliari e provincia: danni notevoli a Foggia, in corso di accertamento a Cagliari.

Il nemico ha perduto in tali azioni 20 apparecchi: 9 abbattuti dai cacciatori italiani e tedeschi nel cielo sardo e sulla Sicilia, 11 distrutti dalle batterie contraeree di cui 4 a Pantelleria, 2 ad Augusta e 5 in Sardegna.

Le vittime finora accertate tra la popolazione, per le incursioni se­gnalate nel bollettino odierno, ascendono a: 27 morti e 33 feriti a Foggia; 4 morti a Guspini (Cagliari).

 

1103 - 2 giugno

Una formazione navale nemica ha iniziato nel pomeriggio di ieri azione di bombardamento contro Pantelleria; la pronta reazione delle nostre artiglierie ha obbligato le unità avversarie ad interrompere il bombardamento. Un cacciatorpediniere della formazione risulta gravemente danneggiato.

Incursioni aeree condotte a più riprese contro l'isola hanno causato gravi danni agli abitati.

Sui dintorni di Napoli, su Paola e località della Sicilia e della Sar­degna aerei nemici hanno sganciato bombe: lievi danni e qualche vittima.

La nostra caccia abbatteva, in combattimento sopra la Sardegna, 3 velivoli; altri 9 apparecchi precipitavano colpiti dal tiro delle arti­glierie contraeree: 3 nel mare di Pantelleria, 3 al largo di Olbia (Sassari) e 3 nei pressi di Marsala.

Le vittime finora accertate tra la popolazione, per le incursioni se­gnalate nel bollettino odierno, ascendono a: 5 morti e 28 feriti in Portici (Napoli); 3 morti e 5 feriti complessivamente a Paola, Bale­strate (Palermo) e Marsala.

 

1104 - 3 giugno

Contro Pantelleria il nemico ha rinnovato azioni di bombardamento aereo e navale; un velivolo é stato abbattuto dalle artiglierie dell'isola. Due altri apparecchi, oltre a quelli ieri segnalati, risultano distrutti presso Porto Torres e S. Antioco dalle batterie contraeree della Sardegna.

1105 - 4 giugno

Al largo di Capo Bon (Tunisia) bombardieri germanici attaccavano, nel tardo pomeriggio di ieri, un convoglio affondando un piroscafo ed incendiandone un secondo.

E' continuata l'offensiva aerea nemica contro l'isola di Pantelleria le cui artiglierie hanno distrutto 2 apparecchi. Due altri sono stati ab­battuti in combattimento dalla caccia italo - germanica.

Azioni di spezzonamento e di mitragliamento, effettuate da velivoli avversari lungo le coste calabre e sarde, causavano qualche vittima e danni di lieve entità.

 

1106 -5 giugno

L'aviazione dell'Asse ha bombardato questa notte il porto di Algeri. Su Pantelleria, nel corso di violenti attacchi aerei, 4 velivoli sono stati distrutti dalle artiglierie.

Una duplice incursione avversaria causava danni e vittime nei din­torni di Taranto, dove un Liberator precipitava colpito dal fuoco della difesa.

Batterie contraeree, entrate in azione contro una formazione nemica che sorvolava il territorio della provincia di Trapani, abbattevano con aggiustato tiro 4 apparecchi. Un altro bimotore s'inabissava in mare, nei pressi dell'isola di Favignana, in seguito a combattimento con la nostra caccia.

Nel cielo di Malta cacciatori germanici hanno abbattuto uno Spitfire. Tra la popolazione della provincia di Taranto, a seguito delle incur­sioni citate dal bollettino di oggi, si deplorano 24 morti e 41 feriti.

 

1107 - 6 giugno

Unità navali hanno effettuato azioni di fuoco contro l'isola di Pan­telleria, ripetutamente e violentemente bombardata anche dall'avia­zione avversaria.

Incursioni nemiche su La Spezia e su località della provincia di Cagliari facevano qualche vittima e causavano danni limitati. Sono stati abbattuti, nel corso della giornata, 10 velivoli: 3 dalla caccia e uno dal tiro contraereo in Sardegna, uno dalla caccia e 3 dalle bat­terie a Pantelleria, uno dai cacciatori e uno dalle artiglierie a La Spezia.

Durante un attacco aereo contro nostre isole dell'Egeo, un apparec­chio, colpito e incendiato dal fuoco della difesa, precipitava in mare.

 

1108 - 7 giugno

In Mediterraneo un sommergibile nemico è stato affondato da mezzi della R. Marina.

Plurimotori avversari hanno bombardato Messina, Reggio Calabria ed altre minori località dello stretto. Nostri cacciatori impegnavano la formazione avversaria abbattendo 4 quadrimotori; un quinto pre­cipitava raggiunto dal tiro contraereo. Anche ieri Pantelleria é stata obiettivo di reiterate incursioni nel corso delle quali, ad opera della caccia e delle batterie della difesa, 7 velivoli venivano distrutti. In combattimento con cacciatori tedeschi, il nemico ha perduto altri 2 bombardieri a sud della Sicilia ed uno Spitfire sull'isola di Linosa (Lampedusa). Dalle operazioni della giornata 3 nostri aerei non sono ritornati alle basi.

Le perdite della popolazione nella provincia di Reggio Calabria, fi­nora accertate a seguito dell'incursione di cui dà notizia il bollet­tino odierno, ammontano a 50 morti e 7 feriti; non ancora precisate quelle di Messina.

 

1109 - 8 giugno

Al largo di Bona nostri aerosiluranti hanno attaccato un convoglio scortato incendiando un piroscafo da 5.000 tonnellate e colpendo un'altra grossa unità.

Un tentativo di sbarco effettuato da elementi britannici contro l'isola di Lampedusa è stato prontamente respinto dalla nostra difesa, che ha affondato alcuni mezzi navali del nemico. Il presidio di Pantel­leria, reagendo con immutato valore alla ininterrotta azione aerea nemica, ha ieri distrutto 6 velivoli; altri 3 apparecchi precipitavano a seguito di combattimenti impegnati, nel cielo dell'isola, con la caccia germanica.

Su Messina e sui dintorni di Trapani bombardieri avversari compi­vano incursioni che causavano sensibili danni; in corso di accerta­mento le perdite. Le artiglierie della difesa abbattevano un apparec­chio a Messina e 4 a Trapani, caduti a presso il semaforo di S. Teodo­ro e 2 a sud di Favignana.

Nell'azione dei nostri aerosiluranti, segnalata dall'odierno bollettino, si 'sono particolarmente distinti i seguenti piloti:

— tenente Francesco Pandolfo da Acireale (Catania);

— maresciallo Giovanni De Maurizio da S. Martino in Pensilis (Cam­pobasso).

 

1110 - 9 giugno

Il presidio dell'isola di Pantelleria, che durante la giornata di ieri ha subito un ininterrotto attacco aereo, non ha risposto all'intimazione di resa fatta dal nemico.

L'isola é stata anche bombardata violentemente da una grossa for­mazione navale: un'unità nemica é stata colpita da nostri velivoli d'assalto.

Durante gli attacchi aerei sono stati distrutti 5 velivoli nemici dalle batterie contraeree e 10 dai cacciatori del 53° stormo.

Sulle coste meridionali della Sicilia la caccia tedesca abbatteva 2 Spitfire.

Un'incursione avversaria su Carbonia e dintorni causava il crollo di qualche fabbricato e alcuni incendi; si deplorano pochi feriti. Colpiti dalla reazione contraerea, 2 apparecchi cadevano l'uno a Calasetta e l'altro a S. Antico (Cagliari).

 

1111 - 10 giugno

Sono ieri continuate le azioni aeree avversarie su Pantelleria: nel cielo dell'isola 6 apparecchi venivano abbattuti dalla nostra caccia, 5 da quella germanica.

Formazioni di plurimotori hanno bombardato località dei dintorni di Catania facendo vittime tra la popolazione civile e causando danni limitati: due quadrimotori, colpiti dai nostri cacciatori, precipita­vano in mare.

Dalle operazioni degli ultimi due giorni 4 nostri velivoli non sono rientrati.

Le perdite finora accertate tra la popolazione civile nei dintorni di Catania, a seguito dell'incursione citata dal bollettino odierno, ascen­dono a 41 morti e 91 feriti.

 

1112 - 11 giugno

Poderose formazioni avversarie di bombardieri e di caccia si sono susseguite ininterrottamente, ieri e questa notte, su Pantelleria il cui presidio, quantunque martellato dall'azione di un migliaio di ap­parecchi, ha fieramente lasciato senza risposta una nuova intima­zione di resa.

Cacciatori del 53° stormo e 150° gruppo, arditamente impegnatisi contro forze numericamente superiori, abbattevano in accaniti com­battimenti 12 velivoli; pure nel cielo dell'isola 8 aerei venivano di­strutti dall'aviazione germanica che inoltre, nei pressi di Capo Bon, intercettava e faceva precipitare in mare 2 Curtiss.

Al largo di Capo Bianco (Tunisia) nostri aerosiluranti hanno attac­cato un convoglio colpendo un piroscafo da 3.000 tonnellate. Sette nostri velivoli non hanno fatto ritorno dalle operazioni della giornata.

Un apparecchio nemico, che aveva tentato di effettuare una azione di mitragliamento contro alcune motovedette lungo la costa calabra, e stato abbattuto dalle artiglierie della difesa.

 

1113 - 12 giugno

Pantelleria, sottoposta a massicce azioni aero - navali di potenza e frequenza senza precedenti, privata di ogni risorsa idrica per la po­polazione civile, è stata ieri costretta a cessare la resistenza. L'offesa aerea e navale dell'avversario si è rinnovata ed accresciuta sul piccolo presidio di Lampedusa che ha respinto la intimazione di resa e resiste eroicamente.

 

1114 - 13 giugno

L'isola di Lampedusa, martellata da ininterrotto bombardamento aeronavale, ha dovuto desistere dall'impari lotta.

Nel canale di Sicilia formazioni navali venivano attaccate da veli­voli germanici che colavano a picco un trasporto da 8.000 tonnella­te, 14 mezzi da sbarco e danneggiavano gravemente 3 incrociatori, 14 minori unità da guerra e 6 mercantili. In combattimento contro la scorta aerea, cacciatori tedeschi abbattevano 4 apparecchi.

Riuscite azioni notturne sono state condotte da nostri aerosiluranti contro un convoglio nelle acque della Cirenaica e contro naviglio alla fonda nel golfo di Philippeville: 3 piroscafi, uno di grosso e due di medio tonnellaggio, risultano colpiti.

Incursioni avversarie su Reggio Calabria, Catania e Palermo causa­vano perdite alla popolazione civile e danni di limitato rilievo agli abitati. Batterie della difesa di Trapani distruggevano un bimotore. Tra le popolazioni civili, a seguito delle incursioni di cui dà notizia l'odierno bollet- tino, sono state accertate le seguenti perdite:

— 2 morti e 9 feriti a Catania;

— 10 morti e 19 feriti a Palermo.

 

1115 - 14 giugno

Nel corso di ripetuti attacchi contro il traffico nemico nel canale di Sicilia e lungo le coste tunisine, velivoli italiani e germanici af­fondavano un mercantile e ne danneggiavano tre altri.

Cinque apparecchi sono stati abbattuti in combattimento da caccia­tori dell'Asse: 2 su Pantelleria, 3 nel cielo della Sicilia. Formazioni di quadrimotori hanno .bombardato i dintorni di Messina e di Ca­tania: non gravi i danni segnalati, limitato il numero delle vittime; due degli aerei partecipanti alle incursioni precipitavano colpiti dal tiro delle artiglierie della difesa di Messina; uno tra Gazzi e Con­tesse e l'altro a nord - ovest di Orto Liuzzo.

Sono stati finora accertati, a seguito delle incursioni segnalate dal bollettino odierno, 4 morti e 2 feriti fra la popolazione civile.

 

1116 - 15 giugno

Nel Mediterraneo occidentale un nostro sommergibile, comandato dal tenente di vascello Luigi Andreotti da La Spezia, ha effettuato un duplice ardito attacco in superficie contro un convoglio forte­mente scortato, colpendo due piroscafi da circa 10.000 tonnellate di cui uno risulta affondato.

L'arma aerea germanica attaccava obiettivi navali nelle acque di Pantelleria, colpendo con bombe un mezzo da sbarco e 6 navi tra­sporto di medio tonnellaggio.

L'aviazione avversaria, che ha agito ieri su Castelvetrano, perdeva 6 apparecchi dei quali, 3 su Pantelleria ed 1 su Capo Spartivento in combattimento, uno nella zona di Castelvetrano ad opera delle arti­glierie contraeree, uno precipitato in fiamme nei dintorni di Marsala. Velivoli britannici hanno mitragliato motovelieri greci nei pressi delle Isole lonie: impegnati dalla caccia tedesca, due Bristol - Blen­heim venivano abbattuti.

 

1117 - 16 giugno

Lungo le coste dell'Algeria un convoglio nemico veniva attaccato da nostri aerosiluranti che colavano a picco un piroscafo da 15.000 tonnellate e ne danneggiavano gravemente un secondo da 5.000.

Formazioni germaniche hanno nuovamente agito, in prossimità di Pantelleria, contro mezzi da sbarco avversari affondandone alcuni e colpendone altri.

Località dei dintorni di Palermo e delle province di Trapani e Agri­gento sono state ieri obiettivo di azioni aeree di bombardamento e mitragliamento, che causavano qualche perdita tra la popolazione ci­vile e facevano danni di limitata entità. Risultano complessivamente abbattuti nel cielo della Sicilia 23 apparecchi, tra i quali numerosi plurimotori: 5 dalla caccia italiana, 7 da quella germanica e 11 dalle artiglierie della difesa.

Nelle azioni di siluramento citate dal bollettino odierno si sono par­ticolarmente distinti i seguenti piloti:

— tenente Irnerio Bertuzzi da Rimini e sergente Giovanni Coppola da Trentola (Napoli) che hanno affondato il piroscafo da 15.000 tonnellate;

— sottotenente Alessandro Girardi da Volpago (Treviso) e sergente maggiore Giuseppe Rumpianesi da Bologna, i quali hanno colpito il mercantile da 5.000 tonnellate.

 

1118-17 giugno

Velivoli germanici da combattimento hanno attaccato il porto di Pantelleria.

Limitate azioni di offesa aerea sono state compiute dal nemico su alcuni minori centri della Campania, della Calabria e della Sicilia, senza causare danni apprezzabili.

A sud - ovest di Sciacca (Agrigento) due apparecchi venivano abbat­tuti in mare da nostri cacciatori.

 

1119 - 18 giugno

Sulle attrezzature del porto di Djidjelli formazioni aeree germaniche hanno sganciato numerose bombe.

L'aviazione nemica ha ieri agito su località della Sicilia, della Ca­labria e su piccoli centri della zona del Vesuvio tra cui Pompei: danni limitati. Uno Spitfire é stato abbattuto dalla nostra caccia nei dintorni di Comiso.

Le incursioni avversarie segnalate nel bollettino odierno hanno causa­to complessivamente 2 mor- ti e 16 feriti.

 

1120 - 19 giugno

In riuscite azioni notturne lungo le coste algerine, nostri aerosilu­ranti hanno affondato un piroscafo da 6.000 tonnellate danneggian­done gravemente un altro di eguale stazza.

Navi alla fonda nell'avamporto di Pantelleria sono state ieri attac­cate da velivoli germanici che centravano un mercantile da 5.000 ton­nellate e colpivano un cacciatorpediniere. Sulla rotta di ritorno un bombardiere nemico veniva abbattuto.

Formazioni aeree avversarie ed apparecchi isolati hanno bombardato e mitragliato centri urbani e località in Sardegna, Sicilia, Calabria e Campania. In tali incursioni il nemico ha perduto 27 apparecchi dei quali 6 a Trapani ad opera delle artiglierie della difesa, 4 col­piti dalle batterie contraeree di Olbia e 17 abbattuti dalla caccia dell’Asse dei quali 15 sulla Sardegna e 2 a Messina. Alcuni degli equi­paggi sono stati catturati.

Gli aerosilurante che hanno compiuto le azioni segnalate dal bol­lettino di oggi, erano al comando dei seguenti capi - equipaggio:

— tenente Raffaele Durante da Campobasso;

— tenente Mario Maltinti da La Spezia;

— sottotenente Luigi Morselli da Villa Poma (Napoli).

A seguito delle incursioni di cui al bollettino odierno, sono state fi­nora accertate le seguenti perdite fra la popolazione civile: 10 feriti ad Olbia; 10 morti e 54 feriti a Messina; 11 morti e 20 feriti a Si­racusa.

 

1121 - 20 giugno

L'intensificato traffico nemico sulle rotte dell'Africa settentrionale e stato nuovamente ostacolato da nostri reparti aerosiluranti che, al largo di Bona, colavano a picco un piroscafo da 10.000 tonnellate e ne colpivano due altri per complessive 17.000.

Bombardieri italiani e germanici hanno agito con visibili risultati sui porti di Biserta e di Pantelleria.

La fascia costiera calabra, fra Villa S. Giovanni e Reggio e la città di Messina sono state ieri attaccate da forti formazioni di quadri­motori. Due apparecchi venivano abbattuti presso Messina dalle ar­tiglierie contraeree ed uno a Reggio dalla nostra caccia, che distrug­geva inoltre un ricognitore avversario nel cielo della Sardegna.

Nell'attacco al convoglio di cui dà notizia l'odierno bollettino, si sono segnalati i seguenti piloti:

— capitano Bruno Pannoncini da Magliano in Toscana (Grosseto);

— sottotenente Domenico Vollaro De Lieto, da Catania;

— maresc. Urbano Gentilini da Porretta Terme (Bologna);

— maresc. Clemente Musati da Roccapietra (Vercelli);

— serg. Fabrizio Fabrizi da Nemi (Roma);

— serg. Emilio Dotoli da Sansevero (Foggia).

 

1122 - 21 giugno

Nel corso di attacchi contro un convoglio fortemente scortato, un nostro sommergibile, al coman- do del tenente di vascello Arcangelo Giliberti da Napoli, colava a picco nel Mediterraneo occi- dentale un piroscafo e ne colpiva un secondo. Un altro mercantile di medio ton­nellaggio è da ritenersi sicuramente affondato in vicinanza delle coste tunisine, ad opera di un nostro aerosilurante.

Velivoli dell'Asse hanno attaccato, con favorevole esito, naviglio alla fonda nel porto di Biserta.

L'aviazione nemica ha compiuto incursioni sui dintorni di Napoli, su Foggia, Spinazzola (Bari), Reggio Calabria, Villa S. Giovanni, Castelvetrano, Porto Empedocle, Licata, Siracusa. Risultano comples­sivamente abbattuti 26 velivoli avversari: 10 dalla caccia italo - ger­manica e 16 dalle artiglierie contraeree di cui 4 a Napoli, 2 a Reg­gio Calabria, 8 a Castelvetrano, 1 a Miligheddu (Enna) e 1 a Porto Empedocle.

Nell'azione di aerosiluramento, di cui dà notizia il bollettino odier­no, si sono distinti i seguenti piloti:

— tenente Giuseppe Fragola da Torino;

— sergente Guerrino Tassinari da Bergamo.

A seguito delle incursioni citate dal bollettino odierno, sono state finora accertate tra le popo- lazioni civili, le seguenti perdite: a Reg­gio Calabria 12 morti e 56 feriti; a Siracusa 5 morti e 22 feriti; in provincia di Napoli e negli altri centri della Sicilia, complessivamente 2 morti e 23 feriti.

 

1123 - 22 giugno

Formazioni di quadrimotori hanno ieri attaccato Napoli, Torre An­nunziata, Salerno, Battipaglia, Reggio Calabria e Messina causando danni considerevoli ai centri urbani e facendo vittime tra la popola­zione. A Napoli le artiglierie della difesa facevano precipitare 5 ve­livoli; 6 quadrimotori venivano abbattuti dalla nostra caccia. Due apparecchi nemici precipitavano inoltre uno a Reggio Calabria, ad opera di cacciatori tedeschi, l'altro nei pressi di Cagliari sotto il tiro delle batterie contraeree.

Undici componenti degli equipaggi dei velivoli abbattuti sono stati catturati.

A seguito delle incursioni citate dal bollettino odierno sono state fi­nora accertate le seguenti perdite:

— a Napoli, 10 morti e 72 feriti;

— a Torre Annunziata, 1 morto e 8 feriti;

— a Salerno, 14 morti e 45 feriti;

— a Battipaglia, 15 morti e 70 feriti;

non ancora precisate quelle di Reggio Calabria e Messina.

 

1124 - 23 giugno

Nostri aerosiluranti hanno attaccato un convoglio nemico lungo le coste dell'Africa settentrionale affondando un piroscafo da 12.000 tonnellate e danneggiandone un altro da 7.000; un terzo mercantile veniva silurato nel golfo di Tunisi.

Il porto di Biserta ed obiettivi stradali e ferroviari a sud di Giaffa (Palestina) sono stati bombardati da nostre formazioni aeree. Velivoli avversari hanno effettuato azioni di bombardamento e mi­tragliamento su Salerno, Castelvetrano, Milazzo e Olbia sono se­gnalati danni e perdite a Salerno. Le batterie contraeree di Olbia facevano precipitare in fiamme un apparecchio a oriente di Ca­stelsardo.

Durante le incursioni su Reggio Calabria e Messina, di cui ha dato notizia il bollettino n. 1123, due quadrimotori risultano abbattuti dalla caccia nazionale.

Nelle azioni di siluramento citate dal bollettino odierno, si sono particolarmente distinti i seguenti piloti:

— tenente Orlando Veroni da Milano e sergente maggiore Carlo Cozzi da Olgiate - Olona (Varese) che hanno affondato il piro­scafo da 12.000 tonnellate;

— tenente Ruggero Malagoli da Milano e .sergente Vincenzo Spina da Milano, che hanno colpito il mercantile da 7.000 tonnellate.

Nell'incursione su Salerno di cui dà notizia il bollettino odierno, si deplorano tra la popolazione 41 morti e 57 feriti.

Le perdite della popolazione, a seguito dell'azione aerea nemica nella zona dello Stretto di Messina, di cui al bollettino di ieri, sono state complessivamente accertate, a Villa S. Giovanni e Bagnara Calabra, in 5 morti e 55 feriti.

 

1125 - 24 giugno

Nostri aerosiluranti, in ricognizione offensiva sulle coste algerine, hanno colato a picco un piroscafo da 15.000 tonnellate e silurato una petroliera da 7.000.

Nel cielo della Sicilia un ricognitore nazionale abbatteva un aerosi­lurante avversario e ne colpiva gravemente un secondo.

L'aeroporto di Latakia di Siria e le linee di comunicazione di Fuka (Egitto) sono state attaccate con buon risultato da bombardieri italiani. Il nemico ha effettuato incursioni su La Spezia, Porto Empedocle e Catania causando in quest'ultima città numerosi crolli di fabbricati civili ed alcune vittime tra la popolazione.

Le artiglierie contraeree di La Spezia abbattevano due velivoli, un terzo precipitava in mare a ovest di Calambrone, colpito dal tiro delle batterie della difesa di Livorno.

L'aerosilurante, che ha affondato un piroscafo da 15.000 tonnellate, era pilotato dai marescialli Angelo Momolo da Trasaghis (Udine) e Radames Gineprari da Perugia; la petroliera è stata colpita dal ve­livolo pilotato dal tenente Luigi Bonaiuto da Sarno (Salerno) e dal sergente Bruno Zgur da Trieste.

Fra la popolazione di Catania, a seguito dell'incursione di cui dà notizia il bollettino di oggi, si deplorano 19 morti e 106 feriti.

 

1126 - 25 giugno

In ripetute azioni notturne contro convogli nemici in navigazione lungo le coste settentrionali dell'Africa, nuovi successi sono stati con­seguiti da nostri reparti aerosiluranti che affondavano tre grossi piro­scafi per complessive 31 mila tonnellate e ne danneggiavano altri tre. Gli impianti portuali di Biserta e navi alla fonda venivano attaccati da nostri bombardieri.

Località della Sardegna sono state bombardate e spezzonate, nella giornata di ieri e questa notte, da formazioni avversarie alle quali la caccia italiana e germanica e le artiglierie della difesa hanno in­flitto dure perdite. Risultano abbattuti 7 apparecchi dai cacciatori ita­liani, 23 da quelli tedeschi, 3 dalle batterie contraeree di cui a preci­pitati nei pressi di Macomer ed i ad Olbia.

Vittime tra la popolazione e danni di qualche rilievo sono segnalati soltanto in provincia di Sassari, a Chilivani e Golfo Aranci. Due nostri velivoli non hanno fatto ritorno alle basi.

Ecco i nomi dei piloti segnalatisi nelle azioni di aerosiluramento, ci­tate dal bollettino odierno: ten. col. Carlo Unia da Torino, cap. Dan­te Magagnoli da Bologna, cap. Francesco Aurelio Di Bella da Rocca Lumera (Messina), ten. Giuseppe Balzarotti da Milano, maresc. Olivo Luppi da Revere (Mantova), serg. Guido Freschi da Campi di Bisen­zio (Firenze).

Le perdite della popolazione di Chilivani e Golfo Aranci (Sassari) sono state accertate in 1 morto e 8 feriti.

 

1127 - 26 giugno

Grosse formazioni di quadrimotori hanno ieri attaccato la città di Messina facendo vittime e danni considerevoli. Anche su Reggio Ca­labria, San Nicandro (Bari) e Vizzini (Catania) sono state lanciate bombe e spezzoni che colpivano edifici privati e causavano qualche perdita alla popolazione civile. Nel cielo della Sicilia, fra Messina e Catania, la caccia italiana abbatteva 8 quadrimotori, quella germa­nica 4; 6 altri velivoli venivano distrutti dalle batterie della difesa di Messina e di Reggio.

Non sono rientrati alla base due nostri aerei. Un nostro sommergi­bile non é rientrato alla base.

Le incursioni citate dal bollettino odierno hanno causato le seguenti perdite, finora accertate:

— a Messina 81 morti e 85 feriti;

— a San Nicandro 10 morti e 10 feriti;

— a Vizzini 2 morti e 4 feriti.

 

1128 - 27 giugno

Nel Canale di Sicilia aerosiluranti e bombardieri dall'Asse hanno condotto ripetute azioni diurne e notturne contro convogli in na­vigazione: un piroscafo è stato silurato, una petroliera incendiata; dieci altre navi da trasporto risultano danneggiate.

Un'incursione, compiuta questa notte dal nemico sulla periferia e i dintorni di Napoli, causava danni limitati e pochi feriti. Due veli­voli, colpiti dal tiro contraereo, precipitavano l'uno a Camaldoli di Torre del Greco e l'altro in mare fra Torre Annunziata e Castellam­mare di Stabia.

Un ricognitore veniva abbattuto da nostri cacciatori in Sardegna, presso Capo Comino.

Nei combattimenti impegnati con la nostra caccia nel cielo della Si­cilia, il giorno 25, l'aviazione avversaria ha perduto, oltre a quelli già segnalati dal bollettino di ieri, altri tre quadrimotori caduti in mare nei pressi dello Stromboli.

 

1129 - 28 giugno

Una nostra formazione aerea ha efficacemente attaccato a Biserta attrezzature portuali e naviglio alla fonda.

Bombe e spezzoni sono stati lanciati nel pomeriggio di ieri dall’aviazione nemica su Gerbini (Catania), la cui popolazione ha su­bìto qualche perdita e, nella notte scorsa, su Reggio Calabria e al­cuni minori centri della provincia, dove vittime e danni sono in corso di accertamento.

Le artiglierie della difesa di Reggio abbattevano due apparecchi; un altro aereo veniva distrutto in combattimento da cacciatori germanici sulle coste meridionali della Sicilia.

 

1130 - 29 giugno

Velivoli germanici da combattimento hanno agito con favorevoli ri­sultati sugli impianti del porto di Pantelleria.

Livorno, Reggio Calabria, Messina ed altre località. della Sicilia e della Sardegna sono state bombardate dall'aviazione nemica: ingenti i danni subiti dalla città di Livorno, in corso di precisazione le per­dite delle popolazioni.

Nove velivoli venivano abbattuti dalla caccia nazionale: 6 in Sar­degna e 3 a Livorno; 9 distrutti dalle artiglierie contraeree: uno in Sardegna, 4 in Sicilia e 4 a Livorno, dei quali 2 caduti in mare al largo dell'Ardenza, uno nei pressi di Tombolo e uno nei boschi di Salviano.

Un altro aereo avversario, colpito dalle batterie della difesa delle Isole Ione, precipitava in mare.

Nelle incursioni citate dal bollettino odierno, sono state finora ac­certate:

— 175 morti e 300 feriti a Livorno;

— 14 morti e 52 feriti a Reggio Calabria;

— 4 feriti a Messina.

 

1131 - 30 giugno

Il porto di Bona è stato efficacemente bombardato da formazioni aeree tedesche.

Messina e dintorni e la costa calabra dello Stretto, hanno subito una nuova incursione. Alcune bombe sono state sganciate anche su Porto Empedocle.

Il nemico ha perduto io apparecchi: 5 in combattimento con la caccia dell'Asse nel cielo di Comiso e 5 ad opera delle artiglierie con­traeree precipitati rispettivamente nei pressi di Licata, Pozzallo, Tremestieri, Comiso e Castelvetrano.

Nell'azione su Livorno, citata nel bollettino di ieri, altri due quadri­motori nemici, colpiti dal tiro delle batterie della difesa, sono caduti in mare presso l'isola di Gorgona.

Nelle incursioni citate dal bollettino odierno sono stati finora accer­tati: 2 morti e 10 feriti a Porto Empedocle.

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